prima puntata

dove si parla dell'inizio un po' burrascoso del viaggio che si conclude con la prima tappa a Mikulov, in repubblica Ceka

primo giorno del viaggio

Torino, mercoledì 31 luglio 2002

Oggi partiamo.. sembra incredibile che siamo arrivati al giorno della partenza con tutto pronto. (dovrei fare gli scongiuri?) Per circa tre mesi abbiamo organizzato questo viaggio, abbiamo messo d'accordo i partecipanti, ci siamo occupati dei visti (loro e nostri), abbiamo prenotato i saloni dove si svolgeranno i meeting e gli alberghi per chi ci segue, abbiamo stampato e spedito gli inviti alle donne, abbiamo stampato le caratteristiche degli uomini nei cataloghi e nelle picchole schede, abbiamo stampato i questionari per le donne nuove e i moduli per fare le proposte di incontro, ed ora?

Quando apro gli occhi fuori è ancora buio, ma, guardo l'orologio, farà luce presto, sono le 5 e mezzo. Chiamo al cellulare le ragazze per essere sicura che non rimangano addormentate, tutti e due i telefoni sono staccati. Vabbe'. Mi preparo un bricco di caffè e vado a vedere Michal che ha gli occhi rossi, non ha ancora dormito, ma il sorriso sulle labbra: ha passato la notte in bianco a copiare i dati e le foto sui portatili e a caricare la macchina.

Debora arriva puntuale alle 6 e mezzo, alle 7 meno un quarto Giuseppe è già sotto che ci aspetta, con la sua Audi sfavillante, Alice arriva alle sette, trafelata.

kia

Carichiamo il bagaglio di Debora e le ultime cose, chiudiamo casa e ufficio e partiamo, tutti sovraeccitati. Sono le 7.45, leggo a quanto siamo sul contakilometri: 65989, i parziali serviranno per le varie tappe. Per i primi 50 kilometri guido un po' impacciata, non sono più abituata ad avere la macchina così pesante, l'Audi di Giuseppe ci segue a debita distanza, senza mai allontanarsi troppo. Tutto liscio, dobbiamo fermarci a Novara a ritirare la videocamera digitale (devo chiamare 10 minuti prima di arrivare per darci l'appuntamento al casello). A Cigliano dico alle bimbe di prendere il foglietto nella mia borsa con il numero di telefono

non c'è
figuriamoci!
non c'è ti dico....

mi fermo, anch'io incredula non lo trovo

eppure era nella borsa, ti ricordi Debora ieri ...

Il foglietto non c'è più e questo vuol dire perdere l'appuntamento con quel signore gentilissimo che ci sarebbe venuto incontro al casello per non farci perdere tempo prezioso. Comincio a pensare alle possibili alternative, non ce n'è

Siamo abbastanza depressi, Michal poi è anche stanchissimo, ogni tanto arriva un messaggio dai clienti che non vengono con noi e che ci salutano e ci augurano buon viaggio

A Brescia aspettiamo Stefano-il-bresciano all'autogrill, intanto Giuseppe aggiunge olio alla macchina. Se ne è portato un bidone da 10 litri! Gli imprestiamo l'imbuto..

E' vecchia e mangia olio..

dice, sorridendo.
Andiamo bene!

Giuseppe è simpatico, parla poco ma ha molto senso dell'umorismo ed ha anche molta auto-ironia. Io ho detto a tutti che quest'anno avremmo avuto un meccanico nel gruppo e che mi sembrava molto tranquillizzante, però lui dice che il suo lavoro è quello di aggiustare i camion, non le macchine. Speriamo di non averne bisogno, per ora l'unico che sembra aver bisogno di un meccanico è lui!

