quinta puntata

dove si parla del viaggio da Sumy a Kiev, dei due giorni lì, del quinto meeting
dal decimo all'undicesimo giorno di viaggio

Sumy, venerdì 9 agosto 2002

Mi sveglio presto, il letto è scomodissimo, in più mi fa leggermente senso, quindi appena apro gli occhi mi alzo.
Faccio il caffè e cerco le sigarette per andare a fumare in bagno (naturalmente non fumo in camera per non soffocare Michal e non mi sogno nemmeno lontanamente di andare a fumare sul balcone pericolante). Tiro fuori la mano dalla borsa ed è tutta macchiata di blu! Una biro si è rotta e mi ha inzaccherato tutto... Così passo due ore a cercare di lavare quello che non posso buttare via, sono davvero furente.
Scendo in macchina e prendo la borsa di plastica che usiamo per le cartine e le mappe, una orribile borsa di gomma, marca Mandarancio duck e salgo a fare il trasbordo di tutte le mie cose. Intanto Michal si alza e cominciamo a caricare.
foto scattate dalla camera: si vede un pezzo del balcone pericolante e il piazzale antistante l'hotel  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Brave-heart ci raggiunge, poi ci arriva un messaggio da Alberto che ci dice che lui, con Silvio, Giuseppe, Leopoldo e Armando sono partiti prima e che si dirigono a Kiev.
Aspettiamo Michal e Brave-heart che vanno a cambiare e poi partiamo anche noi, le ragazze sono contente di andar via da quel mostro d'albergo.
Ci fermiamo al distributore. Perdiamo subito Brave-heart (che ha in macchina anche Graziano) perché non si accorge che abbiamo girato. Nemmeno noi ci accorgiamo di averlo perso. Dietro di noi c'è una Panda targata italiana, ma la tipa che ci sta dentro è russa e chiede benzina senza piombo.

Marco-il romano ha bisogno di gas e quindi ripartiamo con l'occhio vigile per non farci scappare il distributore nel caso lo incontrassimo.

Troviamo tutti gli altri a metà strada fermi ad un benzinaio.. hanno preso la multa perché il poliziotto (dedotto che erano tutti insieme) ha detto che se si viaggia in colonna bisogna tenere i fari accesi anche di giorno e una colonna vuol dire almeno tre macchine...

Sono furibondi, anche perché effettivamente la deduzione del poliziotto non ha senso.

cosa fa, decide in base alla targa di un auto se è "in colonna" con quello davanti? O ci va un rapporto di parentela o di connazionalità?

Mentre Debora ed io andiamo nella toilette del distributore (bisogna che d'ora in avanti me lo ricordi: mai andare nelle toilettes, sono molto meglio i prati) Michal e Alice inseguono un gruppetto di oche, tacchini e poi un bel vitello legato in mezzo al prato.

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davanti al distributore una bellissima aiuola di petunie.

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Poi ci fermiamo a fare il caffè, Marco-il-romano crolla dal sonno.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Nel parcheggio c'è un grosso negozio, andiamo a comprare anche i gelati. L'avventore prima di noi, con la giacca mimetica, alle 11 del mattino compra un bicchiere di vodka. La commessa fa il conto col pallottoliere  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

A un certo punto ci immettiamo sull'autostrada e il viaggio è molto più tranquillo, decidiamo di fermarci a mamgiare, anche perché Alice aspetta una telefonata da Gas e ora c'è campo, ha paura che più avanti non ci sia. C'è un bel ristorantino, pulito e luminoso, i tavoli sono quasi tutti pieni, ci sediamo con Marco-il-romano, i due ragazzi all'altro tavolo. Ordianiamo schaslik e patatine, il bagno è decente, Alice però è tristissima perché Gas non riesce a chiamare.

