Quarta puntata: la follia di 12 ore in frontiera e poi dal sud della Russia, risalendo il Volga, oltre gli Urali fino in Siberia

14 agosto, giovedì

Feodosija - Rostov na Donu

Partiamo da Feodosija alle 7 del mattino, la giornata è bella, l'aria fresca, siamo tutti contenti, ma decidiamo di non fermarci a fare il bagno, non si sa mai, in un giorno e mezzo dobbiamo arrivare a Rostov

Sulla strada ci ferma la polizia e controllando il libretto dell'auto di Vincenzo, dice che non è intestata a lui e che occorrerebbe una carta notarile tradotta. Hanno perfettamente ragione, ma noi siamo inamovibili e certi di quello che diciamo:

- Vede, la sua ditta ha lo stesso nome come il suo cognome, è precisamente sua
Ci sentiamo pure scemi a dire queste cose, gli facciamo vedere che la macchina con la targa è inserita nel visto e che quindi vuol dire che l'ambasciata ha autorizzato la guida (!!?). Per fortuna si vede subito che i poliziotti non sono dei piantagrane, ci lasciano andare sorridendo

Arriviamo in frontiera alle 8,50 e perdiamo i traghetti delle 8.15 e 9.15

Poi perdiamo anche quello delle 10.15 perché, arrivati al controllo dei soldi, ci dicono che non possiamo averne più di 1500 a testa, invece alla frontiera di ingresso ci avevano espressamente detto (mi ricordo ancora il poliziotto che parlava italiano e che ce lo confermava) che se ne potevano portare tremila con la dichiarazione. Il tipo esce e ci porta un foglio (con la data del '99) nel quale c'è scritto 1500. Michal gli fa notare la data, lui insiste, ci dice che dobbiamo tornare e mettere i soldi in banca. Cominciamo a discutere, io non so se mettermi a piangere o meno, non ne ho voglia, poi Michal mi dice che ha capito che loro accetterebbero un "regalo", dipende, quanto? 20 euro, va beh, si può fare.

Paghiamo anche la tassa della frontiera che sono 10 dollari e poi il soldato ci dice che il controllo passaporti, a noi, lo può fare solo il suo capo. Aspettiamo abbastanza nervosi, comincia a fare caldo, siamo al sole, abbiamo già passato la cancellata e ora siamo dentro la frontiera. Non c'è un bar, un chiosco, nulla, ci sono i moscerini, (abbiamo ancora le prugne di due giorni fa che ormai stanno fermentando. Michal non vuole buttarle). Aspettiamo. Ogni tanto io vado a bussare per chiedere quando arriva il capo, perché, nel frattempo, passa anche il battello delle 11,15. Mi mandano via. Mi secco. Gli dico che un altro battello non lo possiamo perdere e in risposta lui mi dice che il prossimo è all'una e mezza.... c'è la pausa pranzo.

Che nervoso.. Ci dicono di stare in macchina, con questo caldo? No, noi stiamo tutti in una striscia di ombra tra i due gabbiotti, la scena più o meno come in Miracolo a Milano di De Sica, solo che lì erano tutti raggruppati cercando di stare nell'unica striscia di sole..

Lì c'è il cambio, quindi Aurelio che ha ancora grivni ukraini cambia in rubli, noi li abbiamo finiti e non cambiamo gli euro perché ci si perde il 10%

Finalmente il capo arriva e ci timbra i passaporti, passiamo la barriera e arriviamo al mare all'imbarco. Il tipo che è lì ci fa mettere di sbieco e poi fa accodare le altre 10 macchine che arrivano, all'undicesima dice di mettersi alla mia destra per iniziare una nuova coda. Tempo mezz'ora ci sono già 6 code... e mi sembra che le prime due alla mia sinistra siano più avanti di me e pronte a passarmi davanti. Vado dal tipo e gli dico che devo passare prima io, lui dice di stare tranquilla, cerco, con gran sforzo, di smettere di avere questi pensieri idioti e di concentrarmi su qualcos'altro. Scendo e vado a informarmi della strada che ci aspetta con i passeggeri delle auto targate Rostov. Ne sanno meno di me. Finalmente arriva il traghetto, 10 minuti e tutte le macchine accendono il motore, e poi, per la serie, in quale fila mi metto? parte la fila alla mia sinistra. Mi imbestialisco e allargandomi un po' mi infilo da sinistra, per fortuna Marco, che è lui alla guida mi sta dietro. Ci troviamo sul battello i primi ad uscire, in centro.

La traversata impiega mezz'ora, c'è il tempo di andare a farsi un panino.. Non c'è il bar, ma una signora che ha due grosse borse con le rotelle dalle quali tira fuori pentolini, salsicciotti, salse, sacchi di pane e thermos: caffè, the...

Quando attracchiamo fanno prima scendere tutti quelli che attraversano a piedi e così davanti a noi c'è una coda di una cinquantina di persone, poi finalmente ci lasciano sbarcare e ci dicono di incolonnarci tutti in un lungo corridoio cintato col filo spinato tipo lager. Ora bisogna scendere e fare di nuovo la coda. Passa un'altra mezz'ora buona, poi cominciamo noi, ma qualcosa non va:

- Non avete il voucher!

- Ma che voucher? Non vede che abbiamo il visto? Non serve il voucher, il visto ce l'hanno dato con l'invito.

- E allora dov'è l'invito?

L'invito se lo sono tenuti in ambasciata. Ma se l'ambasciata rilascia il visto noi possiamo passare, non c'è bisogno di altri documenti.

