seconda puntata

dove si parla del viaggio in Polonia, della tappa a Varsavia, della frontiera bielorussia e dell'arrivo a Grodno

secondo e terzo giorno di viaggio

Mikulov, giovedì 1 agosto 2002

Alle 6 e mezzo ricevo un essemmesse da Brave-heart che avrebbe dovuto arrivare a Mikulov ieri sera. Invece è ancora a Udine, non ha dormito nemmeno un'ora e quindi ci metterà più tempo, mi conferma che arriverà a Varsavia.
Ormai sono sveglia, fuori c'è il sole, mando anche sms a Silvio e ad Alberto che dovrebbero essere partiti all'alba per raggiungerci a Varsavia, ma nessuno dei due mi risponde
Alle 8 e mezzo scendo e saluto Edoardo e Andrea che hanno deciso di andare a Varsavia per conto loro, non hanno voglia di stare in coda e andranno certamente più velocemente. Noi partiamo dall'albergo Eliska alle 8.40, non abbiamo la colazione compresa e quindi andiamo in un autogrill a far un po' di spese

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita


Passiamo da Brno, Olomouc, Ostrava e arriviamo alla frontiera polacca a mezzogiorno e mezzo, fa caldo, c'è il sole e una coda lunghissima

Giuseppe si ripara dal sole confezionandosi un cappello con un fazzoletto frontiera_polacca frontiera_polacca

Entriamo in Polonia alle 14, andiamo a cambiare appena passata la frontiera, io bisticcio con due ragazzi che vogliono lavare le macchine.
Abbiamo tutti fame e ci fermiamo nel primo posto che troviamo. Il ristorante è carinissimo, i piatti sembrano tanti mazzi di fiori ornati e colorati, Giuseppe vorrebbe prendere mezzo litro di vino, ma non lo lasciamo, chi deve guidare non può bere neppure un bicchiere, in Polonia, come in tutto l'Est, la tolleranza alcolica è zero!  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita ristorante  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Dopo pranzo ripartiamo per Varsavia, ma dopo 20 kilometri mi accorgo di non aver preso la strada di Cestochova, ma quella per Krakovia... sono furibonda!!! Mi arrabbio con Michal che oggi non è mai attento e presente, ma dorme in continuazione

Andiamo molto lentamente perché la Micra nei pezzi in salita non ce la fa a tenere il passo, dico loro di starmi subito dietro, in modo che io li veda e quando rallentano lo possa fare anch'io, ma dopo qualche kilometro tutti li sorpassano.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Mi fermo ad un autogrill e dico ai due delle due macchine "alte" di stare dietro, niente da fare, mi dicono che non vogliono perdersi, che quello davanti non mette le frecce, che devo far star dietro qualcun'altro.

Ogni volta che ci fermiamo ad aspettare la micra tutti si lamentano, dico a Giuseppe e a Leopoldo di mandarmi un essemmesse se non mi vedono più, Giuseppe si rifiuta, dice che se lui guida non può scrivere sms, e che Leopoldo non è capace a mandarli.

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Intanto mando di nuovo sms a Silvio e ad Alberto, e di nuovo nessuno dei due risponde.

Nel frattempo Edoardo che ci ha preso gusto a stare davanti e a fare da "vedetta" ci dice che a Varsavia l'albergo non si chiama Belfer, ma Logos, e che non c'è nessuna prenotazione.

figuriamoci!

Cerchiamo di telefonare al Belfer/Logos , intanto c'è una tempesta di pioggia, non si riesce a telefonare da nessuna parte.. e non si riesce a capire quale sia il prefisso di Varsavia chiamando da qui!!