(scrive Alice )

Chiedo alla mamma di fermarsi, vorrei sentire Gas, deve chiamarmi, e di solito i cellulari prendono solo in aperta città. Qua, invece, per caso fortuito prende. Il problema è che quando troviamo il ristorantino (effettivamente bello e pulito) ormai la linea se n'è già andata per i fatti suoi.
Il motivo è semplice: prima di fermarsi mia madre ha bisogno della conferma di Michal. Perciò la scenetta suona all'incirca così:

Michal.. ci fermiamo?? Ehi ehi.. Michaaal.. dimmi! ci fermiamo?? Guarda.. cè un bel posto lì!! Eh?

(Michal sta dormendo.. io e Debora la incitiamo più volte a fermarsi)

Michal.. eh?? Ci fermiamo in quel posto lì??

(Michal comincia a svegliarsi, il tutto mentre la macchina continua ad andare avanti, ovviamente).

-Ci fermiamo dove Betta??

-C'era un posto bello.. ma tu dormivi... Michal! Guarda un po' dove possiamo fermarci..

Ecco.. in pratica per ogni luogo si ripeteva questa stessa scena.. ed ogni posto che la mamma vede è perso in partenza, perché tempo che si aspetta per decidere di fermarsi sono già passati quindici km.

In definitiva io non ho ricevuto la telefonata. E ho litigato con Michal che mi prendeva in giro.

Arriviamo a Kiev alle 3 circa, direttamente all'hotel Turist dove domani avremo il meeting. Cerchiamo gli altri e non li vediamo, eppure erano davanti a noi, non ci siamo accorti di averli sorpassati??.. ma se sono una colonna! Mah..

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Vado subito alla reception a dire che siamo arrivati, abbiamo prenotato per tutti, ma so già che ci sono dei cambiamenti, per esempio, Luca-il-toscano che mi ha detto ieri che si fermava un giorno in più a Sumy e che quindi arriverà domani a Kiev, Giuseppe sarebbe dovuto arrivare ieri a Sumy invece è poi venuto qui e invece di una camera singola ha la doppia, Paolo lo svizzero non è arrivato per niente, (e non mi ha nemmeno telefonato), Edoardo e Andrea anche loro hanno anticipato e sono già qui dall'altro ieri, Enea ed Emanuele mi hanno mandato un messaggio dicendo che si fermano a Sumy. Pier Paolo e Luciano mi scrivono invece che loro sono andati all'hotel Bratislava. Quella della reception mi guarda arrabbiata:

ma che prenotazioni fate?

Michal fa la stessa cosa, lui dice che non si dovrebbe mai prenotare nessuna camera, intanto poi si trovano sempre.. Io faccio finta di niente e scrivo i nomi di tutti in bell'ordine su un foglio, a lato metto se dormiranno in una singola o in una doppia, aggiungo anche quelli che arriveranno stasera in aereo, il medico svizzero, il ragazzo siciliano, l'avvocato di Roma che doveva venire in macchina per tutto il viaggio e poi due settimane prima della partenza è stato investito da una moto e si è rotto 5 costole. Ha detto che comunque ora sta meglio e se trova un passaggio ci segue anche in Russia. Poi arriveranno l'ingegnere di Taranto, il ragazzo di Bologna, e un altro ragazzo di Torino di cui non ricordo più il nominativo. Per ricordarmi tutti i cognomi dovrei accendere il computer, Michal va in macchina a prenderlo.
Finisco di fare il riassunto dopo una buona mezz'ora.

Ora chiediamo alla ragazza della reception di farci vedere il salone prenotato. Cade dalle nuvole.
Bene, ora sono io che dico

ma che prenotazioni fate?

Cioè lo dovrei dire, ma non lo dico, cerchiamo di risolvere invece che bisticciare. Tanto è sempre la stessa solfa, ci siamo abituati. Michal, che intanto è arrivato col computer, le fa vedere il fax con la conferma della prenotazione, lei dice che bisogna chiedere alla responsabile del ristorante, andiamo quindi tutti al primo piano. Quella del ristorante telefona a qualcuno e dice:

ci sono qui gli italiani che hanno prenotato la sala del ristorante, ma io non lo sapevo e domani ho un matrimonio, cosa possiamo fare?

