Nona puntata:
Suzdal

19 agosto, giovedì

Suzdal
Stiamo per arrivare a Suzdal, sulla strada passiamo da Vladimir, ma non ci fermiamo: lo faremo al ritorno, ora vogliamo arrivare e prendere la stanza
murom murom murom murom murom murom murom

(scrive Debora)

Arriviamo all'hotel che Bettina ci descrive come se fosse una reggia, in realta è molto bello, ma noi dormiamo in dei bungalow di fronte all'hotel che appena visti li abbiamo rinominati "bunkerlow" perché tutti in cemento grigio. Sono bunkerlow da tre posti, ma noi alla reception chiediamo se è possibile avere un altro letto perché siamo in quattro. Loro ci danno una brandina nella quale devo dormire io perché sono la più piccola tra di noi.. Sono tristissima, penso che non è giusto che debba sempre essere la più scomoda solo perché sono piccola. Andiamo a mangiare al ristorante dell'hotel dove c'è un gruppo di ragazzi vestiti con costumi tradizionali russi che fanno uno spettacolo tra i tavoli: due ragazze cantano e ballano, due ragazzi suonano.

Sono contenta di tornare a Suzdal, per tutta la strada racconto alle bimbe cosa ci sarà da vedere, sono abbastanza scettiche. Arriviamo che è buio, in un lampo trovo la strada e posteggio davanti al mega-hotel. Riusciamo a farci mettere un letto in più nel bungalow, poi andiamo a cena nel ristorante dell'albergo. Dopo cena io e Michal andiamo a dormire, ma prima preparo il letto a Debora che è abbastanza immusonita di dover dormire sulla branda, dice "non è mica colpa mia se sono bassa!!". Le metto le coperte di lana a mo' di materasso perché sia più comoda e anche per coccolarla un po' che non si senta discriminata. Le bimbe invece si fanno un giro per l'albergo alla ricerca della piscina che però trovano chiusa.

20 agosto, venerdì

Suzdal

ci svegliamo alle 8. vogliamo andare alla piscina dell'albergo ma è aperta fino alle 10 e noi dobbiamo ancora fare colazione e andare a visitare Suzdal, quindi rinunciamo.

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Partiamo per il lungo giro a piedi a Suzdal. Le bimbe si fermano ogni 50 metri alle bancarelle lungo il percorso perché devono fare i regalini da portare a Torino, anche io compro qualcosa. Michal si lamenta in continuazione di questa loro abitudine compresa quella delle cartoline. Il percorso è sempre lo stesso di ogni anno e Michal si lamenta anche di questo:

ci sarà sempre qualcuno che non ha ancora visto Suzdal per il quale dovremmo tornarci per l'ennesima volta?

Il museo apre alle 10 e quindi non riusciamo a visitarlo perché è ancora presto quindi andiamo a vedere tutte le bellissime chiese sparse qua e la per l'immenso prato.

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Le bimbe si fermano a ballare in mezzo alla strada al suono della fisarmonica suonata da un signore e poi gli lasciamo qualche moneta perché è molto bravo.

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Poi entriamo un museo di case tutte costruite in legno che rappresentano ognuna di esse gli appartamenti russi nelle diverse epoche, ci sono anche dei mulini a vento. Lo stesso museo si può trovare a Vel.Novgorod. Le bimbe sono entuasiaste, Michal continua a scattare fotografie, io cerco di tenere il loro ritmo, ma ogni tanto mi siedo per riposare.

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È quasi mezzogiorno e dobbiamo tornare all'albergo per liberare la camera. Io sono stanchissima e vorrei prendere un taxi per rientrare all'hotel mentre loro vogliono tornare a piedi attraverso una stradina tra i campi. Siamo tre persone contro una quindi per democrazia cedo continuando comunque a lamentarmi.

