Settima puntata: nella quale raccontiamo che la macchina (e non solo lei) si rompe e noi miseramente rientriamo sul carro attrezzi

06 settembre, sabato

Teploje, Tulaskaja oblast - Moska - Schachovskaja

Quando metto in moto la macchina fa un rumore di ferraglia. Spengo immediatamente. Poi rimetto in moto e il rumore non si sente più. Lo dico a Michal che aggiunge un po' d'olio. Partiamo. Lungo la strada Michal dorme, la macchina sembra che vibri, non capisco se è la macchina o se è colpa del selciato. Addirittura penso che sia il baule sul tetto. Michal continua a dormire. Arriviamo a Mosca. All' entrata nella città l'autostrada di 6 corsie (per lato) è bloccata. Tutti fermi. Un camion ci blocca. Alcune macchine tipo Jeep, con tipica inventiva moscovita, entrano nella carreggiata della direzione opposta e vanno contromano. Ma sta arrivando (da dietro) la polizia, e organizza lo sblocco della strada. Dove sono finiti i pazzi non si vede.

In centro ci sono delle manifestazioni del compleanno della città, decidiamo di andare a fare acquisti all'Arbat.

06 sab

Compriamo 6 stecche di Marlboro, da bere. Ma siamo nervosi, ce ne andiamo. La macchina continua a far rumore, discutiamo, ci fermiamo ad un distributore, manca completamente l'acqua, telefono a Daniele (che è un mago per i motori) e gli chiedo cosa fare se mi accorgo che non c'è più acqua nel radiatore. Cosa aggiungo? Daniele che ogni volta che parla della mia macchina comincia con un

ma buttala via...
mi dice di non aggiungere l'antigelo, ma soltanto acqua. Lo facciamo e ripartiamo.

Il rumore non smette, facciamo circa 150 kilometri, poi si accende la spia dell'olio. Mi fermo immediatamente. Che si fa? Chiamo di nuovo Dado

ma non l'hai ancora buttata? portala alla Kia

E' una parola, il visto mi scade domani sera, oggi è sabato e la Kia di Mosca sarà certamente chiusa. Cosa faccio? Michal mi dice di andare avanti ancora un po' che aggiungiamo olio. Vado, cento metri ed esce un fumo bianco pazzesco e nello stesso tempo da dentro la macchina si sente un rumore spaventoso di ferraglie. Spengo il motore, ma continuo ad andare in discesa. Quando la discesa finisce mi fermo. Siamo in un incrocio e c'è la fermata di un pullman. Michal decide di andare a comprare olio, proprio in quel momento arriva il pulmino, lo prende al volo. Noi aspettiamo, iontanto io mi leggo il libretto di istruzioni, ma non vedo soluzioni.

(scrive Michal)

Salgo su 'sto pullman con un autista, un uomo sui 55, e circa 10 nonnine e ziette. Gli dico, che devo arrivare al primo distributore. Le donne intanto cominciano a socializzare, "chi sei?", "turisti?", "ah, italiano", "ma se italiano, allora come mai parli russo" ... hm, vero. Non avrei dovuto dire, che ero italiano.

Michal torna con la tanica dell'olio, ne aggiunge, aggiunge, mettiamo in moto, fa sempre fumo. Mi dice che avanti due kilometri al massimo ha visto un meccanico, allora decidiamo di ripartire, metto in moto, vado un po', poi sfrutto la ripresa e spengo e faccio così accendendo e spegnendo e arriviamo al meccanico. Questo si trova nel cortile di un enorme parcheggio per camion. Scendiamo a andiamo a vedere. E' tutto chiuso, c'è un tipo incazzatissimo che va avanti e indietro, gli chiediamo, non ci risponde nemmeno. Aspettiamo, gli chiediamo di nuovo quando passa e ci dice che non ha tempo, non c'è nessuno... Arriva un altro, parlottano, ci guardano, l'altro arriva e ci dice che il titolare non c'è, che se vogliamo gli possono telefonare. Certo. Lo chiamano, ci dicono che loro possono cambiare l'olio, che il filtro si può comprare lì vicino a 100 metri, che intanto il titolare ora arriva. Michal va a comprare il filtro e poi torna dicendo che lì fuori in un fosso c'è uno morto e di andare a vedere. Pensiamo che allora questi erano nervosi per quel motivo, che magari l'hanno ammazzato loro, Marketa va a vedere e torna dicendo che non sa se è morto, è a testa in giù in un fosso, ma lei ha paura...