Poi ci fa un bel sorriso e ci dice che bisogna aspettare che adesso le diranno qualcosa..
Aspettiamo pazienti, se lei sorride .. sorrido anch'io. Dopo una decina di minuti di sorrisi riceve una telefonata e parla così velocemente che nemmeno Michal capisce cosa dice, poi si alza e ci fa segno di aspettare. Se ne va. Quando torna spiega a Michal che la ragazza che aveva preso la prenotazione ora è in maternità e non ha scritto sul quaderno l'appunto, ma quanta gente aspettiamo? 300/400? ullaa... loro proprio non possono farci niente, ma lei può accompagnarci alla reception per risolvere la situazione.
La direttrice infine risolve: ci spiega che ha un teatro, che è nel retro dell'hotel, che per domani sarà pronto, che contiene 600 persone e che ce lo dà, bontà sua, allo stesso prezzo dell'altro.

andiamo a vedere..

Si tratta di un teatro enorme per entrare nel quale però occorre passare da un bar self-service. Io non mi lamento, è grande, c'è l'aria condizionata, un bel palco, molta luce. Va benissimo. Michal invece che è sempre meno compiacente di me o semplicemente più realista dice che non va.

Non ci sono i tavoli, sarà scomodo consultare i cataloghi, le persone che si siedono in mezzo ad una fila poi per alzarsi devono far spostare tutti gli altri, il palco è grande ora che lo vedi vuoto, ma se ci dobbiamo fare le foto, i video e ci devono stare anche i tavoli con i computer...

Ha ragione, certamente ha ragione, ma se nel nostro salone c'è il pranzo di nozze.. Cosa si aspetta da me? Che bisticci? non ne ho voglia, voglio andare in albergo a dormire...

Davanti alla reception stanno ancora prendendo le camere, io dico che partiamo e che noi andiamo nell'albergo economico, chi viene con noi?
Ci seguono Marco-il-romano e i ragazzotti.

Non stiamo mangiando la pizza! quelli sulla tavola sono sottopiatti di cartone  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Michal fa le foto lungo tutto il tragitto: passiamo sul ponte, costeggiamo il fiume fino al Mac Donald's poi saliamo a sinistra  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
siamo fermi al semaforo, davanti a noi la funicolare, a sinistra i lavori e a destra la strada dove c'era il salone dei meeting nel '97.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
poi saliamo verso Kreschatik.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
l'hotel Dnepr  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
imbocchiamo Kreschatik  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
arrivati alla piazza ci fanno girare a destra, la via Kreschatik a quest'ora è isola pedonale  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

(scrive Alice )

L'albergo economico è il Julien, dall'altra parte della città, vicino all'aeroporto nazionale di Kiev, Dzhuljani. Ci siamo andati già due volte, conosciamo bene la strada. Naturalmente come albergo lascia un po' a desiderare, ma è pulito ed economico, ha il parcheggio vicino, un tempo era l'albergo per i piloti d'aereo.
Debora, invece, è arrabbiatissima e delusa, non le piace.. poi c'è l'acqua fredda, ci dice la mamma.. Non ne può più e invece.. si scopre che quest'anno al julien c'è l'acqua calda!!! e gongoliamo felici.. finalmente ci si potrà fare un beneamata doccia!! Basta poco a farci contenti!!

Scarichiamo quasi tutto. Poi mettiamo la macchina in modo che anche Luca possa venire con noi (anche se un po' strettini, e andiamo in centro a cercare dei pezzi per il computer, Michal cambia a 5,20
kiev kiev
Mentre Michal va a cambiare ci ferma la polizia. La mamma riesce a non farsi fare la multa, spiegando nel suo solito linguaggio fatto più di gesti che di parole, che lei non intendeva girare dove non si poteva, che lei ha anche la patente internazionale, ma in realtà non sapeva semplicemente come tornare indietro.
Il poliziotto, intenerito, la lascia andare.
Ritroviamo Michal solo dopo mezz'ora. Già con tutti questi divieti e la paura di ritrovare lo stesso poliziotto non riuscivamo ù a tornare indietro, oltretutto Michal si era perso nella miriade di negozi nella via principale!
La mamma, ansiosissima, aveva difatti già mandato me e Debora a cercarlo.

