settima puntata:

in Russia a Rostov na Donu, Volzhskij, la strada dei pomodori, il traghetto sul Volga, Samara

14 agosto, sabato

Pavlovskaja - Rostov na Donu

Sveglia alle sette e partiamo alle 8. Siamo a Pavlovskaja, mancano 150 km a Rostov.

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Arriviamo alle 10, Debora si risveglia e dice

siamo gia arrivati? perfetto basta dormire e il tempo passa piu in fretta!

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Michal vorrebbe andare di nuovo a dormire, anche io sono stanca, ma non sono tranquilla per la sala, quindi andiamo dalle segretarie e la tipa infatti ci dice che la "nostra" sala è prenotata dalle sei in poi e che della nostra prenotazione non ne sa nulla! Michal sale in camera e trova la prenotazione, scendiamo e fa vedere lo scambio di email tra lui e una dell'hotel.

La ragazza è contrita, ci offre un appartamento in sostituzione che è molto lontano, ha poche sedie e solo due tavoli e noi non sappiamo quanta gente verrà.

Alla fine scegliamo per un meeting con doppia sala, una fino alle 17.30 e l'altra dalle 17.30 alle 19.

Sistemato questo Michal va a dormire.

Gianni va a fare la denuncia di smarrimento della carta.

Io intanto incontro Gianluca che è arrivato ieri sera da Mosca in aereo, mi racconta un pò mentre prendiamo un caffè, mi dice che paga 2800 la stanza, mentre noi sapevamo che il prezzo è 1000, allora gli dico che lo accompagno alla reception, ma prima andiamo a cambiare i soldi. Intanto mi racconta che ha pagato 177 euro il taxi a Mosca e ha pagato anche 15 euro di multa perche fumava una sigaretta all'areoporto e per finire gli hanno rubato lo shampoo e il dopobarba dalla valigia.

Andiamo a cambiare 3540, lui però cambia troppo poco e gli presto 500 rub quando paga la stanza.

Alla reception gli dicono che non è vero che ha dato di anticipo 70 euro la sera prima, come lui asserisce, e io penso tra me che devo chiamare Michal il risolutore!

Poi penso che non c'è tempo per Michal e inizio io a urlare alla tipa e quella finalmente ci ripensa, va via un attimo e poi arriva una con un foglietto dove c'era scritto dell'acconto di Gianluca.

Intanto arriva anche Pomi che ha un appuntamento con una ragazza con la quale si scrivevano...

A pranzo andiamo nel ristorante a fianco all'hotel. Cotoletta col formaggio, Gianluca 2 milanesi e vuole il vino ma io non glielo faccio prendere, prende una birra; Roberto e Guido dicono di aver preso fettina schifosa. Michal va a comprare nei negozi.

Scarichiamo nella sala conferenze con l'aria condizionata. La tipa ci ha preparato dei cartelli bellissimi, formato A4 con il piede.

Due o tre parlano italiano. Alle 17.30 ci trasferiamo nell'appartamento al secondo piano senza ascensore.

Emilio spiega alle ragazze che deve andare a nanna alle 10! Alice e Debora sono entusiaste per l'appartamento con innumerevoli stanze, divani e vasca idromassaggio, vorrebbero farsi il bagno, ma arriva la tipa dell'hotel a dirci che non possiamo stare in quelle stanze.

Il meeting finisce alle 19. Gianluca esce con Olga rifiutando l'invito in compagnia mentre Gianni lo vediamo girovagare e allontanarsi per una via mentre aspetta gli altri con cui ha l'appuntamento.

Andiamo a cena vicino all'albergo poi noi a dormire mentre le bimbe vanno a farsi un giro in centro. Raccontano di essersi fermate all'internet cafè, poi di aver fatto un giro per la via principale prendendosi un dessert in un locale poi hanno incontrato Gianni da solo in giro perche gli altri alla fine gli han dato buca e sono usciti in coppia.

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15 agosto, domenica

verso Volzhskij

Sveglia alle 5. Chiamo Pomi che mi dice che aspetta la colazione alle 5.30, chiamo tutti gli altri alle 5.30 e scendono tutti.