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La strada è lunga e pure in salita.. ad un certo punto incrociamo una mandria di mucche e noi dobbiamo per forza passare davanti a loro per superare il prato e arrivare sulla strada asfaltata. Alice passa subito mentre noi rimaniamo bloccati perché una mucca ci fissa con aria minacciosa muggendo contro di noi. Siamo spaventati, non capiamo perché sia arrabbiata. Poi capiamo che vuole andare nella nostra direzione quindi dobbiamo spostarci. Ma come?.. Decidiamo di aggirarle passando loro da dietro. Riusciamo finalmente a passare pensando a cosa avremmo fatto se una di loro ci fosse venuta contro infuriata e ci allontaniamo sani e salvi... ma dentro la fanghiglia!

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La strada del ritorno non è ancora finita e io sono imbestialita perché non ce la faccio più e mi sento presa in giro perché l'ho detto sin dall'inizio che voglio il taxi. Ho le mani gonfie per la circolazione e mi metto a piangere come una fontana. Le bambine decidono di andare avanti per cercare un taxi e farmi venire a prendere, ma non ho alternative e riesco ad arrivare fino alla strada asfaltata dove ci sediamo sotto dei portici e ci riposiamo. Ormai è quasi l'una e decidiamo di non rientrare in hotel e di fermarci un'altra notte.

(scrive Alice)

Riceviamo un sms dai cicciolotti e da Emilio che dicono di essere quasi arrivati a vladimir quindi gli diciamo che li aspettiamo dando loro appuntamento nella piazza. Intanto ci fermiamo a mangiare in un cafè all'interno di un recinto in legno con un bel praticello, due bancarelle e un negozietto di souvenir. Di fronte al chiosco c'è una casa con all'esterno un telaio antico con una vecchietta che tesse e affianco una scure appoggiata ad un ceppo di legno con il buco in cui infilare il capo e fingere di essere stati decapitati. Naturalmente facciamo tutti la foto, tranne mamma!

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suzdal suzdal incrociamo un prete ortodosso

Raggiungiamo la piazza e aspettiamo che arrivino Emilio e i tre ciccioli.

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Quando arrivano li accompagnamo in hotel. Poi chiedo alle bimbe se vogliono farsi la passeggiata di nuovo con loro, Alice e Debora (che è stanca e non ne ha voglia) con un po' di resistenza, si offrono volentieri di accompagnarli e quindi aspettano che si cambino. Intanto noi andiamo in macchina alla fortezza! Quando arriviamo io però mi rendo conto che non ho proprio voglia di fare un'altra scarpinata e sto fuori, dove ci sono le bancarelle ad aspettare le bimbe e gli altri....

Quando Michal esce è entusiasta: non si era immaginato di trovare un pezzo di storia... Nel museo memoriale della fortezza ci sono tutte le foto e le lettere che scrivevano i prigionieri italiani nell'ultima guerra. La fortezza era una prigione di guerra e i prigionieri arrivavano dal sud della Russia, dai fronti del Don, da Stalingrado..

[qui ci sono le foto che ha scattato Michal nella fortezza]

Rifacciamo ancora una volta il giro

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Verso ora di cena ci fermiamo di nuovo nel bel chiosco in cui abbiamo pranzato, ma stanno chiudendo quindi andiamo via subito. Torniamo in hotel in macchina. Debora scrive il suo diario di viaggio sul letto, Michal scopre che dietro i "bunkerlow" è possibile farsi il bagno nel fiume quindi coinvolge Alice in questa nuotata alternativa alla piscina. Debora non viene.

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Andiamo a cena nel ristorante di un hotel poco lontano dal nostro. È molto bello e chic e cosa molto importante si mangia da dio! Siamo tutti soddisfatti stavolta!L'unica pecca è che non si puo fumare e siamo costrette ad andare fuori. Verso fine cena ci arriva un sms da Robertino che chiede delle bimbe e se vogliono uscire con loro. Rientriamo in hotel.Io e Michal andiamo a dormire mentre le bimbe raggiungono i cicciolotti.Poi l'indomani mi racconteranno che sono andati a fare una partita al bowling. Sono rientrate tardi e non me ne sono neanche accorta.

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21 agosto, sabato

Suzdal

Partiamo alle 8, in ritardo perché ho chiamato solo una volta Emilio e lui non ha sentito.

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continua continua ...

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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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