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il nostro viaggio a Est del 2006

agenzia matrimoniale Maruska

sabato 26 agosto, Tashkent
una macchina, la nostra con brave-heart, il siciliano, Michal ed io

Arriviamo alla frontiera con l'Uzbekistan, Zhivek Zholi, all'imbrunire. Decine di mucche che placidamente ingombrano la strada. Arrivati alla barriera si vede, dall'altra parte, l'alta e imponente costruzione della frontiera Uzbeka. Michal dice che si aspetta uno stato forte, una frontiera moderna, controlli particolareggiati, pensa che gli uzbeki siano molto fiscali, tipo i bielorussi

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La parte kazaka è inquietante. Siamo assaliti da un sacco di mendicanti, bambini e donne con le mani tese, un rumore e un via vai continuo. I tre scendono, Michal mi dice di tirar su i finestrini

a già, col caldo che fa...

Comunque ci fanno passare subito, e subito passiamo la parte kazaka. Poi, per entrare in quella uzbeka ci dicono che il guidatore deve passare con la macchina da una parte e i passeggeri, a piedi, dall'altra.

Mi secca un pò, da sola. Metto in moto e passo dentro una preposta, enorme, pozza d'acqua, siamo ancora in vena di sterilizzazioni? Poi arrivo al controllo. Si avvicinano due militari, poi una in divisa chiedendo

Vy diplomatic? corpo diplomatico?
Mi viene un pò da ridere, scambiare me per un diplomatico..
no, proprio no, non diplomatico

Sempre sorridenti mi controllano il passaporto e mi fanno passare. Arrivo in frontiera e comincio a compilare tutti i moduli che mi danno, per la macchina, per i soldi, per il materiale che porto. Poi mi viene il dubbio che anche a Michal abbiano consegnato questi moduli e non so cosa scrivere nel mio che non abbia magari già scritto lui nel suo. Mi guardo intorno e li vedo, i tre, dalla parte opposta della frontiera in un ufficio illuminato. Li chiamo, lo dico al frontaliere, che li manda a chiamare. Michal aveva ragione, qui sono fiscali come in bielorussia. Bisogna dichiarare i soldi al centesimo, perquisiscono tutto, fanno aprire le borse. Brave-heart che aveva scritto i contanti arrotondando ora è in un angolo che conta il malloppo

ma Riccccaddo, pecccché ti sei potttato tuttisti sodddi?
Brave-heart si innervosisce ancora di più
ma che lingua parla questo qua?
gli risponde male

A mezzanotte entriamo in Tashkent, immensa, caotica, modernissima, ma con chiari e inconfondibili i segni di oltre 100 anni di Russia. (C'erano i russi già dal 1865) Non sappiamo dove andare e quindi ci dirigiamo verso l'hotel dei meeting, Malika Tashkent. Lo troviamo dopo almeno un'ora di viaggio, la città è infinita. E qui abbiamo una piacevolissima sorpresa. La stanza costa 50 dollari, ma possono farci lo sconto (meno male che l'ho chiesto) e darcela a 40. L'albergo è bellissimo, piccolo, come dice il nome, ma delizioso. Ha un cortile, dove ci fanno parcheggiare la macchina, attraversato da un canale sul quale sono appoggiati, su piccoli ponti, i tavoli che si usano qui dove si mangia sdraiati. Vicino il forno. Le camere arredate con legno di ciliegio, al soffitto le decorazioni uzbeche. Il ristorante? Lo aprono per noi. Mangiamo una piccantissima insalata di pomodori e cetrioli e poi shaslik di manzo. Michal è entusiasta del fatto che ti propongano da bere

acqua, vino o the?
Beve ottimo the nero.

domenica 27 agosto, Tashkent
a piedi perché non abbiamo l'assicurazione
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Non abbiamo potuto comprare l'assicurazione perché ieri siamo arrivati troppo tardi e oggi è domenica. Quindi usciamo a piedi. Prendiamo la metropolitana che è magnifica. (Un poliziotto si avvicina dicendoci che non si possono scattare, lì, fotografie...) Scendiamo in quello che crediamo sia il centro e cominciamo a camminare. Palazzi nuovissimi, corsi enormi, alberati. I negozi sono tutti chiusi, è domenica, sono aperti i mercati.. Leggo sul mio vecchissimo libro della Russia che Tashkent ha una grande parte molto vecchia, con vie strette e casette unifamiliari col giardino, una ancora più grande parte nuovissima e poi un'ultima con i palazzi sovietici. Siamo stanchi di camminare, prendiamo un pulman e ci ritroviamo sotto la torre. La torre di Tashkent, la nona, al mondo in altezza. La più alta è quella di Toronto, che combinazione, mio figlio, in questi giorni è in Canada, non se la sarà persa di sicuro, gli mando un SMS.

