agenzia matrimoniale Maruska   i media che parlano di noi...

Cosmopolitan
edizione e data: Agosto 1997 N. 8
titolo: il fascino dell'Est
firmato: Rosalba Graglia

Sono sempre piú gli uomini che sposano donne dell' ex Unione Sovietica. Perchè? Cosa cercano e cosa trovano in queste donne che secondo loro sono cosí diverse da noi?

La favola di Renato e Victoria

La nostra é una specie di miracolo, e ogni tanto chiedo a Victoria di darmi dei pizzicotti per essere sicuro che non sia tutto un sogno. Esordisce cosí Renato, prossimo sposo in un matrimonio che comincia in agenzia. Cosa che non lo turba minimamente, anzi, semmai il contrario. Ma andiamo con ordine. Quando abbiamo fissato di vederci, in una gelateria della prima collina torinese a due passi dal Po, Renato non aveva precisato se sarebbe venuto solo. E quando ho visto arrivare due innamorati, mano nella mano, li ho scambiati per una delle tante coppie che si danno appuntamento lí per la serata. Diversi, " combinati"? Neanche per sogno. Lui Renato Berton, ha 41 anni, capelli sale e pepe da tipo fascinoso, camicia a fiorellini e aria da ragazzo in vacanza. Di professione fa l'artigiano elettricistra, in proprio, e ha un passato di corridore di rally con parecchie coppe vinte. Insomma, niente del tipo sfigato che non riesce a rimediare uno straccio di ragazza. Lei, Viktoria è bellissima: capelli accesi di riflessi rame, gli occhi pieni di luce, un sorriso allegro e un po' malizioso, una pelle di pesca che ogni tanto arrossisce di imbarazzo. Ha 24 anni e un corpo perfetto, come s'intuisce dalla maglietta verde mela stretta e corta in vita e i pantaloni neri a vita bassa.

Lui vive a Settimo, cintura di torino, lei arriva da Ogre, un posto fatto di niente a una trentina di kilometri da Riga, in Lettonia. A Ogre lavorava in una ditta di import-export e sognava l'Italia: i film, le canzoni, il sole ... Per questo aveva scritto a quell'agenzia specializzata in incontri tra russe e italiani, chissà mai che la vita non le potesse cambiare. Non cercava un ragazzo, ma un uomo, uno che le desse sicurazza e protezione.

Intanto lui, Renato, a Torino faceva la stessa cosa. Come mai?

''Per la ragione più banale del mondo: una delusione d'amore. Con la ragazza con cui stavo da 4 anni era tutto finito, e mi sentivo solo e stufo. Ho cominciato quasi per gioco a leggere gli annunci sui giornali per cercare una ragazza con cui passare la serata, ma senza farmi troppe illusioni. Molti di quei numeri facevano ricevimento a un'agenzia specializzata e cosÍ mi sono rivolto a loro''.

Ma non ha mai pensato di cercare una ragazza qui, nel suo ambiente?

" Guardi, nel mio lavoro, tra i cantieri, di ragazze ne circolano poche; andate da solo in discoteca o in giro per locali, nella speranza di ... non piace proprio, e poi l'ho fatto un po' cosí, per tentare qualcosa di impossibile, senza sperarci più di tanto".

Come è andata lo vedo da me. Ma le tappe me le faccio raccontare per bene.

Dunque preliminari in agenzia, che tipo di ragazza vorrebbe ("che non fumasse, avesse meno di trent'anni, tenesse al suo aspetto fisico, a essere in forma, e non avesse figli, perchè pensavo sarebbe stato più difficile. Carina? sí, ma non era cosí importante: cecavo qualcuna che mi piacesse e con cui andare d'accordo"), una prima selezione di fotografie, forse c'era anche la sua, quella di Viktoria, ma Renato all'inizio non ci ha fatto caso.

Dopo, il grande viaggio. In novembre con due amici, loro ancora alla ricerca dell'anima gemella ("ma sbagliano tutto", dice lui, "vanno su e cercano di vivere alla grande, di presentarsi come non sono nella realtà". "E poi vogliono una donna tradizionale" precisa Viktoria), fa 2700 kilometri in macchina, alla volta di Riga, per uno dei meeting che l'agenzia organizza sul posto.

