Quinta puntata: da Samara verso Ufa, in Baschkirija, poi attraverso gli Urali fino in Siberia

19 agosto, martedì

Samara

Per tutta la mattinata facciamo commissioni: andiamo a cambiare i soldi con Vincenzo, poi andiamo a cercare Internet e giriamo mezza città. Due internet-cafè chiusi. Finalmente lo troviamo in una posta. Ci sono tre computer e tutti e tre occupati. Aspettiamo, dopo mezz'ora, quando tocca a noi, ci sono altre 4 persone in coda. Poi ancora andiamo a cercare qualcuno che ci aggiusti il portellone della Kia, non è facile, in quattro o cinque posti ci mandano via, troviamo infine un carrozziere molto gentile che in mezz'ora, sotto gli occhi incuriositi di 20 persone, smonta tutto e lo aggiusta. Dice che c'è un bullone che si svita da solo, lui ora lo ha avvitato fortissimo, ma le vibrazioni lo faranno di nuovo svitare certamente, bisognerebbe cambiare tutto il blocco. Ci chiede soltanto 100 rubli, gli regaliamo 6 camparini

[sia Michal che io siamo astemi, ma in ogni viaggio ci portiamo dietro spumante, vino e quant'altro si possa eventualmente regalare]

Quando torniamo in albergo incontriamo Aurelio euforico per gli acquisti fatti, in un mercatino ha trovato un grammofono a manovella e un casco della seconda guerra mondiale.

Andiamo a mangiare in un posto fighissimo nella stessa via centrale, ma mangiamo malissimo e paghiamo caro. Sono arrabbiata e quando esco faccio una sceneggiata come di chi si sente male per quello che ha mangiato, davanti a tutte le vetrine, con la gente dentro che guarda.

Poi incontriamo Vincenzo che sta andando in un bagno pubblico con la sauna e ... l'acqua calda.

Andiamo al salone dei meeting un'ora prima per preparare

meeting di Samara

le solite fotografie di prova, questa volta a fare da modello oltre a Michal si presta Enzo

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In questo meeting vengono più di 150 donne, fanno la coda per farsi fare le fotografie. Arriva anche una troupe della televisione locale, Samara news e ci fanno un'intervista a due voci e in due lingue. Le domande sono sempre le stesse: che qualità cercano gli uomini italiani nelle ragazze russe? le ragazze di Samara sono meglio di quelle delle altre città russe? E le ragazze italiane cosa dicono di questi uomini che cercano la fidanzata altrove?

Finito il meeting, andiamo alla stazione a informarci per i treni. Da Samara in poi il gruppo che non ha la macchina è molto più piccolo, rimangono Enzo, Giorgio, Roberto, Vito, Paolo e Claudio. Il treno è quindi la soluzione migliore. Prendiamo gli orari, Enzo vorrebbe prenotare, ma c'è una coda lunghissima e io, memore di quello che mi aveva detto Emilio l'anno scorso, che se ci sono più passeggeri, aggiungono una carrozza, dico loro che non è necessario. [aiaiai!]

Alle otto meno dieci andiamo in albergo perché vogliamo registrare l'intervista che ci hanno detto che avrebbero trasmesso nell'edizione, appunto, delle 20. Nel nostro albergo la tele è solo in bianco e nero e solo nel gabbiotto della reception, allora andiamo nell'altro edificio dell'albergo (noi siamo in una dependance) perché abbiamo visto, facendo colazione, che c'era una tele a colori. La sala è chiusa, quella dell'altra reception chiama la signorina del bar che era a letto. Quella scende in vestaglia, apre il bar, ma la tele non va. Funziona solo il canale di video-music. Sono quasi le otto, allora ci precipitiamo di nuovo nel nostro albergo e chiediamo alla receptionista se ci fa filmare la sua televisione nel suo gabbiotto. Ci mette un po' a capire cosa vogliamo fare, forse perché è una richiesta un po' strana, forse perché è ciucca persa. Finalmente ci fa entrare, Michal si sintonizza e comincia a filmare. Lei intanto ride come una matta e mi abbraccia. Fa ho un caldo terribile e in più questa che mi si avvinghia, alitandomi in faccia, 10 denti bianchi e 20 d'oro.. Le dico che mi fa soffocare, la spingo in là, ma lei non la smette e continua ad abbracciarmi posandomi la testa sulle spalla.

