quarta puntata

dove si parla della frontiera bielorusso-ukrajna, della perdita di 7 clienti e delle tappe a Nizhin e a Sumy dove facciamo il quarto meeting
dall'ottavo al nono giorno di viaggio

[nota: in questa pagina mancano quasi tutte le fotografie perché a Sumy si è bloccato un computer nel quale Michal scaricava le foto man, mano che la memoria della macchina fotografica era piena. Abbiamo poi recuperato il computer, ma tutte le foto che c'erano su quella memoria no.]

Gomel, mercoledì 7 agosto 2002

(scrive Alice )

In tutte le partenze dobbiamo svuotare le camere di milioni di valigie perché Michal di notte si diverte a fare lo sperimentatore folle e "testa" computer e apparecchiature varie.

Ci svegliamo alle 6.30, la mamma ha bussato ad un'altra camera perché ieri sera io, furba, le ho detto un numero sbagliato in modo che non rompesse troppo. (Si infuria perché viene sgridata dall'ospite di quella camera, ma un po' se la ride anche.)
Ci alziamo e vestiamo in tutta fretta e cominciamo a caricare la macchina.

Ancora qualche minuto perché tutti paghino le stanze alla reception e poi andiamo a far colazione tutti quanti (abbiamo difatti chiesto che la colazione per noi fosse pronta prima dell'orario perché potessimo partire rifocillati). La colazione è uguale a quella del giorno prima e siamo sempre tutti contenti.

Si parte..

Mi sveglio all'alba, il passaggio della frontiera ukrajna, con due macchine in più in coda mi mette un'ansia pazzesca. Alle 6 vado a svegliare le bambine, ma dalla camera mi risponde una voce di uomo russo, niente gentile. Guardo di nuovo il numero, torno in camera, poi torno alla porta, non so cosa fare, ma nel frattempo arriva la tipa del piano che mi chiede chi cerco, lei lo sa già chi sto cercando, ci ha visto andare avanti e indietro venti volte e sa anche che la camera delle bambine è un'altra! Eppure io ero sicura che fosse quella... mi hanno preso in giro... ma questa la pagano!

Cominciamo a caricare, sotto vedo già qualcuno, ma non tutti. Incontro Giuseppe con Jelena, si sono conosciuti ieri e si sono innamorati. Lui ha deciso di portarla con sé tutto il viaggio e poi di andare a chiedere il visto per farla venire in Italia con lui. Lei è molto carina, ha 34 anni e una chioma bionda incredibile.

mi raccomando si parte alle 8 in punto, alle 7 e mezzo la colazione, ma caricate già la macchina, non aspetto nessuno oggi, abbiamo una frontiera e poi 500 kilometri.

Dopo la colazione usciamo e mi accorgo che non ci sono tutti, chiedo di Brave-heart, mi rispondono che lui dice che intanto ha il satellitare e non ha problemi, chiedo a Silvio se sono pronti e lui risponde che devono ancora andare a lavarsi i denti.

Mi dispiace, ho detto che si partiva alle otto e alle otto partiamo.

Stiamo pagando il parcheggio quando sentiamo delle urla disumane e nello stesso tempo vediamo un sacco di gente che corre nella direzione del retro dell'albergo. Andiamo a vedere. C'è un uomo grande e grosso disteso su un fianco nel prato vicino all'albergo e una donna che urla che è caduto dal quinto piano, altre due piangono e urlano parole (a me) incomprensibili. Arrivano di corsa due uomini che stavano di guardia davanti alla reception e si chinano sul corpo scomposto per terra. Poi lo alzano di peso e cominciano a spintonarlo... è ubriaco, è un idiota ubriaco che dormiva della grossa.
Che spavento!