Ci vado di nuovo anch'io e quando arriviamo lì non c'è più nessuno, solo le tracce, nel fosso .

(Forse è per questo motivo che ora non sembrano più così nervosi come prima: hanno fatto sparire il cadavere...)

Dopo mezz'ora arriva un ragazzotto carino, tutto elegante, il capo: dobbiamo aspettarlo che va a cambiarsi. Poi torna e mette in moto e guarda il fumo, guarda nel motore, dice che era difficile che cambiando olio e filtri andasse a posto. Spiega un sacco di cose a Michal

Intanto io continuo a telefonare a Dado che me ne dice di tutti i colori, ad Alice che mi passa Gas che ha chiamato suo papà e che secondo lui ci sarà da cambiare il motore. Sul libretto dell'assistenza l'unico concessionario Kia da queste parti sembra essere a Kaunas, in Lituania, ma il telefono riportato qui risulta inesistente. Chiedo ad Alice e a Dado di cercare su internet o di chiedere alla Kia di Torino. Mi danno un nuovo telefono di Kaunas, uno a Mosca e un altro a Riga

Torno dal meccanico che dopo un'ora di discorsi e di prove sta dicendo a Michal non c'è nulla da fare, che se vogliamo lui la può aggiustare, ma ci vanno due o tre settimane, deve ordinare i pezzi.

Allora tiriamo fuori la macchina, la posteggiamo, compro altre schede e chiamo l'ambasciata italiana a Mosca. Mi dicono

..ma lei non era quella che stava in Dagestan?

certo, e mi parte una scheda intera per spiegargli tutto, poi chiedo cosa possiamo fare per i visti, mi rispondono di andare a Mosca, da loro, lunedì mattina, che possono aiutarci a protrarli, ma per la macchina è un casino, bisogna che esca dalla Russia.

costi quel che costi, la porti fuori

Bell'affare.

Andiamo nel bar, parliamo col capo che è un tipo nero, tracagnotto, col BMW, la giacca di pelle nera e l'aria di quello che faccio tutto io. Con lui andiamo a fare il giro dei camion posteggiati nell'immenso cortile. A due di loro, targati lituania, chiede se ci portano, ma ci andrebbe un camion di quelli che proprio portano le macchine e non ce n'è. Torna dentro e chiama i carro attrezzi, i prezzi sono pazzeschi, 600/700 dollari per la frontiera, 1000 per Riga. Poi ne trova uno fuori Mosca, contratta: fino a Mosca 150, fino alla frontiera 500 dollari, oltre non può andare, bisogna poi chiamarne un altro. Ok, mangiamo e aspettiamo. Dopo un'ora arriva il carro attrezzi, ma ci dice che lui non ci può portare, che arriva l'indomani mattina, lo scusiamo? proprio non può stasera

Intanto noi siamo frastornati, Marketa piange perché sua mamma le scrive un SMS dicendole che un loro amico è morto, compriamo coca-cola e mangiamo le polpette nel bar. Dormiamo in una camera-a-ore per camionisti, con 4 letti (sfatti) e, al solito, con il sacco a pelo

07 settembre, domenica

Schachovskaja - Zilupe (Lettonia)

Ci svegliamo presto e scendiamo ad aspettare il carro attrezzi, fa freddo, ogni tanto piove. Bisticciamo, Marketa ed io vogliamo fare colazione, Michal non vuole, dice che è tardi. Alle 8 il carro attrezzi arriva, l'autista non è quello di ieri sera, ma è simpatico, gentile, ci dice che in cabina possono stare solo due persone, il terzo può stare in macchina, ma sdraiato, non si deve far vedere, è vietato.

Michal sale allora sulla macchina, noi due davanti in cabina, e partiamo. Chiaccheriamo un po', il tipo ci racconta che lui è stato in Italia al matrimonio di un suo amico, ci chiede un sacco di cose, poi si illumina e ci dice che se vogliamo lui ci può portare in Lituania, per 200 dollari in più, lui ha il visto!!! Perfetto siamo entusiaste, stasera saremo a Vilnius...

