nona puntata

verso gli Urali, buchiamo, il Baschkortostan, Ufa, il terzo meeting russo, gli Urali, entriamo in Asia e poi Miass il posto più bello del mondo
dal ventiduesimo al ventiquattresimo giorno

Samara, mercoledì 21 agosto 2002

Oggi lasciamo il Volga e ci dirigiamo verso gli Urali
Facciamo le ultime foto al fiume

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Abbiamo appuntamento alle 8 con la giornalista, ma non arriva..
Meno male, non ne avevo voglia..
Scendo, ma non riesco a fare i gradini dall'ascensore alla hall senza provare dolori lancinanti. Sono sola e mugulo fra i denti, vado fuori a fumare (qui è vietato ovunque).

Oggi abbiamo di nuovo un sacco di kilometri da fare.
Le bambine vanno a fare colazione, poi tornano in camera verso le 8.40.
Intanto la signora è arrivata, in ritardo perché le si era fermata la macchina, e chiaccheriamo sedute nelle poltrone della hall del dodicesimo piano.

Alle 9.30 cominciano a caricare la macchina..
Salutiamo Enzo, che ha proprio perso la testa per la ragazza di ieri e ha deciso di fermarsi a Samara. Anche Er-lacoste vorrebbe fermarsi, ma non sa ancora: aspetta una risposta per questa mattina, la ragazza che ha conosciuto è molto giovane. Giovanni, Guido e Jacopo prenderanno il treno.
Ci fermiamo al Mac Donald's per fare scorte per il pranzo.

Usciamo da Samara, molti ci suonano il clacson, ci fanno strani gesti, non capiamo.. abbiamo il portellone aperto? Controlliamo più volte. Entriamo in autostrada e di nuovo ci suonano gesticolando, di nuovo ci fermiamo.. niente. Poi usciamo dall'autostrada (come al solito è lunga soltanto 10/15 kilometri intorno alla città, poi drasticamente si riduce ad una strada, due corsie e con l'asfalto, a tratti, sconnesso).

Ad un certo punto, ad un semaforo (su di un ponte c'è il senso unico alternato) un tipo scende dalla macchina e viene a parlarci: "avete la gomma bucata"!

Porca miseria!
andiamo avanti ancora 100 metri, usciamo dal ponte.. e troviamo un gommista proprio lì, nella campagna.
Dobbiamo tirar fuori la gomma con il cric.. Brave-heart ci presterà il suo superbello? no, è una fregatura, sulla nostra macchina non va bene.. Allora Michal si mette al lavoro, dieci minuti e via...
E mentre lui smonta la macchina Brave-heart considera che anche lui potrebbe farsela vedere, è dalla Bielorussia che sente un rumorino...

Il gommista è un georgiano, scuro e simpatico, ha costruito da solo l'apparecchio per cambiare le gomme, ci mette tutto a posto nel giro di venti minuti.
Poi è la volta di Brave-heart e per un pelo gli dà il giro al gabbiotto dimenticandosi del portapacchi ed entrando ci batte contro!

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Michal s'incavola perché non fa a tempo a fotografare la scena

Siamo in un bel ritardo, sono le 13.30 circa, comunque a Ufa scaleremo di nuovo il fuso orario e guadagneremo un'ora.

Proseguiamo spediti per quanto la strada lo consenta. Ai lati campi coltivati, tantissimi fuochi, facciamo le foto.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Ogni tanto perdo Brave-heart, ma è pieno di camion, quindi non mi preoccupo troppo di non vederlo sempre, oppure magari si è fermato a fotografare i fuochi, ma incontriamo una pattuglia di polizia che ferma le macchine, lui dietro non c'è, mi fermo dopo la collina e lo aspetto. Non arriva.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

torniamo? Torniamo.
Lo vediamo in lontananza, la Suzuki a destra sul ciglio e lui dall'altra parte della strada con i poliziotti. Accostiamo e scendiamo.
grosso problema

