Inizio prima dell'inizio

(scrive Alice )

Il viaggio per me comincia a gennaio.
Tutti gli anni.
Mia madre già in quel mese mi domanda sempre, circa tre volte al giorno, pregandomi, di partecipare ai meeting dell'anno in corso. E io, come ogni anno, rifiuto categoricamente.
Anche quest'anno.

Ho rifiutato fino a giugno.
Poi mi sono ritrovata in una strana situazione: innamorata, ma non corrisposta, mi sono detta "parto e lo dimentico". Ma rimaneva ancora una questione: da sola, con mia madre e Michal, no. Avrei rischiato di fare tutto il viaggio con un libro di storia in mano per passare il tempo, come l'anno prima, con loro due o a tubare o a battibeccare.

La soluzione era semplice. Doveva accettare anche Debora, amica ormai facente parte della famiglia.
Ero sicura e strasicura che non potesse, considerando la tremenda gelosia del suo ragazzo.
Ma Debora, infine, ha detto sì.

Sapete la fregatura qual è stata? Che l'amore non corrisposto è rimasto tale fino a metà giugno. Ma nonostante il "sogno coronato" ad agosto tanti saluti e baci, con le lacrime agli occhi e una convinzione: la Russia, ogni anno, fa ripartire la vita da capo
(quando torno almeno una parte della mia vita risulta sempre cancellata, amore o amicizia che sia).

Cominciano i preparativi.
I retroscena son questi: mentre per tutto il mese bene o male si lavora come il resto dell'anno, gli ultimi 7 giorni prima della partenza non si fanno solo caotici, di più. Cose del tipo che Michal per tre giorni non va a dormire, mia madre dorme 3 ore per notte, si danno i turni per stare dietro alla stampante che sforna fogli a ripetizione, col calore che emana mischiato al sole di luglio che trasforma l'ufficio in una località turistica dei Caraibi.
Io e Debora, come già ritratte nelle foto, siamo alle prese con gli album, le rilegature. Senza contare, poi, gli imprevisti (neanche poi così tanto imprevisti) dell'ultimo momento:

"Buongiorno signora, ho visto che le iscrizioni ai meeting sono chiuse, ma io ho già tutti i documenti pronti, se glieli spedisco faccio comunque a tempo?".

Io e Debora, terrorizzate, guardiamo mia madre con gli occhi della disperazione mentre lei, con un sì fluido come il miele, riaggancia la cornetta e ci comunica che tutti, no no.. dico proprio TUTTI gli album sono da riaprire da cima a fondo per infilare nuove schede. Il pianto potrebbe essere una reazione più che accettabile..

Che poi.. sembra semplice, diciamocelo, rilegare dei fogli. Ed effettivamente è così. La difficoltà si nasconde nella capacità poi di far finta di nulla di fronte a quei tic che ti assalgono quando vai a dormire, del tipo che cerchi disperatamente di premere bene la taglierina fantasma che ti trovi di fronte.

Io, infame (lo ammetto), abbandono Debora per un paio di giorni. Conoscendo mia madre so che al ritorno non avrò tempo per andare in vacanza.. Così, facendo valere i miei diritti manco fossi la liberatrice degli schiavi d'America, parto col mio amore e vado al mare due giorni.
Disertrice.

Torino 26 luglio 2002

Panico. Il primo catalogo a tre giorni prima della partenza.
A fine giornata, alle 19, solo 30 sono pronti.
Le stampante, col supporto infermieristico di Michal, a sua volta col supporto infermieristico di mia madre (non si sa mai.. le stampanti o Michal potrebbero avere un colpo di calore.. ), rimane accesa tutta la notte.


torna all'indice indice


pagina scritta e curata da Alice de Carli Enrico, Elisabetta de Carli Maruskova & Michal Maruska.

Home page