Torniamo alle macchine, sono quasi le 8 e mezzo, partiamo.
Non siamo tutti.. alcuni sono rimasti indietro.. non erano ancora pronti.. (Stefano-il-bresciano, Brave-heart, Giuseppe, Silvio, Alberto e i ragazzotti)
Andiamo a fare benzina, dove gli altri ci raggiungono (manca però ancora Stefano-il-bresciano)
Bene.. verso la frontiera!
Arriviamo alla frontiera bielorussa/ukrajna circa alle 9 e mezzo, sono solo 50 km da Gomel

Dietro di me ci sono 8 macchine, siamo tutti in coda, bisogna però scendere e andare a pagare una tassa per non-so-che-cosa in un ufficio prima della frontiera, c'è la coda e non tutti si sbrigano insieme e quindi molte macchine vengono sorpassate. Tant'è che arriviamo alla frontiera abbastanza sparpagliati.
Noi abbiamo ora davanti a noi Giuseppe che ha la macchina dell'Avis. Il doganiere gli chiede il libretto e lui gli dà il libretto dell'Audi!!! Michal gli vola addosso e fa miracolosamente in modo che il doganiere non se ne accorga. Poi viene da me infuriato e mi dice di fare attenzione a Giuseppe che è pericoloso. Infatti dopo cinque minuti Giuseppe al doganiere che gli chiede l'assicurazione dà l'assicurazione dell'Audi. Così succede un pasticcio pazzesco perché bisogna spiegare tutta la faccenda e ci mettiamo un'ora. Quando finalmente passiamo, abbiamo davanti anche Enea e i ragazzotti.
Oramai sono le 11 e siamo in coda tra una frontiera e l'altra. Tra noi e i primi degli ultimi ci sono (le conto) 35 macchine.. Ci facciamo il caffè, mangiamo il vitel tonnè, Michal dorme. Io chiacchero con Emanuele che non può star seduto in macchina perché si sente il terzo incomodo, Giuseppe e Jelena tubano tutto il tempo. Emanuele è divertito della situazione. Luca (uno dei ragazzotti) ci racconta le sue avventure in Lettonia. A fianco a noi ci sono dei camion che col motore acceso impestano l'aria. In fondo c'è un passaggio a livello e fanno passare 4 macchine alla volta, poi quando queste hanno finito ne fanno passare altre 4. Quando tocca a noi mi faccio spiegare cosa c'è da fare: bisogna far vedere i passaporti in un gabbiotto e poi andare oltre la barriera a pagare la tassa-di-qualcosa nel container numero 5. Siccome per farmelo spiegare ci ho messo mezz'ora dico allora a Luca di fare una corsa indietro e di spiegare bene la stessa cosa agli altri che sono lontani nella coda in modo che quando toccherà a loro e io sarò oltre, sappiano cosa fare.
Ci consegnano un dischetto e torniamo alla macchina. Il controllo questa volta è molto rapido, c'è un doganiere che parla italiano e in un quarto d'ora passiamo. Accostiamo oltre la frontiera e cominciamo ad aspettare. Sono le due del pomeriggio. Mando messaggi a Brave-heart e a Edoardo, chiedendo a che punto sono. Mi dicono di essere molto indietro. Comincia a piovere. Abbiamo fame, pensiamo di andare avanti un po' e di trovare un posto dove mangiare e aspettarli tranquilli. Avverto quelli dietro e ci incamminiamo, con Enea, i ragazzotti (sono solo più in due perché Graziano ora è in macchina con Brave-heart) e Giuseppe, Jelena ed Emanuele.

Per dieci, quindici kilometri non troviamo nessun paese, piove forte ora e non c'è campo telefonico. Decidiamo di proseguire. Finalmente arriviamo a Tchernigov, dove il telefono funziona di nuovo e dove c'è un cartello che indica il Mac Donald's. Non mi preoccupo molto che non mi rispondano agli essemmesse che ho mandato, anche loro dovranno superare i kilometri di campagna nella quale non c'è campo, appena arriveranno nella tangenziale di Tchernigov leggeranno i messaggi. E andiamo a mangiare con Emanuele e i ragazzotti. (Alice, Enea e Giuseppe con Jelena dormono in macchina). Dopo mangiato andiamo a farci un giretto nei chioschi lì vicino, compriamo cartoline e passeggiamo. Michal va a cambiare con Emanuele.

