Sesta puntata: torniamo da Ekaterinburg, verso Kazan e poi Suzdal, Vladimir e Moska

25 agosto, lunedì

Ekaterinburg - Perm - Izhevsk
E oggi torniamo a ovest...

Michal sveglia Enzo per vedere se ha il walkie-talkie: non l'ha proprio più trovato. Enzo si fermerà ancora qualche giorno a Ekaterinburg e poi torna in Italia. Paolo e Vito prendono il treno per raggiungerci a Kazan. Giorgio parte, rientra oggi. Noi partiamo, direzione Perm. Il cielo è grigio, come il nostro umore.

25 lun

Come l'anno scorso facciamo tappa al ristorante degli orsi, dove mangiamo abbondantemente. Nella hall c'è un magnifico quadro con la cartina dell'Unione Sovietica (quindi anche Bielorussia, Uzbekistan...) e le distanze verso le maggiori città

Siamo a 1710 kilometri da Moska, 117 da Ekaterinburg, 7768 da Vladivostok, 920 da Kazan, dove dovremmo arrivare, secondo Michal, questa sera, assolutamente fuori discussione secondo me

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Prima di Perm d'improvviso vediamo una macchina ferma nel centro tra le carreggiate e un uomo corpulento disteso per terra. Non ci fermiamo, c'è già una macchina della polizia e un agente che gli fa il massaggio cardiaco, ma siamo scossi e pensiamo che se succedesse qualcosa noi col nostro telefono non potremmo fare nulla, non abbiamo modo di chiamare nessuno. Già a Tcheljabinsk, quando Vincenzo ha tamponato ci abbiamo pensato, ma non abbiamo idea di come si possa chiamare col nostro cellulare un numero di emergenza qui.

Poi di tutta la giornata c'è poco da dire, maciniamo kilometri e kilometri, Attraversiamo i boschi neri degli Urali (li chiamano così perché sono fittissimi, tanto che la luce del sole non filtra)

Contiamo i kilometri, non corrispondono mai a quello che c'è scritto sulla cartina e a quello che segnala il nostro kontakilmetri, secondo me hanno stampato i cartelli con distanze che sapevano per sentito dire.. Non è possibile, a volte lo scarto è anche di 100 kilometri...

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Per qualche kilometro ci facciamo sorpassare, così li fotografiamo, ma poi riprendiamo l'assetto di sempre

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entriamo in Tatarstan

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A metà strada bisticciamo pure, non so più per cosa. Continuiamo a non parlarci per tutto il tempo

[gasolio = 8,20 rubli al litro]

Arriviamo a Izhevsk alle 8 di sera, siamo in macchina da dodici ore, abbiamo fatto 750 kilometri, credo di aver superato il mio limite di sopportazione. Soprattutto per l'arrabbiatura con Michal che continua a non dire una parola. Faccio una bella scenata a lato della strada, con Marco e Vincenzo che mi guardano perplessi, poi passa e andiamo a cercare l'albergo. Giriamo in lungo e in largo per la città finché troviamo un hotel un po' fuori. Meno male perché sta cominciando anche a piovere. Ci dicono che le camere ci saranno fra un'ora e quindi andiamo a cena in un ristorante lì dietro.

Nella nostra camera, a tre letti, ce n'è uno che appena ci si appoggia, crolla, Michal dorme con le gambe in su.

26 agosto, martedì

Izhevsk - Kazan

La mattina partiamo dopo una bella colazione e continuiamo a viaggiare

Facciamo i poco più di 300 kilometri che ci separano da Kazan in 8 ore e arriviamo verso le 5 del pomeriggio. La città, che conosciamo già, è assolutamente splendida, di nuovo, come l'anno scorso, ci arriviamo quando ci sono i preparativi per la festa del Tatarstan, addobbi lungo le strade, operai che ne applicano altri. Facciamo un giro in macchina e poi andiamo nell'hotel dei meeting, ci facciamo mostrare la sala e chiediamo se hanno camere libere. (lo chiediamo giusto per scrupolo, sappiamo ormai bene che in questi giorni a Kazan non si trova un posto in nessun hotel) Poi andiamo direttamente all'albergo nel quale siamo stati l'anno scorso, non senza fare tappa al Mac Donald's lì vicino, dove mangiamo ascoltando Ramazzotti. Troviamo il nostro albergo ancora peggiore di quello che ci aspettavamo, forse l'anno scorso, arrivandoci di notte, non avevamo notato lo sfacelo che ora è assolutamente evidente.