I poliziotti ci dicono che ha sorpassato con la riga continua e che questo provoca un ritiro di patente: andrà a riprendersela all'Ambasciata. Brave-heart continua a parlare in italiano e a gesticolare, io gli dico di stare zitto che quelli se no credono che lui li prenda in giro. Dico ai poliziotti che lui chiede scusa, che pagherà la multa, ma non può farsi ritirare la patente, sarebbe un disastro indicibile
Quelli sono irremovibili,io pure, la mia voce si fa sempre più lamentosa, prego: lui pagherà la multa, non lo farà più, noi andiamo sempre piano. Ad un certo punto quelli vedono la videocamera nella nostra macchina e capisco che si preoccupano di essere ripresi. Dicono a noi di andarcene e a Brave-heart di salire nella loro macchina.
Brave-heart paga 50 euro!

avevo solo biglietti da 50!
Ma glielo avevo detto, no? di portarsi anche i piccoli tagli
Ci fermiamo ancora più tardi a far benzina, ci facciamo il caffè, Brave-heart compra le cassette di musica russa
Verso le 16.30 entriamo nel Tatarstan

Troviamo un grande lago, ci fermiamo, c'è un vento pazzesco, un ragazzo che legge sulla riva. Andiamo via, non riesco nemmeno a fumare...!
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

ma Michal filmando entra nel fango e si inzacchera tutte le scarpe, aspettiamo che le pulisca 10 minuti, congelati

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Ripartiamo, in macchina è tutta un'altra cosa, fuori c'è il sole, se non fosse per il vento. Poi ci fermiamo a fare pipì

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Michal fa un kilometro per trovare un passaggio senza entrare di nuovo nel fango, le bimbe e Brave-heart invece vanno nei covoni di grano.
Brave-heart torna ripetendo per la millesima volta:
non ci posso credere!
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Continuiamo la strada che ora è più bella, meno buche e sembra meno trafficata.

Sta facendosi sera, propongo di andare a mangiare, c'è un gabbiotto in un incrocio.
Scendiamo, è un posto davvero brutto, è pieno di gatti, Brave-heart impazzisce, le bimbe pure.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Facciamo amicizia con un tipo che non ci molla più:
prendetemi, portatemi con voi, faccio il maggiordomo, sono bravo...
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Il freddo è tremendo,Michal prende il sacco a pelo e si siede nel gazebo avviluppandocisi dentro
Ci vendono dei schaslik carissimi e piuttosto schifosi, li mangiamo senza usare le posate, ma mi rifiuto e vieto alle bimbe di mangiare il pane che la tipa del gabbiotto tira fuori da un sacchetto lurido.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Brave-heart beve il caffè,io chiedo alle donne del gabbiotto che ora è (siamo già avanti di un'ora, quindi 4 dall'Italia) e se loro parlano russo o baschkirio, dicono che è lo stesso, un po' l'uno e un po' l'altro. Fotografo il cartello con la doppia scritta che recita:

Il caffè Berezka lavora "non stop", senza pausa e senza giorno di chiusura
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Stiamo quasi per ripartire quando sentiamo una frenata pazzesca e mentre ci giriamo tutti vediamo una macchina rossa che prende in pieno una 124 che si era fermata alla stazione dei pulman, le dà un colpo tale che la manda contro la stazione e dal bagagliaio escono decine di pomodori
Quello della macchina rossa (nuova e lucente) esce tutto arrabbiato e va a tirare fuori il conducente dal 124 e gli dà due sberle sulla testa urlandogli come un matto. L'altro esce tutto mogio e si capisce proprio che pensa di avere torto.
Non ha torto secondo me perché ovunque, sempre prima delle fermate dei pulman c'è un cartello che dice di andare ai 70 all'ora e quello invece viaggiava almeno ai 120. Comunque il fighetto ora va in giro a prendere i nomi dei presenti, probabilmente per usarli come testimoni, noi ci defiliamo e abbandoniamo la scena, non credo sia una bella idea farsi coinvolgere ora, con tutta la strada che abbiamo ancora da fare.
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Arriviamo a Ufa che è buio, non andiamo all'hotel dei meeting perché a vedere quanto costa il salone avrà le camere a dei prezzi folli, quindi ne cerchiamo un altro.
Troviamo, (massimo della fortuna) un hotel economico, abbastanza decente e con l'internet cafè al piano di sotto. Prendiamo le camere: ci offrono una (si fa per dire) "suite" da quattro

benissimo, ma noi siamo in cinque!
Ok. Le chiavi ve le danno al quinto piano.

