undicesima puntata

lunghissimo viaggio per il Tatarstan, arriviamo a Kazan, buchiamo di nuovo, poi scendiamo a Uljanovsk dove è nato Lenin
dal ventottesimo al trentesimo giorno

Kungur, martedì 27 agosto 2002

http://splyusn.chat.ru/kungure.htm
L'albergo è quasi tutto ristrutturato, proprio davanti alla nostra camera c'è la stanza della doccia che funziona benissimo. Peccato che non ci siano finestre, né ventole e così quando ho finito la doccia mi sembra di essere in un bagno turco. Non vedo nemmeno più la maniglia della porta.
La colazione è nel baretto di ieri sera, fa abbastanza schifo.

Facciamo un giro per la città, filmando, prima di partire. Il cielo è plumbeo e triste. Ci fermiamo a far benzina, Michal e Brave-heart lavano i vetri, leggo un cartello che dice che per Kazan ci sono 700 kilometri, ma Michal dice che noi prima di Perm tagliamo...
Appena usciti da Kungur la benzina che abbiamo pagato 740 costa solo più 700. Michal mi dice che lui lo sapeva.. Vediamo la polizia in un bunker, ci fermiamo a chiedere e ci dicono che dopo una quarantina di kilometri c'è la strada che taglia fuori Perm. Verso le 11 e mezzo ci fermiamo a mangiare, pelmeni, ali di pollo, succo di arancio. L'atmosfera è meravigliosa, siamo in un immenso bosco di pini, come in Norvegia, Brave-heart è estasiato:

altro che Sardegna e fighettine, queste sono le vacanze che piacciono a lui!
Il tipo del chiosco-bar ci chiede se gli facciamo vedere gli euro, non ne sono ancora arrivati lì, dice. Gli regaliamo una moneta per tipo, a parte quelle da due...
Michal e Brave-heart lavano di nuovo i vetri, la strada è a tratti fangosa, a tratti polverosa, poi ogni camion che incontriamo ci riempe di fumo e di gas e per poterlo superare dobbiamo stargli "sotto". I vetri sono sempre sporchi.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Michal continua a consultare la cartina, ad un certo punto pensa di aver trovato la scorciatoia e giriamo a sinistra.
È una bella strada tra i campi, arriviamo a un paese, c'è un monastero.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Ci fermiamo al negozio. Sul cartello c'è scritto "Stolovaja" che Michal dice che vuol dire "fast food", oraro di apertura: 8/24 senza pausa pranzo e senza festivi. Il negozio si chiama Koop  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
È il classico alimentari "con di tutto un po'" russo. Vendono infatti anche vestiti, cartoleria, drogheria e nello spazio centrale servono il the... C'è un bel tavolino e intorno tre o quattro donne sedute davanti a una tazza fumante con i biscotti nel piattino. Dietro di loro c'è uno scaffale con un po' di libri consunti e sopra un cartello: "Biblioteca". Vorrei immortalare la scena, ma penso che si offenderebbero, facciamo due chiacchere, regalo loro due cataloghi, i questionari, ridono come delle matte, poi escono a salutarci.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

A una fermata della corriera carichiamo un autostoppista, è un ragazzone alto e dinoccolato, una camicia a scacchi un po' sdrucita, stivali alti, una bisaccia e un sacco di tela. Ci dice che scenderà alla prossima fermata, a Tchaikowski. Michal gli chiede se la città ha a che fare con il compositore, lui lo guarda in tralice e non capisce, non sa chi sia. Michal insiste, gli sembra di ricordare che fosse proprio della zona degli Urali. Ma il ragazzo non capisce. Ci teniamo il dubbio, quando arriviamo alla fermata lui scende e noi giriamo, non è il caso di entrare, c'è una deviazione che taglia fuori il paese.

La strada è terribile, un traffico incredibile, camion, vecchi torpedoni, macchine stracariche e trattori, sidecar.. Guidiamo costantemente in tensione, d'altra parte se non sorpassassimo faremmo tutto il viaggio ai 50 all'ora dietro a qualche camion, per lo meno in questo modo ogni tanto respiriamo aria pulita.