I toni si fanno accesi, il tipo chiude il finestrino e se ne va. Torna dopo un quarto d'ora e comincia a farci passare... Uno alla volta cominciamo ad uscire dal tunnell recintato (ma la macchina è ancora lì). Nel frattempo nella direzione opposta alla nostra arriva una macchina bianca pazzesca, lunga 8/10 metri, di quelle che servono per pubblicizzare qualcosa e fa un mucchio di manovre per riuscire ad entrare nel tunnel in senso inverso. Ma torniamo a noi che siamo per metà fuori e per metà dentro, il nostro controllo passaporti si è fermato di nuovo, hanno perso il foglietto d'uscita allegato al visto russo che c'era nel passaporto di Marketa. Discutono mezz'ora, c'era, non c'era, intanto comincia a piovere, dopo cinque minuti la pioggia si trasforma in un'acquazzone pazzesco, le guardie vanno a prendersi tutte l'impermeabile, intanto qualcuno trova il foglietto.

- Le macchina mettetela lì

e ci fanno uscire dal tunnell, ma rivogliono di nuovo tutti i passaporti, ora vanno dal capo. Aspettiamo sotto la pioggia torrenziale un'ora di nuovo, Michal mangia le prugne sciacquandole sotto la pioggia, mi rendo conto del passare delle ore non guardando l'orologio, ma vedendo il traghetto che ogni ora scarica macchine e pedoni. Ho un nervoso... Torniamo per la quinta volta al gabbiotto

- e i nostri passaporti?
Ora mi manda via in malo modo
- Andate in macchina e aspettate!!
Noi continuiamo invece a stare lì sotto la pioggia

Finalmente da un cancello esce un tipo tutto incappucciato con i nostri passaporti e li dà a quello del gabbiotto. Noi ci avviciniamo tutti come api sul miele. Quello imperterrito continua a timbrare e a far passare la gente del quarto o quinto traghetto. Noi, stoici e imperturbabili, sotto la pioggia, con l'acqua che scivola sui nostri volti disperati, lo fissiamo per fargli venire il senso di colpa. Non gli viene un accidenti di senso di colpa e anzi questa volta ci urla di andare in macchina chiudendo la portina dalla quale lo fissavamo! Sconsolati andiamo in macchina. Dopo un po' arriva uno e ce li porta!!!

- Bene!!! No, aspetta.... ma ne manca uno!

- Ne manca uno? - Non è possibile, ce ne avete dato uno in meno

- Ma siete de-fi-cien-ti? Un quarto d'ora di controllo per ogni persona prima di farla uscire dal tunnel e poi ci dite che siamo qui fuori senza passaporto?

[naturalmente l'epiteto solo mentalmente, anche se l'espressione era chiara sulle facce furiose]
- Aspettate un momento
Mi stanco perfino a raccontarlo, quello torna dopo un quarto d'ora con l'ultimo passaporto e finalmente ce ne andiamo.

Aurelio che non aveva mai passato una frontiera terreste ha lo sguardo allucinato, ma sembra sollevato.. crede di aver finito.. E invece il brutto deve ancora cominciare...

[Raccontare questo secondo pezzo mi fa star un po' male, quindi faccio veloce.]

Ora siamo in un grande spiazzo e dobbiamo pagare la tassa di frontiera, entriamo nel gabbiotto e le tipe si prendono i libretti delle macchine. Non ci capiscono niente e quindi li mettono da parte e fanno passare altri. Mi arrabbio ed entro, parlando in russo riesco a farmi capire e trovo io le voci che interessano da riportare sulle ricevute. Ma quella fa una ricevuta sola!! E no! Usciremo da due frontiere diverse abbiamo bisogno di due ricevute! La tipa è seccatissima, ci fa passare avanti altra gente e poi torna nel primo ufficio per stornare la ricevuta e farne due.

Finito? No, ora c'è il controllo delle macchine e dei soldi. Aprono il nostro bagagliaio e cominciano a discutere se possiamo o no andare a fare agenzia matrimoniale in russia se abbiamo un visto turistico. Noi ci andiamo solo per turismo.. abbiamo lavorato in Ukrajna. (Avremmo potuto farci fare il visto di lavoro, ma in Russia non te lo danno se non c'è una ditta partner che ti invita). Il tipo vuole sequestrarci i libri di presentazione degli uomini, poi cambia idea e ci dice di andare a contare i soldi. Io ci vado e scrivo sul foglio quanto ho, lui vuole che li conti, io li conto davanti a lui e non so come mi esce una somma diversa da quella che gli ho detto, lui immediatamente timbra il foglio che avevo scritto e mi dice che ho un grosso problema che ho una grossa multa: 2790 euro. Perché ho dichiarato 900 euro in più di quelli che ho. Nel frattempo arriva Michal che sentendo cosa succede si mette a urlare e mi dice che gli dà il giro alla scrivania. Io mi metto a piangere e lo mando fuori e dico al tipo di perdonarmi che sono una scema che adesso lui (Michal) è arrabbiato. Quello vuole 150 euro per mettere tutto a posto

- Sa, io devo annullare il foglietto

Il foglietto che si era precipitato a timbrare appena ha scoperto che la cifra non corrispondeva..

Io piango come in una tragedia greca, facendo anche singhiozzi che non mi riesce molto difficile perché lo stress e la stanchezza che ho accumulato così si sfogano. Michal sa già il copione e ora non entra. Aspetta fuori. Quello dopo un po' si stufa o si spaventa che faccio troppo rumore, non so, comunque mi dice di scrivere di nuovo i foglietti. Io esco, facendo bene attenzione a non cambiare immediatamente umore, anche se un sorriso o una risata tenta di uscire dalla mia bocca. Scriviamo di nuovo tutti e tre i foglietti e quello, forse per riprendere un po' dell'autorevolezza perduta desistendo dalla concussione ci fa scrivere al fondo del foglietto, in russo, una dichiarazione nella quale ci impegnamo formalmente a far uscire di nuovo entro l'8 di settembre tutte le attrezzature che abbiamo. Cosa che implicitamente era già scritta nella dichiarazione.

