tredicesima puntata

Tuapse e Sochi, il traghetto per Trebzon è cancellato, non si entra in Georgia, dobbiamo imbarcarci per Istambul
dal trentatreesimo al trentacinquesimo giorno

Majkor, domenica 1 settembre 2002

Alle 4,45 Brave-heart bussa la porta.
È ancora notte, che vuole ???
Gli dice Michal, ma scherza, io ho già il caffè sul fuoco. Gli dico di andare a prendersi lo zucchero e la tazzina. Ci alziamo scendiamo al parcheggio, usciamo e poi stiamo 10 minuti ad aspettarlo fuori dal parcheggio.
Mi viene un nervoso... tanto che guardo l'ora: 5.21 ... 5.37 finalmente arriva
dovevo scaldare il motore, le macchine bisogna trattarle bene
La strada va sulle montagne, sale, scende, piena di curve, ma non c'è un'anima viva in giro e viaggiamo bene... fino a che non diventa sterrata! Brave-heart come al solito impazzisce e al primo tornante ci sorpassa riempiendoci di polvere, ad una velocità tale che abbiamo paura che esca di strada e ripiombi giù. In due secondi non lo vediamo più. La strada continua così, per una decina di kilometri, una ventina di minuti, in mezzo alle querce, su, su, sulla montagna, poi finalmente comincia la discesa e anche quella è di circa una decina di kilometri. Quando arriviamo alla strada asfaltata non vediamo Brave-heart ad aspettarci. Non ci preoccupiamo troppo, sarà un pezzo avanti. Ma proseguiamo e non lo vediamo.. addirittura ora ci sono incroci.. Ci preoccupiamo, chiediamo a un tipo che aspetta la corriera se ha visto passare una macchina con il bagagliaio sul tetto, più o meno come il nostro. No, non l'ha vista, chiediamo ad un altro.. nemmeno, incrociamo un paese che si chiama Elizabetka.
sarà mica precipitato in un burrone?
Dicendo queste parole ci prende un po' d'apprensione e quindi giriamo la macchina e torniamo indietro. Ora ci fermiamo a chiedere a tutti quelli che incontriamo , quando arriviamo al primo incrocio che avevamo visto, c'è, nella curva, un cantiere con mezza dozzina di operai. Chiediamo a loro e finalmente uno dice di sì .. l'ha visto passare, sì aveva un baule come il vostro, ma più piccolo...

Meno male, ritorno di nuovo sulla strada e corro avanti. Lo troviamo infine posteggiato in bella vista vicino a un'osteria. Sorride ancora come un ragazzino appena pescato con un barattolo svuotato di nutella

--mitico, mitico.. signora questo è il mio giochino
--noi credavamo che fosse precipitato in un burrone, siamo tornati indietro a cercarla
--ma nooo! questo è tutto il mio pane, quattro ruote motrici, inserisco la prima e vruuum va via come una scheggia, divertente, proprio divertente
Proseguiamo, poi lui si ferma a fare benzina, noi ci fermiamo in uno spiazzo ad aspettarlo e a fare il caffè.
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Arriviamo a Tuapse  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
E poi inizia il lungomare. La M27 da Anara ad Adler. A destra 168 kilometri per Novorossisk, a sinistra (dove andiamo noi) 126 kilometri a Sochi. Guardando le cartine sembrava proprio come in Liguria l'Aurelia, e già mi pregustavo una strada molto panoramica, a volte nell'interno a volte sul mare... Invece inizia (e sembra non finire mai) una serpentina pazzesca in mezzo alle montagne. Solo curve, tantissime macchine, camion e pulman, tutta linea continua, la cosa pazzesca è che 'sta gente sorpassa in curva, anche quando la visuale è nulla, a gran velocità. Sono esterrefatta. Ci fermimo in un grosso spiazzo e cerchiamo di vedere il mare. Ripartiamo, vado pianissimo ho una paura matta, ad ogni curva, di trovarmi un deficiente che sorpassa nella mia corsia, inoltre ogni 5/10 kilometri Michal mi legge dei cartelli di ammonimento
andate piano, qui nel 79 ci sono stati 8 morti, qui nel 95 ci sono stati 3 morti
poi ci sono le foto con i fiori...
Vado sempre più piano, Brave-heart invece dietro di me scalpita. Mi fermo
non può andare piano così... devo fare attenzione a non venirle addosso, frena perfino in salita, eehh la madama Maruska in montagna non sa guidare
Sono offesissima, gli dico di andare avanti lui, io vado piano solo perché essendo la prima della fila ho paura di fare un frontale con quello che esce dalla curva, se invece avessi lui davanti non avrei quel timore, il frontale lo farebbe lui...
Allora va lui davanti, ma si mette ad andare ad una velocità pazzesca, così che non posso stargli dietro, mi viene un nervoso...
lo fa apposta
Poi lo vedo posteggiato, mi fa segno di passare, ma ora sono offesa, gli sto dietro