Davanti all'albergo le aiuole e i viali sono l'unica cosa che ci fa capire che siamo in un posto civile, dentro l'albergo sembra che ci sia stata la guerra

Prendiamo comunque le stanze, ma dopo un quarto d'ora Vincenzo con Marco e Marketa vanno in centro (Vincenzo con la vana speranza di trovare un altro posto meno schifoso) a fare foto. Noi facciamo un giro in un grandissimo mercato che c'è lì vicino, ma sta chiudendo, Michal cambia i soldi, poi cerchiamo una chiave speciale che forse gli permetterà di aggiustare il portellone, compriamo da bere e poi andiamo a dormire.

A mezzanotte ci arriva SMS da Alice dicendoci che Emanuele è a Kazan, ma non trova l'albergo. Le mando tutte le coordinate del nostro, immaginandomi già la faccia di Emanuele se mai entrerà qui dentro, Alice lo chiama, poi lo chiamo anch'io e nel frattempo lui mi dice che l'ha poi trovato un albergo, carissimo in centro. Bene

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26 mar

27 agosto, mercoledì

Kazan

meeting

Di buon'ora Michal ed io partiamo e andiamo a cercare, per la notte successiva un'alternativa, la tipa della reception ci ha detto che a mezzogiorno dobbiamo lasciare la camera che arriva un gruppo che aveva prenotato, ci consiglia anche dove andare.

Si tratta (ci mettiamo un'ora a trovarlo, fuori città, oltre il lago, in un parco immenso) del pensionato interno al campus del ministero degli interni!!! Uau! Una palazzina nuova, pulita, le camere in ordine, i prezzi buoni. Diciamo alle signorine della reception che torniamo con i nostri amici e andiamo a prendere gli altri, prima di andare facciamo colazione

(scrive Marketa)

Michal se zblaznil... vecere u MacDonalda... snidane u MacDonalda...
[Michal è impazzito... a cena da MacDonald... a colazione da MacDonald...]
Michalovi preskocilo...
[A Michal ha dato di volta il cervello..]

Andiamo all'albergo e prendiamo le camere, noi una bella matrimoniale con il balcone che dà sul parco, Marketa deve scegliere, o in una tripla con altre ragazze o in una tripla con Marco e Vincenzo. Sceglie quest'ultima soluzione

27 mer

il meeting di Kazan è peggio di quello di Ufa, che è tutto dire. La sala, però (come a Ufa) è bellissima, alle pareti ci sono due quadri nello stesso stile che raffigurano due chiese, una ortodossa e una musulmana

Ci sono anche Paolo e Vito che arrivano in treno da Ekaterinburg ed Emanuele che invece è arrivato in aereo ieri da Torino

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Rientriamo in albergo presto, gli altri vanno in giro per Kazan

28 agosto, giovedì

Kazan - Suzdal
Prima di partire andiamo nella grande libreria che si trova nella via principale a cercare, come al solito dei bei libri. Compriamo ancora libri di storia, uno splendido libro sull'Hermitage, un altro con le moschee musulmane in Russia, dei manuali di italiano per i russi..

Poi andiamo a riprenderli (stanno facendo foto in centro) e partiamo, Marketa viaggia con Marco e Vincenzo