mia amica, mia amica
e io le faccio eco:
michal, aiuto, michaaaaaaaiuto
Non ne posso più, alla tele continuano ad andare servizi che non c'entrano niente, ormai è mezz'ora che siamo qua.. Le do uno spintone, mi libero e me ne vado. Lei mi corre dietro con 5 o 6 bottiglie da due litri di aranciata o chinotto o menta che vuole regalarmi. Ancora un po' e la meno

E poi ci troviamo quasi tutti lì davanti e combiniamo di andare a cena al ristorante armeno. Giorgio con una bionda alta mezzo metro più di lui. Roberto con due ragazze, Roberto di Taranto con una bella ragazza e la sua amica, Enzo e Aurelio con Diana che conosciamo già dall'anno scorso e la sua amica, Vincenzo con Olga. [che mentre ora scrivo si stanno sposando] Si sono appena conosciuti, si capiscono poco, ma si piacciono tanto. Stanno abbracciati per tutta la cena. Poi c'è naturalmente Marco, questa sera molto giù di corda, con Marketa che gli sta attaccata tutta la sera.

Michal mi dice

tu pensa che idea avranno queste ragazze che sono a cena con noi che vedono la fotografa-dell'agenzia in braccio a un cliente e che gli mordicchia la maglietta...

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Alla cena ridiamo tantissimo, Aurelio fa l'imitazione di Verdone ed è bravissimo, anche con i gesti.

[.. ma in che seeenzo??]

Quando arriva il conto ridiamo un pò meno. Le bottiglie di vino costano 20 $ l'una! Alcuni di noi avevano chiesto il vino (due persone, gli altri, birra, coca-cola o acqua minerale) e la ragazza che si è occupata dell'ordinazione invece di capire vino x 2 persone ha capito x 2 bottiglie.

Mentre andiamo via, Vincenzo sta baciando appassionatamente Olga appoggiato alla sua macchina

Michal si volta e chiede a Marco che sta salendo sulla nostra...

Ma Vincenzo non viene?
e Marco:
no, non mi pare che stia venendo... almeno non in quel senso

19 mar

20 agosto, mercoledì

Samara - Ufa

Oggi abbiamo il viaggio per Ufa. Roberto di Taranto, che avrebbe dovuto continuare fino a Mosca, ha deciso di fermarsi a Samara. Vuole conoscere meglio la ragazza che ha incontrato ieri. Ci rivedremo a Mosca, lui ha l'aereo il giorno dopo il meeting.

Incontriamo Paolo e Vito che quando noi partiamo vanno alla stazione a prendere il treno: la tipa della reception a noi aveva detto che le camere si possono tenere 24 ore, quindi, arrivati alle 8 di sera fino alle 8 di sera del giorno successivo, ma non ci aveva detto (l'ha detto poi a loro, facendoli quindi andare via prima) che dal secondo giorno in poi la permanenza in camera deve finire alle 12. Gli altri hanno deciso di partire la sera alle 20.00, così viaggiano di notte e fanno che dormire in treno. [di nuovo aiaiai!]