Dopo due ore di viaggio (ai 40, 45 all'ora al massimo) di colpo si accorge di aver dimenticato a casa i documenti, anche quelli del camion. Deve farseli portare. Così ci fermiamo in mezzo alla brughiera, un freddo cane, un vento pazzesco, il telefonino non prende, va avanti 500 metri, attraversa la strada, si gira e si rigira e infine riesce a telefonare. Chiama la moglie sul lavoro, che vada a casa a prendere i documenti e che li porti al suo amico che (lui gli pagherà il gasolio) li porterà qui a lui.

- Quanto ci va?
- due ore, lui ha la macchina, fa in fretta...
E così passiamo anche più di due ore sul ciglio della strada, semi congelati e incazzatissimi. Sì perché oltretutto quando Michal è sceso dalla macchina e gli abbiamo dato la bella notizia che potevamo andare direttamente in Lituania, ci ha subito calmate
per andare direttamente in Lituania bisogna passare per un pezzo in Bielorussia e noi non abbiamo il visto...
e ci fa vedere la cartina.

Lui non può portarci quindi perché non abbiamo il visto per la Bielorussia e passando dall'altra parte non ci può portare perché lui stesso non ha il visto per la Lettonia. Telefoniamo alla mamma di Michal che chiami l'ambasciata Lettone per chiedere se un russo può acquistare il visto alla frontiera, niente da fare

Finalmente l'amico con i documenti arriva e ripartiamo, ora va Marketa in macchina e Michal in cabina. Viaggiamo tutto il giorno, nel frattempo telefoniamo a Dado, ad Alice, ci informiamo dove sia un concessionario Kia, ce n'è uno a Riga e uno a Kaunas, decidiamo per quello di Kaunas. Lo chiamiamo e gli diciamo che arriviamo l'indomani. Arriviamo alle 7 di sera alla frontiera con la Lettonia

Facciamo le foto a Marketa e alla macchina, ma arriva subito un poliziotto a dirci di ritirare la macchina fotografica che se no ce la sequestra

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Passiamo la frontiera a spinta alle 20,30. Non ci sembra vero. Alla frontiera pochissima gente e in mezz'ora siamo fuori. Chiediamo ai lettoni se possono chiamarci un carro attrezzi, i poliziotti lettoni, tutti alti due metri, sono gentilissimi e cominciano a telefonare da tutte le parti, perfino a Riga. Ma nulla da fare, fino a domani mattina.

Usciamo e Michal decide di andare in autostop nella città vicina per cercare lui, per telefonare ancora. Chiede a un furgone e quelli del furgone scendono e ci dicono che ci trainano loro, se abbiamo una corda. Certo che ce l'abbiamo è obbligatorio avere una corda in macchina... Ci trainano per un pezzo ad una velocità (per me forse che non sono abituata e mi spavento) folle, poi uno dei due scende e mi chiede come mai gli faccio i fari, capisce subito che sono preoccupata per la velocità e mi chiede se voglio che guidi lui. Certo che voglio, mi tolgo un peso, non mi preoccupo nemmeno per la macchina, tanto, mi sa, che più rotta di così... In dieci minuti siamo nel primo paese, non solo ci trainano, ma ci cercano pure l'albergo, giriamo in lungo e in largo in questo paesucolo completamente buio fino a che arriviamo all'albergo, che non è propriamente un albergo, ma una scuola-convitto. E' pieno di ragazzi infatti, ci danno una camera, bella, pulita, anche se con solo l'essenziale. Marketa si guarda intorno e mi dice che così sarà la sua prossima abitazione. A ottobre andrà a Bratislava a fare il postgraduale e dormirà appunto in un convitto. Ma è anche contenta perché Bratislava non è distante da Graz, dove Marco lavorerà quest'inverno in una ditta austriaca...

Prima di dormire ci facciamo un giro... a piedi

(scrive Michal)

Giro? Dobbiamo mangiare, e quindi vogliamo arrivare al negozio. Ci accompagna un ragazzo/studente, che ci racconta del referendum "per l'Europa" e della posizione dei Russi in Lettonia. Dopo mezzo chilometro, Bettina comincia a fare problemi: pretende che ci fermiamo tutti, e anzi, decide di tornare. Qundi proseguo solo io. Il negozio è una buca nella porta del vero negozio. Devo descrivere tutti gli articoli alla commessa, a distanza di 8 metri. Ma qui siamo in Lettonia, a c'è una bella scelta. Quindi anche il salame scelto a distanza di 8 metri, è accettabile.