Pomi con i resti della sontuosa colazione che regala alle bambine. Partiamo, ma girato l'angolo ci accorgiamo che mancano i 3 ciccioli quindi ritorniamo a prenderli. All'uscita della città perdiamo Emilio, torniamo di nuovo, hanno appena pagato 300 rubli di multa.

Facciamo colazione nel bar dell'anno scorso.. Alice continua a dormire e Debora continua a girare cercando un succo d'arancia.

Pomi continua a decantare la sua colazione.

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Lungo la strada c'è un frontale pazzesco, sull'autostrada per mosca una jeep si è scontrata con un camion e l'autista del camion si è steso sul prato e sembra che stia male, invece nel jeeppone c'è l'autista che si muove, con una camicia bianca, con attorno 5 persone che tentano di aprire la portiera della macchina col piede di porco. C'è anche un'ambulamza stile anni 30.

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le bimbe dormono tutto il viaggio verso_volgograd
Usciamo dall'autostrda per Mosca e prendiamo quella per Volgograd. Il traffico cessa.

Io sono stanchissima.

La strada è scorrevole, ma si mette a piovere molto forte, in alcuni tratti quindi rallentiamo anche ai 30km/h.

Quando sembra calmarsi la pioggia ci fermiamo perché tutti devono fare pipì, ma dopo un minuto, cioè quando sono tutti impegnati, viene giù il diluvio!!

Ripartiamo e poi in macchina dormono tutti. Quando non ce la faccio più chiamo Debora e mi faccio raccontare la storia di sua zia per tenermi sveglia. Michal sbatte la testa sul finestrino mentre dorme. Ci fermiamo al caffè a Morosovo, Pomi mi dice che mi fa la guardia davanti al bagno perché la porta non si chiude. Quando esco non lo vedo più e poi spunta da dietro un muro col sorriso furbo, ha evitato il bagno. Prendiamo dei bei caffettoni che costano 10 rubli. Andiamo con la tangenziale e vediamo in lontananza la spada della statua e continuamo a ridere per le mie battute che imito "paura eh?" di RAI 3

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Arriviamo alle 2.45 in albergo insieme a raffiche fortissime di vento che fanno cadere le valigie mentre scarichiamo. Vogliono propinarci la schifosa sala di 2 anni fa, ci rifiutiamo facendo presente di averlo detto al tel, comunque la tipa ci porta nella sala dove 4 anni fa avevamo fatto un meeting. Io sono completamente morta, una stanchezza incredibile (Michal mi dice" ti ho detto cento volte di non esagerare!!") che non rispondo neanche a chi mi parla. Avrei voluto piantare il meeting.

Alice e Debora vanno a comprare il pranzo, degli arancini e un hot dog per Debora. Alice mentre mangia si schizza d'olio sulla maglietta. Michal va a pagare per la sala e la tipa vuole iscriversi all'agenzia.

Nel frattempo ci sono già le ragazze che vanno via e gli uomini non sono neanche arrivati. Gianluca mi dice di aver scoperto quando noi eravamo già partiti e avevamo già stampato i cataloghi e le cartoline che nelle sue caratteristiche avevamo invertito maschile e femminile sia per lui che in quelle della sua partner. Quindi correggiamo tutti i cataloghi e le cartoline a mano.

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Poi Michal va a comprare da bere e vede che nella piazza di fronte all'albergo c'è un sacco di gente e tanta polizia quindi quando torna mi dice di spostare la macchina e decide che per lui il meeting è finito (18.00). Verso la fine arrivano altre ragazze che parlano con Pomi e gli raccontano di essere delle disegnatrici di fiori e Pomi si mette a spiegare che non c'è paragone tra quello che fa lui e quello che fanno loro. Facciamo le ultime foto e poi vengono a soccorrermi che è mezz'ora che sto fuori con la macchina aperta di fronte all'hotel dove è vietata la sosta tenendo a bada i poliziotti e mandando sms minacciosi. Tracollo a letto. Dopo mezz'ora mi riprendo e usciamo a vedere il concerto di fronte all'hotel: "kubok 2004" Quando saliamo le bambine arrivano elemosinando il pane, anche loro dicono che erano in piazza ma non ci siamo visti. Michal guarda un film alla tv e siccome deve andare al bagno ha staccato lo specchio dal muro e lo ha sistemato in modo da vedere la tv seduto sulla tazza. Io dormo.