Il pianto greco mi ha veramente stancato e quando risalgo in macchina mi sembra faticoso perfino mettere in moto.

Michal riconta i soldi e si accorge che non avevo affatto sbagliato la prima dichiarazione, e che quindi tutta quella tragedia si poteva evitare facendo solo un po' più di attenzione

- vorrei vedere te contare i soldi (tra i quali c'era i 3500 in tagli da 5) davanti a uno che ti fissa e prende nota in russo mentre tu conti in italiano

[perché mi sono dimenticata di dire che quando siamo partiti da Torino e poi Alice è andata a ritirare i soldi in banca da dare a Vincent e Francesco che ce li portassero, c'erano anche 3500 in tagli da 5, non richiesti, ma la banca non ne aveva di più grandi!! E non mi si dica che in Russia basta la carta di credito...., me lo dicono sempre tutti, vediamo tutti gli anni e vedremo anche quest'anno che la carta di credito serve una volta su 10]

Usciamo dalla frontiera alle 20,00... dodici ore tonde tonde. Non sembra vero. Tanto che partiamo dimenticandoci di fare l'assicurazione. Dopo 20 kilometri ci ferma la polizia, ci fanno andare nel gabbiotto e io, esausta, comincio a spiegare che è stata proprio solo una dimenticanza...

- Vede, io sono già stata in Russia un mucchio di volte e so esattamente tutto quello che ci vuole, gli altri anni facevamo l'assicurazione in Italia a Milano alla Ingostrach, ma quest'anno non la fanno più, e così dopo 12 ore di frontiera ce ne siamo dimenticati, lo sapevo benissimo che dovevamo farla, io so tutte le regole, so i limiti di velocità, fuori e dentro i centri abitati, vedete ho pure la patente internazionale...

Non l'avessi mai detto!! Gli ho fatto così notare che invece Marco la patente internazionale non ce l'aveva.. E allora cominciano ad accanirsi con lui. A un certo punto Marco perde anche la pazienza..
- ma dove siamo? in tutta Europa è riconociuta la nostra patente, in Francia, Inghilterra, in Austria...
Secondo me è meglio prenderli alla buona. Confabulano un po', poi tornano con aria complice
- adesso andate a fare l'assicurazione? Si? Ok, poi quando tornate passate di nuovo di qua

Torniamo alla frontiera, che incubo. Mentre Michal con Vincenzo e Aurelio vanno a scegliere dove fare l'assicurazione, e ci mettono mezz'ora, io cerco le sigarette. Partiamo che è quasi buio, vado col pensiero all'anno scorso e comincio a fare i calcoli. Eravamo entrati in Russia dopo l'una e siamo arrivati a Pavlovskaja intorno alle 11, quindi 10 ore, va beh che abbiamo mangiato sia pranzo che cena, che ci siamo fermati un sacco di volte per cercare il cambio, ma la vedo brutta...

Comunque andiamo, una sosta a mangiare, Michal va in bagno, poi ci vado anch'io e non credo ai miei occhi: un bellissimo bagno tutto piastrellato di fresco, pulito e con le porte a vetri trasparenti!! Me la rido a crepapelle..

E andiamo, andiamo. Ogni tanto si fa benzina, si fa il caffè, vedo Aurelio, seduto dietro nella macchina che dorme abbracciato alla valigia. E poi apre gli occhi che chiedono .. perché? perché non sono andato in aereo?

E continuiamo ad andare. Finalmente arriviamo a Pavlovskaja, ma purtroppo nell'albergo nessuno si sveglia. Marco e Michal sono là che bussano e suonano, noi in macchina esausti. Vicino a noi due ubriachi si avvicinano e ci chiedono l'ora: sono le 3 meno un quarto!!

Ora dobbiamo decidere cosa fare. Potremmo dormire in macchina, ma domani c'è il meeting, facciamo un ultimo sforzo? Ripartiamo e come degli zombi arriviamo a Rostov alle 5 del mattino. Sta cominciando a fare chiaro. Entriamo nell'hotel che c'è gente al bancone. Ci fanno comunque subito passare, le stanze costano care: 2000 rubli la doppia e 900 la singola, ma che cavolata.. prendiamo tutti la singola naturalmente e ce ne andiamo a dormire

22 ore da Feodosija a Rostov na Donu

14 gio

15 agosto, venerdì

Rostov na Donu

(scrive Michal)

Rostov:

la mattina: Beta scende alle 9.30. incontra Enzo e Roberto, il ligure. Poi va a cambiare nella banca accanto.

Quando mi alzo io, 11.30 urlo a Marketa, lei non risponde. Noi incontriamo Hurvinek e andiamo a vedere la sala. ma c'è gente dentro. Allora la tipa ci porta verso un altra sala. Vuole capire a chi avevamo telefonato.

Io cerco il fax sul computer ma non lo trovo.

andiamo nel ComfortZal. le donne discutono, ma alla fine ok. 500/ora. tavolo da 18 persone. Altre poltrone, bar accanto.

Qui a Rostov oltre a noi che abbiamo la macchina ci saranno Enzo, Roberto, Ferdinando, Giorgio, Roberto di Trapani, Paolo, Vito e Aurelio invece senza macchina e che non l'hanno precedentemente affittata. Quindi dobbiamo trovar loro un pulmino.