07 dom

08 settembre, lunedì

Zilupe - Kaunas (Lituania)

Michal va a comprare la scheda telefonica in paese, io metto un po' a posto la macchina. Poi bevo un sorso d'acqua e mentre tolgo la bocca dalla bottiglia lo sguardo mi cade nella bottiglia stessa.... piena di terraaaa!!!! Sputo quello che posso. Non capisco cosa sia... Ma una cosa è certa: non bisogna mai mettere acqua sporca nelle bottiglie d'acqua, si mette nelle bottiglie di coca o di aranciata così chiunque capisce subito che non sono da bere...

Quando Michal arriva svegliamo Marketa e telefoniamo. Dobbiamo chiamare sia il carro attrezzi qui a Zilupe, sia quello in Lituania che venga ad aspettarci alla frontiera

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Lungo le pareti della scuola/convitto ci sono le storie delle regioni lettoni
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e le parole di una canzone...
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08 lun

e arriva il secondo carro attrezzi: questo promette bene, il camion sembra nuovo, il tipo è un bestione alto due metri.
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Anche questa volta sta Marketa in macchina e noi saliamo davanti in cabina. Il tipo ci racconta delle elezioni che stanno per fare in Lettonia. Ci dice che è strano, la metà della popolazione è russa, ma non può votare.

Il camion sembrava più bello visto da fuori, dentro ci sono un mucchio di rumori, sembra che vada a pezzi, si ferma ad un distributore e gli imprestiamo lo scotch per attaccare lo specchietto di destra che stava staccandosi, poi ripartiamo...

Stiamo per prendere l'autostrada, ma c'è qualcosa che non va... c'era il cartello che indicava senso unico, ma lui gira nell'altro senso!!! Io sono perplessa, non capisco e non so cosa voglia fare, Michal invece immediatamente si mette a urlare....

siamo in senso contrario!!!!

Quello lo guarda, gli chiede se pensa che sia vero, ma per fortuna non tentenna molto e attraversando la carreggiata esce dall'autostrada e prende la rampa d'uscita

Abbiamo comunque viaggiato 300 metri in senso inverso in autostrada, quindi nella corsia di sorpasso e con davanti a noi una curva!!! Come ci togliamo dalla carreggiata, tempo 10 secondi arrivano in faccia a noi, che ci siamo tolti, due pullman tedeschi che si sorpassano ai 90/100 all'ora! Siamo sconvolti, abbiamo evitato un frontale per un soffio... Il camionista è fermo, ci guarda, sorride... Noi che facciamo? sorridiamo anche noi, ci voltiamo, la faccia di Marketa spunta incuriosita e ignara dai vetri della Kia

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Arriviamo in frontiera dopo mezzogiorno e per fortuna i Lettoni sono comprensivi e lasciano che il camion ci scarichi dopo la salita. Passata la frontiera lettone c'è una lunga discesa e quindi Marketa e Michal mi precedono per chiedere al tipo laggiù in fondo di aprire la barra senza farmi fermare in modo che si arrivi al controllo senza spingere

Alla frontiera lituana invece sono odiosi, ci chiedono cosa portiamo, noi glielo diciamo, ci chiedono se abbiamo alcool e sigarette, noi glielo diciamo di nuovo e quelli con aria trionfante di quelli che adesso-ci-fanno-vedere-loro, ci dicono che si possono portare solo 5 pacchetti a testa e quindi 4 stecche e mezza sono da sequestrare o da buttare... Sono furibonda, gli dico che posso pagare la tassa, ma buttarle mi sembra proprio un'idiozia. Sono irremovibili, allora io e Michal andiamo nell'immondizzaio e le buttiamo, ma prima le rompiamo tutte, che se no quegli stronzi se le vanno a riprendere.