Entriamo dentro Izhevsk: vorrei fare un giro in città a vedere, Michal invece mi spinge ad andare, vuole e spera di arrivare a Kazan questa sera. Io sono stanchissima. Viaggiamo da ore e costantemente (almeno per quello che mi riguarda) tesi, l'andatura è sempre spinta al massimo per riuscire a superare le code di camion senza piantarsi sui camion che arrivano e oltretutto devo tenere d'occhio le distanze perché ogni tanto vengo superata da pazzi furiosi che rischiano di far loro il frontale e coinvolgermi. Davvero ora che sono 9 ore di guida quasi ininterrotta vorrei fermarmi. Forse se ripartiamo domattina presto non ci sarà tutto questo traffico!

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

entriamo nel Tatarstan  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
non poteva mancare la foto del Suzukino sotto al cartello  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
qui i cartelli sono scritti in tre lingue: in tartaro, in russo e in latino  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
questa città si chiama "Morti"  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Quando andiamo a far rifornimento vedo un motel e decido di andare a chiedere a Brave-heart se anche lui vuole fermarsi a dormire.. E proprio allora lo vedo che carica una bella bionda autostoppista.. Penso che ora non sia una bella idea proporre di fermarsi nel motel!

Andiamo a chiedere fino a dove la porta

a Kazan!
Dio mio, mancano ancora 200 kilometri! Gli dico, fra i denti, che volevo fermarmi, ma che oramai va bene così, lui conclude:
sarebbe l'autostop piu breve della storia.

E quindi proseguiamo, ora tiro ancora di più: prima arriviamo prima finisce il viaggio, si fa buio, forse è anche peggio
Kazan incredibile  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Entriamo in città che sono le nove passate, la ragazza in macchina con Brave-heart ci guida. Le abbiamo detto se ci aiuta a trovare un albergo. Lei chiede a uno, ci porta in un albergo.... C'è un pulman di turisti. Non c'è posto ... in tutta la città, ci dicono. C'è il Congresso, del Tatarstan... vengono da tutto il mondo, 10 anni di indipendenza

Io sono isterica. La tipa ci offre di dormire da lei. A me non va, voglio mangiare. La tipa capisce: prima a mangiare e poi da lei. Brave-heart fa battute che si sono fidanzati. La tipa chiede a Michal se vogliamo un ristorante o una "stolovaja". Non capisco cosa risponde Michal, poi ci accorgiamo che abbiamo bucato!!!

Ci fermiamo a cambiare la ruota. La tipa dice:

allora io devo andare a casa, si?
Infatti non aspetta e va a casa. Poi ritorna, le diciamo che ci vanno ancora 2 minuti. Lei dice che va via. Ci guarda sospettosi. Brave-heart le dice
2 minuti e andiamo!
Ma lei sparisce.

Aspettiamo 10 minuti, poi decidiamo di ripartire, Brave-heart chiede a Michal di telefonare a Katerina (ma è troppo tardi)

Andiamo in centro, giriamo, è pieno di gente, andiamo da McDonalds, percheggiamo in un parcheggio custodito, ma non siamo tranquilli. Mentre scendiamo qualcuno spacca la vetrina di un negozio lì a due metri, siamo spaventati, ci sono un sacco di ubriachi. Mangiamo di corsa e usciamo, 38 rubli per il parkeggio!!!

Poi dovremmo decidere dove dormire.. io sono stanca morta, dormirei in mezzo alla strada, quando vedo una stazione di polizia scendo e vado dentro. Chiedo ai poliziotti se posso dormire in macchina lì davanti a loro nel posteggio

non ci sono alberghi liberi e non sappiamo dove dormire!
Michal mi prende in giro
-.. ma sei deficiente? ma chiedi a quelli se puoi dormire dentro la tua macchina? cosa volevi che ti dicessero di no? che devi stare sveglia?
- .. Ma è per stare trnquilla! noi siamo qui davanti.. vuoi mica che vengano i malintenzionati a importunarci davanti al comando di polizia?
E proprio in quel momento arrivano due ubriachi, uno vomita, l'altro lo tira e lo spinge. Io chiudo gli occhi, Brave-heart intanto convince Michal ad andare a cercare ancora un albergo. Dopo due minuti mi dicono che loro vanno a cercarlo, allora mi tiro su e andiamo tutti.
Chiediamo in altri due alberghi e ci dicono sempre la stessa cosa, poi finalmente ne troviamo uno che ci manda un po' fuori città e lì finalmente ci dicono che il posto c'è, se ci accontentiamo...