I ragazzotti vanno a cercare delle schede telefoniche. Ad un certo punto arrivano dicendo che non sanno come fare: hanno chiuso la macchina con le chiavi dentro. Bel problema.

I finestrini sono ben chiusi, pioviggina ancora. Ci guardiamo intorno, bisognerebbe trovare un carrozziere, ma noi abbiamo un meccanico con noi! Vado a svegliare Giuseppe che esce dalla macchina tutto intorpidito e dice che lui non saprebbe proprio come fare, l'unica è rompere il vetro..

Ho un'idea, chiedo a due ragazzini che sono lì e si propongono per lavare i vetri se "per caso" loro saprebbero aprire una macchina senza spaccare il vetro. Certamente, dicono, sono sicuri di riuscirci, ci vuole solo un coltellino.. Prendo il coltellino di Michal e loro cominciano, sicurissimi di sé, a tagliare, tutto intorno al vetro, la guarnizione, sotto gli occhi abbastanza preoccupati dei ragazzotti. Nel frattempo si sveglia anche Enea che ha la macchina posteggiata proprio qui a fianco. Guardo la scena per niente tranquilla, ora uno dei due ragazzini si è tagliato un dito e sanguina, l'altro gli prende il coltellino e comincia a tagliare la guarnizione dal deflettore.

No, no è meglio di no.

Ci accorgiamo che pur se pieni di entusiasmo sono assolutamente incompetenti. Siamo al punto di partenza..

Vedo arrivare una Jeep che sembra che arrivi dal deserto, di quelle proprio toste. Sopra ci sono due.. vado loro incontro e un po' in russo e un po' a gesti spiego cosa è successo e chiedo se ci possono aiutare.. Detto, fatto. Tirano fuori dalla jeep un ferro lungo, pieghevole e in un battibaleno aprono la macchina infilandolo tra la portiera e la carrozzeria. Risolto.

Intanto mi telefona Luca-il-toscano, è a Kiev e sta partendo per Sumy, dove ci vediamo? Sono le 5 del pomeriggio, dagli altri non ci sono ancora messaggi. Gli dico di chiamarmi fra un 'ora che appena arrivano ci avviamo e potremo incontrarci a (guardiamo la cartina) Priluki che è sulla strada sia per noi che per lui.
Siamo tutti abbastanza stufi, continuo a mandare messaggi e nessuno mi risponde. Dopo un'ora è la stessa situazione, Luca-il-toscano chiama di nuovo, gli dico che devo ancora aspettare. Lui dice che comincia ad andare a Priluki. Alle 6 e mezza decidiamo di partire, chissà gli altri.. Magari hanno proseguito per Kiev..

Nel frattempo Giuseppe arriva belllo bello con una proposta: perché non dormiamo qui a Tchernigov?

Signor Giuseppe si rende conto che io domani ho un meeting a 350 kilometri da qui? Guardi non faccia più uscite del genere perché sono già abbastanza depressa, abbiamo perso tutti gli altri, siamo stanchi morti, umidi..

Emanuele anche si arrabbia, gli dà noia dividere la macchina con una coppietta che non si stacca di un centimetro, camminano abbracciati, quando lui parla tiene la testa inclinata da un lato sulla testa di lei, sembrano fuori dal mondo.

Guarda Giuseppe, rimani tu, qui a Tchernigov, io chiedo un passaggio a Enea..

Giuseppe non se lo fa dire due volte, ci saluta e dice che ci raggiungerà domani mattina a Sumy.