Andiamo a mangiare in un ristorante argentino stasera, sembra molto chic!

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Michal, investendo a pieno il ruolo di dittatore quale è, obbliga tutti ad ordinare piatti a base di carne di mucca

"in Argentina si mangiano solo mucche!"

ma dove.. tsé...

Comunque risulta essere un ottimo pasto, la carne alla griglia è squisita!
Il posto si chiama "Tavern Grill", o una cosa simile.

Michal e mami tornano in albergo, hanno sonno, devono ancora lavorare un po' (per tutto il viaggio io e Debora ci chiediamo come facciano.. ma più che Michal mia madre: Michal, infatti, tanto quanto recupera dormendo in macchina, ma guida sempre mia madre, non accetta neanche di farsi dare il cambio da me per l'ansia che le procurerebbe!)

Io e Debora andiamo in centro con Luca. Il programma è: giro per il centro, un'ora in un internet cafè e via.. a nanna.
Invece nel fare il giro della piazza incrociamo dei ritrattisti. Debora si ferma a guardare e uno di loro comincia a chiederle di farsi un ritratto, lei non è molto decisa, anzi..

Costa troppo, facciamo per andarcene.. allora lui ci insegue e ci dice che per lo stesso prezzo ce ne fa due, a Debora fa pena.. ok, si fa.. quindi cedo anche io.

Siamo mortificate per il povero Luca che deve aspettarci, oltretutto al tipo abbiamo spiegato che non abbiamo molto tempo, e lui ci dice che in mezz'ora se la sbriga.
Alla fine invece i minuti corrono e dopo un'ora e mezza siamo ancora lì.
Passano anche di lì, e si fermano a salutarci, Enea ed Emanuele con le due ragazze conosciute al meeting di Sumy. Ci prendono un po' in giro, poi ci salutano..
Alla fine il disegno non è neanche così rassomigliante, ma non importa.. non era tanto per il disegno, almeno in teoria..
Sono le 23.30, e arriva un essemmesse della mamma:

a mezzanotte l'albergo chiude, muovetevi a tornare

Mi viene quasi da piangere, non posso collegarmi e per la seconda volta non riesco a sentire Gas!
Anche Debora è triste, avrebbe potuto mandare qualche sms da internet.

Affrante prendiamo un taxi insieme a Luca e, pericolosamente, torniamo.
Innanzitutto bisogna sempre ricordarsi di patteggiare prima, con i tassisti, per il prezzo, soprattutto se ci si trova in una zona dove ce ne sono tanti che sarebbero disposti ad accettare la tua offerta.
In secongo luogo bisogna essere poco impressionabili: corrono come dei matti! Per fare inversione il nostro tassista ha fatto il giro della piazza sul marciapiede.. Debora ha paura che sia un invasato e con occhi allucinati mi guarda e ride nervosa..

Ancora una doccia, un po' di bucato e a nanna.

Kiev, sabato 10 agosto 2002

Mi sveglio con un dolcissimo messaggio essemmesse di mia mamma

"San Lorenzo io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade..
d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del male"

Ancora più dolce perché mia mamma non ha idea di come si mandino i messaggi e quindi vuol dire che l'ha dettato a Diana (la ragazza ukrajna che le fa compagnia) che sa poco l'italiano.
Ora mi sento a casa.. ogni mattina quando vado da mia mamma ad aiutarla ad alzarsi (abitiamo vicino, in appartamenti contigui) mi recita dei versi, Pascoli, Verlaine, Nino Costa, o dei pezzi d'opera.
Anch'io lo faccio con la mia bambina, ma il più delle volte mi manda a stendere...