Posteggiamo in una enorme rimessa e andiamo a dormire (Ci portiamo lenzuola e sacco a pelo)

Kazan, mercoledì 28 agosto 2002

Ci svegliamo presto, fa un freddo cane, Michal è nel sacco a pelo, io ho solo il mio lenzuolo doppio, sono congelata.
Arriva Brave-heart che (come sempre) è di ottimo umore, è contento perché c'è acqua calda, perché c'è il sole..
Michal mi copre con il suo sacco a pelo e si alza
fa le foto al parcheggio: le nostre macchine inconfondibili..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Poi va a farsi la doccia. Quando torna mi spiega le istruzioni: Ci sono due docce, bisogna spogliarsi in una e appendere i vestiti ai rubinetti e poi fare la doccia nell'altra.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Ora ho l'ansia...
siamo a Kazan... ma quanta strada abbiamo ancora da fare? il visto russo scade il 2, noi andiamo a sud? ma ce la facciamo?
Andiamo in un internet cafè, cerchiamo l'ambasciata georgiana, cerchiamo di capire dove possiamo andare, da che parte tornare... Michal trova i telefoni, ma lì non si può telefonare, bisogna andare in posta, Brave-heart aspetta fuori, guarda le macchine, poi vado a dargli il cambio, c'è un bel sole

Ho chiamato l'ambasciata e hanno detto che non si può fare il visto se non a Mosca, poi ho chiamato il porto a Novorossisk e a Sochi, ho gli orari dei traghetti, ce ne sono tutti i giorni e anche due volte al giorno da Novorossisk. Il migliore però è a Sochi, per Trebzun, 8 ore
Ora sono più tranquilla, non mi sembrava un'idea bellissima andare in Georgia. D'altra parte è sempre così, ho sempre paura dei posti nuovi, mi vengono un sacco di timori, poi nella realtà ogni viaggio che facciamo ci rendiamo conto che tutte le paure sono infondate e che la gente è tutta brava gente, uguale dappertutto.
Riprendiamo la macchina e facciamo un giro in città, siamo davvero estasiati dalla magnificenza e magnificenza dei suoi palazzi  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Proprio sotto al palazzo c'è un ristorante: posteggiamo la macchina sul marcapiede (ce ne sono altre) e andiamo a sederci in un posto strategico per tenerle d'occhio. Poi arriva una tipa a prendere l'ordine, noi abbiamo già letto il menu e abbiamo deciso per piatti tipici tartari. Lei però ci dice che il cuoco non c'è e questo non si può ordinare, quest'altro nemmeno.. Noi diciamo che vogliamo solo cucina tartara, lei dice che va a vedere, io penso (ad alta voce)
quella adesso torna dicendo che si può e poi ci frega perché intanto noi non capiamo niente... e lei lo sa. Andiamocene
Ce ne andiamo, mentre giriamo per cercare un altro ristorante tipico cerchiamo anche il gommista per far riparare la gomma bucata, Michal vuole uscire dalla città, io mi ricordo che la sera prima avevo letto la scritta, in centro, di un "remont". Ci dicono di andare avanti due isolati e poi di girare a sinistra, lo facciamo, niente, torniamo, niente. Ma sono matti tutti?
troviamo finalmente il gommista! È svelato il mistero.. non lo vedavamo perché si tratta solo di un buco nel muro, della grandezza giusta di un pneumatico, nel quale bisogna infilare la gomma da aggiustare. Non c'è nessun negozio, né portone. È aperto 24 ore su 24!  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Michal inserisce la gomma..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Chiedo al gommista di farsi vedere..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Mentre aspettiamo che aggiustino la gomma andiamo a mangiare. Ma io voglio vedere finalemnte il castello. Quindi la direzione è verso la collina. Prima proviamo a trovare un parcheggio prima di arrivarci. Troviamo un ristorante "tavola svedese", ma posti non ci sono, almeno non da vedere le auto dal tavolo. Comunque la zona è tranquila, il castello è oltre un parco con una piscina. Tentiamo dunque di arrivare fino al castello e poi trovare il posto. Ma gli ultimi 100 metri sono zona di divieto. Bettina comunque prova la sua finta: Vuole fare un giro di un isolato. Però entriamo nei cortili delle case. Alla fine però riesce a ritornare sulla principale e così "guadagnare" 50 metri. Però abbiamo paura, che comunque siamo in una zona pedonale, e ritorniamo. Strada facendo abbiamo però visto un ristorante Italiano, e poi anche uno locale, e finalmente troviamo un parcchieggio custodio.