Finalmente troviamo un bel distributore con il telefono e ci fermiamo. Michal scendendo dalla macchina vede Giuseppe che beve vino a garganella (?) riusciamo a parlare con il Belfer/Logos e ci dicono che certamente la prenotazione c'è e che ci aspettano e che il nome dell'albergo è cambiato due mesi fa. Ora siamo più tranquilli, anche se sono molto stressata per tutti quelli che non so ancora dove siano.

per_varsavia

Siamo stanchi, Alice e Michal dormono, Debora fa la navigatrice, ad un certo punto Stefano-il bresciano mi telefona, abbiamo perso Giuseppe

Giuseppe quale? il meccanico o quello della micra? tutti e due!

Armando ci presta il cellulare perché il nostro non funziona, telefoniamo a Giuseppe che ci dice di essere in una rotonda e ci indica anche il nome scritto su un'indicazione che vede. Torniamo indietro, mentre viaggiamo suona il cellulare, Alice risponde pensando che sia Giuseppe e invece è una donna che chiede di Armando, Alice si imbarazza, Armando non c'è, la donna mette giù. Dopo due minuti ritelefona, risponde Debora e la donna nuovamente riattacca. Alla terza volta rispondo io, ci metto un po' a spiegarle come mai abbiamo noi il cellulare di Armando, lei è molto sospettosa.
Giriamo un'ora per cercare Giuseppe, in tutte le rotonde ci sono le stesse indicazioni, finalmento lo troviamo e con lui torniamo dove ci sono tutti gli altri che ci aspettano..., ma mancano ancora Giuseppe e Leopoldo!!

Mando un messaggio:

vi aspettiamo all'inizio di Varsavia, dove c'è l'Ikea.

Arriviamo alle 9 di sera a Varsavia, ci fermiamo ad aspettare Giuseppe e Leopoldo, ma dopo un quarto d'ora tutti sono nervosi e ne convengo che è assurdo continuare a stare lì varsavia
Ripartiamo e arriviamo alle 10 all'hotel Belfer/Logos

Chiediamo se sono arrivati Silvio e Alberto, ma non li hanno visti, scrivo di nuovo messaggi a Brave-heart che non ha più detto nulla e anche a Silvio e Alberto che non hanno mai risposto e infine di nuovo a Giuseppe e Leopoldo che sembrano volatilizzati nel nulla.
Sono preoccupata e stanca, scarichiamo un po', poi vado a mettere la macchina in garage. Le ragazze vanno a fare un giro a piedi per la città con Enea e Stefano-il-bresciano.. ritornano all'1.

(scrive Alice)

Debora lotta coi ragni e mi fa dormire soffocata dall'aria della stanza perché non vuole tenere la finestra della camera aperta (più tardi scopro, arrabbiandomi, che lei riesce invece a dormire tranquillamente perché rifocillata da uno spiffero d'aria vicino al suo letto).

Varsavia, venerdì 2 agosto 2002

Mi sveglio prestissimo, non ci sono messaggi, chiedo alla reception se i dispersi si sono fatti vivi, niente.
Andiamo a fare colazione, ci sono Andrea ed Edoardo, la cameriera è insofferente, la colazione è schifosa, Edoardo si arrabbia e se ne va dicendo

mangio meglio in camera mia

Io bevo il caffè e poi con Michal andiamo a cercare i fari gli stativi (che sono dei cavalletti altissimi sui quali inserire i fari per fare le foto) che a Torino non abbiamo trovato.

(scrive Alice)

Sveglia alle 6.30 e alle 8.30 per il caldo, alle 9.30 colazione, le cameriere son scortesi e antipatiche, indicano cosa possiamo ordinare e ci servono in malomodo
Alle 11 scendiamo, la mamma scarica e ricarica la macchina rendendola "magggiccamente" più carica di prima

Si parte solo alle 12 dopo una fermata collettiva dal benzinaio

Abbiamo 6 macchine dietro di noi e Debora ogni 5 minuti deve controllare che ci siano tutti

Troviamo gli stativi e i fari e torniamo in albergo, Michal sale a preparare ed io, malauguratamente, ho l'idea di "mettere meglio" i bagagli, tiro fuori tutte le valigie e le scatole e le casse dai bauli e poi non riesco a mettere in pratica le idee che ho. Quindi ritiro fuori tutto, ho un caldo infernale e sono sudata fradicia, intanto arrivano Silvio e Alberto freschi come due rose!

meno male, ero preoccupata, ma i miei messaggi?