Fatto sta che saliamo e ci danno la chiave, e a Brave-heart danno le lenzuola! Avevamo capito e ci eravamo spiegati male, la suite era da 5, quindi Michal scende di nuovo con Brave-heart a prendergli una singola

Ufa, giovedì 22 agosto 2002

Ci alziamo abbastanza presto e andiamo a cercare l'hotel dei meeting, ci hanno detto che è piuttosto lontano. Infatti ci mettiamo un'ora a raggiungerlo. Incredibile, un parco enorme cintato, con pini alti trenta metri, un viale lunghissimo per raggiungere l'ingresso. Proprio come dire: qui ci arrivi solo in auto e solo se hai i soldi. Infatti dentro è la stessa cosa.
Per curiosità chiediamo il prezzo delle stanze: 2000 rubli. Ci facciamo mostrare il salone, ci chiedono se vogliamo ingrandirlo (infatti con un sistema di porte a scomparsa il salone può raddoppiare o addirittura quadruplicare la sua struttura), ma a noi va benissimo così
Un'altra ora per tornare in albergo a prendere le bimbe e gli altri. Non troviamo Guido, ci dicono che è andato a fare un giro al mercato..
Dobbiamo proprio andare, il meeting è fra due ore e abbiamo fame, vogliamo ancora mangiare, Giovanni comunque ha detto che aspetta Guido e che ci raggiungeranno con un taxi  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Andiamo mangiare in un ristorante/negozio vicino all'albergo. Fanno gli schaslik e le ali di pollo. Il ragazzo che ci lavora ci dice che potremmo andare al ristorante italiano non distante da lì..
(Certo che la fedeltà sul posto di lavoro qui non è molto usuale, è già la seconda volta che i dipendenti ci consigliano di andarcene in un altro posto..)

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

meeting di Ufa

Al meeting di Ufa arrivano pochissime ragazze, una trentina circa e ne approfittiamo per lavorare un po'.
Le bambine "girano" sul computer nel senso corretto tutte le foto fatte con la macchina in verticale. Ad un certo punto uno stativo cade (con il faro attaccato) sulla testa di Michal, ci spaventiamo tutti, ma per fortuna non è nulla di grave.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Chiaccheriamo con le ragazze del nostro viaggio e si riaffaccia la solita inquietudine.. il passaggio sugli Urali. Ci dicono che ci sono panorami stupendi e posti incantevoli..

Finiamo al solito alle 7 e mezzo, le bambine vogliono andare all'internet cafè, decidiamo quindi di fermarci a mangiare nel ristorante italiano che ci aveva consigliato il tipo a mezzogiorno e che è proprio sulla strada. È un posto strano, o almeno così sembra: dal di fuori ci sono ampie vetrate dalle quali non si riesce ad intravedere nulla, perché oscurate da enormi tende. Quando entriamo, forse per l'ora, ci accolgono un po' stupiti.
Siamo gli unici clienti, per adesso.
Ci propongono di farci sedere in una stanzina a parte, forse perché la cena rimanga più riservata e intima.. Ma noi dobbiamo dare un'occhiata alla macchina di tanto in tanto, scostando i tendoni e sbirciando fuori.
Alice e Debora prendono un piatto di bresaola col parmigiano. Michal ne ruba un po' e Alice si arrabbia: lui da parte sua non fa mai assaggiare nulla.
Alice poi prende le lasagne, mentre noi tre optiamo per una pizza. Quanta nostalgia di casa..
Dopo cena la stanchezza è tanta, e le bambine decidono che per il centro internet si farà un'altra volta, tornano con noi in albergo.. e subito a dormire!