Carichiamo Enzo per andare a trovarlo. Al semaforo chiedo ad un autista di pullman dove potrei trovare un pulmino simile: avanti dritto alla stazione Vokzal. Enzo sa dov'è:

Vai avanti e vedrai la scritta.

Arriviamo all'entrata nella zona parcheggi della stazione e la mia donna ordina:

chiedi dove dobbiamo andare!
io insisto nel tornare oltre la strada, dove erano i pulmini, no, la donna insiste e intanto il ragazzo della sbarra è tutto confuso di noi.
- cosa volete ?
gli spiego tutto, che palle, il ragazzo non dice nulla:
- fatti vostri provate ad entrare qui, e mi pagate.

Finalmente la donna inserisce retromarcia e .....marcia.

Ecco un simpatico ragazzo, che subito ci racconta della sua mamma in Italia, ora in Ukraina. Si mette subito ad organizzare. Il suo pulmino è brutto. non può portarci lui.

Con gli altri fanno un elenco degli autisti-padroni dei pulmini. Alla fine nessuno vuole portarci e il bravo ci porta da un altro gruppo.

Io vado con Enzo a piedi, mi racconta che ci sono belle ragazze, che gli autisti non rispettano i pedoni.

Nel gruppeto c'è una signora che mi fa pensare, che una delle ditte di affittomacchine, che avevo contattato e che voleva 7 o 9/ rubli/ kilometro fosse proprio una così: un misto tra i pulmini di città, ed altro.

Stiamo ancora parlando del giro intero 6000 km, ma gli autisti bisticciano, si fanno raccomandazioni, avvertenze, guarda che lì è un altro stato, assicurazione, ecc.

per sbloccare lo stallo Enzo dice: - ..e da qui a Volgograd? uno si offre, 330 $.

Enzo: - no, 200.

Alla fine ci fanno vedere un pulmino giallo, nuovissimo, e vogliono 300 $.

Un ciccione mormora: - la migliore macchina, di 3 mesi, e un bravissimo autista. - Prendiamo il suo numero di telefono e andiamo via.

Intanto Marketa non ci trova e va in centro e ci manda un SMS.

io vado a fare le spese, Beta va a mangiare la bistecca con Enzo e Marky.

A me cercano di fregarmi, 70 invece di 8 banconote da 10.

Vediamo Giorgio, che in ciabatte, cannottiera e boxer da spiaggia, con una borsa altrettanto, si dirige verso un taxi a comprare dall'altra parte della città un scheda sim della TIM.

Mi sveglio alle 9 e mezzo, ho dormito solo quattro ore, ma sono fresca come una rosa. Scendo a fare colazione e incontro Enzo che conosce l'albergo come le sue tasche, mi accompagna al bar. E' qui da 4 giorni che ci aspetta. Aveva organizzato l'estate diversamente. Dopo essersi scritti per mesi con una ragazza di Taschkent avevano programmato di incontrarsi, prima a Mosca e poi insieme sarebbero andati in Uzbekistan. Invece incontrandosi, già dai primi momenti si era accorto che non sarebbe andata. Mi aveva quindi mandato sms mentre io ero in Ukrajna e ci aveva preceduto a Rostov.

Beviamo il caffè , poi scendiamo e io vado in banca. Quando rientro incontro Roberto che mi dice che in albergo c'è uno che lui immagina sia mio cliente, matto come una scarpa, che la sera prima ha urlato a tutti quelli dell'albergo perché lui voleva una suite, quella camera faceva schifo, come si permettevano... ecc, il principe naturalmente. E poi mi dice che ha visto anche un siciliano molto, ma molto imbranato. Uno che secondo lui dovrò portare per mano. Non ho proprio tempo per chiaccherare, penso che ora si riferisca a Hurvinek, il professore siciliano che proprio in quel momento riconosco e saluto, intanto arriva Enzo, li presento e poi scappo a vedere la sala con Michal. Con Enzo ci mettiamo d'accordo che fra mezz'ora andiamo a cercare il pulmino.

15 ven

[Vito, il professore in realtà è tutt'altro che imbranato, tant'è che diventerà ben presto il capo-gruppo della brigata. Anche con le ragazze ha molta intraprendenza e non ha il minimo impaccio. Il suo aspetto forse è l'unica cosa che a prima vista può trarre in inganno, forse il modo con cui tiene i capelli, ma come lo si conosce non si può non aprrezzare la sua simpatia. Michal lo chiama Hurvinek perché, dice, assomiglia moltissimo ad un personaggio delle fiabe che tutti i bambini cecoslovacchi adoravano quando anche lui era bambino]

Hurvinek

Sono nella hall che aspetto Michal e incontro Ferdinando, il principe, che effettivamente ha i suoi lati strani. Da buon toscano parla velocissimamente mangiandosi le parole, è agitatissimo e mi blocca per raccontarmi cosa gli è successo a Kiev dove si è fermato dopo il meeting. Gli dico che non ho molto tempo, devo andare a vedere la sala, a cercare il pulmino, ma lui niente, e letteralmente a forza mi costringe a sedere nella hall in un divano, e comincia il suo terribile racconto:

- A Kiev mi frequentavo con la ragazza russa che ho conosciuto al meeting, ma poi mi sono accorto che non stavo bene, avevo un po' di influenza, sono andato allora in ospedale (ed era spaventoso) per farmi fare degli esami.