Facciamo il biglietto e prendiamo l'ascensore. Salendo, Michal mi dice che nel biglietto è compreso il pranzo al ristorante della torre. Mangiamo un piatto di salumi e la solita insalata, il ristorante è girevole e vediamo gran parte della città.. Fa un caldo però, insopportabile.

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Torniamo per preparare la sala del meeting, Michal mi lascia 200 metri prima dell'hotel per andare a comprare patatine e coca-cola, io m'incammino. Aspetto in un incrocio che il semaforo diventi verde, e vedo uno fermo per girare nell'altra corsia che si mette a urlarmi delle cose che subito non capisco. Come scatta il verde quello gira a U e me lo trovo in faccia ai 40 all'ora. Faccio un salto all'indietro e volo per terra. Lui inchioda e scende urlando.

Gliel'avevo detto di togliersi che dovevo passare (nel viale!?!),
continua a ripeterlo, intanto è arrivato anche un poliziotto, lui continua a urlare... ora capisco le parole che aveva detto
Ja skazal chto mne nuzhno praiti....
Ma io ero nel vialetto, e ferma al rosso e non vedo perché dovessi togliermi. Lo dice probabilmente anche il poliziotto... Non mi dire che ora questo vuol fare il verbale, io ho il meeting fra meno di un'ora!!! Mi sono già rialzata, scuoto più che posso la polvere da dosso, e mi allontano dicendo: tutto bene, tutto bene, vsio charaschiò, vsjo charashiò. Sono inviperita e dolorante. Arrivo all'hotel un minuto prima di Michal. La ragazza alla reception ci dice che nel costo dell'affitto della sala è compresa anche l'acqua per tutti e ci portano quindi una ventina di bottiglie, però calde.. Fortuna che la sala ha l'aria condizionata. Si riempe infatti subito, appena scoccano le tre, e la temperatura sale, ci sono ragazze che conosco (per lettera e foto) da anni. Molte parlano italiano, tutte simpatiche, allegre, contente che siamo lì. Un bellissimo meeting

La sera, stanchissimi, andiamo a mangiare qualcosa nei paraggi, compriamo l'anguria e melograni

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lunedì 28 agosto, Tashkent

Partiamo di nuovo con la metropolitana, andiamo all'ambasciata Iraniana, non c'è nessuno in coda, ci danno un modulo da compilare e ci dicono di tornare nel pomeriggio per consegnare passaporti e foto. Poi andiamo a quella del Turkmenistan, c'è una coda lunghissima, chiediamo a chi aspetta e ci dicono che per il visto di transito bisogna consegnare la fotocopia del passaporto, quindi Michal va a farle e cambia anche altri soldi. Compiliamo il modulo e il tipo ci dice che il visto ci sarà venerdì, dopo 5 giorni!!! Usciamo, facciamo autostop per il centro, giriamo un pò di negozi, non riusciamo vedere nessuna assicurazione, finalmente chiediamo a un tassista che ci dice che in Uzbekistan le assicurazioni le fanno i notai. In taxi rientriamo in albergo, prendiamo la macchina e torniamo all'ambasciata iraniana. Scende solo Michal. Quando torna mi rende le foto.. non capisco. Quelle non vanno bene, devo farmi le foto con il capo coperto!

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La sera, prima di cena, arrivano i due che si sono organizzati un viaggio per domani a Samarkanda, con successivo rientro in pullman, volo per l'ukraina e rimpatrio due giorni dopo, insieme a loro c'è l'agente di viaggio. Brave-heart, prima di concludere l'affare, vuole avere conferma che la sua ragazza di Krivoj Rog lo aspetti davvero. Fa chiamare Michal. Parlano 20 minuti, la cena intanto non arriva, dopo 10 minuti arriva il cameriere dicendo che uno dei piatti ordinati non c'è, l'altro... nemmeno. Ma allora!! L'agente di viaggio vuole solo contanti e Brave-heart tira quindi fuori un sacco pieno, pieno di soldi. (Qui il taglio dei soldi massimo che ho visto è di 1000, ma normalmente si trovano solo i biglietti da 500 che equivalgono a mezzo euro...)

Ti compro te... e tutta la tua famiglia...
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Poi con il siciliano stanno ore a discutere per la serata, spariscono e al nostro rientro da una cena miserissima in un locale lì vicino, troviamo al chiosco davanti all'albergo, Brave-heart sconsolato, ancora pochi giorni e sarà a Torino..