I kilometri sono tanti, il tempo mano, mano si guasta. Ora piove a dirotto, ci sono decine e decine di kilometri con i lavori in corso e sull'asfalto si mescolano terra e calcinacci formando una melma incredibile. Incrociando i camion ci sputano addosso scrosci di fango, devo tenere il finestrino chiuso perché più volte mi arriva il fango in faccia, ma devo anche aprire un po' ogni tanto per pulire lo specchietto e il vetro stesso, non si vede più nulla e si procede a passo d'uomo. Attraversiamo Nizhnij Novgorod, io avrei una mezza idea di cercare Claudio che in questi giorni dovrebbe essere qui con la sua ragazza, ma siamo stanchi, sporchi e depressi. Ci fermiamo a mangiare in una trattoria sulla strada. Marco e Vincenzo, che sono senza un faro da un sacco di tempo (a me piaceva perché così nello specchietto li individuavo subito) cercano di cambiare la lampadina, ma non ci riescono, Marco se la prende con l'Audi

non ho mai visto una macchina cui non si riesce a cambiare la lampadina dei fari
Arriviamo a Vladimir alle 8 di sera, Vincenzo e Marco non sono dietro, giriamo per Suzdal avvertendoli con SMS, li precediamo per andare a cercare da dormire.

28 gio

E poi finalmente a Suzdal e cominciamo a cercare, in due o tre alberghi ci fanno dei prezzi altissimi, ma noi vogliamo quello enorme dove siamo già stati: chiediamo, per la strada non c'è nessuno, finalmente ci ritroviamo e riusciamo ad arrivarci. Si chiama Turistskij centr. Mentre Michal scende a chiedere arriva un pullman con un gruppo di italiani.

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Ci danno due appartamenti con garage, andiamo a vedere e poi torniamo in città per aspettarli e guidarli di nuovo lì.

Dopo che ci siamo sistemati andiamo a mangiare, Vincenzo e Marco sono già usciti e li troviamo nella hall, Vincenzo chiacchera con delle ragazze. Andiamo nel ristorante dell'hotel e dopo un po' ci raggiungono. Finita la cena li lasciamo lì.

29 agosto, venerdì

Suzdal - Vladimir - Mosca

La mattina ci svegliamo con un bellissimo sole, Marketa non c'è, usciamo e bussiamo alla loro porta, si affaccia Marco dicendoci che Marketa è lì

Facciamo una bella colazione con altri 450 turisti italiani e giapponesi, poi loro prendono i pullman che li portano in giro e invece noi, a piedi, ci incamminiamo verso il centro

Andiamo a vedere questo splendido paese nel quale sono concentrate una quantità incredibile di chiese e costruzioni e castelli medioevali. Vediamo un banco nel quale vendono la birra fatta col miele, quando passeremo poi con la macchina ne compreremo un po'.

suzdal birra_di_miele

29 ven

Facciamo poche fotografie, Michal preferisce usare la videocamera, ne abbiamo fatte tante nel 1999, oggi riprendiamo soprattutto i mercatini e le cose buffe... come Vincenzo che mette la testa sotto un'ascia

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Poi d'improvviso ci accorgiamo che è quasi mezzogiorno e dobbiamo lasciare le camere per non pagare un'altra giornata e siccome mancano 10 minuti fermiamo un taxi. Non ci stiamo tutti naturalmente e Marco decide di andare a piedi. Marco è tutta la mattina silenzioso e sovrappensiero...

Corriamo alle camere e Vincenzo si accorge di non avere le chiavi, le ha tenute Marco, quindi si mette a corrergli incontro. Ci vado anch'io con la macchina e lo vediamo in lontananza che arriva, gli facciamo i fari, lui però non capisce e ci saluta soltanto. Alla reception Michal consegna la nostra e la signora gli dice che può aspettare soltanto 5 minuti, non di più, la palazzina dove ci sono le nostre camere è abbastanza distante, con la macchina li porto ad aprire la porta e mentre Marco prepara le valigie, Vincenzo torna a portare la chiave senza chiudere la porta.

Bene, possiamo partire? No. Vincenzo questa mattina ha ordinato una cornice per il suo ritratto (lasciandogli il ritratto) in uno dei negozi che si affacciano nella hall dell'immenso hotel e ora sulla porta del negozio c'è scritto

chiuso dalle 12.00 alle 17.00
Questo è davvero un disastro. Vincenzo non vuol perdere il suo bel ritratto e quindi andiamo alla reception a chiedere se si può trovare il padrone del negozio, che ritorni, che riapra per 2 minuti. La tipa telefona e ci dice di aspettare un quarto d'ora.
Bene, noi intanto andiamo a farci un po' di provvista di birra al miele

[gasolio = 7.00 rubli al litro]