Il dottore mi dice che deve farmi una puntura di antibiotici perché sembra polmonite, e io

... tiè!!! (gesto esplicito)

te la fai "te" la puntura, sono mica matto io

la puntura lì dentro? In quel postaccio? Io? Fossi matto, te la fai "te", io non me la faccio certo fare

e me ne sono andato. Per fortuna che a Kiev c'è una clinica americana privata di un medico dell'Ohaio molto simpatico che mi ha ricoverato e mi ha dato tutte le cure possibili, per, appunto, un principio di polmonite. (Molto cara, certo, molto cara, ma molto bella, signora, se vuole le do l'indirizzo)

nel frattempo continua a fumare come un turco e mi rispinge giù sul divano ogni volta che io tento di sfuggirgli

- Come se non bastasse faccio per partire da Kiev e all'aeroporto mi chiedono quanti soldi ho, io gli dico 700 euro e poi loro mi aprono le valigie e mi trovano altri pochi euro, dimenticati tra la biancheria. Problema, problema. Io sto per perdere l'aereo e loro vogliono ancora perquisirmi, mi fanno spogliare quasi nudo, che io mi arrabbio ma proprio tantissimo e allora comincio a dirgli, volete che mi tolga pure le scarpe? e io me le tolgo le scarpe e una gliela tiro addosso. Questi erano proprio arrabbiati e alla fine gli ho dato 100 euro e sono partito.

Il volo per Mosca abbastanza bene, ma sul volo da Mosca a Rostov non c'era l'aria condizionata così che faceva un caldo infernale e sono stato malissimo, ho sudato tantissimo e ora non so, non mi sento tanto bene

e anche adesso infatti è sudatissimo e si accende la terza sigaretta e mi regala anche una bellissima scatola di sigari (vuota) consigliandomeli caldamente, sono i migliori che ci sono!

- ho sudato come un cavallo e questo non va bene per la polmonite, prendo gli antibiotici, ma non so se verrò fino a Samara, domani forse sì ma devo ancora decidere...

Ora siamo già in piedi perché per fortuna il portiere è venuto a dirci che nella hall non si può fumare e così siamo venuti qui fuori. Riesco a strappare la mia mano dalla sua dicendogli che nel pomeriggio avrò tutto il tempo che voglio per ascoltare la sua terribile avventura e vedere se posso consigliargli quello che penso sia la cosa migliore da fare. Tanto lo so che ha già deciso lui cosa è meglio

Vado con Michal a vedere la sala che naturalmente non c'è, si sono persi il fax e ora è occupata per due giorni, Michal si mette a cercare il fax per far vedere alla tipa che il torto è suo, io penso che a questo punto sia comunque meglio subito decidere un'alternativa. La troviamo un po' piccolina, ma con il bar attaccato e l'aria condizionata. Tutto sommato mi levo un peso.

Poi corriamo a cercare il pulmino e verso l'una siamo di nuovo in albergo, molto più tranquilli. Entrando vedo Giorgio in tenuta da mare che sta uscendo. Sono perplessa, gli chiedo come mai si è vestito così, lui dice che gliel'ho detto io..

- Ma scherza?
e lui calmo come un papa:

- Ma sì! Lei ha scritto nei "consigli" di portarsi le ciabatte da mare, e che qui farà anche tanto caldo

- Ma Giorgio! Le ciabatte non per andare in giro, sono per quando si è in camera, in albergo che, a volte, non brilla di pulizia, ma Giorgio, se viene al meeting vestito così nessuna ragazza la guarderà...

Mi tranquillizza dicendo che certamente si cambierà e che anzi ora va anche a comprarsi una camicia nuova. Speriamo bene!

[Conosco Giorgio da un po', abita vicino a Torino, nel Canavese, fa l'autista di camion e non avevo mai badato troppo al suo abbigliamento, sul lavoro, si capisce. Ora tutti lo prendono in giro, anche perché lui ha un modo di fare che sembra un po' bamba, ma sono sicura che lo fa apposta, gli piace apparire un po' ingenuo e sprovveduto e si prende continuamente in giro. Sono convinta che è molto meno ingenuo di quello che appare.]

Con Giorgio e Marketa andiamo a pranzo in un ristorantino sotto l'albergo, fuori, al sole, mangiano Marco e Vincenzo. Michal va a comprare, quando salgo in camera, (nella sua: dormiamo tutti nella singola che costa di meno, ma abbiamo scaricato tutta la roba nella sua) trovo un sacco di salami e dolci. Michal è specialista nel comprare dolci, io non ci riesco, li vedo strani, diversi da quelli ai quali sono abituata e non oso comprarli. Pero' poi li mangio, sono buoni e tanti. Ha preso anche una torta.)

Il meeting è molto meglio di quello che ci aspettavamo, ci sono anche due ragazze che hanno la mamma che vive a Torino.

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Durante il meeting arriva anche Paolo, dentista di Torino che da tre mesi a questa parte sta studiando, da solo, il russo.

Non andiamo a cena, siamo troppo stanchi, mangiamo solo i dolci e i salami in camera

16 agosto, sabato

Rostov na Donu - Volgograd - Volzhskij

Abbiamo chiesto la sveglia alle 5 del mattino: il pulmino aspetta alle 6. Io sono preoccupatissima perché mi sono dimenticata di chiedere a Ferdinando quanti bagagli ha. Il viaggio precedente, quando è andato in Ukraina a Odessa mi ha raccontato di aver pagato 1000 euro di sovraccarico in aereo. (mille euro, non 50 o 100..)

Quando scende tiro un sospiro di sollievo, ha soltanto tre valigie

Manca ancora Vincenzo, vado al bancone a chiedere se lo hanno svegliato, mi dicono che in camera non risponde nessuno... Andiamo al piano e ci facciamo dare le chiavi: non risponde nemmeno a bussare.. Dormiva tutto vestito, ci dice che è rientrato un'ora fa...