Scopriamo che avevano altri numeri di cellulare.

Arriva Michal che, con l'aiuto di Alice, d'incanto rimette tutti i bagagli a posto. Possiamo partire. (di Giuseppe e di Leopoldo, come di Brave-heart nessuna notizia)

per_kuznica_bialistok

Appena usciti da Varsavia Edoardo e Andrea ci sorpassano e ci salutano, loro vanno avanti come al solito.
Dopo una cinquantina di kilometri finalmente ci arriva un messaggio di Brave-heart che ci dice di essere sulla nostra strada

..ma davanti o dietro?

Ci mettiamo mezz'ora e una mezza dozzina di messaggi per capire che lui è davanti a noi, quindi ora siamo molto più tranquilli.

Andando verso la frontiera bielorussa di Kusnica le due vedette lombarde (pseudo lombarde perché uno è di Pesaro, l'altro di Roma) che sono sempre davanti a noi ci avvisano che un tassista cui si sono rivolti per uscire dalla città li ha avvertiti che la frontiera di Kusnica è in ricostruzione. Ci fermiamo e chiediamo anche noi, ce lo confermano, quindi mando un messaggio a Brave-heart , Giuseppe e Leopoldo. Dobbiamo andare alla frontiera di Brobowniki, allungando quindi il viaggio di un centinaio di kilometri. Brave-heart (che ci precede ed è già arrivato a Kuznica) ci scrive:

se non è uno scherzo torno indietro

e finalmente ci scrive anche Giuseppe

lo sappiamo, siamo già a Grodno, ci siamo arrivati questa notte, perché a Varsavia abbiamo tirato dritto

Non riesco a spiegarmi il fatto che non ci abbiano avvertito prima.

Ci fermiamo a mangiare in un autogrill, le ragazze passeggiano lì intorno
sosta_lungo_strada_bielorussa

Arriviamo finalmente alla frontiera. C'è una coda lunga più di 2 km. Michal e Alice scendono e vanno a vedere, io e Debora ci facciamo il caffè

Dietro di me c'è Giuseppe. Mi chiede se ho una bottiglia d'acqua.

certo che ce l'ho, per sbaglio abbiamo comprato 24 bottiglie di acqua non gasata e a me piace solo quella gasata invece. Ma a che le serve? Ha problemi?

vedo infatti il cofano dell'Audi alzato.

Sì credo che ci sia da cambiare un pezzo, non va più in moto.., ma se lei mi traina fino al primo paese io lo faccio cambiare e sono a posto..

(Dio mio, e adesso?)

signor Giuseppe stiamo per entrare in Bielorussia, inoltre ci staremo solo tre giorni, credo che sarà impossibile farla riparare in tre giorni (di cui due sabato e domenica)., ma è proprio sicuro che sia un pezzo da cambiare? Io credo che a questo punto sia meglio lasciarla qui in Polonia..

La macchina non va più in moto e Giuseppe non ha nessuna intenzione di lasciarla in Polonia.

ma in Polonia in qualsiasi momento potrebbe poi andare a riprenderla, mentr'invece in Bielorussia non sarà così semplice, credo che ci sia un limite massimo di permanenza e poi è complicato e poi bisogna di nuovo farsi il visto per tornarci, mi dia retta..


Non sente ragioni, mi chiede se lo traino fino al di là della frontiera che lui trova il pezzo e la fa riparare. Gli dico che non ho mai trainato nessuno, ma che ci posso provare, lui attacca una fune alla mia macchina e alla sua.
Gli dico di andare con Michal (che sta tornando) fino al distributore lì avanti 100 metri che magari il pezzo ce l'hanno addirittura loro, intanto siamo qui che aspettiamo. Vanno.
Intanto la fila va avanti, chiedo a Enea di mettersi al posto di guida che io procedo 50 metri, sembra semplice. Giuseppe e Michal ritornano, non hanno nessun pezzo.