Arriva Stefano con la sua bellissima macchina. Lo conosco da parecchio tempo, era stato nostro cliente 5 o 6 anni fa, aveva trovato una ragazza bellissima, ora però non sono più insieme e lui vuole vedere di riprovarci.
Stefano è un bel tipo, elegante e un po' riservato, a prima vista sembra scontroso, le ragazze lo chiamano il fighetto

(scrive Alice)

Io e Debora continuiamo ad assestarci, la macchina è piena delle cianfrusaglie più disparate e noi vogliamo mettere tutto in modo che le cose utili siano a portata di mano. Siamo già stressate e oppresse e ci sembra quasi di partire per un viaggio nello spazio. Uno dei nostri grandi problemi è "La rete".. ovvero: prenderanno o meno i nostri cellulari nelle amene lande russe???

All'Autogrill di Brescia est noi scendiamo, la mamma arriva e da lontano, oltre gli espositori, ci chiede ad alta voce "non fate pipì?". Un tizio che si trova nella traiettoria la guarda e le fa: "dice a me?", mentre noi invece facciamo finta di nulla ridendo.

A Verona incontriamo Armando, che battezziamo "vamp", (misto tra una vamp e un vampiro) per la carnagione chiara, gli occhi azzurri penetranti e lunghe ciglia nere.
A Stratta abbiamo appuntamento con Enea, che cominciamo subito a chiamare "il sosia di D", per la sua incredibile somiglianza con un vecchio cliente, D., ormai sposato ma che prima di trovare la donna giusta è venuto a diversi meeting con noi.
Nel frattempo comincia a diluviare.

Ci arriva un bellissimo essemmesse di auguri da Enrico, cliente siciliano. Poi ci telefona Lo Svizzero, pronto per la partenza (ci conferma che arriverà in aereo a Kiev) e contento (e grato con me) di essersi potuto iscrivere. In effetti per lui abbiamo rivoluzionato tutto l'ufficio, si è iscritto quando noi avevamo già stampato i cataloghi e quindi le ragazze li hanno dovuti riaprire e ri-impaginare. Dovrebbe essere grato più a loro che a me.

Noi dobbiamo ancora andare a comprare la videocamera ad Udine perciò ci diamo appuntamento all'autogrill di uscita di Udine, così che chi non l'ha ancora fatto possa andare a mangiare..


Dietro di noi c'è Enea che ha il satellitare e vorrebbe trovare lui la strada giusta, ma noi non sappiamo il nome della via a memoria, ci ricordiamo solo le indicazioni avute al telefono per raggiungerla. A un certo punto ci perdiamo cercando la stazione (il negozio è lì vicino) e allora Michal accende il portatile, ma questo richiede la tastiera esterna. Giriamo in tondo mezz'ora.

Compriamo la videocamera e anche il bilanciere.. è fighissima e carissima! Siamo venuti fino qui a prenderla perché Michal, dopo mesi, ha proprio trovato quello che cercava. Esce da lì che sembra robocop per quanto è imbardato..

kia

Sbagliamo strada ancora una volta.

Io sono oppressa dal satellitare di Enea

Poi arriviamo all'autogrill, mancano ancora Giuseppe e Leopoldo, ci mandano un essemmesse.. ci aspettavano a Udine sud, noi siamo ad Udine est, ci raggiungono

Finalmente compattati partiamo alla volta dell'Austria

Edoardo ed Andrea, che sono partiti la mattina da Udine, ci mandano un essemmesse, sono già arrivati a Mikulov, ci chiedono il nome dell'albergo: Eliska
Edoardo è un piacioso romano, brillante, simpatico e sicuro di sé. Ha fatto subito amicizia con il compagno di viaggio Andrea, anche se molto più giovane di lui. Andrea infatti è anche lui simpaticissimo, lo conosco da parecchio tempo perché si era già presentato ai meeting dell'anno passato, ma senza parteciparvi. Ha una quasi-fidanzata a Kiev che però quando lui (abbastanza candidamente) le ha detto che andava di nuovo da lei a Kiev durante i nostri meeting (e soprattutto che passava dalla Bielorussia) gli ha detto di non farsi più vedere! Lui è fiducioso che poi faranno pace, io gli avevo consigliato di saltarli, i meeting precedenti, è assolutamente normale che una ragazza non voglia che il suo ragazzo partecipi ai nostri meeting senza di lei...