Ci mettiamo quasi tre quarti d'ora ancora a uscire da Tchernigov (che tra l'altro è davvero una bellissima città, con molte chiese e palazzi e bei corsi alberati)
Il fatto è che Michal chiede indicazioni e la gente una volta ci manda a destra, poi ci rimanda a sinistra, poi di nuovo, giriamo in tondo nella città almeno 5 volte. Mi sembra di impazzire.
Michal dice che sono isterica e che dovrei andare più piano, magari ci sfugge un incrocio, io dico che lui non fa attenzione..

sempre a riprendere con la telecamera

Finalmente si svela il mistero: Michal chiede le indicazioni della prima città che gli compare nella cartina e quella città ha cambiato nome...
Finalmente ora ci troviamo sulla strada per Nizhin/Priluki

Luca-il-toscano ci manda il decimo messaggio

Sono arrivato a Priluki, io proseguo, lentamente, ok?

Proseguiamo anche noi, ha smesso di piovere, ma l'aria è umida e sembra quasi che venga la nebbia, la strada è stretta, in mezzo a boschi e prati, pochissime macchine, quando ci fermiamo a fare pipì ci bagnamo tutti i piedi per raggiungere il boschetto.
Sono veramente depressa, sconsolata e stanca, ho sonno. Devo dormire. Gli altri sono d'accordo e quindi al primo paese, Nizhin, ci fermiamo. Andiamo nell'unico albergo che c'è, vicino alla piazza. E' veramente orribile, la tipa dietro il finestrino della reception ci dice che le stanze ci sono, costano 5000 lire.

possiamo vederle?

chiede Emanuele

Certo, andate su e chiedete alla donna del piano di farvene vedere una.

Io non ci vado nemmeno, lo so come sono. Enea ed Emanuele tornano con una faccia..

Beh, si può fare.

Si vede che anche loro sono stanchi come me.
Siccome so che per prendere le stanze ci va mezz'ora, tra la compilazione dei foglietti e la registrazione di ogni passaporto, dico alla signora che noi andiamo a posteggiare e che torniamo dopo aver cenato...

Eh no!.. poi magari le camere non ci saranno più!

Questa è pazza, un albergo enorme, in un paese disperso nella campagna, non c'è anima viva nel raggio di 10 kilometri e questa ci dice che se non prendiamo le camere subito lei non ce le può tenere?
Non ho voglia di discutere e le lascio quindi "in pegno" il mio passaporto.

Ceniamo in un locale elegantissimo ricavato in una cantina, con tante salette che sembrano scavate nella roccia, candele sui tavoli, con l'orchestra e la cantante. Siamo solo noi e tre camerieri, ci mettiamo nella nicchia più grossa, a me sembra di essere nella capanna del presepe, alle bambine invece ricorda la tana di un vampiro. Vedo dietro di me l'interruttore della luce e accendo! Meno male.. ora è meno tetro. Il cameriere arriva con un candelabro e 4 candele, vorrebbe spegnere la luce, non glielo lascio fare.
Gli orchestrali e la cantante, che quando siamo arrivati erano seduti al bar, si alzano e cominciano a suonare a tutto volume, cantano anche canzoni italiane, di Pupo e Ramazzotti, dicono i ragazzotti che se ne intendono.
Ad ogni canzone applaudiamo. Emanuele vorrebbe l'acqua non gasata e siccome non ce n'è comincia a discutere.

-io li ho visti i bidoni da 10 litri di acqua non gasata...
-ma qui li ha visti?
-no qui no, ma sono sicuro che ce li hanno
-ma se le dicono che non ce l'hanno, sa vero che qui non si può bere quella del rubinetto?
-lo so, lo so, ma questi ce l'hanno e non me la vogliono dare.. io li conosco questa gente qui...