Mi sveglio col sole, sono di ottimo umore.. Mi faccio un caffè e poi scendo a prendere la macchina che ieri sera ho messo nel garage custodito lì di fronte.
Lasciamo dormire le ragazze.

Alle 10 ci arriva un messaggio da Enea:

siamo disperati, dove siete?

Mi viene un colpo, ma che messaggio è? se sono disperati perché non mi dicono per che cosa? e perché mi chiedono dove sono? Rispondo subito e poi alla successiva risposta capisco la loro inquietudine. Erano convinti che il meeting iniziasse alle 10 del mattino e non vedendo nessuno non capivano cosa fosse successo. Li tranquillizzo e poi corro a chiamare le ragazze, facciamo in fretta: prima del meeting Michal deve comprare ancora alcune cose. Andiamo in centro, posteggiamo nella piazza vicino a Kreschatik e aspettiamo Michal che corre a cercare prese elettriche, riduzioni, non bastano mai..
Arriviamo all'hotel del meeting alle 12.30, cominceremo alle 13.

Ieri non hanno trovato la prenotazione, oggi non trovano la chiave del salone.
Corriamo letteralmente dietro a una tipa che corre da un capo all'altro dell'isolato, infatti l'albergo è immenso, cercando una tipa tenutaria delle chiavi, poi non la trova, allora le viene in mente che magari ce l'hanno nel bar self-service e quindi facciamo di nuovo una corsa indietro. Le chiavi erano lì. Non recrimino, ho il fiatone.

meeting di Kiev

Portiamo tutta la roba sul palco, ci sono una decina di ragazze che aspettavano già dalla mattina, le facciamo accomodare lo stesso, poi chiudiamo la porta, dobbiamo preparare il palco, abbiamo solo 10 minuti..  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Il palco viene diviso in due, da una parte la coda per arrivare dalla mamma, altrimenti verrebbe assediata dalle ragazze che cercano in tutti modi di arrivare a lei per chiedere informazioni, dall'altra quella per fare le foto dalle ragazze

Molto velocemente cominciamo ad allestire il teatro..siamo in ritardo e le ragazze sono gia arrivate, inutile dir loro di attendere fuori, entrano e si siedono sulle poltrone. Debora e Alice sistemano i cataloghi sopra dei tavolini all'ingresso e ad ogni angolo del teatro, appendono alle pareti i cartelloni con gli uomini presenti al meeting. Sul palco studiano come sistemare il set per le foto, decidono di utilizzare un pianoforte e dei vasi di fiori finti che trovano dietro il sipario, sistemano le luci e preparano la professionalissima macchina fotografica.

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Ormai il teatro è pieno e le ragazze sfogliano i libri degli uomini, qualche uomo si presenta di sua spontanea volontà alle ragazze più belle del meeting. Lo spazio dedicato alle foto comincia a riempirsi di ragazze, Debora e Alice tentano di essere le più eque possibili, scrivendo i numeri delle donne su un foglio in modo che non si superino tra di loro. Pero ogni tanto dobbiamo intervenire per calmare le ragazze che iniziano a discutere presumibilmente (dato che parlano russo) per il posto nella coda io e Debora tiriamo fuori un pianoforte che era dietro la tenda, poi portiamo dei fiori che anche erano nel ripostiglio, ci vuole uno sfondo decente.. Le luci devono venire continuamente spostate per le foto, lo scenario non è dei migliori e la luce è poca. a Debora non piace, si deprime. Ci sono 26 clienti presenti, dicono le bambine.. io ho person il conto.
Viene anche a trovarci Valerio, con la moglie.. la vecchia guardia.. Sono in vacanza a Kiev e lui mi ha detto nei giorni scorsi che avrebbe intenzione di aprire a Bologna una agenzia matrimoniale, con la sua esperienza di viaggi, la conoscenza delle lingue di sua moglie.. buona idea, ne parliamo, si potrebbe collaborare.