16 agosto, lunedì

Sveglia alle 8. Sveglio le bimbe con il telefono dell'albergo. La partenza prevista è alle 9 invece tardiamo di quasi un'ora!

rilasciare le redini significa anche defezione della truppa e quindi c'è ritardo generale!
Io sono infuriata perché le bimbe che fanno parte della maruskamobile e sulle quali devo poggiarmi per l'esempio sono in ritardo di tre quarti d'ora e quindi:
  • Erlacoste "visto che c'è ritardo ci vediamo qui alle 9.30"
  • Gianluca, che sveglio al telefono alle 9.20, "intanto non c'è nessuno, vado a prendermi un caffè"
  • i tre dell'ave maria scendono con Pomi che viene "aggredito" dalla receptionist che in italiano, con il dito alzato, gli urla "pagare pagare pagare".
Io sono allibita e lo seguo pensando "che cafona" e lui invece lo dice ad alta voce "qui sono supercafoni! qui i cafoni neanche li conoscono"

Pomi comunque non viene con noi, ha l'aereo nel pomeriggio e ci vedremo quindi domani a Samara. Alle 9.45 partiamo e ci fermiamo ancora a cambiare i soldi nella piazza. Alzando gli occhi notiamo che nel palazzo i condomini non si sono messi d'accordo sulla tinteggiatura della facciata....

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Tutti consenzienti decidiamo di prendere la riva sinistra del Volga, la strada dei pomodori. Infatti vediamo i campi coltivati con a fianco una bella centrale nucleare - "pomodori dal gusto eplosivo".

Proseguiamo per circa 200 km su una strada assolutamente diritta in mezzo al nulla. A mezzogiorno col CQ chiedo chi ha fame e tutti quanti son d'accordo per cercare un posto dove mangiare però nei km successivi non c'è più assolutamente nulla e arriviamo al barcone alla fine della strada con il traghetto che parte alle 14.30 e nessun chiosco dove mangiare.

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Prima del battello: cartello con su scritto "samara 780 km".

Gianni: "ma io credevo che fosse un'alternativa romantica quella di prendere il barcone, non l'unica possibiltà causa mancanza di ponti!". Ridiamo, ormai noi ci siamo abituati.

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Improvvisiamo un picnic di cracker, tonno, spuntì, mais e uva. Gianluca stappa al contrario (spingendo il tappo dentro) una bottiglia di vino che avevamo in serbo per eventuali "padarek" (regali) ai poliziotti.. e se la beve insieme allo spumante. Alle 14.30 cominciano a caricarci sul traghetto

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Sul traghetto abbiamo chiesto informazioni ai camionisti, vogliamo sapere se dall'altra parte la strada sarà ancora sterrato come l'anno scorso: non è cambiato nulla, quasi 30 kilometri senza asfalto e poi la solita strada

I ragazzi hanno comunque desistito all'idea di andare a Samara da soli, abbandonando la truppa.

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Quando riconosciamo il punto avvertiamo tutti che stiamo passando dal luogo dove è atterrato Gagarin. Ci siamo già stati anni fa. Ma ora leggiamo bene il cartello e ci accorgiamo che due anni prima non avevamo visto davvero il punto dello sbarco, ma solo il cartello che lo indicava!! Quindi ci addentriamo nel boschetto...

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Arriviamo a Engels alle 18, ma dove vorremmo mangiare non cucinano più, riconosciamo l'albergo dell'anno scorso, poi decidiamo di proseguire.