Le bambine non ne possono più, si offrono di andargliela a comprare, l'acqua non gasata: nella piazza c'è un negozio che dieci minuti fa era ancora aperto. Emanuele è tutto contento, ma per poco, perché quando dà un'occhiata al menù si accorge che non ci sono né bistecche, né pollo "al naturale", senza intingoli. Con l'aiuto di Michal riesce ad ordinare il pollo così come lo vuole lui e le patatine che accompagnano il tutto sono di suo gradimento. Meno male..

Alla fine Alice vuole di nuovo ballare, ma Debora no, stavolta si vergogna.
Allora si siedono sulle pietre nella nicchia di fronte ai musicisti e ascoltano le canzoni dondolando la testa. Alice e Debora nella nicchia del ristorante di Nizhin

Finalmente andiamo a dormire, domani sveglia alle 7.

Mando un messaggio a Luca-il-toscano, che mi risponde che è arrivato a Sumy e che l'albergo è molto bello..
Meno male..

Nizhin, giovedì 8 agosto 2002

Il bagno delle donne è schifoso e puzzolente, uso quello degli uomini. Ci svegliamo tutti presto, abbiamo ancora 350 kilometri per Sumy.

Vado in macchina nel parcheggio a farmi il caffè, poi scendono le bambine, dopo un secondo arriva urlando la tipa del piano, ce l'ha con loro perché di notte hanno unito i letti della camera e la mattina non li hanno rimessi a posto, inoltre la tipa dice che hanno portato via un asciugamano. Tornano su tutte e tre (Alice urla anche lei.. ) e trovano l'asciugamano sotto un letto.. (i letti li hanno uniti perché volevano usare le loro lenzuola e ci siamo portati solo lenzuola matrimoniali).

Arriviamo a Sumy alle 12, andiamo all'hotel "Chimyk", per prendere le stanze che avevamo prenotato, però i tipi ci dicono che c'è una tassa del 50% per la prenotazione. Allora noi ci rifiutiamo di andare (ne parliamo anche col direttore, ma non ne vuole sapere.. strana gente.. siamo tutti stupitissimi): più ci penso, più non ci credo, o paghiamo il 50% in più oppure ce ne andiamo e quindi loro perdono sia la maggiorazione che il costo della stanza, ma sono folli! Non ho mai sentito una cosa del genere.. E' così strano che ci viene ripetutamente il dubbio di non aver capito? Ce lo facciamo ripetere ancora una volta

noi, siccome voi avete prenotato le stanze, non abbiamo potuto darle ad altri e quindi il 50% in più è per ripagarci di servizio

La signorina lentamente ci ripete la stessa cosa, scandendo le parole, con la voce che riserva ai deficienti
Io invece quasi urlo

ma se noi non veniamo nell'albergo voi perdete sia la maggiorazione che il prezzo della camera....!!!

Mi fissa con sguardo vacuo

Nel frattempo il segretario del direttore ci "consiglia" di andare in un altro albergo (ma sono proprio pazzi) e ci porta a vedere il salone (il cui prezzo non è maggiorato) che è in una palazzina lì a fianco. Una meraviglia: si tratta di una villetta che un tempo era di una nobildonna, tutta ristrutturata, con l'aria condizionata, i bagni bellissimi, arredata con gusto. Abbiamo a disposizione 2 saloni con tavoli e sedie e due salette con poltrone.

Intanto lì di fronte gruppi di ragazzini giocano a pietrate sotto gli occhi stupefatti di Debora e Alice .