Mentre carichiamo la macchina esce la signora dell'albergo dicendoci che Vincenzo si è portato via un asciugamano.. Vincenzo che ha delle occhiaie che sembra un panda, nega, aprendo la sacca

.. ma non esiste, figuriamoci se ho bisogno di prendermi il suo asciugamano, ma non esiste, non esiste proprio
E intanto tira fuori dalla sacca l'asciugamano nel quale aveva avvolto le scarpe
ce l'ho solo per avviluppare le scarpe, ma non me ne faccio niente.. ora vado lì davanti e gliene compro un altro...
E va tutto arrabbiato nel negozio dall'altra parte della strada a comprare un asciugamano da dare alla signora

Carichiamo il grammofono antico che Aurelio ha comprato al mercato e che non vuole portarsi in aereo. Salutiamo chi c'è, (dormono quasi tutti) e partiamo. Ripercorriamo la strada che abbiamo fatto l'anno scorso e che è lunga e noiosa. Michal e Marketa dormono tutto il tempo. Lungo la strada siamo anche investiti da un acquazzone memorabile. Arriviamo a Ufa alle 6 del pomeriggio. Non piove più, ma sembra di essere in autunno. Prendiamo le stanze, avvertiamo che stanno arrivando gli altri e ceniamo in uno dei gazebi che ci sono nel cortile dell'albergo. Servono schaslik e borsch, Michal e Marketa prendono anche il the, fa freddo. Al piano terreno c'è un internet cafè (tiene aperto 24 su 24). Ci colleghiamo. Intanto mandiamo SMS a Enzo che non risponde.

Vedo anche Giorgio che mi dice che ieri sera, a mezzanotte, rientrando, è stato rapito e sequestrato dalla receptionista!! Me lo immagino

Qui ci sarebbe da raccontare l'avventura dei viaggiatori che arrivano alla stazione e il treno non c'è. [Chissà quante maledizioni mi hanno mandato!] Perché sì, è vero che se c'è tanta gente aumentano le carrozze, ma solo se il treno parte da quella città, non per i treni in transito.......!! E così si sono ritrovati in stazione a dover aspettare il successivo alle 5 del mattino. A Samara c'è una bellissima e modernissima stazione e al piano superiore ci sono poltrone per chi aspetta, quindi le ore di attesa sono per lo meno passate in un ambiente confortevole

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20 mer

21 agosto, giovedì

Ufa

Vado da sola a fare colazione ed è la peggiore che abbia mai fatto. Praticamente non mangio, né bevo nulla. Il caffè sembra the e forse lo è, il pane è morbido, quasi umido, ma si sbriciola.. poi un piatto con piselli e un polpettone di un colore bianco/grigiastro. Sono disgustata, me ne vado e provo nello spaccio lì vicino, ma oramai vedo tutto nero e non trovo nulla di appetibile. Vado allora al supermercato lì accanto e compro biscotti e banane. Sono anche tentata di comprare il miele che qui è la specialita locale. Ma sono tutti barattoli di vetro e mi immagino che si rompano in macchina, ci mancherebbe solo quello.

Torno in albergo e trovo Vincenzo che è disperato: non ha più niente da mettersi, ha solo roba sporca e cerca da giorni qualcuno che gliela lavi. A Rostov, a Samara. Anche qui ieri sera, ma non c'è l'acqua calda e le donne al piano gli hanno detto che non lo fanno. Gli hanno però anche detto che nel quartiere c'è una lavanderia, ma non la trova. Allora partiamo io e lui a cercarla. STIRKA è la parola d'ordine. Chiediamo alla reception e ci mandano nel supermercato lì vicino, è chiusa, ma ci dicono che c'è quella grande, statale, in fondo al viale. Ci andiamo. Non ho mai visto una lavanderia come quella, si capisce dov'è già 100 metri prima di arrivarci perché nell'aria si sente l'odore di bucato, il vapore esce da dei grandi tubi. Dentro è immensa, davvero impressionante, sembra uno stadio, e nell'aria quell'odore inconfondibile. Al bancone però non c'è nessuno. Un tipo che sta aspettando anche lui ci dice, mostrandoci un cartello, che c'è la pausa pranzo (dalle 11 all'una). C'è anche il cartello dei prezzi e controlliamo i costi, ma ci capiamo poco, a gesti ci facciamo spiegare cosa sono precisamente le tantissime voci. I tempi di consegna sono di 24 ore, ma pagando il doppio si possono ritirare, c'è scritto, dopo 4 ore. Vincenzo è tranquillo e ce ne andiamo in albergo, lui ora sa la strada e ritornerà fra due ore quando apre. Io penso che non porterò nulla a lavare, abbiamo ancora autonomia per 3/4 giorni.