Ed é lí che la incontra davvero, Viktoria. Anzi, é lei che avvicina lui, stile colpo di fulmine. Si capiscono a gesti. Un incontro in fondo casuale, visto che non si erano mai scelti a "catalogo", (parola usata da Renato che sulla storia dell'agenzia ci scherza pure un po'). Torna a casa con un po' di sogni e una foto, che si rigira tra le mani: e s'innamora. A dicembre torna su, conosce la famiglia di lei ("i tempi si bruciano, bisogna fare tutto in fretta, conoscersi, fare buona impressione", racconta oggi), chiede: "ma voi la lascereste venire, Viktoria in Italia?",

E cosí, sul sogno italiano nato al cinema e con una prospettiva di una vita diversa, migliore, Viktoria lascia Ogre, un lavoro di import-esport, la famiglia, le amiche ("scrivo tutti i giorni, ho tanta nostalgia"), e arriva a Settimo, Italia.

É qui da cinque mesi, ha imparato l'Italiano -lo capisce bene e lo parla abbastanza- lui ha garantito per lei per farle avere il permesso di soggiorno, si sposeranno al più presto, appena tutti gli intoppi burocratici saranno sciolti. La madre di lui l'ha accolta a braccia aperte, e sembra non seguire affatto il cliché della suocera nostrana. Gli amici sono affascinati e un po' gelosi, e si dichiarano in lista di attesa, pronti a prendere il posto di Renato nel caso le cose non andassero nel verso giusto. Cosa che naturalmente Renato non mette neppure in conto. La differnza di età? Puó essere un problema in futuro, forse, ma lui spera di mantenersi in forma. La lontananza? C'é l'aereo, andranno a trovare i suoi, compreranno il GSM per chiamare facilmente in Lettonia. Le abitudini diverse? "Sono l'uomo più tollerante del mondo", dice, e Viktoria annuisce. Non cercava una moglie casalinga, tanto che ha fatto di tutto per cercarle un lavoro e adesso l'ha iscritta a un corso di italiano. In previsione di domande future. Eppure lei non sembra turbarsi più di troppo all'idea di non lavorare - anche se adesso si annoia un po', tutto il giorno da sola - e comunque se verranno figli, starà a casa volentieri: l'idea di dipendere economicamente da Renato le sembra naturale, dalle sue parti é cosí. "E poi io sono generoso, e non mi sognerei mai di farglielo pesare", precisa lui.

Insomma, una storia normale di due che mettono su casa e pensano al futuro. E filano d'amore e d'accordo, lei arrossendo deliziosamente dice che si capiscono al volo, senza bisogno di parole. Scusate se é poco.

Il fatto che tutto sia nato in agenzia non li tocca, non se ne vergognano, anzi, sembrano divertirsi a raccontare in giro come é andata e come sono stati fortunati. Poco romantico iscriversi a un'agenzia e compilare la lista dei "come ti vorrei?".

"Il romanticismo viene dopo, quando ci si conosce davvero" dice lui. La gente fa commenti? "faccia pure, tutta invidia" A noi, conclude Renato, " é successo qualcosa di speciale: ci siamo conosciuti e innamorati. L'agenzia ha solo reso tutto più facile: io, Viktoria, non l'avrei mai trovata da solo. Ma é la mia anima gemella, e stava a 2700 kilometri da qui: meno male che qualcuno ci ha fatto incontrare".

Se ne vanno mano nella mano come sono arrivati, con un'aria complice da fare invidia. Il giorno del matrimonio brinderanno al destino o alla titolare dell'agenzia Maruska? Comunque tanti auguri.


Nota dell'agenzia Maruska: aprile 1998

Renato e Viktoria si sono sposati l'8/11/97.

Il giorno stesso del matrimonio sono venuti nell'ufficio dell'agenzia Maruska a Torino portando lo spumante per festeggiare. (abbiamo appeso al muro dell'ufficio le foto di quel giorno)

Viktoria ha finito il corso di italiano, ha fatto equiparare il suo diploma di tecnico e ha trovato lavoro. Ha fatto amicizia con altre ragazze russe/lituane sposate dall'agenzia e non soffre più di nostalgia, anche perché la mamma col fratello vengono spesso a trovarla.

Renato e Viktoria non hanno perso i contatti con l'agenzia perché qui é cominciato il loro amore e questo dà loro modo di conoscere altre coppie "made in Maruska".


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    pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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