Dopo un po' arrivano Andrea ed Edoardo che sono andati avanti a piedi alla frontiera e hanno incontrato un tipo che in cambio di 100 euro ci farebbe passare tutti e subito.. Siamo molto titubanti, altre volte abbiamo pagato alla frontiera per passare avanti e spesso si è rivelato una fregatura. Tutti però sono d'accordo anche perché 100 euro diviso per 7 macchine non fa tanto.., ma Brave-heart? Gli mando subito un messaggio, lui è dietro di una trentina di macchine.
Il tipo (un ragazzone alto e grosso con la maglia rossa) va in macchina con Edoardo che ci precede tutti. A passo d'uomo sorpassiamo i due kilometri di coda e arrivati alla frontiera ci accostiamo tutti a sinistra, dobbiamo aspettare che il tipo-con-la-maglia-rossa vada al gabbiotto del poliziotto col quale è d'accordo e ci facciano passare. Io mi sento un verme.
Proprio quando ci danno l'ok arriva Brave-heart! finalmente! Riesce anche lui a passare con noi la barriera.

Effettivamente ha funzionato, ora nella coda abbiamo davanti soltanto una decina di macchine, però appena vedono che siamo italiani i doganieri ci fanno passare in una terza fila e ci dicono di aspettare.
Comincia la folle trafila, bisogna compilare i moduli, consegnarli, poi andare a fare la coda nel gabbiotto poi farsi timbrare i fogli, poi portare i passaporti a timbrare, poi portare i fogli timbrati in un altro gabbiotto e poi aspettare il doganiere che controlli la macchina.
Ora noi abbiamo finito, siamo in una coda avanti con Brave-heart, Armando e Silvio con Alberto. Invece le macchinone sono ferme: i doganieri hanno detto che devono aspettare ulteriori controlli! Alle nostre domande rispondono che non sanno quando, non sanno chi li farà, bisogna aspettare, quanto? non si sa, magari tre ore, magari di più! Siamo sconcertati.

Le ragazze stanno chiaccherando con Brave-heart e ridono come delle matte. Brave-heart ha un nuovo giocattolo (come ogni anno!).. il localizzatore satellitare!!

Ora ci dicono che non possiamo stare qui, dobbiamo andare avanti. Diciamo ai tre che li aspettiamo all'altra frontiera.
Nella frontiera bielorussa si materializzano tutti gli incubi che mi accompagnavano quando mi prendeva la depressione: ore e ore di attesa, Michal che a un certo punto comincia ad urlare con la tipa del gabbiotto, e poi via via con i doganieri che arrivano.. Vuol farci pagare 20 dollari a testa per il transito!

il nostro non è un visto di transito!!
sì, ma avete scritto: luogo di provenienza Polonia e luogo di arrivo Ukraina, quindi questo è un transito
..ma siamo in macchina.. e se io decido di tornare in Polonia?
allora non è un transito

Continuano a discutere e i toni si fanno sempre più altri, io ogni tanto, per calmare gli animi, mi affaccio alla finestrella e dico alla doganiera, col tono più pacato che ho, di non arrabbiarsi, che se noi abbiamo già pagato il visto a Roma non è giusto che ora ci facciano pagare di nuovo

Ora arriva la capa-doganiera.. confabula un po' con l'altra e poi dice a Michal che si può arrivare ad un accordo: le diamo 30 dollari e passiamo tutte e 4 le macchine! Ma .. e i macchinoni che sono indietro? Siamo 7 macchine, non 5, allora 50 dollari e passate tutte e 7!
Bell'affare. Ne parlo con gli altri e decidiamo che è meglio pagare, ma bisogna compilare di nuovo i moduli!
Ci mettiamo tutti a scrivere, io ne scrivo uno in più da lasciare come modello a quelli delle macchinone se dovessero tardare troppo, vado continuamente avanti e indietro per aiutare tutti a compilare e in questo andirivieni tra le macchine non mi accorgo del cavo col quale trainavo Giuseppe e mi inciampo e vado lunga distesa per terra! Ho tutte le caviglie escoriate dalla fune e ho preso una botta tremenda, le mie bambine sentono invece un gran botto ma non scendono dalla macchina.. quando poi si accorgono che il botto ero io contro la macchina un po' si preoccupano e un po' ridono.