Partiamo e incrociamo Silvio e gli altri, (finalmente!! meno male) gli diciamo di fare inversione e di seguirci, ci dirigiamo in centro e ci fermiamo davanti all'hotel Sumy. Michal ed io scendiamo ed andiamo a vedere, ci sembra veramente troppo brutto e usciamo di nuovo, andiamo a vedere quello consigliato dal segretario.. Nel piazzale troviamo i clienti che quasi si picchiano, stanno tutti urlando, arrabbiati per il giorno precedente, Armando accusa Enea di non averli aspettati, Enea urla che lui non c'entra niente. Io cerco di calmarli, mi spiegano che non hanno ricevuto nessun messaggio, che non sapevano nulla di dove eravamo andati, che Silvio era stato male tanto che volevano portarlo all'ospedale.
Gli animi si calmano un po', andiamo, l'albergo consigliato dal segretario risulta pieno, allora continuiamo a cercare, ma alla fine torniamo all'alberso Sumy, che in effetti è il più schifoso della città. Nella hall volano ancora frasi forti, cerco di placare gli animi nuovamente, prendo da parte Enea che decide con Emanuele di tornare all'albergo costoso. Tutti gli altri rimangono lì.

(scrive Alice )

L'hotel è piuttosto centrale ma è mostruoso.
Mami e Michal sono al settimo piano, io e Debora al dodicesimo.
Ci sono due ascensori, uno che va solo ai piani dispari, uno che va solo ai piani pari, per ridurre il consumo dei cavi, o per un motivo simile..(dice Michal)
Nei muri ci sono moltitudini di crepe, il pavimento è di cemento ricoperto da linoleum-finto-parquet, ci sono sui muri dei pannelli di legno che aprendosi lasciano scoperte le tubature e macerie intorno
i bagni sono pressoché impraticabili per quanto disgustano, tutti marroni, come l'acqua che scende dal rubinetto. Orridume. bagno_hotel_sumy

Le poltrone sono sfondate, i letti sono mezzi rotti e scomodi, l'unica poltrona che c'è risulta impraticabile perché ha una gamba rotta e le tende non sono che un nugolo di polvere. Non abbiamo neanche il coraggio di posare i vestiti al di fuori della valigia. L'unica cosa che sembra decente è il frigo, ma stona con il tutto e non abbiamo nulla da metterci, ci viene da piangere, per la disperazione..
Pranziamo velocissimamente da Mac Donald's, che quasi quasi comincia pure a nausearci.

meeting di Sumy

Il meeting inizia alle 15, ci sono molte persone, prepariamo tutto. Alice e Debora usano uno dei salottini per fare le foto. La stanza però non è molto grande, e hanno dei problemi con le luci che dovrebbero stare ad una distanza maggiore.

le prime due sale  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
il salottino dove Alice e Debora fanno le fotografie  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Michal fa il film con la videocamera, tutto procede bene.
Alle 19 si conclude, ricarichiamo tutto.
Brave-heart, che in mattinata era andato a fare un giro nel quartiere della sua ex ragazza e si era un poco depresso, sembra essersi ripreso ed e è tutto pimpante.. chissà perché..
Andiamo in albergo, ci prepariamo un poco e poi usciamo per andare a cena e girare un poco per la città.
Siamo a piedi, imbocchiamo la via principale, il centro è bellissimo e suggestivo. Cerchiamo un ristorante, ma più che altro un cambio, che non troviamo.

Ma nel frattempo scopriamo che il bancomat si può utilizzare nel caso ci fosse un'emergenza.
Alice è tutta tronfia, Michal diceva di no, ha ragione lei.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Mentre camminiamo per strada ci capita una brutta avventura: un tipo sembra malmenare la ragazza, le tira un calcio e la trascina, lei rimane col sedere in aria perché le vanno giù i pantaloni.
Siamo shoccati.
Ci fermiamo un secondo a guardare, vorrei intervenire
L'uomo, vedendoci fermi che li fissiamo, si mette a urlare

andate per la vostra strada!

al che Michal (l'unico che ha capito le sue parole) gli risponde urlando anche lui

"vai per la tua strada" dillo a tua madre, non a me!


Continuano così per un po' a ripetere ognuno la stessa frase urlando, ma d'un tratto la situazione sembra capovolgersi: non è più la tipa che sembra soffrire, anzi!
Il tipo la tiene ferma mentre lei si dimena tirando calci a Michal e cerca di scagliarglisi contro
Ad un certo punto lui si gira per andarsene e nello stesso momento la ragazza riesce a liberarsi e sta per colpirlo..
Alice allora si arrabbia e prima che la donna colpisca Michal le tira una sberla.
La ragazza si gira con gli occhi fumanti rabbia..