Michal e Marketa che nel frattempo si erano alzati erano preoccupati che io non ci fossi

ti ho cercato dappertutto, pensavo già di andare al "chi l'ha visto?" russo

Il meeting di Ufa è in una sala bellissima, ogni finestra ha un decoro diverso e con colori vivacissimi. Peccato che come meeting sia un disastro. Arrivano 4 o 5 ragazze soltanto. Ciondoliamo nella sala chiaccherando e commentando. Comunque di qua ci dovevamo passare, tanto valeva farlo. Claudio aspetta una ragazza con la quale si scrivono da tempo, lei arriva molto in ritardo, con la sorella, ma, poi mi dice:

non è la ragazza che cerco, oramai so che quella che mi piace è quella di Nizhni Novgorod, domani torno da lei.

Mentre riportiamo l'attrezzatura in camera ci viene a chiamare Paolo: stanno facendo un controllo, due donne poliziotto, e vogliono fare il verbale a Giorgio perché non ha fatto la registrazione... Saliamo al piano e lo troviamo in discussione (si fa per dire, le poliziotte discutono, lui annuisce con aria innocente). Spieghiamo che lui domani se ne va, è arrivato oggi, non ha bisogno di nessuna registrazione. Le poliziotte rispondono che allora domani verranno a controllare..

A cena Marketa va in un ristorante ultra-chic con Marco e Vincenzo (che non ha poi portato la roba in tintoria perché non gliel'avrebbero comunque potuta fare in tempo), noi invece continuiamo con schaslik, questa volta nel tendone, che si trova anche quello nel cortile dell'albergo. C'è il karaoke ed è bellissimo, una ragazza canta. Giorgio ha la camicia nuova. Enzo mi sfotte, dice di non sedermi in mezzo alla panca, che la piego...

Prima di andare a dormire facciamo una decina di telefonate per trovare un'interprete che accompagni Roberto in giro per Mosca l'indomani. Ha qualche ora di attesa tra un aereo e l'altro e ne approfitta per visitarla un po'.

21 gio

22 agosto, venerdì

Ufa - Miass

Un'altra disgustosa colazione. Poi telefoniamo al taxi, che avevamo prenotato ieri, per i quattro rimasti (Roberto ha l'aereo per Mosca e Claudio torna a Novgorod dalla sua bella) e arriva una macchinona russa sgangherata. Non riescono a far entrare tutte le valige nel baule e devono quindi viaggiare con delle borse sulle ginocchia. Noi siamo talmente pieni che non ci sta nemmeno una borsa. Il portellone del baule si è' di nuovo rotto e i nostri bagagli che prima sistemavamo come in un enorme puzzle occupando tutte le fessure, ora, caricati alla bell'e meglio tengono il triplo dello spazio. Finalmente partiamo e allo svincolo per Tcheljabinsk ci accorgiamo che non abbiamo la macchina di Vincenzo e Marco dietro.

Ci fermiamo sul ponte e li vediamo (e fotografiamo) fermati dalla polizia

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22 ven

ripartiamo

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Marco e Vincenzo sono senza benzina, cerchiamo il distributore, ci fermiamo e il taxi va avanti senza vederci. Continuiamo poi senza di lui, conosciamo già la strada che è un continuo sali-scendi sulle colline degli Urali, ci fermiamo ogni tanto negli enormi mercati a lato della strada. Compriamo gli adesivi divertenti, io ne ho preso uno che dice:

revisionata, assicurata, minata
Poi uno enorme con la scritta "Russia".

