settima puntata

la frontiera Russa, via mare, a Kertch, Volgograd e il memoriale di Mamayev Kurgan, il meeting di Volzhskij, la pizza
dal sedicesimo al diciottesimo giorno

Feodosija, giovedì 15 agosto 2002

Mi sveglio prestissimo, anche se ne siamo lontani si sente comunque l'aria di mare. È bellissimo, esco e sui gradini del bungalow mi preparo il caffè. Anche Brave-heart è mattiniero: arriva tutto ginnico e va a prendersi lo zucchero in macchina. Svegliamo tutti gli altri alle sette e alle sette e mezza siamo già pronti a partire.

Alice si fa fare ancora una foto nell'aiuola del bungalow. hotel_feodosija
Direzione frontiera russa. Feodosija Kertch, direzione frontiera russa

Decidiamo di fermarci a fare il bagno in una spiaggetta lungo la strada, Michal dice che questo è l'ultimo posto dove costeggiamo il mare, ma è abbastanza preoccupato, non siamo mica sicuri che passeremo...

Ci siamo informati già mesi fa sulla strada da seguire, su Kertch, abbiamo cercato su internet, ma le uniche notizie che abbiamo ricevuto le abbiamo ricavate dalle lettere che si sono scambiati dei ragazzi di Mosca che sono andati in Crimea due anni fa. Abbiamo provato a telefonare al numero di telefono del porto, ma sembravano troppo ottimisti, ci hanno detto:

venite, venite, non c'è coda, non c'è problema.
Incredibile!

Ieri poi al meeting c'era una ragazza nata a Kertch, ci ha detto che c'è stata l'alluvione, che non era una bella idea passare da lì. Michal non ci ha creduto: ogni volta che chiediamo informazioni sulle strade la gente o è catastrofica o è superficiale, praticamente inaffidabili. Quando eravamo a Nikolaev a pranzo, il cameriere ci disse che in Crimea (dove siamo ora) in quel momento (l'altro ieri) portavano via la gente andandola a prendere sui tetti con i barconi
Posteggiamo sulla spiaggia. Kertch Kertch
Er-lacoste è pronto a tuffarsi Kertch

L'acqua è bella, pulita e calda.. le ragazze sono contente e si tuffano subito. Dopo un po' che nuotano però vedono una medusa e se ne tornano di filato a riva (qua le meduse non pungono, ma son grosse come un pallone da calcio e fanno impressione)..
Kertch Kertch mar_nero Kertch

(scrive Alice )

Michal è come al solito esagitato, subito dopo aver fatto un fugace bagno vuole partire immediatamente, e se la prende con noi che non facciamo sufficientemente in fretta a rivestirci.
Ad ogni modo ripartiamo. Arriviamo alle 10 a Kertch e si dirigiamo subito alla frontiera, nella parte ukrajna.
Il traghetto per la Russia c'è, parte alle 11.15. Tiriamo un sospiro di sollievo, compriamo i biglietti e ci mettiamo in coda, ci sono poche macchine.
Ma quando tocca a noi c'è un problema: manca un modulo, capiamo che alla frontiera bielorussa-ukrajna non ci avevano fatto compilare il modulo con la dichiarazione di quanti soldi avevamo e ci dicono che in mancanza della dichiarazione possiamo portar fuori solo 1000 euro a testa.

..Cosa?!?

Il doganiere ci propone di lasciare in frontiera l'eccedenza dei soldi, ci darebbero una ricevuta e potremmo ritirarli ripassando di lì.

..ma siamo matti?!?