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siamo quasi arrivati finalmente a Sochi  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
In definitiva calcolo che da Tuapse a Sochi (126 kilometri) ci abbiamo messo 3 ore! La città è particolare, alberghi bellissimi e lussuosi vicino a palazzoni decrepiti, macchine lussuose, negozi di marche prestigiose e poi immensi mercati con scarabattole e chioschi. Giriamo cercando il porto, la nostra prima tappa. Dobbiamo assolutamente sincerarci del battello. Intanto che andiamo capiamo che le spiagge, quelle belle sono a Dagomis, il paese precedente, che abbiamo appena passato. Qui al porto ci sono le navi, molte barche e una lunghissima spiaggia piena di attrazioni e ristoranti, ma con una spiaggia piuttosto scadente e il mare frequentemente sporco. A Dagomis invece, ci dicono, ci sono solo spiagge e strutture per bagnanti.

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Arriviamo al porto e c'è un caldo infernale. Troviamo solo parcheggi a pagamento e posteggiamo appena all'inizio. Michal non chiede informazioni e parte sparato alla ricerca della biglietteria. Noi dietro, io furibonda, sotto il sole facciamo un kilometro giusto prima di capire che la biglietteria era a 20 metri dalla nostra macchina.
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La signorina della biglietteria alla quale chiediamo ci dice di tornare dopo le diciotto che ci dirà se il battello parte.

ma ci avevano detto al telefono che per Trebzun ce n'era uno al giorno!
- Sì, uno al giorno, ma non parte tutti i giorni, ogni giorno il capitano ci dice se il giorno dopo partirà
Questo è pazzesco

-invece per Istambul?
-parte domani sera e poi di nuovo, ogni tre giorni, avete provato da Novorossisk?
-Abbiamo telefonato, ci hanno detto che partiva tutti i giorni, come da qui
Io comunque a Novorossisk oramai non ci torno più, mi sono bastati i 126 kilometri da Tuapse a qui, non me li faccio di nuovo, doppi. Per di più con la gente che ci dice che il battello c'è tutti i giorni e poi quando arrivi ti dice che forse, se il capitano dice di sì... di tornare alle 18.00!!

Michal compra una carta telefonica e prova a telefonare, parla con due o tre persone, ma non riesce mai a sapere nulla di assolutamente preciso.

Pensiamo di andare a cercare l'albergo per questa sera e tornare lì alle 18,00 per vedere se c'è il traghetto