Lasciamo Suzdal e ci dirigiamo per Vladimir, dove ci fermiamo a mangiare, (Marco sta in macchina) e poi Michal vuole assolutamente fermarsi di nuovo a fare fotografie
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Quando siamo finalmente a Moska prendiamo la tangenziale. Sono stupefatta, (non solo io), non ho mai visto una strada così: 5 corsie più quella di emergenza per ogni senso di marcia, le macchine che ti sorpassano da sinistra, da destra, suonando il clacson e cambiando corsia, perfino in quella di emergenza, infatti dopo pochi minuti di questo andazzo un Mercedes che si è infilato davanti a noi e che non riesce a superare quello ancora davanti si immette di colpo nella corsia di emergenza, dove, cento metri dopo trova, fermo, un furgone! Allora cerca di rientrare, non ce la fa e sperona il furgone a destra e la macchina di fronte a noi a sinistra. Freniamo, che facciamo? Dietro a noi clacson a non finire, noi siamo fermi, ma rientrare nella fiumana fa proprio paura....

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Finalmente usciamo dalla tangenziale ed entriamo nel primo anello che gira intorno alla città, sappiamo già dove vogliamo andare, nel quartiere dell'esposizione, dove c'è la raketa di Gagarin, e dove sappiamo che ci sono tanti alberghi economici.

Quello che troviamo non è precisamente come lo volevamo, è in una traversa della via Jaroslavskaja e costa 50 dollari a camera, ma per fortuna possono aggiungere il terzo letto nella nostra.
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Andiamo a posteggiare nel parcheggio custodito e nel frattempo Marketa con Marco e Vincenzo vanno in centro. Prendiamo anche noi la metropolitana e li incontriamo nella piazza rossa...
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Vincenzo vuole comprare il cappello di coniglio, è molto rammaricato di non averlo comprato a Ekaterinburg, al mercato, l'aveva trovato bellissimo e anche economico, se l'è lasciato scappare. Ora qui gli chiedono 50 dollari. Passeggiamo per il centro, poi noi rientriamo.

30 agosto, sabato

Moska

La mattina andiamo a fare un nuovo giro all'Arbat. Facciamo colazione al solito Mac Donald's e mentre mangiamo vediamo fuori nella via che ci sono delle ragazze vesstite in costume che cantano e ballano. A un certo punto cercano di coinvolgere qualche passante, ma non ci riescono, tutti si schermiscono. Michal mi dice:

Lo chiedessero a te tu ci andresti subito, vero?
E quando usciamo effettivamente le ragazze vengono da me, ma mi chiedono se possono far cantare e ballare Michal. Io certo dico di sì e spingo Michal che non ne ha nessuna voglia. Si tratta di una canzone che parla di tante galline con un gallo. E ad ogni ritornello il gallo deve fare cra-cra

Lo spettacolo è un successone, tanto che ancora mezz'ora dopo, lungo la via Arbat, della gente lo ferma facendogli i complimenti!

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Marketa è andata a fare un giro fotografico per Mosca, noi compriamo i cappelli di coniglio, i CD di Ramazzotti e Celentano e poi, sotto la pioggia, incontriamo Vincenzo e Marco che hanno avuto la nostra stessa idea.

Il meeting si svolge in un salone dell'hotel Beograd, dove Michal era stato con suo nonno da bambino. L'hotel è completamente rimodernato ad eccezione della sala dove siamo noi. Ma forse è intenzionale quell'aria stantia, nel corridoio antistante infatti ci sono corazze ed elmi medioevali e l'atmosfera è proprio quella di un antico palazzo.

Salutiamo tutti alle 7 di sera, l'indomani hanno l'aereo per l'Italia, la sera Marketa va in giro con Marco e Vincenzo che invece partiranno verso la Lettonia per rientrare in macchina

Noi andiamo a mangiare e facciamo ancora un breve giro sulla collina per vedere Mosca dall'alto e poi andiamo a dormire

I meeting sono finiti, domani comincerà la quarta parte del viaggio, quella che per noi è un'incognita e una scoperta, io sono sopraffatta dall'ansia, non riesco ad addormentarmi.. ma è normale...

30 sab


continua continua..

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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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