A Marx i ragazzi vengono fermati. Siccome guida Guido il poliziotto dice che su quella macchina è obbligatorio che guidi soltanto il proprietario e che la multa sono 800 euro, subito calati a 300. Roberto cerca di mediare e finisce per pagare 1500 rubli, senza ricevuta.. Il corrispettivo di 50 euro. Noi intanto siamo fermi poco più avanti, e li stiamo cercando perché pensiamo che siano andati avanti a noi, che siamo lì vicino ad un caffè dove speriamo di mangiare. Quando arrivano e ci raccontano Michal vuole andare a parlare coi poliziotti, secondo lui non è possibile e vuole capire. Io sono molto preoccupata che si trascenda. Alice invece non vede l'ora di andare a fare le discussioni, anzi prende il dizionario ma nessuno trova la parola chiave nella discussione. la frase recita "è vietato.. (da vedere sul foglio)"

Sul ciglio della strada buca enorme senza segnalazione volzhskij_samara volzhskij_samara
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Torniamo alle macchine, Michal compra un pollo arrosto e poi finalmente troviamo un posto dove fanno schaslik. Tremendo

La cameriera quindicenne senza scarpe, mosche sul soffitto del bagno, ragno enorme, zanzare a iosa, cucchiaio sporco. Michal e Roberto vanno in cucina dove gli mostrano la carne e ne escono inorriditi.

Gli chiedo

- perché? cosa c'è? com'è?
- vuoi davvero sapere? .. o preferisci mangiare?

Mangiamo insalata ogurzi, pomidori, sciaslik, Emilio ed Alice invece lo Stchi.

Viaggiamo di sera quasi notte ed è ben difficile perché non riesco a seguire nessuno, o vanno troppo piano o troppo veloci ed è difficile anche vedere il bordo della strada, per non parlare dei fari delle macchine che incrocio che sono fastidiosi per la vista. Arriviamo a Balakovo e nell'omonimo hotel andiamo a dormire. Sono quasi le due di notte e Pomi comincia a tempestarmi di telefonate. In realtà saprò che è lui solo l'indomani, perché sul cellulare compare "numero sconosciuto" e non rispondo. Si dorme in quadrupla

Alice sta male e io mi arrabbio con lei. Siccome siamo in una quadrupla e tutte le volte che siamo in una quadrupla lei si lamenta, ora penso che esageri....

17 agosto, martedì

Balakovo

Alle 5 meno un quarto mi sveglia Pomi. Continua a comparire "numero sconosciuto", ma io so che è lui... si ostina a non mandare messaggi. Non rispondo. Scendo alle 5.30 e mi accorgo che la reception ha messo la sveglia calcolandola sull'ora di Balakovo e non su quella di Samara quindi faccio svegliare tutti alle 5.45 e vado a prendere la macchina. Gli ultimi 100 metri li faccio quasi su un piede solo perche mi è venuto un crampo alla gamba sinistra e intanto noto nell'aiuola un buco largo 50 cm nascosto dall'erba alta. La tipa del parcheggio sembra continuare la chiacchierata della sera prima finché non prendo la macchina e la lascio parlare da sola. Rientro in hotel dove Michal comincia a caricare la macchina, incrocio Roberto che anche lui va prendere la sua, lasciamo il catalogo alla receptionista 50enne che dice che può andare bene per Roberto perché non fuma e Roberto in risposta dice che ha iniziato ieri.

Intanto arriva Emilio e allora lo accompagno in macchina al parcheggio mentre le bimbe scendono minacciose dicendo che hanno 5 motivi per non venire in Svezia con noi. (Alice è molto arrabbiata e offesa che ieri non le abbiamo creduto)

Pomi mi chiama al cellulare di Roberto che incautamente risponde e mi comferma di essere stato lui a chiamare tutta la notte al mio cellulare e mi dice di essere nei guai e che ha bisogno di un interprete; i suoi guai secondo me sono che non gli va bene la camera, secondo Michal che non ci sarà l'acqua calda.

Gli chiedo che tipo di guai, ma lui dice che non puo spiegare al telefono e io gli dico che lo raggiungiamo a Samara tra 2 ore.

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Partiamo per Samara e il cartello dice 266 km, durante il viaggio dormono tutti.

Ci fermiamo a bere il caffè a Pugatchof. Le bimbe continuano a dormire (per arrivere prima, loro dicono!).