Intanto penso già all'indomani, partiremo all'alba per Krivoj Rog, ma bisogna ancora essere sicuri per il posto de Emilio, l'avvocato di Roma e di Aurelio, che ha deciso detto, fatto di proseguire con noi.
Ne parlo con Luca-il-toscano che e' disponibilissimo a dare il passaggio, non fosse per il fatto che ha comprato a Sumy ieri due quadri, due tele e una ha ancora la vernice fresca! Aurelio dice che lui può viaggiare in qualsiasi modo anche con la tela in braccio.. Ci mettiamo d'accordo, Emilio va con Enea e Aurelio con Luca-il-toscano.

Il meeting termina alle 19 o poco più tardi..naturalmente ci sono le solite ritardarie che arrivano quando abbiamo già ritirato praticamente tutto, Io non posso lasciarle andar via e allora le bambine tirano fuori qualche catalogo e i fogli delle proposte.

Finiamo di caricare la macchina verso le otto.

(scrive Alice )

Siamo distrutte, ma ci facciamo accompagnare nella piazza centrale, vogliamo andare in un internet cafè lì vicino.
costo: 12 grivni a testa per 4 ore. Prima però dobbiamo mangiare e quindi andiamo al Mc Donald's. Tempo venti minuti e ci catapultiamo al centro internet, all'inizio è esasperante, i computer son lentissimi alla fine ci si aggiusta e siamo tutte contente. All'una ci scolleghiamo e andiamo a prendere un taxi, contrattiamo, lui voleva farci pagare 40 grinvi e invece noi spuntiamo 30! Debora si sente decontestualizzata, siamo in un taxi anni 30, in uno scenario anni 70 e di sottofondo c'è musica dance.. aiuto!!
All'hotel ci aspettano per aprirci anche se è tardi,la mamma ci aveva avvisate che avrebbero chiuso a mezzanotte, ma che avrebbe chiesto di aspettare il nostro arrivo. Finalmente in camera, una doccia e poi a letto, ore 2.. solo due ore di sonno.. che stress!!

Finito il meeting accompagnamo le ragazze in centro, vanno al Mac Donald's e poi a "collegarsi", faccio loro mille raccomandazioni. Noi andiamo a fare un po' di spesa sulla piazza davanti all'hotel Libid dove c'è un bel supermercato che conosciamo già. Poi andiamo anche noi a comprare un menu da Mac Donald's, ma quello vicino al nostro albergo. Michal invece si compra un pollo arrosto. Mangiamo nel parcheggio.

Quando arriviamo Michal scarica tutta la macchina e io lo aspetto col muso perché vorrei andare a dormire, poi quando ha finito mi accompagna a posteggiarla: ho bisogno che dica chiaramente al "tipo" che domani partiremo alle 4 e mezzo.
Il ragazzo del posteggio è gentilissimo, noi scendiamo, prendiamo il sacchetto con le robe da buttare e poi saliamo in camera, appena arrivati Michal si accorge di aver dimenticato un pezzo (uno dei cavi del computer), vuole scendere nuovamente per riprenderlo e così ci accorgiamo che non ho più le chiavi della macchina.

com'è possibile?

cerchiamo dappertutto, decidiamo di cercarle facendo la strada a ritroso, arriviamo alla macchina, non le troviamo, non abbiamo più nemmeno le doppie chiavi..

questo è un disastro

Mi ricordo poi dell'immondizzaio.. E così, sotto gli occhi allibiti di tre tipi che si prendono il fresco su di una panchina, a mezzanotte e mezzo svuotiamo l'immondizzaio, davanti al lampione per vederci meglio, e finalmente troviamo le chiavi.

Quando saliamo io sono esausta e Michal invece lavora ancora, installa postgres sul computer Toshiba.


continua continua

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pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico

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