Facciamo l'assicurazione che in Lituania la carta verde non vale, poi di nuovo a spinta, poi il terzo carro attrezzi. Ci facciamo fermare al primo supermarket e facciamo le proviste. Si viaggia molto veloce, ci porta fino a Kaunas la sera. Telefoniamo anche alla Kia e ci dicono che ci aspettano. Quando arriviamo stanno chiudendo e ci accompagnano (con la nuova Carnival) in hotel, ci portano al Neris, che è quello migliore, ma anche il più caro, noi scendiamo, chiediamo il prezzo, 200 euro la tripla, ce ne andiamo e ne troviamo un altro economico, a 40 euro, col bagno, in centro. Marketa è stanchissima, va a dormire, Michal ed io andiamo alla stazione a informarci per il rientro.

09 settembre, martedì

Kaunas

La mattina andiamo a comprare il biglietto del pullman per Marketa (parte alle 19,20 per Praga) e chiediamo per l'aereo. Andiamo a prendere la sua roba nella macchina. Ci fanno vedere il motore smontato, ma non sanno ancora tutto il danno. La sera la accompagniamo attraverso tutto il centro.

09 mar

10 settembre, mercoledì

Kaunas

Alla Kia ci dicono che sapranno quanto ci andrà soltanto domani mattina, quindi torniamo in albergo e passiamo la giornata in camera, col computer, la tele, a dormire. Poi giriamo per Kaunas che è bellissima, ci informiamo ancora degli orari degli aerei.

Andiamo a cena in un ristorante cinese particolarissimo, siamo solo noi. La ragazza che ci serve è lituana, alta bionda, simpatica. Michal ordina un pesce talmente grosso che non ce la farà poi a finirlo (questo, per chi conosce Michal, è incredibile...). Comunque siamo lì tutti contenti che chiaccheriamo con Michal che non riesce a contenere il suo compiacimento, quando entra uno piuttosto mal vestito.. Non so cosa gli dica la ragazza, ma certamente non è contenta e si vede, lui non l'ascolta nemmeno e viene a sedersi nel tavolo di fianco a me. Noi facciamo finta di niente, ma la ragazza, in lituano, gli continua a ripetere la stessa frase che evidentemente vuol dire

se ne vada!
Lui in risposta le chiede un caffè. Lei glielo porta, lui intanto ha cominciato ad attaccare discorso con noi
siete tedeschi? avete una sigaretta?
In inglese.. Io gli do una sigaretta, ma quello incalza
mi offrite mica il caffè?

No, mi dispiace. La ragazza non sa più che pesci pigliare, gli si avvicina e comincia a parlargli fitto fitto, lo prende per un braccio e lo spinge, lui non la guarda nemmeno, noi non sappiamo cosa fare.. Finalmente riesce a farlo uscire, si ricompone, si gira, ma quello rientra, allora lei alza la voce, lo rispintona fuori, lui sembra un sacco di patate. Ora è fuori, lei si appoggia alla porta, è imbarazzata. Dopo un minuto entrano 5 cinesi/giapponesi eleganti, sui 50 anni e vanno a sedersi ad un tavolo,la ragazza prende le ordinazioni e mentre va in in cucina quello rientra e stavolta si siede vicino ai cinesi. Quando la ragazza esce di nuovo dalle cucine mi fa pena, ha uno sguardo davvero desolato, ricomincia tutta la scena di prima...

Dopo mezz'ora, quando usciamo, lo troviamo lì fuori, attraversiamo veloci la strada per evitarlo e ce ne andiamo in albergo

10 mer

11 settembre, giovedì

Kaunas - Milano - Torino

Alle 9 siamo alla Kia e ci danno la bella notizia, devono cambiare la turbina, già che ci sono cambiano anche la cinghia e altre due cose che non so, costerà 3600 euro e sarà pronta fra due settimane.

Andiamo a Vilnius in taxi e prendiamo per un pelo l'aereo per Varsavia

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A Varsavia alla dogana ci sequestrano due pinze di Michal

(scrive Michal)

Mi fa: li butti lì. (No, qui non siamo in Dagestan!)

Sul Varsavia-Milano ritorniamo, anche con la mente, definitavamente dal viaggio: il Corriere della Sera, il Giornale. Anzi ci sentiamo un po' fuoriposto

E poi il pullman e a Torino, la mia meravigliosa bambina viene a prenderci alla fermata

11 gio


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pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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