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Io taglio i capelli a Michal
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martedì 29 agosto, Tashkent

Bisticciamo tutta la mattina, cerchiamo l'assicurazione, andiamo da un sacco di notai, finalmente uno ci spiega bene dove trovare l'ufficio comunale delle assicurazioni. Intanto il tempo è passato e quando andiamo all'ambasciata dell'Azerbaijan, (ci dovevamo venire ieri!!) ci dicono che l'orario e' dalle 10 a mezzogiorno e di ripassare domani.. Andiamo a fare le foto con il foulard in testa per il visto iraniano. Poi cerchiamo l'ufficio che ci hanno detto con l'assicurazione, ne troviamo due. Mentre compilano i moduli da rilasciarci ci offrono il te. Quando andiamo a ritirare le foto mi accorgo che il foulard non copre le spalle nude e capiamo che sono da rifare.. Le rifaccio, sono inferocita, mi sento di subire una violenza.. Alle 4 andiamo a ritirare i visti, scendo anche io perché voglio fare al tipo qualche domanda: posso guidare la macchina? posso fumare? Mi guarda come se fossi scema

ma naturalmeeenteee

Però, rivolto a Michal, gli dice che non potrà portare i pantaloncini corti e che io (ma lo sapevamo già) devo tenere il velo, le maniche lunghe e le gambe coperte.

Siamo stufi di Tashkent, partiamo per la valle di Fergana. La guida, amica di mia cugina alla quale abbiamo telefonato ci ha detto che è chiusa per gli stranieri, è stata tolta dai percorsi turistici. Ma Michal è curioso di vedere, e mi racconta che aveva letto (Wikipedia: Andijan massacre) che l'anno scorso la polizia uzbeka ha sparato sulla folla dei contestatori nel tentativo di schiacciare un'agitazione civile ad Andijan. Parlano di 400 morti. I contestatori inizialmente avevano richiesto il rilascio di 23 uomini d'affari locali incolpati di estremismo religioso. centinaia di persone protestavano pacificamente. Poi gli uomini d'affari sono stati liberati da un gruppo armato, che ha anche preso ostaggi. Poi durante una successiva dimostrazione di parecchie migliaia di persone, il governo ha isolato il perimetro della protesta ed ha aperto il fuoco. Il governo Uzbeco dichiara che soltanto i terroristi sono stati uccisi. Questo lo racconta Wikipedia in inglese. In italiano invece dice che il 13 maggio 2005 sono scoppiati tafferugli in Andijan in seguito all'arresto di 23 cittadini accusati di essere integralisti islamici. I soldati hanno sparato sui dimostranti, uccidendo circa nove persone. Michal ha ancora letto che la gente terrorizzata ha cominciato a correre e si sono tutti rifugiati oltre la frontiera in Kirgizstan. E poi di un processo ad una ragazza che era stata ricoverata in ospedale in Kirgizstan e che quando ha cominciato a parlare in aula ha detto:

bene ora mi arresterete vero? io ero lì con i miei bambini perché avevano scritto sul giornale che sarebbe arrivato il presidente.

E il giudice

ma non si è preoccupata che ci fosse tutta quella gente armata?

Ma qui è normale che ci siano i poliziotti anche in borghese armati.. Non mi sono spaventata.. fino a che la polizia non ha cominciato a spararci addosso...

Usciamo da Tashkent. Sono un po' dubbiosa, bel programma! Abbiamo poco gasolio, cominciamo a cercarlo, non lo troviamo. Chiediamo ai distributori, ognuno ci dice qualcosa di diverso. "Provate più avanti..." oppure: "Non lo portano il gasolio, non vogliono che la gente vada in vacanza, domani è festa nazionale." O ancora: "Non troverete gasolio, ci va un permesso spciale"!!?! Finalmente all'ennesimo posto di blocco chiedo ai poliziotti. Mi indicano una strada, bisogna tornare indietro una ventina di kilometri. Ok, la paura è passata.