Ufa, venerdì 23 agosto 2002

Partiamo sotto una pioggia torrenziale, dopo una colazione terribile, tant'è che ci fermiamo in un alimentari, prima di uscire dalla città, a fare un po' di provviste. La mia inquetudine a tratti si fa panico, ricordo tutte le raccomandazioni, i consigli di prudenza che abbiamo ricevuto, sia per lo stato della strada, sia per cattivi possibili incontri... Fortunatamente tutte le malaugurate previsioni sono controbilanciate dall'ottimismo di Michal, che è ansioso di attraversare gli Urali e vedere finalmente l'unica grande catena montuosa di cui tutti i russi vanno fieri!

Siamo smentiti tutti e due, per fortuna mia. La strada è bellissima, anche se piove, anche se il fondo è viscido, anche se c'è una fila interminabile di camion che arrancano sulle salite ripide e corrono per le discese a picco (li sorpasso sempre tutti per quel motivo, non voglio averli dietro quando ci sono le discese...) anche se per sorpassare i camion spesso dobbiamo farlo usando la corsia di emergenza a destra (che incivili) sempre sterrata e fangosa, ma per Brave-heart è un gioco. Nei grandi spiazzi dove ci sono le baracche/mercato, che a stare a sentire i presagi di sventure sono solo covi di briganti, incontriamo invece contadini e venditori gentilissimi che ci illustrano tutte le varie mercanzie sorridendoci incuriositi. Facciamo un sacco di acquisti, percorriamo tutti i kilometri di montagne facendo fotografie e girando il video. Michal è delusissimo perché lui ama molto le montagne e sperava di vedere scenari da favola, ma..

dopo aver visto le Alpi, qui mi sembra di essere a spasso nelle colline..

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

I boschi che fiancheggiano la strada sono fitti; gli alberi sono betulle, castagni folti, cespugli ondeggianti nel vento. A tratti la vista si apre e vediamo sotto, in fondo, la pianura, offuscata dalla nebbiolina che forma la pioggia. Poi le nubi si diradano e spunta il sole, subito caldo, ma il vento dopo pochi minuti lo nasconde di nuovo con cura sospingendo una nuova coltre di nuvole. Ogni tanto ci fermiamo per fare pipì o per fare le fotografie. Se non fosse che abbiamo scarpe estive (certamente non Brave-heart che invece ha scarpe per ogni evenienza, anche da alluvione) entreremmo nel bosco: le foglie sono scure e lucenti, le bacche lampeggiano rosse per le gocce di pioggia illuminate dai raggi del sole.
Una meraviglia...

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Debora immortala Brave-heart (notare gli stivali.. da pioggia)  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Nel piazzale c'è una festa, si sono appena sposati e vengono qui a suonare la musica e a farsi le foto, il novello sposo sale su quel pilone:
ma cosa c'è scritto? ASIA! Siamo di nuovo al confine con l'Asia!
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Stiamo fermi una mezz'oretta, chiaccheriamo con il fotografo del matrimonio che ci racconta gli usi locali: le foto nel piazzale, lo sposo che appende il bouquet al cartello, poi ci dice che non ha mai visto o parlato con degli europei e vorrebbe che gli regalassimo una rivista, un giornale, qualcosa da portare a far vedere alla moglie. Nella nostra macchina non troviamo nulla, chiedo a Brave-heart: lui ha un sacco di riviste, ma sono tutte specialistiche degli sport che pratica e proprio non può separarsene, quindi gli regaliamo due sacchetti di caffè, me ne sono portata 1 kilo!