Quando arriviamo all'obelisco che segna il confine tra Europa ed Asia Vincenzo si lancia finalmente a fare acquisti per la sua casa nuova: compra, contrattando i prezzi, i pezzi di tronco d'albero dipinti con scene silvestri e il porta candele di malachite

[gasolio = 8.00 rubli al litro]

Arriviamo a Miass alle 5 del pomeriggio, di lì a poco arriva anche il taxi, andiamo tutti nel nostro albergo ed Enzo, mentre noi prendiamo le camere, ha la bella idea di andare a cambiare. Tempo due minuti e viene giù il cielo. Torna completamente fradicio.

La prima cosa che chiediamo naturalmente è se c'e l'acqua calda, no, non c'è. E ti pareva. Le stanze le conosciamo già, la nostra ha il bagno, la cucina e il salottino. Sul piano vedo che c'è il parrucchiere e allora decido di andare a farmi lavare i capelli, lì, l'acqua calda, ce l'avranno di sicuro.. Mi dice di venire alle 7.

Allora andiamo a vedere se ci danno da mangiare nel ristorante dell'albergo, mangiamo benissimo, poi, mentre io sono dalla parrucchiera (che ha l'acqua calda in un grande thermos e che poi vorrebbe mettermi i bigodi, ma io mi rifiuto e mi fa comunque lo stesso i riccioli) Michal va con Marketa, Marco e Vincenzo a vedere Miass dall'alto, prima che faccia buio.

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Quando tornano portiamo le macchine nel parcheggio. Il guardiano ci chiede di dove siamo, dove andiamo, io mi lancio nei miei discorsi e quando sente che andremo in Georgia ci dice entusiasta che lui è di Batumi, è georgiamo (si capiva infatti è scurissimo di capelli e di carnagione) e non torna nella sua terra da 10 anni. Mi faccio dire come si saluta in georgiano

  • buongiorno - bunaidìn
  • ciao - hoschakal
  • mare - deniz
  • io ti amo - seymek ti

Torniamo in albergo e andiamo con Michal e Marketa a comprare in un negozio lì davanti. Marketa prende la birra, noi la coca, il the e una torta, così domattina, visto che in albergo ho la cucina, preparo la colazione per tutti. Poi andiamo nella nostra camera/appartamento e Marketa, con Marco e Vincenzo, si fermano a guardare la tele nel nostro salotto. Io preparo il the che è invece un rosso karkadè. Nel salotto c'è la televisione e mettiamo un programma con le canzoni. C'è anche quella bellissima che suonano dappertutto, cantata da quattro ragazze, il gruppo si chiama Fabrika. Noi andiamo subito a dormire. Loro se ne vanno più tardi lasciandoci la luce accesa, così alle due ci svegliamo mangiati dalle zanzare

23 agosto, sabato

Miass - Tcheljabinsk - Ekaterinburg

Il gruppo prende il pulman per Tcheljabinsk, noi partiamo verso le nove ed arriviamo in città prima di mezzogiorno. Siamo già quasi in albergo quando ci affianca una macchina chiedendoci (in russo)

andate per Kurgan?

Non gli diamo retta, ma noto nello specchietto che continuano a seguirci. Faccio in modo che non possano affiancarsi al semaforo, ma li vedo che cercano di farlo. Poi al successivo ci riescono e ci chiedono se parliamo russo. Sono i soliti faccendieri che vogliono coinvolgerti per spillarti soldi.

Intanto siamo arrivati al semaforo per girare sul ponte, io passo, Vincenzo no, ma si accorge di essersi fermato sulle rotaie del tram quasi in mezzo all'incrocio e allora fa retromarcia...

.. e prende in pieno quello dietro! Marco ci chiama col walkie-talkie, noi torniamo

Arriviamo che c'è Vincenzo con tutta gente intorno, che guarda la macchina che ha preso che non ha praticamente nulla. E intanto dietro arrivano i due che ci tallonavano e si intromettono nel discorso come se fossero parte in causa. Uno dei due chiede il nome a Michal e lui lo guarda con aria interrogativa

perché devo dirgli il nome a questo?