Scende anche Roberto di Taranto che è arrivato da Mosca all'una di notte e ha trovato il mio biglietto con il programma mattutino

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Dopo pochi kilometri ci perdiamo

(scrive Michal)

Arriviamo a Volgograd, andiamo subito a cercare il pulmino per l'indomani: trattativa 3000 diesel 4000 benzina. Vincenzo, Marco e Marketa vanno a vedere Mamaja Kurgan e la statua, noi andiamo alla sala. OK ci aspettano. Poi andiamo in albergo, non si apre il portellone della Kia, arriva il pulmino. Entriamo, la signora della reception ci dice di spostare la macchina.

Vuole vedere prima tutti i passaporti, ma io insisto. Mi dia la stanza a me! 900 rubli doppia.

- e se ci sono i problemi con i visti?? tutti hanno il visto turistico?

- se ci sono problemi, allora ci sono problemi, mi dia la camera

- beh, se ci saranno problemi allora non potrete più rinunciare alla stanza.

poi mi chiede se prendiamo anche la sala (quindi si ricordava benissimo chi siamo). No, ma i clienti mi chiedono come si dice Dom Kultury e quindi lei lo sente.

Finalmente mi da i fogliettini, e via. Io cerco di aprire la macchina... niente. Compro pepsi ed acqua ed andiamo nella sala.

al secondo piano, sala piccola. Accanto sembra ci sia una messa, con musica piacevole.

Le donne arrivano in anticipo. Anche Francesco, gli uomini in ritardo, con Marketa.

[Francesco è un nostro vecchio cliente che quest'anno passa le vacanze a casa della moglie, proprio a Volzhskij, è molto felice di venire a trovarci, per fare due risate insieme, è stato nostro compagno di viaggio nel '99, nei meeting dove ha conosciuta Natalija]

Io vado a cambiare, banche aperte, ma non il cambio. Alla posta confermo, 2 rubli. Giorgio davanti al telefono a gettoni con 2 schede. Lo mando alla posta. vuole chiamare suo papà.

meeting di Volzhskij

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Uno a uno, mentre siamo nel meeting, gli uomini vengono a raccontarmi l'esperienza del pulmino. Uno alla volta perché tutti si lamentano di uno o dell'altro. Il più criticato in assoluto è Giorgio che
signora non le dico cosa faceva quel Giorgio, un'indecenza, si annusava le ascelle, si puliva i piedi, si metteva le dita nel naso. Una cosa abominevole, non ci si può stare
e ancora...
certo che in otto a fare un viaggio così... bisognerebbe che la gente sapesse comportarsi, non le pare? una sigaretta dietro l'altra, ma un po' di rispetto..
di nuovo
io capisco che siamo in otto, e anche quanto mai eterogenei, ma sentire per 8 ore soltanto discorsi da taverna
Bell'affare, da domani non sarete più in 8, ma in 10

(scrive Michal)

Torniamo in hotel:

Mentre scarico arriva Marketa che non aveva ancora la stanza ed è disperata, non ha accettato la proposta di Beta di dormire di nascosto in camera con noi, ed in più non le bastano i soldi per la stanza proposta dalla receptionist: ha 1000 e deve 1200. Vado alla reception:

- ma più economiche non ci sono?

- NO.

- Ma allora prendiamo la doppia da 900!

- ma non c'è la TV a colori. quella è da 1000.

- Ma per noi va bene anche bianco e nero..

La receptionist è sconvolta:

- allora quanti siete?

- 3 (anche Marco e Vincenzo sono ancora senza camera)

- E lei ?

- ah io ho gia la stanza.

- Ma che numero? ....

- saranno cazzi miei? non mi ricordo, perche?

- così vi mettevo allo stesso piano.

Marky mi dice 1003.

- Allora chi dorme con la ragazza?

Non capisco la domanda. Sono ancora deciso a pagare 900 rubli, e se necessario fare io il secondo inquilino. Ma ecco la sorpresa:
allora la ragazza prende 1 posto nella doppia ?
io tento con
-Sì.

-allora paga 450!

bingo! (450 invece che 1200) E se arriva qualcuno, potrebbe finire nella sua stanza. Marketa sembra di capire, ma acconsente.

1350 ! (la doppia di Marco e Vincenzo + 1 posto in una doppia di Marketa) no no no, mi faccia conti separati.
E la storia finisce.

Sera: pizza, la cameriera arriva e chiede cosa vogliamo, Vincenzo

voglio il numero di telefono, e che ci troviamo alle 9 qui.
Pizze deludenti, pasta al dente, pizzeria ridimensionata, più piccola.

Salutiamo Ferdinando che domani parte per l'Italia. Mi porge la mano per stringere la mia (non in verticale ma in orizzontale, col palmo all'ingiù in modo che si veda bene l'anello sul mignolo che testimonia la sua aristocrazia)

domani parto per Mosca e poi per Venezia che devo riprendermi il cane e poi devo ancora arrivare a Firenze, signora, io non so come faccia lei, io sono stanco solo a pensarci... ma a lei, se le sparano i pallettoni, rimbalzano, sa, è così tosta che i pallettoni rimbalzano, sì, rimbalzano..