Gli alberghi sono carissimi, giriamo un po' verso la periferia e lì di alberghi neanche l'ombra. Torniamo in centro e andiamo a chiedere ancora, infine ci troviamo in quello centralissimo, ma orribile che si chiama Tchajka. Alla reception ci dicono che siamo obbligati a comprare l'assicurazione sanitaria.. ma noi ce l'abbiamo già! Per ottenere il visto è obbligatorio acquistarla e faccio vedere alle due tipe i contratti che abbiamo con la Navale e che abbiamo pagato profumatamente. Loro dicono che è scritta solo in italiano e che quindi per loro non è valida e dobbiamo comprarla di nuovo. Sarà il caldo, sarà la stanchezza, ma non abbiamo voglia di discutere e paghiamo insieme al costo della stanza anche la nuova assicurazione e poi andiamo in camera. (veramente orrenda)
questo è il nostro albergo, che si chiama Tchajka, ma nel biglietto della camera c'è scritto hotel Moskva  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Facciamo il punto della situazione: il nostro visto scade domani, domani notte alle 22,00 parte il traghetto per Istambul, ci mette 48 ore, due giorni. Pensiamo di andare a chiedere se si può protrarre il visto.. Ci informiamo
Ci dicono che qui si trovano antichissime costruzioni a opera dell'uomo, si chiamano dolmen: i megaliti caucasici. Sono strutture rettangolari fatte da lastre di pietra. Ce ne sono di simili nell'Europa del Nord e in India, ma queste caucasiche sono distinte dalla pietra altamente intagliata, un lavoro da gioielliere.

Per tutta la giornata giriamo per Sochi, per l'immenso mercato, sul lungomare affollatissimo, facciamo anche il bagno, torniamo alla biglietteria, niente fino a domani

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Ceniamo in un ristorante a fianco dell'albergo, sotto un pergolato

Sochi, lunedì 2 settembre 2002

Presto, di mattina andiamo all'ufficio immigrazione per vedere se ci protraggono il visto, non troviamo l'ufficio, poi lo troviamo e non c'è nessuno, la gente in coda dice che un po' apre e un po' no...

Andiamo alla biglietteria e finalmente decidiamo di prendere il biglietto per Istambul, dell'altro traghetto per Trebzun nemmeno l'ombra..

Ci dicono di presentarci verso le 5 per caricare le macchine. Allora posteggiamo e facciamo di nuovo una passeggiata sul lungomare, Michal ed io facciamo anche il bagno, Brave-heart non ne ha voglia. Poi torniamo e prepariamo cosa portarci come bagaglio a mano e cosa lasciare in macchina, e infine ci rechiamo all'imbarco.
Il ragazzo che ci accompagna ci dice di aspettare che arriveranno quelli della frontiera a imbarcarci, ma non vediamo nessuno, chiediamo, ci dicono di aspettare mezz'ora, dopo un'ora chiediamo di nuovo e di nuovo ci rispondono di aspettare mezzòora. Allora m'incavolo e vado alla nave. Panico, la nave è una schifosa bagnarola tutta arruginita, ci sono dei ragazzi seduti sulle corde che chiaccherano, chiediamo a loro, ci indicano il capitano, chiediamo a lui, e finalmente lui con fare deciso ci riporta al cancello dove avevamo aspettato due ore e ci precede al gabbiotto della frontiera. Lì ci sono una decina di frontalieri che mangiano uva, ho capito da dove arriva, lì fuori ci sono due camion carichi di cassette di bellissima uva bianca.... Ci fanno il documento d'imbarco e torniamo alla nave. Cominciano così le manovre di carico, imbragano le auto e con una gru le caricano sul ponte alto della nave, con Michal che filma, io che urlo e Brave-heart che continua a dire imperterrito..

non ci posso credere... non ci posso credere...
Ora abbiamo tre ore per mangiare, non sappiamo però dove andare, siamo al porto, giriamo un po', i negozi chiudono, i ristoranti sono pieni all'inverosimile.. Troviamo un tavolo libero in un posto dove ci si va a servire da soli, io mi siedo e tengo il posto e Michal con Brave-heart vanno a prendere da mangiare..
Direi che questa è la cena piu' schifosa che io abbia mai fatto: due piattini di formaggio affumicato (e plastificato), due piatti di lingua (bleah) bollita fredda, un pesce secco freddo, due piatti di gamberi fredi e per contorno un pacchetto di patatine...!
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continua continua ...

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pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico .

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