E comincia una discussione senza senso, su come funziona qui. Con quelli, che non c'entrano niente, che continuano a dire che le cose si risolvono tra di noi e Michal (e noi) che diciamo che in un paese civile esistono le assicurazioni e quindi si scrive il CID. Abbiamo chiesto a uno di un negozio di chiamare la polizia e aspettiamo. I due non se ne vogliono andare, io ho paura che succeda qualcosa perché Michal è furioso, risponde alle loro domande tendenziose e idiote (ma tu perché non vuoi dirmi come ti chiami? ma lo sai che la polizia adesso farà anche dei gravi problemi? dove alloggiate, in che albergo?) ripetendo che qui le cose non sono così, che lui, a lui, non deve dire niente, che lui se ne deve andare, che quello nemmeno lo conosce, che, se no, cosa mi fai? E intanto lì è pieno di gente e la polizia non arriva. Aspettiamo mezz'ora. Il tipo tamponato è carino, non discute, aspetta. Se non ci fossero stati gli altri due a quest'ora ci saremmo già messi d'accordo. E finalmente quando arriva la polizia quelli se ne vanno. Il poliziotto fa qualche domanda, chiede a quello lì se la macchina va in moto, quant'è secondo lui il danno, e quello dice 2000 rubli, no? forse 500?. Così in due minuti finiamo la storia, Vincenzo gli dà 500 rubli e ce ne andiamo.

In albergo sono già arrivati tutti, Enzo ci viene incontro raggiante

c'è l'acqua calda!!

Ci diamo appuntamento per mangiare nella piazza in fondo al corso. Noi li precediamo, vicino al ristorante c'è una libreria e vogliamo guardare un po' se c'è qualcosa di interessante. Compriamo qualche vocabolarietto, dei manuali di italiano, il titolare ci fa servire da una ragazza che parla italiano, carina, ci chiede da dove veniamo, io le dico che siamo un'agenzia matrimoniale, Maruska, lei dice che conosce Maruska, l'agenzia

- bene, allora venga oggi al nostro meeting

-al vostro? perché lo fate voi?

-Si siamo noi Maruska

Lei diventa bianca come un cencio e dice
non è possibile, non è possibile, siete voi, qua, oggi!

-mi sembra un po strano che si agiti così, poi ci spiega

questa notte ho fatto un sogno: era buio, una grande sala, poi lontano una candela, la prendo e c'è uno specchio grande e vedo me e la luce della candela nello specchio e poi vedo mia mamma che mi dice che oggi arriva un italiano.. un italiano della toscana, io conosco la toscana, Firenze, tutte le città toscane... e poi mi giro e vedo un riflesso nello specchio, una ragazza vestita da sposa ed .. ero io... E oggi io non dovevo venire qui, oggi è il mio giorno libero, ma sono passata a prendere una borsa che avevo dimenticato e siccome voi eravate qui e io so l'italiano, il padrone mi ha chiesto di aiutarvi...
Davvero singolare, che combinazione... La salutiamo, ci rivedremo fra due ore..

Usciamo e andiamo a mangiare, aspettiamo il gruppo, ma non arrivano, quando rientriamo in albergo li troviamo che arrivano, a piedi. Avevano capito che il ristorante fosse dietro l'angolo... Ci offriamo di accompagnarne uno indietro a prendere la macchina, ma è una bella giornata di sole e non si preoccupano di fare due passi. Noi andiamo a preparare la sala per il meeting

23 sab

La solita foto per testare la luce
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Quando comincia il meeting e gli uomini arrivano sono tutti belli eleganti. Finalmente si sono lavati.. (noi no, non abbiamo preso la stanza, questa sera andiamo a Ekaterinburg). Marco elegantissimo in sahariana bianca (Marketa invece è nera :))

E poi Vincenzo, con un bozzo di due centimetri enorme sopra l'occhio, e sanguina...

nella doccia, mi sono alzato e ho preso in pieno lo spunzone di ferro sul quale si appoggia il cornetto.