Quando usciamo vediamo nella via principale una bella libreria, compriamo libri di storia, cartoline di Kazan antica, un bellissimo libro d'arte con opere dei Musei Russi, cartine. Brave-heart compra anche le bandierine russe.

Andiamo a ritirare la gomma: c'era un chiodo lungo 20 centimetri, aveva spaccato il coppertone da parte a parte!

Vorrei partire, ma Michal mi convince ad andare al kremlino. Per arrivarci sbagliamo la strada, alla fine facciamo amicizia con un poliziotto, che ci conferma che lì si può parcheggiare. Saliamo le scale verso la porta d'entrata. Cè una troupe televisiva C'e una strada asfaltata, stretta. uffici sembrano dei militari. Poi vediamo una scritta, che ci racconta della conquista da parta di Ivan III il terribile, nell 1553, e la distruzione del cremlino originale. Dunque cominciamo a capire, che si tratta di una cosa nuova !! Anno di costruzione: 2000. Che impressione. Arriviamo alla porta della moschea, le betoniere non ci sono più, ma il segreto ci è svelato. Si vede la termoisolazione, la plastica che copre alcune parti. La vista sulla città è bella.

Partiamo alle 4 del pomeriggio

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Per i primi 80 kilometri la strada è bellissima, poi man, mano peggiora, attraversiamo villaggi pieni di bambini che giocano, capre, galline, oche. Andiamo piano.

Finalmente arriviamo a Uljanovsk, è quasi sera. Cerchiamo l'albergo, bellissimo, grande, classico sovietico, Michal dice che sono tutti uguali. Andiamo a dormire, Brave-heart chiacchera con la receptionista

Uljanovsk, giovedì 29 agosto 2002

Prima di partire andiamo a visitare un po'. Il museo è chiuso, ma possiamo vedere la casa dove è nato Lenin e ce la fanno anche visitare. Brave-heart continua a mugugnare...
dimmi tu se io devo venire qui a girare come un perfetto nostalgico comunista tra i cimeli leninisti
Io lo prendo in giro, lui si arrabbia, poi la smetto. Prima di ripartire facciamo una capatina in una libreria e compriamo un'esagerazione di libri. Praticamente tutti i libri di storia delle elementari e delle superiori, uno per ogni classe e di vari tipi. Poi i libri che raccontano dei miti e delle leggende o dei fatti storici pieni di illustrazioni per bambini. Usciamo con due scatoloni.

Partiamo, direzione sud.

Io sogno la pizza di Volzskij, invece ci fermiamo in un chiosco schifoso vicino a un distributore e mangiamo solo pelmeny. Brave-heart lancia invettive

se avessero voglia di lavorare.. questo piazzale lo potrebbero pulire, invece di bere birra tutto il pomeriggio, e aggiustare un po' il bar, e comprare qualche gelato...

Ripartiamo, lontano ci sono i fuochi. Poi di colpo la strada diventa una mulattiera, peggio, sembra il greto di un fiume in secca. Non si possono superare i 10 all'ora, un polverone tremendo e buche di mezzo metro. Continua così per una decina di kilometri poi vediamo delle macchine ferme.. Hanno fatto un incidente. Ci fermiamo, c'è una ragazza che piange, vado a carezzarla, a consolarla, lei continua a piangere singhiozzando, non sappiamo cosa fare, si sono scontrati forse perché andavano troppo forte e una buca ha fatto cambiare la traiettoria ad una delle due macchine. Il fidanzato della ragazza ci chiede se andiamo a chiamare la polizia. Andiamo, la ragazza non smette di piangere.