16 sab

17 agosto, domenica

Volzhskij - Saratov

Andiamo tutti a fare colazione presto. Il menu è abbastanza vario: wustel, riso, brioches dolci, polpettone, the, succo di albicocca, caffè già zuccherato. Me lo faccio rifare senza zucchero nell'immensa cucina. Mi piace, ci sono le pentole enormi, l'odore di umido, il rumore delle parole come se si sentisse in lontananza per l'eco, le cuoche, tante, grasse e sorridenti. Poi col vassoio si va nella sala che è tutta rivestita di velluto, in un angolo il pianoforte, non si può fumare.

Vito vuole far mettere i suoi panini nel forno, 2 confezioni in plastica. speriamo...

Il pulmino arriva alle 7 e mezzo. Il tipo è simpatico, comincia a caricare i bagagli, poi ci avverte: con tutte queste valigie, la polizia potrebbe darci la multa, perché l'uscita di sicurezza è ostruita.. Al solito manca qualcuno, corrono a chiamare i ritardatari. Vincenzo non vuole svegliarsi, è tornato stanotte alle 6... e finalmente arriva. Partiamo tutti insieme, poi il pulmino si accosta e ci dice che deve fermarsi per controllare e aggiungere olio. Noi anche dobbiamo andare al distributore, ci diamo appuntamento dopo il ponte, ma evidentemente ci siamo spiegati male perché ci perdiamo

La strada per Saratov è lunga e abbastanza noiosa. Il selciato molto dissestato, con asfalto sopra lastre di cemento, tutta ondulata.. All'ingresso in città ci perdiamo l'Audi, li guidiamo con gli SMS, è già l'una passata.

17 dom

Andiamo subito all'albergo dei meeting dove ci aspetta la solita sorpresa....

Nessuna sala, la nostra prenotazione sparita, questa volta Michal tira fuori il fax di conferma, ma la tipa alla reception che è più odiosa di un cane rognoso risponde che a lei non interessa, non ha fatto lei quel fax, ora la persona che l'ha fatto non c'è, la sala è occupata da una delegazione di sportivi che fanno un congresso. Possiamo tornare domani a lamentarci col direttore o con l'addetta che ha fatto il pasticcio... Roba da ammazzarla. Non propone nessuna alternativa e ci liquida in malo modo.

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Non abbiamo ora nemmeno il tempo per lamentarcene, andiamo fuori e giriamo per la piazza che conosciamo già bene. Andiamo nell'albergo economico e moderno dove abbiamo dormito l'anno scorso, non hanno nulla (nemmeno le camere per stanotte)

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Andiamo nel ristorante pizzeria dove Brave-heart si era promosso l'anno scorso, nemmeno. Allora proviamo nei bar col tendone che sono lungo il fiume, proprio davanti all'albergo dove avevamo prenotato. Ci sono due ragazzi, lei russa, lui cinese o coreano. Ci dicono che chiamano il proprietario al telefono: va bene, possono affittarci la sala per il pomeriggio (dire la sala è un eufemismo: si tratta del marciapiede con il bancone, 10 tavolini e un tendone di plastica bianco che copre il tutto) Non ci dicono il prezzo, ma noi gli diamo 1000 rubli di acconto.

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Cominciamo a scaricare e intanto arriva il pulmino. Io dico agli uomini che l'albergo è comunque caro, che se vogliono possiamo andare poi a dormire ad Engels, la città subito oltre il fiume, ma quasi tutti (ad eccezione Vincenzo e Marco) decidono di dormire lì.

Il meeting di per sé stesso è una delusione. Arrivano soltanto una decina di ragazze. C'è il sole, un vento fortissimo. Visto che nel bar cucinano anche, ne approfittiamo tutti per mangiare qualcosa, pollo, patatine, coca-cola.

A un certo punto arriva la titolare che prende Michal in disparte e gli chiede 600 $ !! Non ho sbagliato a scrivere, ha proprio chiesto 600 dollari per l'affitto della sala per 4 ore.

- Deve capire, noi abbiamo tutti clienti affezionati..
(c'erano due ubriachi che peraltro sono rimasti)
-qui c'è un giro di soldi... Non posso perdere l'incasso...
Michal è stupefatto:
- Ma questa è una cifra che non ci chiedeva nemmeno l'hotel qui davanti per una sala grande per 70 persone...No, a noi proprio non va bene
- E allora mi dispiace, ma non posso affittarvi il locale
Questa è pazza, in poche parole, non ci ha affittato il locale e il rusultato è abbiamo continuato a restare lì, abbiamo offerto la coca-cola alle ragazze sedute e non abbiamo più pagato una lira... ad eccezione dell'acconto

Nel locale sono arrivati altri due avventori, hanno preso una birra e se ne sono andati

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Finiamo il meeting alle 6, non c'è più nessuno. Michal ed io andiamo a cercare il pulmino per l'indomani e se troviamo un albergo economico in città per stasera, Marketa va a spasso con gli altri.

Troviamo il pulmino, ma non l'albergo e quindi andiamo a recuperare Marketa e poi partiamo per Engels che è vicinissimo, appena al di là del ponte sul Volga. Troviamo subito l'unico albergo di Engels e prendiamo le stanze, una suite a tre letti senza bagno e una singola perché ha il bagno. Resta poi ancora una doppia per Vincenzo e Marco. La tipa della reception insiste per farcele vedere, sono orrende, ma lo sapevamo già e non battiamo ciglio. Scendiamo per dare i documenti e inizia una discussione irreale

- devo darle i documenti?

- non è necessario, basta il suo

- bene, prendiamo la tripla per me e mia moglie, la singola per mia sorella e la doppia per i nostri amici

- ma i vostri amici non ci sono!

- arriveranno più tardi, possiamo prenotarla?