Così oltre che i bozzi sul naso dal tuffo di Balaklava, ora ne ha anche uno enorme sulla fronte. Ma ha cambiato colore tanto è pulito!

Marco mi chiede sconsolato per quale oscuro motivo ieri siamo andati a Miass? Quì è così bello..

La ragazza del sogno è venuta, ma non ha scelto di conoscere qualcuno, mi dispiace, Marketa le fa un sacco di foto

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Appena finito il meeting partiamo per Ekaterinburg, vogliamo arrivarci presto e risolvere il problema dell'albergo.

[gasolio = 9.00 rubli al litro]

Il gruppo, ci diranno poi, passa una bella serata a cena e a spasso per Tcheljabinsk che trovano splendida.

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Noi arriviamo abbastanza presto a Ekaterinburg e ci fiondiamo all'hotel dei gatti e l'amara sorpresa è che ci sono le stanze solo per questa sera. Io sono arrabbiatissima con Michal, dovevamo telefonare già ieri, ma la tipa ci dice che intanto non accettano le prenotazioni. Se vogliamo domani due stanze ci sono.. Il prezzo è 430 oppure 150 per persona. Ce ne andiamo e facciamo il giro come l'anno scorso, con la differenza che ora troviamo posto al Bolschoj Ural. E ci sono stanze per tutti.

Arriviamo lì davanti e Michal scende per chiedere, io posteggio e poi scendiamo anche noi. Ma avvicinandoci all'ingresso ci investe un odore di gas indescrivibile. Roba da non sopportare. Mi copro il naso e la bocca con le mani allibita. Michal è dentro alla reception. Non capisco, esco di nuovo e anche lì davanti non si riesce a respirare. Guardo Marketa e anche lei ha le mani sul naso e mi guarda stupita. Rientro e vado da Michal e c'è pieno di gente con le lacrime agli occhi che tossiscono e si coprono il naso.

Ma come è possibile? Nessuno dice nulla? Ma è NORMALE?

La tipa alla reception mi risponde che non capisce cosa sia, continua inperterrita le registrazioni, allora torno, non riesco proprio a respirare e alla porta intanto c'è un portiere che anche lui con le mani sulla bocca si guarda intorno e poi mi fa...

viene da fuori...

E' vero, viene da fuori, ma non si capisce da dove. Ne concludo che qualcuno ha buttato un lacrimogeno all'ingresso, perché a 10 metri dall'entrata non si sente più. Marketa ed io stiamo fuori, mi dispiace che Michal si intossichi ed entro ogni tanto a parlargli e a vedere come va. Sono assolutamente incredula dell'indifferenza della gente. Capitasse una cosa così in Italia non se ne starebbero tutti lì come se fosse normale essere gassati.

Finalmente Michal finisce e scaliamo al secondo piano nelle nostre stanze. La nostra doppia ha il bagno, quella singola di Marketa no. (Nessuna singola aveva il bagno) Il gas c'è anche qui, ma meno. Da noi la luce non funziona, lo diciamo alla donna del bagno che arriva con un tipo a cambiare la lampadina. L'acqua calda c'è, faccio un bucato e stendo 15 camice/magliette per tutta la stanza. Sembra di essere in un bagno turco.

Andiamo a cena e poi posteggiamo nel cortile/parcheggio dietro l'albergo

24 agosto, domenica

Ekaterinburg

Ci alziamo presto e andiamo subito all'hotel dei meeting per vedere la sala e se ci sono e quanto costano le camere. L'hotel Oktjabrskaja è bellissimo, modernissimo, tutto di marmo. Le camere costano 2890, solo singole con 10% sconto. Mando SMS a Enzo, al Bolshoj Ural 1120 la stanza doppia prima categoria, ma il secondo giorno costa meno, e 280 la singola terza categoria

Incontriamo Paolo e Vito che hanno preso la stanza qui.