Alla frontiera austriaca Michal dorme, io confondo Tarvisio con la frontiera del Brennero e non mi fermo a comprare le vignette per l'autostrada

c'è il gabbiotto subito passata la frontiera.... non c'è? come mai, ma cos'è cambiato?

mi viene il panico, siamo in autostrada austriaca senza le vignette!! Se ci ferma la polizia ce ne facciamo una zuppa! Ma dopo 10 km senza danni c'è un autogrill e la compriamo tutti

Sulla strada Michal continua a dormire, le bimbe anche, io controllo dietro di me la fila delle macchine e ad un tratto mi accorgo che ci siamo persi tre macchine: Giuseppe, Stefano-il-bresciano ed Enea
La colpa è mia che ho preso una direzione sbagliata, rientriamo e li ritroviamo fermi che stanno concertando cosa fare

(scrive Alice )

Mi sveglio che la mamma è arrabbiatissima, ha sbagliato strada, ha perso tre macchine ed è agitatissima
Ce l'ha con Michal che dorme e che non le fa, come sempre fa, da navigatore. Michal si sveglia e sembra che arrivi dall'altro mondo.

"che figura di m.. !!"!

Prima massima di mamma: "meno male che non sono amici così non possono comunicare", e poi spiega: il capogruppo deve mantenere nell'animo dei seguaci una grande fiducia perché se non si fidano... è finita!!!
Io e Debora pensiamo allora ad una scusa per non far vedere che abbiamo perso la strada. Ne troviamo una o due, ma poi appena vediamo i clienti la mamma (che prima diceva: non diteglielo che ho sbagliato, mi raccomando!) la prima cosa che fa è dire: ho sbagliato strada!!....
Come l'anno scorso, quando Michal è stato rapinato: per due ore ha continuato a dirmi: "mi raccomando Alice, non dire niente ai clienti, se no si spaventano, si impressionano, mi raccomando, attenta a non fartelo scappare" poi come è entrata nel salone dove c'erano i clienti che mangiavano ha detto: ..."ma lo sapete cosa c'è successo? ci hanno rapinato!"

A Vienna finisce l'autostrada e proseguiamo sotto una pioggerellina fastidiosissima fino in repubblica Ceca. Passiamo la frontiera ceca tranquillamente e andiamo tutti a cambiare soldi nel gabbiotto. E' già buio e siamo stanchi morti, Mikulov è a 500 metri, raggiungiamo l'albergo Eliska.
C'è un posteggio non custodito, ma con le telecamere e quindi siamo abbastanza tranquilli e non scarichiamo tutta la macchina. Da una delle finestre si affaccia Andrea

alla buon'ora, siete arrivati..

Stiamo mezz'ora a decidere le camere, chi la vuole singola, chi gli sta bene la doppia. Michal ha un sussulto:

ma cosa c'è? ho una bestia nella camicia!!

E scuotendo la manica cade per terra una bestia che io definirei piccolo scaraffone marrone
La signora della reception sorride (ha un bel sangue freddo) e dice che di questa stagione quegli insettini cadono dagli alberi...

Giuseppe si fa riempire un thermos da due litri di the.
L'aria è fresca, sul davanzale della finestra ci sono un sacco di petunie profumate e di tanti colori, ha appena smesso di piovere, io mi addormento come un sasso, Michal che si è riposato per buona parte del viaggio, legge le istruzioni della videocamera

(scrive Alice )

L'albergo è carino, noi però abbiamo fame... Andiamo all'Irish Pub sotto l'albergo per cenare, ma la cucina chiude alle dieci, perciò ceniamo con l'insalatissima riomare al salmone, senza posate, usando due grissini per mangiare
Che tristezza...
a letto senza cena  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Ci accorgiamo anche che i prezzi che l'Omnitel ci aveva fornito sono sballati.
Per concludere la serata sto un quarto d'ora ad accarezzare il micio dell'albergo che facendo le fusa mi sbavucchia tutto il piede.


continua continua...

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pagina scritta e curata da Michal Maruska, Elisabetta de Carli Maruskova & Alice de Carli Enrico .

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