Controllo il contakilometri, facciamo 37 kilometri prima di trovare un incrocio, grande, con un bar, scendiamo. Proprio quando stiamo entrando per cercare il telefono arriva una macchina della polizia e quindi l'avvisiamo dell'incidente. Quelli partono.

Una vecchia vuole venderci delle mele, le do un po' di soldi. Intorno a noi si è formato un gruppetto di persone e dicono tra loro, indicandoci:

.. parlano russo! Wow!

Dopo un centinaio di kilometri Brave-heart deve far benzina, quindi entriamo in un benzinaio sulla sinistra della strada e poi noi che non dobbiamo far gasolio, ci posteggiamo di nuovo sulla strada. Siamo al sole e io chiudo gli occhi. Dopo 5 minuti li riapro, non vedo Brave-heart e me la prendo con Michal

va a vedere... possibile che ci metta tanto tempo così?
Michal fa una corsa e torna dicendo che non c'è più.
È uscito dal benzinaio e ha preso a destra invece che rientrare nella strada, ma intanto lì il ponte sul Volga non c'è.. lo ritroviamo
Gli mando un essemmesse dicendogli di tornare al benzinaio e ci dirigiamo anche noi in quella direzione. Invece il ponte, che sulla carta non è segnato, c'è, quindi andiamo oltre il fiume poi entriamo in città. FInalmente lo vediamo che viene nella direzione contraria. La strada però è larga e non siamo sicuri che ci abbia visto, quindi facciamo inversione e poi inversione di nuovo perché invece lui ci ha visto e si è girato. Oramai abbiamo fatto un sacco di strada quindi continuiamo da lì.

Ci ferma la polizia:

avete cose vietate ???
che domanda!

Sbagliamo direzione, arriviamo alla fine della strada. Mi fermo davanti ad una barriera, Michal si arrabbia perché io non sono abbastanza pronta ad andarmene e così lui si deve sopportare il tipo che faceva la guardia lì e che ci viene a parlare. La macchina si riempe di mosche. Mancano 130 per Saratov.

Prima del ponte c'è un controllo, i poliziotti hanno il mitra. Brave-heart fa vedere il lampeggiatore.

Saratov


Io voglio prima mangiare una pizza, arriviamo dalla parte dell'aeroporto che è in alto, poi si scende, andiamo in centro, ci sono tanti ristoranti, ma niente parcheggi custoditi.

Andiamo nell'albergo dove siamo stati una settimana fa e non ci vogliono prendere: dicono che non hanno la licenza!

ma siamo venuti una settimana fa !!!
- allora ok.
(650 rubli la singola, 750 la doppia con bagno)

Michal propone di andare a cena in centro, Brave-heart porta il catalogo, andiamo in un piccolo ristorante vicino all'albergo. Ci sono 3 ubriachi e una donna in minigonna.

Ordiniamo: discussione sulla birra: media o grande? pizza, insalata, bollito di maiale, piatto di patattine, pesce. Intanto uno dei ubriachi canta Felicità, poi ci dice di andare in una discoteca. Cantano altre canzoni. Uno è tataro, continua a parlare. Noi intanto discutiamo di tasse, di di politica, Brave-heart mi fa arrabbiare, il tipo del gruppo di ubriachi si alza, ci dice

Be happy, don't worry
e se ne vanno.
Brave-heart è deluso, gli piaceva la tipa.

La cameriera somiglia ad Alena, la sorella di Michal.
Paghiamo il conto: 578 rubli, tiriamo fuori il catalogo e lo diamo alle ragazze del bar che ridendo si mettono a sfogliarlo. Usciamo, io dico che lui poteva prendersi un caffè, così magari attaccava discorso, Brave-heart si vergogna, è tentato, ma non osa, vuole che entriamo di nuovo anche noi. Michal si rifiuta. Andiamo a dormire Brave-heart non osa tornare.


continua continua...

torna all'indice indice


pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico .

Home page