Poi andiamo a fare un giro in centro e ci fermiamo perché vediamo una manifestazione. Scendiamo e andiamo con la videocamera e la macchina fotografica a vedere. Si tratta di una commemorazione per la resistenza nella seconda guerra mondiale. Ci sono personalità che parlano e cineoperatori che filmano. Filmiamo anche noi i discorsi e tutta la scena. In una pausa viene uno a chiederci di che canale siamo, io rispondo che veniamo dall'Italia e lui fa un gesto di stupore e apprezzamento e ci chiede:

RAI ?

Io rispondo automaticamente di no con la testa , però non resisto alla tentazione e allora gli faccio

no, MEDIASET

Quello, tutto gongolo torna a riferire. E tutti, poco a poco si girano a guardarci. Io mi sento una deficiente e mi vergogno da morire e quindi elargisco sorrisi e applausi.

In poche parole stiamo lì tutto il tempo, filmiamo tutto i discorsi, la banda che suona marciando e continuiamo a filmarli anche quando ormai il gruppo si dirige alle macchine... vanno in un locale per il rinfresco. Ci sono circa 20 macchine scortate da poliziotti in moto.

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Portiamo allora Marketa a vedere le tombe degli Zar dove noi siamo già stati l'anno scorso. Vicino alla cappella hanno costruito una cattedrale, ci si entra soltanto con il velo in testa, lo imprestano all'entrata. In una saletta vendono gadgets, libri, calendari. Compriamo un libro. Poi riceviamo SMS da Marco e Vincenzo e gli spieghiamo dov'è l'albergo. Li incontriamo quando ci arriviamo dopo il pranzo al fast food. In albergo ci dicono che per entrare in anticipo bisogna pagare un'altra ora di affitto-sala. Con i costi che hanno decidiamo di aspettare.

Al meeting di Ekaterinburg Enzo arriva con Giorgio urlando

toglietemi di torno questo caprone..!! Non è possibile stare vicino ad uno che puzza in questo modo. Giorgioooo, bisogna metterlo in un catino e strigliarlo. Vai lontano da meeee!!!

Giorgio tranquillo come un papa, non fa una piega. In questo meeting Enzo incontra Giulia. Si erano già conosciuti l'anno scorso, al meeting di Volzhskij, dove lei passava le vacanze dato che sua mamma vive là. Mi ricordo che Enzo al rientro voleva scriverle, ma l'indirizzo che Giulia ci aveva dato era incompleto, e quindi lui non era più riuscito a contattarla.

La sera facciamo una bella e lunga passeggiata nelle vie del centro con Marco e Vincenzo. Nella piazzetta sotto il ponte Vincenzo si fa fare il ritratto e noi ne approfittiamo per guardarci intorno, Michal legge un grande iscrizione con la storia della città, in un'atmosfera che sembra quella di Montmartre: i pittori che disegnano, la gente che discute nei bistrot, istrioni, musicisti.. Cambiano le fisionomie, le etnie, a Parigi i turisti sono tedeschi, americani, giapponesi, qui gli stranieri sono koreani, azeri, georgiani, in gruppo, che fanno fotografie, che passeggiano sorridendo guardandosi intorno con un occhio alla guida ed uno ai palazzi, chiedono informazioni. Camminiamo sul lungofiume, mentre man mano si fa buio vediamo un grande barcone con la pomposa scritta Ristorante nel fiume che però davvero è andato nel fiume, ha ceduto ed è affondato infatti per metà, i tavolini sono rovesciati e i proprietari con una carrucola cercano di raddrizzarlo svuotandolo dall'acqua. Osserviamo la scena, Vincenzo dice che in Italia lo tirerebbero fuori dall'acqua in un battibaleno qui invece ci vorranno settimane... Verso le 11 di sera vediamo i pittori che, raccolti i loro cavalletti e fogli, se ne vanno a casa chiaccherando..

24 dom


continua continua

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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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