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17 agosto, martedì

Samara

Arriviamo a Samara alle 11. Entrata in città difficoltosa per il traffico, la polizia ci fa registrare tutti. A mezzogiorno siamo davanti all'hotel dove dovrebbero esservi Ermanno e Pomi e dove abbiamo prenotato le stanze. Alla reception ci dicono che il prezzo della doppia è 2500 più cauzione! (si vede che si ricordano di Vincenzo). Io mi infurio:

allora non ci andiamo! Piuttosto dormiamo fuori città

Michal chiede dove sono i due italiani e nel frattempo si riprende i passaporti con fare non curante. La tipa gli dice di chiedere alla sicurezza, la sicurezza ci dice di salire a piedi al 3 piano e di chiedere lì. Saliamo in mezzo alle assi e agli operai che stanno trapanando il muro.

Vediamo le porte con la vetrata sopra tipo ospedale o scuola. Bussiamo alle camera di Pomi e di Ermanno che escono in pigiama con i tappi nelle orecchie. Pensiamo "guarda come li hanno ridotti!". (su quel piano, con i lavori in corso)

Effettivamente il guaio è solo la stanza, quindi faccio un cazziatone enorme a pomi che mi giura d'avermi mandato anche sms (che io non ho ricevuto). Ermano non ha il cell, quindi li lascio promettendo di trovargli un altro albergo e di spedire l'sms con l'indirizzo. Pomi in più ci racconta che sia il tassista sia quello della sicurezza gli hanno detto "ma cosa ci fa lei in questo albergo??". Troviamo il nuovo albergo per loro a 200 metri, si chiama Hamsa. Poi giriamo per la città per trovarlo per noi. Lo trova Michal finalmente. Da fuori ci sono due assi che sembra reggano la facciata, Debora e Alice sono un po spaventate. In realtà dentro è ristrutturato e molto carino. Mentre io e Michal andiamo a prendere le camere (e prendiamo l'unica col-bagno-in-camera disponibile) per noi e i clienti che ci seguono, Alice e Debora ridacchiano parlando con due del parcheggio che chiedono cosa ci sia nel bagaglio sopra e che credono ci sia benzina.. e guardano un ragazzotto molto carino che dipinge una scala di nero. Andiamo poi a mangiare da Mac Donald, con tremende incomprensioni con la tipa che prende le ordinazioni. ad Alice e Debora stanno tutti sull'anima. Guido ha appuntamento a mezzogiorno con la ragazza di Ufa ma vuole prima cambiarsi perché è in pantaloncini corti.

Da Mac Michal è preoccupato perché non abbiamo mai visto la sala, alle 14.30 quindi ci andiamo: ci sono due buttafuori di 150 kg. sala aura. La sala è D'annunziana. le sedie pesano mezzo quintale l'uno e son foderate in fantasia leopardata. I tavolini in vetro trasparente, delle statue enormi che ricordano l'africa e tre camerieri con camicia hawaiiana. La sala continua poi in una seconda zona che però noi non usiamo, piena di divanetti dall'aria molto comoda, alcuni zebrati. Vediamo subito Guido con la ragazza venuta da Ufa per lui che è molto carina, con gli occhioni blu. Lui è molto agitato perché lei gli ha portato in regalo il miele. Lui è preoccupato perché non ha regali da darle. Il meeting come previsto è splendido, ci sono tantissime persone, moltissime belle ragazze, tutte molto stupite che arriviamo con soli 7 uomini. Gli uomini d'altro canto sono entusiasti.

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Alle 19.30 stiamo ancora chiudendo tutto e uno a uno gli uomini ci dicono che han deciso di non partire l'indomani e di fermarsi un giorno in più a Samara.

Andiamo in hotel e poi a mangiare al Messicano. Debora finalmente fa una scorpacciata di ali di pollo!

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Torniamo in albergo... nostro_albergo_di_samara

Le bambine vorrebbbero ancora andare a passeggio, scriviamo ai tre dell'ave maria.

- dove siete cicciolotti?
non rispondono...

- 22.32 robertino: gianni e guido stanno offrendo "l'ennesima serata". io sto facendo quattro passi.

- le bambine volevano uscire ma ora sono a dormire, grazie

- 22.39 peccato! buona notte e buon viaggio domani


continua continua a Murom...

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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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