- se volete prenotarla però costa 50% in più

- a no, allora facciamo che prenderla e pagarla

- non si può devono prenderla loro

- ma se non vuole nemmeno tutti i documenti, noi la prendiamo e la paghiamo

- ma se arriva qualcuno e vuole la stanza?

- ma cosa c'entra, se ce l'ha data già a noi!

- non si può

- allora prendo la tripla per me, la doppia con bagno per mia sorella e la singola con bagno per mia moglie

- non si può

- allora speriamo che non venga nessuno

Sono le 10 di sera chi vuoi che venga in un posto come questo? Avvertiamo Marco e Vincenzo, spieghiamo la strada, la situazione e andiamo a mangiare. Troviamo un bel posticino in un parco, con i tavoli sotto gli ombrelloni. Rientriamo quasi subito, siamo proprio stanchi e io devo andare urgentissimamente in bagno.

[Probabilmente per autoconservazione tendo a dimenticare i miei malanni. Ma facendo il punto della situazione mi accorgo che via una ne arriva un'altra. Il primi due giorni avevo le caviglie gonfie, la mia teoria è che ho mangiato troppe patatine salate, il terzo giorno di viaggio mi è venuto un dolore fortissimo alla spalla sinistra (quello che mi aveva fatto credere di avere un infarto) che mi è durato, pur prendendo un Aulin ogni tre ore, fino in Ukraina, finito il dolore alla spalla mi è venuta la dissenteria che mi costringe a fare le corse in bagno]

Alla reception c'è una coppia che si sta registrando, mamma mia se si prendono la stanza di Marco e Vincenzo? Michal non si preoccupa, dice che quelli fra un'ora sono già andati via...

Quindi non ci preoccupiamo e andiamo a dormire.

.. fa molto caldo, più che altro c'è tanta umidità, direi che l'errore fatale l'ha fatto Michal, aprendo non solo la finestra, ma anche il battente zanzariera. Cosa pensava? che sarebbe entrata più aria? Se a questo aggiungiamo che la finestra è a 10 centimetri da un lampione ci si può immaginare cosa è capitato... Tutta la notte mangiati dalle zanzare. Verso mezzanotte mi sembra di impazzire e costringo Michal ad accompagnarmi sotto per cercare nella macchina l'autan. Me ne metto in quantità industriale, se ne mette pure Michal che lo detesta e Marketa. Alle 4 del mattino Michal si alza per andare in bagno e trova Marketa furibonda seduta sul letto che, in perfetto italiano, gli dice

non ho dormito nemmeno uno minuto!!!
Al ritorno Michal mi racconta di aver visto Vincenzo che usciva da una quarta stanza (?!!) con una...

18 agosto, lunedì

Saratov - Engels

Dormiamo più del solito, partiamo alle 9. Oggi non c'è nessun meeting, solo la tappa di avvicinamento.

Dopo un'ora di viaggio ci arriva un SMS da Enzo che ci dice che l'autista non arriva. Studiamo il da farsi, intanto ce ne arriva un altro che dice che l'autista è arrivato con un vice-autista e vogliono il doppio del prezzo pattuito, (dicendo che non aveva previsto il ritorno). Gli consiglio di non pagare per ora e che all'arrivo ci siamo noi, abbiamo ben stabilito l'andata e il ritorno a 300 dollari, non possono giocare sul fatto che ora non siamo lì a ribattere. Per fortuna si arrangiano e si accordano

Nel frattempo noi facciamo colazione e poi, siccome devo assolutamente prendere qualcosa per la dissenteria, cerco una farmacia, non la troviamo, ma Marco mi dice che ce l'ha lui l'Imodium, solo che è scritto in russo perché è dell'anno scorso, comprato a Odessa. Michal legge le istruzioni e.. ne prendo 4 anziché 2. Così finisce il mio allucinante periodo di ispirazioni ed inizia un terrificante periodo di stitichezza.

Ci fermiamo a mangiare lungo la strada, nella stessa piazzola dell'anno scorso, solo che ora i locali (gabbiotti) sono tutti diversi. Arriviamo a Samara verso le 4 del pomeriggio e cominciamo a cercare l'albergo. Per prima cosa andiamo in quello che abbiamo prenotato. Entra solo Michal e ci racconta che, non solo, non hanno la prenotazione (ci avrei scommesso), ma anche non accettano gli stranieri e non hanno neppure l'acqua calda. Siamo tutti d'accordo che non insistiamo, va benissimo e ne cerchiamo un altro. Poi avvertiremo tutti. Per giunta non è nemmeno in centro. Andiamo all'hotel dell'anno scorso e hanno solo singole a 900 rubli a testa. Nemmeno a parlarne. Ne passiamo altri 5 o sei e sempre o hanno prezzi impossibili e senz'acqua, o non prendono stranieri. Facciamo la città in lungo e in largo, finché con un perfetto colpo di fortuna troviamo le camere nell'ultimo albergo della lista, nella via centrale, ha 10 stanze libere, a prezzi accettabili, senza acqua calda (ma intanto le camere non hanno nemmeno il bagno...) Andiamo allora davanti all'hotel dell'anno scorso per incontrare il pulmino che sta arrivando. Gli diciamo di seguirci e torniamo allo Zhiguli.

[costo a persona in una tripla = 440 rubli]

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Noi prendiamo una a tre letti, poi Michal aiuta gli altri a prendere le rispettive stanze.

La tipa della reception chiede a Michal

-Volete le camere singole?

-Sì

-Quante ne volete?

-Quante ne avete?

-una

Ma che discorso....

Tutti sistemati, più o meno contenti, perché la singola è stata un po' contesa, andiamo a cena nel fast-food lì vicino

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18 lun


continua continua...

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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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