Non è finita. Al gabbiotto dei passaporti ne capita un'altra. Il passaporto di Michal ha un "problema". Che problema?

Lo vede qui? Il visto non ha il timbro che invece voi tutti avete!
E beh? Il visto l'ha fatto la vostra ambasciata a Roma, l'abbiamo anche pagato 50 dollari, che ne so io se l'impiegata non mette il timbro?
Problema, problema, ora telefoniamo a Minsk che telefonino a Roma e che controllino
ma sono le 8 di sera, e se non c'è nessuno in ambasciata?

Siamo spaventatissimi, stiamo fermi altre due ore ad aspettare poi finalmente da Minsk telefonano e dicono che a Roma hanno detto che il visto è regolare e che è stata una dimenticanza dell'impiegata!
questi sono i due visti rilasciati dall'ambasciata Bielorussa di Roma, si vede benissimo che sono stati fatti e compilati dall'Ambasciata, l'unica differenza è il timbro blu che si sono dimenticati di mettere a quello di Michal visto di Michal visto di Elisabetta

Intanto sono arrivati quelli delle macchinone.. raccontano che non è cambiato nulla, nessuno è andato a controllarli e dopo due ore di attesa ad un certo punto è arrivato uno e ha detto "andate". Pazzesco.

Pensiamo già di poter partire quando arriva un altro doganiere che ci dice che chi ha più di tremila dollari o l'equivalente in contanti deve passare dal gabbiotto, quello laggiù, a compilare un modulo di dichiarazione. Siamo in tre ad avere tanti contanti, se ne va un'altra ora.

Sono le 11 quando finalmente lemmi, lemmi partiamo. Dico lemmi, lemmi perché io sto trainando Giuseppe e non è mica facile: ogni partenza uno strattone e ogni frenata un batticuore. Facciamo una decina di kilometri, tutti in coda ai 20 all'ora e poi finalmente vediamo le insegne di un meccanico. Le luci sono accese, ma dentro non c'è nessuno. Lì accanto però c'è un grosso piazzale e decidiamo di lasciare lì la macchina di Giuseppe, domani vedremo cosa fare.

Giuseppe scarica le valigie e chiede un passaggio a Enea. Ora corriamo, in una strada che più buia non si può e che si snoda in una campagna assolutamente deserta, né paesi, né macchine. Sono stanchissima e dobbiamo parlare perché se no mi addormento, chissà gli altri!

Arriviamo all'hotel Turist a mezzanotte e mezza, ora locale

C'è la discoteca, il bar, il ristorante, purtroppo però il parcheggio è lontanissimo dall'entrata e anche la strada non è più vicina, quindi per scaricare la macchina (Michal vuole assolutamente avere tutto in camera, deve ancora sistemare i computer, i cavi, le macchine fotografiche e la videocamera) ci mettiamo un'ora. Le ragazze sono arrabbiatissime e stanchissime. Finito di scaricare le accompagno alla discoteca per vedere se si può mangiare qualcosa, (il ristorante e il bar sono chiusi) nulla, si può solo bere.

(scrive Alice)

Le camere lasciano un po' a desiderare, ma per lo meno non ci sono né ragni né scarafaggi e Debora è tranquilla

si va a letto senza cena (sembra una punizione?!?) ci si accontenta di una scatoletta di insalatissima riomare all'aglio e peperoncino (w l'alito!!)


continua continua....

torna all'indice indice


pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico

Home page