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Arriviamo ad Angren, poi cominciano le montagne, è quasi buio, mi fermo, voglio vedere la cartina. Preferisco fermarmi a dormire qui. Chiediamo. Ci dicono che non ci sono più città per circa 80 kilometri di montagna. Torniamo ad Angren, ci fermiamo a mangiare in un immenso ristorante all'aperto, decide e decine di cameriere, la brace in un gabbiotto, in un altro il panificio con 5 o sei persone che impastano e infornano il pane uzbeko che è buonissimo e croccante. E' davvero particolare, è rotondo come la nostra pizza, croccante. Poi andiamo in un albergo, l'unico, ci dicono, piuttosto orrendo, la doppia con bagno e parcheggio auto costa 6 dollari, ma dormiamo con il sacco a pelo.

mercoledì 30 agosto, Angren

Ci svegliamo presto e partiamo, Michal dice alla tipa che probabilmente torneremo la sera, io lo fulmino.. Troviamo continuamente posti di blocco dove bisogna registrarsi. In uno di questi incontriamo due francesi su un taxi. Vanno a Fergana, anche a loro hanno detto che la valle è chiusa agli stranieri. Non è vero.. E' soltanto stata tolta dagli itinerari turistici. Ci sono spessissimo i cartelli che vietano di fare fotografie. Michal le fa lo stesso. Attraversiamo due lunghe gallerie (anche qui i cartelli e tutte e due piantonate dall'esercito).

verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana

Superando le montagne e cominciando di nuovo a scendere, vediamo spesso piccoli paesi abbarbicati sui pendii... e sulla strada frotte di bambini, ragazzini vestiti a festa

verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana                 verso la valle di fergana

La pubblicità scritta sulle pendici delle montagne.. anche la telecom? EASTTELECOM

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Poi entriamo nella valle. Ci fermiamo a comprare una sim, nel negozio ci dicono, come in Kazakistan che ci vuole un passaporto uzbeko, un signore che stava aspettando tira fuori il suo e lo dà alla ragazza. Che tesoro, gli voglio regalare una bottiglia di spumante (ce l'hanno regalata a Samara) ma lui non vuole.

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Siamo quasi ad Andijan. La città è bella, grandi viali, molto traffico. Un grande mercato molto divertente, compriamo una bandiera uzbeka, tanto pane, croccante. Cerchiamo una libreria, ci indicano solo banchetti di libri usati.. Poi quando torniamo alla macchina troviamo la polizia. Ci chiedono i documenti poi ci chiedono di aspettare (i rinforzi?) Arrivano altre macchine, poi telefonano, confabulano, la donna poliziotto ci "rassicura":

è solo un controllo...
Ma questa penserà mica che io pensi che mi vogliono arrestare?. Finalmente, dopo 20 minuti arriva una macchina con uno che deve essere il capo e ... ci dice che possiamo andare, nessun problema
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Sono stufa, vediamo la piazza dove è avvenuta la strage, che Michal riconosce dalle foto, poi riprendiamo la via verso Tashkent

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continuamente campi di cotone, leggo nel mio libro che l'uzbekistan è uno dei maggiori produttori al mondo

campi di cotone                 campi di cotone                 campi di cotone                 campi di cotone                 campi di cotone                 campi di cotone

Michal vuole vederlo da vicino

il cotone                 il cotone                 il cotone                 il cotone                 il cotone                 il cotone                 il cotone

il cotone                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent                 torniamo verso tashkent

Arriviamo di nuovo ad Angren, andiamo diritti, di nuovo, nel nostro albergo, saltando la cena

giovedì 31 agosto, Angren
Ci svegliamo prestissimo. Foto dalla nostra stanza angren
il posteggio nel retro dell'albergo angren
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Entriamo di nuovo in Tashkent. Per prima cosa andiamo all'ambasciata azerbaijana, il funzionario ci dice che il visto ce lo darebbero lunedì, ma a noi non va bene, speriamo di essere già in Turkmenistan lunedì. Quindi è deciso, per forza passeremo dall'Iran, mi guardo la cartina, ci sono più di 2000 kilometri per attraversarlo, almeno 3 giorni, e con questo caldo, dover portare le maniche lunghe, i pantaloni lunghi e il foulard in testa per tre giorni mi sembra una pazzia. Dobbiamo ritirare il visto turkmeno domani, abbiamo il tempo oggi per cercare qualcosa per vestirmi con le maniche lunghe senza morire di caldo. Andiamo a cercarci un albergo, vicino alla torre ne troviamo uno bellissimo, 30 dollari una camera matrimoniale a scelta tra le 5 che hanno, una per colore. Scegliamo la rosa. Aria condizionata, tv satellitare.

Passiamo parte del pomeriggio al mercato, compro una maglietta a maniche lunghe leggera, i pantaloni li ho. Poi in centro cerchiamo inutilmente una libreria. Compriamo scarpe in un bellissimo negozio. Telefoniamo alla guida amica di mia cugina perché le abbiamo portato un regalo da parte sua, ma lei è stanca, appena tornata da Samarcanda, ci diamo appuntamento per domani mattina. La sera anguria e televisione italiana

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continua..
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