Ho un'idea, cominciamo a chiedere alle macchine che si trovano nella nostra coda per il traghetto se ci possono tenere loro i soldi solo fin oltre la frontiera, ma tutti rifiutano.
Intanto i doganieri si arrabbiano e ci dicono di andare in macchina.. Poi ne arriva un altro che ci dice di andare nel gabbiotto a pagare la tassa dell'ecologia..
E ancora.. Ci rimandano nuovamente in macchina..
Noi protestiamo ..

non è stata una nostra dimenticanza, che cosa ne possiamo noi?
Ci dicono di andare nel gabbiotto dell'ufficiale, io entro fumando, il tipo mi dice che fuma anche lui e che abbiamo un bel problema..
Continuiamo a battibeccare, al che il tipo ci dice
lo so che non tocca a lei sapere quali moduli deve compilare e quali no..ma lei sa che io non posso risolvere questa situazione?
..avete amici in Ukrajna ai quali potete dare i soldi eccedenti? Io non posso lasciarvi andare, lo capite? andrei contro la legge..
Io, con la voce rotta dal pianto, continuo a mugugnare
non è giusto, sempre problemi!
Ripeto per l'ennesima volta le stesse cose, noi non torneremo lì, andiamo a Volgograd e poi rientriamo senza passare più in Ukrajna...

Dopo un po', di colpo, Michal dice che dai loro discorsi ha capito che possiamo andare, ma che è meglio se diamo loro qualche euro, loro non li chiedono espressamente, ma Michal dice che si capisce, (io non capisco, chiedo: "quanti?") Michal non risponde, loro fan finta di niente, tiro fuori 20 euro e glieli metto sul tavolo, ci danno il foglio timbrato e usciamo, continuando a ringraziare e facendo inchini.

Il traghetto ci stava aspettando, così partiamo subito..

Michal mi dà la videocamera da tenere, non si può filmare in frontiera, io so già cosa fare.. la tengo accesa. Ci sono dei russi che mi fanno una foto ridendo come matti, certamente (spero!!) per via della mia maglietta sulla quale c'è scritto in russo

"Io sono un Agente del KGB" e dietro "..attenti compagni, il nemico vi ascolta"
Qualche foto e in una decina di minuti siamo sull'altra sponda dalla_crimea_alla_russia
Ce la sbrighiamo piuttosto in fretta, non più di due ore, fa comunque un caldo infernale, inizialmente siamo in un recinto lungo, lungo con il filo spinato e un gabbiotto in fondo, poi ci posteggiamo all'ombra dell'unico albero che c'è per aspettare i passaporti, intanto chiacchieriamo con un tipo che sta nell'ambulanza ferma lì. Poi passiamo alla dogana dove ci fanno pagare una o due tasse, ci chiedono di scrivere sul modulo anche il numero segreto di ogni cellulare (che io non so neanche cosa sia...) e nell'ultimo gabbiotto il custode del cancello ci chiede dei soldi per farci passare "senza controllare la macchina da capo a fondo" e noi gli diamo 1 dollaro.
Anche questa è fatta. Però.. che stress!

È tardi ormai, abbiamo fame, non abbiamo ancora toccato cibo e in Russia scatta il fuso orario.. in pratica sono le 16!

Ci fermiamo a mangiare delle specie di frittellone ripiene di carne e cipolla al primo semimercatino russo che troviamo, sono buonissime. Facciamo tutti il bis. Meno buona è l'acqua georgiana, salata da far paura..

Siamo un po' preoccupati, più che altro per via dei rubli: ne abbiamo pochi, dobbiamo ancora cercare un cambio (le banche, nei paesi che incrociamo sono tutte già chiuse). Per trovarlo allunghiamo il tragitto, passiamo dentro Krasnodar.

E poi di nuovo in viaggio, a ritmo continuo fino alle 21.30 circa, quando ci fermiamo a mangiare schaslik, insalata e borsch in un ristorantino sulla strada dove Brave-heart, Alice e Debora si invaghiscono di un gatto favoloso, a cui Brave-heart soprattutto rivolge tenere attenzioni..

È fantastico, se non ne avessi già uno a casa me lo porterei via.. Fantastico, veramente.. Mi fa impazzire..