Deve essere ubriaca, cavolo, se questa è tanto arrabbiata colpisce senza pensare, quindi può darsi che le faccia male..

La ragazza fa per tirarle un pugno ma lei le afferra il polso al volo..
A quel punto interviene nuovamente l'uomo e la trascina via.

Anche Debora è arrabbiatissima..

Avrei voluto tirarle anche io un calcio.... ma avevo i sandali, mi sarebbe volata via la scarpa .

Ridiamo..

Ci allontaniamo...

Troviamo un ristorante carino, ordiniamo..
Mi faccio portare un po' di disinfettante, mentre Alice teneva ferma la mano alla tipa, questa l'ha graffiata.

(scrive Alice )

Dopo cena Michal e mami tornano in albergo a dormire, io e Deb andiamo invece in un internet cafè che avevamo visto vicino all'albergo (anche all'albergo ce n'era uno, ma non eravamo sicure fosse aperto).
Ci fermiamo lì un'oretta, io scrivo un paio di email, mentre Debora invia qualche messaggio. Nel frattempo un pò di giovanotti cominciano a parlare con Deb, che dà loro corda e non riesce più a scollarseli. Alla fine però non insistono e se ne vanno, avranno avuto sedici anni o poco più.

Si torna verso l'albergo..
La strada è tutta buia, senza lampioni, speriamo che sia quella giusta!
Oltretutto sembra che due dietro ci stiano seguendo, ma poi, per fortuna, risulta un falso allarme.
Arriviamo all'albergo e prima di andare in camera passiamo al settimo piano per salutare mami e prendere dell'acqua da bere.
Per andare al nostro piano poi dobbiamo prendere l'ascensore, scendere ad un piano dispari (tredicesimo o undicesimo) e farci un piano di scale
Io salgo sull'ascensore, ma Debora non fa a tempo. Così devo tornarla a prendere..
Per fortuna sono ridiscesa fermandomi all'undicesimo...
Infatti quando torno a prendere Debora (e siamo già impauritissime, l'albergo è molto tetro di per sé) pensiamo di scendere al tredicesimo piano e di farci un piano a piedi in discesa.

Quando le porte si aprono a quel piano, però, è tutto buio, non una luce.
Ci mettiamo ad urlare.
Debora si lancia al fondo dell'ascensore, solo io penso a schiacciare di nuovo il bottone dell'ascensore per andarcene, scendendo di nuovo al settimo.
Facciamo un piano a piedi (anche le scale son tremende, ad ogni gradino tutto traballa e scricchiola) e prendiamo l'ascensore per i piani pari.

E arriviamo al dodicesimo piano... finalmente!

Debora se lo fa guardando tutto dritto davanti a sé, e fa bene!
Ci sono alcune porte mezze aperte, rumori sinistri e sembra non ci sia nessuno, che terrore!
Ci si barrica in camera, si uniscono i letti (insieme si ha meno paura!) e dopo una semi doccia gelida (oltretutto figuriamoci se c'è acqua calda..) fatta non nel vano doccia ma direttamente sul pavimento del bagno (tanto c'è lo scarico per terra..) si va a nanna.. Speriamo di essere veramente sole, su sto piano..........

(Abbiamo persino appeso un asciugamano alla maniglia interna della porta per evitare che qualcuno potesse sbirciare da lì.. la fantasia che viaggia!)

Le bambine vanno all'internet cafe, noi torniamo in albergo, incontriamo Marco-il-romano che sta rientrando anche lui, ha la stanza nello stesso nostro piano, l'ambiente sarebbe perfetto per un film di Dario Argento


continua continua

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pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico.

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