Continuiamo a chiaccherare e a guardare gli oggetti in vendita nel mercatino ai piedi del cartello (sono tutti in legno di betulla o di una pietra verde di cui non ricordo il nome, ma in ogni caso molto caratteristica..). Ad un certo punto, come colta da un lampo, mi ricordo di una lettera che avevo ricevuto mesi fa... raccontava di una cittadina a trenta kilometri dal confine tra Europa ed Asia e la ragazza che scriveva la lettera diceva:

Miass, uno dei posti più belli della terra!

Lo racconto a tutti e ripartiamo, guardandoci attorno con occhi curiosi, siamo ansiosi di vedere.. Chiedo alle bambine di leggere sul Lonely Planet di Brave-heart se ci sono maggiori informazioni: su Miass non trovano quasi nulla, invece leggono un terrificante articolo su Tcheljabinsk, per il quale decidiamo di fermarci a dormire qui, domattina faremo, per tempo, i 150 kilometri che ci separano da Tcheljabinsk (ormai sappiamo come sono gli Urali e non ci inquietano più, anzi!). Deviamo quindi dopo una dozzina di kilometri e ci dirigiamo alla bella cittadina tra i boschi.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Entrando in città vediamo un sacco di camion che si chiamano Ural, Michal dice che sono molto famosi e che forse è proprio qui la fabbrica, infatti dopo un po' la vediamo, un'immensa distesa di capannoni e piazzali pieni di camion dietro un muro lungo kilometri, e poi vediamo la scritta in alto, enorme: Iveco!
Ora capisco a cosa pensavo guardando quei camion giganteschi, con il muso allungato, decine di ruote: sono identici a quelli di Overland (zitti! sento già le urla e le recriminazioni degli esperti: io sono una profana incompetente, che stenta a riconoscere un Mercedes da un Bmw, quindi perdonatemi e lasciatemi esternare le mie impressioni senza volarmi agli occhi!)

(scrive Debora )

Siamo a Miass
Bettina continua a dire che è la città piu bella del mondo.. Lo dice perché una ragazza iscritta all'agenzia le ha scritto così, decantando le bellezze della natura, che a Miass è meravigliosa.. Io e Alice siamo poco convinte nel vedere le strade e gli edifici grigi che ci circondano, dobbiamo ammettere pero che qualsiasi città con un tempo cosi brutto risulterebbe poco attraente. Abbiamo deciso di fermarci qui perché sul "lonely planet" di Brave-heart c'è scritto che c'è un lago prosciugato vicino a Tcheljabinsk altamente contaminato di energia radioattiva, e perciò pericoloso per l'uomo.. Se si finisce lì, inalando l'aria del luogo, si muore d'avvelenamento nel giro di un'ora. Questo perché nel 1957, nonostante non lo sappiano in molti, vi è stato un disastro di entità eguale a Tchernobjl. La nube radioattiva è ricaduta, con la pioggia, in questo lago, che col tempo si è prosciugato, lasciando sul suo fondo enormi quantità di polveri. Noi non vogliamo correre alcun rischio e preferiamo fermarci a Miass.

Il primo problema è quello di cercare un albergo dove fermarci per la notte.. chiediamo a qualche passante.. ci indicano un ristorante all'apparenza cinese che poi si rivela un normale ristorante russo, un tempo cinese. Ci rivolgiamo al ristorante e ci dicono che lì a fianco hanno delle camere vuote e che in questo periodo i turisti sono pochi.
il nostro albergo  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Però la signora della reception ci dice con aria tronfia che hanno avuto italiani, tedeschi, anche due americani in viaggio di nozze! Le camere sono al piano superiore e io e Alice siamo contente perche sono dei veri e propri alloggetti con salotto, cucina, camera da letto e bagno. Bettina viene da noi chiedendoci se siamo contente della stanza, noi sospettose pensiamo che abbia voluto ingannarci prendendosi la migliore, siamo andate subito a controllare e da mamma che ci tiene alle sue bambine si e presa la camera in cui non c'era la luce in bagno. Soddisfatte torniamo nella nostra stanza, io sono stanchissima e vorrei starmene tranquilla in camera, invece Michal e Bettina instancabili e frenetici come sempre vogliono andare al lago di Miass, attrattiva turistica del luogo nelle calde giornate estive.
Io e Alice ci arrendiamo e partiamo tutti, compreso Brave-heart per il lago, a venti minuti dalla città.
Rimaniamo stupiti dalle belle villette che ci sono nella zona circostante, è strano vedere così belle costruzioni nell'est.
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Ci inoltriamo nei boschi che costeggiano il lago e continuiamo per kilometri e kilometri, Michal continua a filmare, la strada è stretta, tortuosa e piena di buchi, ma ai lati ci sono boschi scuri e impenetrabili, poi verdi radure, poi prati con i cavalli e poi di nuovo boschi e boschi.
Le case che incontriamo ogni tanto sono tutte nuove, di legno, armonizzano con l'ambiente.