C'è anche un cartello con scritto "si affittano camere", proviamo a chiedere, non c'è posto, tutto pieno, ci consigliano di proseguire fino a Pavlovskaja, uscire dall'autostrada (.. ah, ma era un'autostrada questa?) e cercare l'albergo nella cittadina. Riprendiamo il cammino, arriviamo a Pavlovskaja dopo le 11.
È buio pesto, non c'è un lampione, eppure c'è gente a passeggio, ragazzi, ragazze a gruppetti, arriviamo alla piazza e anche lì con i fari illuminiamo decine di ragazzi che chiaccherano nel buio totale. Troviamo l'albergo, ha il parcheggio custodito: due camere doppie carine con bagno e una tripla bruttina senza i servizi. Brave-heart e Er-lacoste vanno in una doppia, noi bisticciamo un po' poi cediamo alle bimbe l'altra doppia, io e Michal andiamo nella tripla, utilizzando comunque il loro bagno..

Pavlovskaja, venerdì 16 agosto 2002

Sveglia alle 6.30.. Debora non è riuscita a dormire, troppe zanzare che la disturbavano.. e Alice nemmeno per via dell'agitazione di Debora.
Partiamo alle 7, un po' in ritardo per colpa di Er-lacoste e Brave-heart che non sono riusciti a svegliarsi a tempo. Ma poco male, ne approfitto per farmi fare il secondo caffè da Debora.

Ci mettiamo in viaggio di buona lena.. e solo alle 2 del pomeriggio ci fermiamo a mangiare in un ristorante a 150 km da Volgograd. Non mangiamo tanto bene: alcuni prendono gulash, altri borsh, altri ancora salsicciotti..
E via.. di nuovo in marcia.. è una corsa contro il tempo: domani mattina vogliamo assolutamente visitare la città
Sul fiume Don ci fermiamo per farci le fotografie. fiume Don fiume Don
Poco più avanti sappiamo già che c'è un grosso mercato dove si possono comprare gli scialli di lana d'angora di Astrachan, fatti a mano, che le donne di lì portano per venderli..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

In questo mercatino nel '99 è nato Brave-heart, il soprannome. Infatti si è messo uno di quegli scialli sulla testa e con i capelli lunghi sul collo pareva Mel Gibson in Brave-heart.

Compriamo tutti qualcosa, sciarpe, cappelli, guanti e io anche il famoso scialle per mia mamma
Questo è Michal con lo scialle sulla testa, ma la foto è del '99  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Arriviamo a Volshkji verso le 18.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
C'è un vento pazzesco e ci dirigiamo all'albergo, dove scarichiamo tutto..
Tanto domani c'è il meeting.
L'albergo si chiama Achtuba e appena scesi ci vengono incontro Giovanni ed Enzo, che ci vengono a raccontare le loro novità: hanno trasvolato, sono arrivati in aereo da Mosca, e la prima notte non gliel'hanno fatta pagare.. (sapremo poi che in Russia, arrivando dopo la mezzanotte in albergo, non si paga la nottata).

Enzo è un piemontese doc. È molto simpatico e pratico. Per tutto il viaggio è diventato tutt'uno con il suo manualetto di russo, che le ragazze mi dicono continuamente di invidiare.
Giovanni invece è veneto, ma sta da molti anni a Torino. È un imprenditore, gran lavoratore. Gli piace e si compiace anche molto di vestirsi elegante.
Dal quarto piano della nostra camera guardiamo giù e vediamo, su di una panchina dei giardini, Enzo e Giovanni. Enzo ripassa un po' di russo col suo immancabile manuale! Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado

Mami e Michal vanno poi subito a dormire, sono stanchissimi, mentre io e Debora, non essendo troppo stanche come gli altri giorni, usciamo a cercare (al solito..) un internet cafè. Fortuna delle fortune.. ne troviamo uno proprio di fronte all'albergo, e ci fermiamo 2 ore pagando 90 rubli in due (40 a testa per un'ora più il "traffico effettuato"), poi visitiamo un po' lì intorno ma non troviamo il coraggio di comprar nulla. Ci fermiamo a mangiare le alette di pollo nel baruccio sotto l'albergo e dopo un po', vedendoci, vengono a farci compagnia i clienti: arrivano Brave-heart, Jacopo e Guido (sono arrivati in aereo insieme a Enzo e Giovanni). Er-lacoste viene a dare la buonanotte e subito dopo di lui andiamo noi.. fa troppo freddo!
E mentre salutiamo per andare vediamo Brave-heart che convince Guido e Jacopo ad andare nella discoteca lì accanto, dove ha visto entrare 4 bionde che potrebbero fare invidia a Valeria Mazza.. le chiama:
"Le bionde sterminatrici"

Volzhskij, sabato 17 agosto 2002

Ci svegliamo alle 7 per andare a visitare la città. Nel corridoio incontro Brave-heart che sta cercando di farsi spiegare, dalla tipa del piano, dove si fa colazione: bisogna andare al piano terreno, ma non con gli ascensori normali, bisogna prendere l'ascensore in un'altra ala dell'albergo. Quando si arriva al pian terreno bisogna camminare 100 metri in un corridoio tetro e pieno di tubi e poi si arriva nella cucina. Enorme, il soffitto alto almeno 5 m! Hanno allestito un tavolo self-service e poi si porta il vassoio in una sala che di sera è piano-bar e di mattina è una deprimente sala da colazione, con le tovaglie dei tavoli di broccato color vinaccia, le tende spesse giallo oro, la luce soffusa.. Sarebbe stato meglio in cucina.
Brave-heart ci racconta di ieri sera, sono stati infastiditi da un ubriaco... altro che bionde!!
Alle 8 partiamo per il memoriale, con noi ci sono Brave-heart ed Er-lacoste che è ansioso di cominciare la visita. Anche Er-lacoste è sempre molto elegante, ma soprattutto organizzato, non ha potuto portarsi molti bagagli perché le costole rotte non gli permettono di alzare pesi eccessivi e quindi ha con sé solo due camicie: la sera ne lava una che la mattina dopo, asciugata, stira, e così via. Si è portato infatti un piccolo ferro da stiro da viaggio. Invece Brave-heart che non è mai esagerato, si è portato 35 magliette, una per ogni giorno di viaggio. Quando, ogni tanto, lo vediamo con la maglietta del giorno precedente, la prima cosa che fa è di dirci che lui ne ha 2,3 uguali e che quella che ha indosso non è quella di ieri.
-ve la faccio vedere?
-Ci crediamo.

(Scopriremo poi che ha anche le magliette "tattiche" da indossare ai meeting, ma questa è un'altra storia...)
Non sappiamo se svegliare Giovanni e Enzo, non siamo sicure che vogliano venire, perciò non rischiamo di farci urlare alle 7 del mattino, le ragazze vanno in macchina con Brave-heart, che le sottopone ad una cura musicale della serie.. "facciamoci male!"
Arriviamo al memoriale e troviamo la guida di due anni fa, mi ricorda ancora di lui e lui.. si ricorda di noi!!
Siete quelli dell'agenzia matrimoniale, vero? Siete venuti uno.. no, due anni fa..