Finalmente la strada scende al lago e vediamo una bellissima spiaggia, i giochi per i bambini.. il bar, il parcheggio. Davanti all'ingresso del parcheggio ci sono i due guardiani, noi chiediamo se è possibile farsi un giro del lago con la barca, ma ci dicono che il tempo non è favorevole (infatti comincia a piovigginare) e che non è possibile.
Allora entriamo dentro e mentre Michal e Bettina si intrattengono con un signore del posto, io e Alice sembriano davvero due bambine, saltiamo e corriamo nel parco giochi lì a fianco.
Poco dopo comincia a piovere sempre piu forte, e perciò decidiamo di tornare in albergo.
Alle otto andiamo a mangiare al ristorante lì sotto. Si mangia abbastanza bene anche se cominciamo ad essere stufi del solito cibo.. ormai sono piu di venti giorni che prendiamo gli stessi piatti!
L'unico che sembra essere contento è Michal, che non si fa spaventare da nessun nome o ingrediente strano presente sul menu.. anzi si diverte a vedere la mia faccia schifata nel dire che stasera ordina lingua in umido o cervella fritte.

Io a Ali siamo un po giù perche da quando siamo entrate in Russia i cellulari hanno cominciato a darci un sacco di problemi con la rete.. ci sono giorni in cui non riusciamo a ricevere neanche un sms e oggi è uno di questi. L'unica nostra speranza sono gli Internet Cafè, per fortuna diffusi anche in città sperdute in cui ti viene da chiederti persino come diavolo facciano a conoscere internet.
Finiamo di mangiare e molliamo tutti al ristorante per andare all'internet cafè vicino all'hotel che ci ha gentilmente indicato la receptionist dell'albergo.
Arrivate lì davanti vediamo che ha chiuso da cinque minuti e rassegnate torniamo in camera.

Non sappiamo proprio che fare e decidiamo di farci montare la videocamera nella televisione in stanza e guardarci i filmini divertenti che ci facciamo tra una ripresa e un'altra dei meeting: piccolo inconveniente: Bettina decide di dirlo a Brave-heart che si auto-invita in camera nostra per vedere i video.
C'è un po' di panico perché abbiamo paura che nel video Brave-heart senta i nostri commenti che a volte facciamo senza accorgerci che siamo riprese. Ma tutto sommato quello che abbiamo da dirgli glielo diciamo e sa anche lui che lo prendiamo in giro per le sue manie consumistiche o per le storie delle sue innumerevoli fidanzate che ci propina ogni volta che parliamo un po'.
Brave-heart comunque vuole vedere i pezzi dei meeting scorsi e magari trovare la sua Caterina di cui continua a parlarci estasiato. E va bene: vorrà dire che le nostre riprese le vedremo più tardi. Brave-heart infatti alle dieci va nella sua stanza e noi ci guardiamo i filmini e ci rendiamo utili scrivendo le date e l'oggetto delle varie cassette.
Finiamo il nostro lavoro alle due, sono tutti a dormire e ci andiamo anche noi.


continua continua...

torna all'indice indice


pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico .

Home page