Tutti contenti iniziamo la visita, con Michal che filma ed Alice che fa le foto. Ho già ascoltato due anni fa il racconto dell'assedio di Stalingrado, forse proprio per questo motivo ora trovo interessantissimi gli aneddoti, le curiosità che la guida racconta.
Il viale principale..
memoriale Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

Il primo monumento dedicato a coloro che da contadini impugnano il fucile e diventano soldati in difesa della patria..
memoriale Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

Le scalinate, con ai lati due imponenti muri scolpiti sia in rilievo, sia come calchi, per dare un effetto prospettico molto particolare..
Su un lato è rappresentata la difesa, dall'altra l'attacco..
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

In alto il milite che controlla le mosse del nemico..
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

In alto a sinistra il viso di Lenin..
Stalingrado, Mamayev Kurgan

L'effetto prospettico che dà questa mano, realizzata in contrasto col corpo del soldato in rilievo, è spettacolare..
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

Sopra questa mano, invece, la rappresentazione della madre che piange per la partenza del figlio per la guerra..
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

Le trincee..
Stalingrado, Mamayev Kurgan
Quest'immagine rappresenta invece un uomo che, in una situazione disperata in cui non si poteva più usufruire del telefono, in un momento in cui era data per certa la sconfitta, infilandosi i cavi in bocca ha ripristinato il collegamento perdendo lui stesso la vita, in nome della patria. Stalingrado, Mamayev Kurgan
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

I superstiti di questa sanguinosa battaglia si sono ritrovati dopo molti anni e hanno redatto un testo per le future generazioni che si trova dietro questa placca di metallo. È stata chiusa lì dentro il 9 maggio del 1970 e dovrà essere aperta il 9 maggio del 2045. La curiosità di sapere è più forte che mai..
Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

L'entrata alla commemorazione del milite ignoto..
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Statua in onore delle madri e del dolore provato dalle molte che hanno perso il proprio figlio in questa battaglia..
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Su questa collina sono sepolti tutti i russi che hanno perso la vita nella battaglia.. Il cimitero dei tedeschi è invece spostato rispetto al memoriale.. Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan Stalingrado, Mamayev Kurgan

Fotografiamo la statua da tutte le parti, è davvero impressionante..
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la "targa" del memoriale..
Stalingrado, Mamayev Kurgan
C'è molta gente, facciamo amicizia con dei bambini di Murmansk. Facciamo le foto con un matrimonio. Ci fermiamo circa due ore e incontriamo 5 coppie di sposi con il gruppetto di parenti e amici. (Che strano venire a festeggiare il matrimonio in un "cimitero".. ma è lo spirito russo: amore per la patria! Noi italiani non siamo così patriottici..) Stalingrado

Compriamo qualche souvenir (qualche porta chiavi a forma di proiettile dove si può anche inserire un poco di terra di Volgograd), poi la guida ci consiglia di andare a visitare il museo panoramico, non lontano da lì.

Prima di salutarci ci dà il suo biglietto da visita. Riporto qui il suo indirizzo perché vale la pena contattarlo nel caso qualcuno decida di fare un giro nei luoghi della battaglia

Aleksandr Karabanov
telefono
007 8442 450892
mobil: 647256

Arriviamo davanti al museo che si trova di fronte al Volga Stalingrado

Non riusciamo a trovare l'ingresso del museo, due anni fa quando eravamo venuti era chiuso, non vorremmo perdercelo anche oggi..
All'esterno ci sono aerei da guerra e carri armati..i bimbi ci giocano.. noi siamo impressionati. Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado

Finalmente capiamo da dove si entra, facciamo i biglietti ed iniziamo la visita. È molto interessante, pieno di plastici, ricostruzioni, modellini o reperti, uniformi, ritratti, medaglie, fotografie..
Non si può entrare con la macchina fotografica se non pagando un biglietto apposito.. Michal ovviamente vuole a tutti i costi documentare.. e fotografa tutto quello che può..

Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado

La caricatura di Hitler e il ritratto di Stalin.. Stalingrado Stalingrado
Alle pareti i ritratti di tutti i generali... ma? .. e quegl'ultimi due chi sono? Stalingrado
I dipinti (ognuno di loro occupa un'intera parete) dei momenti significativi delle battaglie per la presa di Stalingrado. Sono disposti a cerchio, quindi mettendosi al centro della stanza sembra di essere dentro la scena Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado Stalingrado

Poi andiamo in macchina ad aspettare che Michal finalmente arrivi, come al solito rimane più degli altri nel museo...
Conosciamo un gruppo di ragazzini del Tagikistan, rimaniamo un po' impressionati, hanno sedici anni e sono in gita scolastica. I ragazzi hanno le giacche a vento e le ragazze dei maglioni pesanti di lana, mentre noi siamo in maglietta a maniche corte e muoriamo dal caldo. Parlano un po' inglese, sono piccolini, il viso orientaleggiante, ridono.
Poi vediamo posteggiato un furgone molto bello, fotografiamo la scritta che racconta il loro viaggio Stalingrado
Sono le 13.00, andiamo a mangiare nel baruccio dove sono andate la ragazze la sera prima, mangiamo alette di pollo.
Alle 2 andiamo alla reception per farci vedere la sala e inizia il carosello...

La sala non c'è..
il direttore non c'è..
ora gli telefono, no, non ho ricevuto la prenotazione..
sì sapevamo che arrivavate..
no io non ho la prenotazione..
ah sì il direttore ce l'ha, purtroppo però la sala è in ricostruzione, non ci siamo ricordati di segnalarvelo..
sì forse ne troviamo un'altra.. aspetti un momento
bisogna aspettare che il direttore arrivi, ora è a pranzo..
Riassumo un'ora di discorsi, le ragazze ferme in ascensore con tutta l'attrezzatura..

meeting di Volzhskij

Finalmente la situazione si sblocca: siamo al secondo piano, in una saletta minuscola e non si aprono le finestre. Le poltrone sono un attaccata all'altra e ci sono armadi e tende in fondo alla sala per terra.

La rampa delle scale..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Le ragazze costruiscono un tavolino improvvisato con delle assi per mettere nel corridoio le caratteristiche degli uomini..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
notare le dita..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Le ragazze spostano le tende rotte dietro alle sedie in fondo, e sistemano al meglio le sedie trasportandole da una parte all'altra. Siccome è proprio piccolo fanno le foto sul pianerottolo delle scale, sfruttando le ringhiere viola e un vaso di fiori finti..
Michal fa le sue interviste nel corridoio poco illuminato. Le ragazze sono numerose e riusciamo a fare iscrivere anche la receptionist dell'albergo che da principio sembrava antipatica, alla fine è salita al nostro piano e scherzava con le ragazze mentre scattavano le foto. Il meeting termina alle 19.
Poi rimettiamo tutta la roba in camera e andiamo a mangiare la pizza in un ristorante italiano per la felicità delle bimbe che non vedevano l'ora di gustarsi un piatto italiano.
Con noi ci sono Jacopo, Enzo, Giovanni ed alcune nostre clienti che sono amiche di Elena.
Elena è una ragazza che quest'anno si è sposata a Torino, noi la conosciamo già dal 1999, nel meeting che in quell'anno abbiamo fatto qui a Volzhskij, e proprio in quel meeting lei fece la "proposta di incontro" a Michele, il suo attuale marito. Ora è venuta a Volzhskij a trovare la madre e sapendo che arrivavamo è venuta a salutarci e a raccomandarci le sue amiche!
La signora che gestisce il ristorante è vicentina, simpaticissima, viene a salutarci e chiacchera un po' con noi. Ci dice che lì a Volzhskij capitano spesso italiani perché ci sono lì vicino due industrie italiane che fanno venire i loro tecnici.
Ci consiglia anche un altro alloggio per la prossima volta che verremo in città..
Prendiamo tutti la pizza e la mangiamo davvero con gusto! (soprattutto noi che da quindici giorni mangiamo solo cibi del posto, principalmente carne!) La signora ci dice che tutti i martedì arriva il camion da Moska con le provviste: mozzarella, gorgonzola, acciughe, capperi...
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Pizza e coca-cola.. cosa cè di meglio al mondo?!!!

continua continua

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pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico .

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