martedì 14 agosto


[nota di Michal: la frontiera è situata su una collina sopra un villaggio che si chiama Reni. ]
Alla frontiera ukraino-moldava non c'è nessuno. Aspettiamo pochi minuti, poi ci dicono di andare nel gabbiotto a pagare la tassa dell'ecologia. Cosa facciamo? Bisticciamo o ce la ridiamo? Oggi siamo di buon umore e decidiamo di prenderla sul ridere. Quindi col mio più bel sorriso gli chiedo lo sconto...
Skidki? pazhausta? (sconto? per favore?)
Prima mi guarda burbero negando risoluto, poi gli ripeto la domanda e si mette a ridere
ok, 5 grivni, ma senza ricevuta..
Passiamo il controllo della macchina senza troppe formalità, poi quando arriviamo al controllo passaporti il soldato ci spiega (lo sapevamo già) che per noi, per entrare in Moldavia, ci vuole il visto. Ci dice che il nostro visto ukrajno ha solo un'"entrata" e che se poi, una volta usciti, i moldavi non ci lasciano entrare in Moldavia, loro purtroppo non ci lasceranno più rientrare in Ukraina! Bel dilemma! Che facciamo? Ci vedo già, bivaccare nei 500 metri di zona franca per 2 anni chiusi dentro tra due frontiere... fa quasi ridere
Anzi fa così ridere che decidiamo di andare ... ci facciamo timbrare i passaporti (io ho anche tentato tra l'altro di proporre al frontaliere di lasciarci andare a "vedere" senza timbrarci l'uscita, ma l'ho buttata lì ben conscia dell'assurdità della richiesta) e....
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita ...andiamo dritti verso l'ignoto!
Arriviamo alla frontiera Moldava che c'è una bella coda. Sono le tre del pomeriggio, fa caldo, c'è un po' di vento e sonnecchiamo aspettando il nostro turno. Le foglie degli alberi muovendosi nel vento fanno un fresco rumore che ci divertiamo ad ascoltare..
Michal guarda la cartina.. Fra un kilometro c'è la Romania. Non posso crederci. Tutto 'sto casino per fare un kilometro?
Siamo abbastanza tranquilli, quando tocca a noi attraversiamo il passaggio a livello e accostiamo vicino al gabbiotto. Non c'è nessuno. Poi vediamo, nel prato più in basso, sotto un albero, una decina di poliziotti. Due di loro si alzano, poi uno a uno si avvicinano tutti. Sorridenti, simpatici, allegri. Non credono ai loro occhi...
mai visti italiani passare di qua
Possiamo entrare, ma non possiamo andare in Romania alla frontiera un kilometro avanti perché per uscire abbiamo bisogno del visto e il visto lo fanno soltanto a Cahul, 50 kilometri all'interno.
Discutiamo mezz'ora, poi, stremati, desistiamo. Compiliamo, anzi compila per noi, gentilissimo il poliziotto, un modulo dettagliatissimo, paghiamo un dollaro per l'ecologia, due dollari per non so che cosa e partiamo.
Questo è il primo posto al mondo in cui ti fanno entrare senza visto, ma non ti fanno uscire se poi il visto non ce l'hai...

Siamo comunque contenti, cosa saranno mai 50 kilometri e 50 per tornare. Sono le 5 del pomeriggio, stasera ceniamo in Romania.
Dopo cinquanta metri ci fermiamo perché c'è un incrocio dove non c'è scritto nulla, a destra una mulattiera e a sinistra una strada che sembra il greto di un fiume in secca. Torniamo alla frontiera e chiediamo dov'è la strada per Cahul.
[nota di Michal: io ho fatto un pensierino sull'andare a sinistra, e tentare di passare la frontiera rumena subito, ma siamo sotto i loro occhi, e sembra che sul visto non si tratti. ]

Lì avanti a destra...
La mulattiera.

Non ci demoralizziamo, basta andare piano. Poi lo spettacolo è così bello. Quì è completamente diverso. Sembra che la frontiera politica coincida perfettamente anche con una frontiera fisica. Siamo entrati in un altro mondo.
[nota di Michal: il terreno è pieno di rocce di sabbia. ]

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita vigneti, boschi, fiumi, colline
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poi improvvisamente a sinistra vediamo un fiume grandissimo. sarà il Danubio? No, Michal controlla, il Danubio è in Romania, questo grande, stranissimo e placido fiume si chiama Prut.
[nota di Michal: Facciamo foto solo dalla macchina, vogliamo fare i 50km a nord e subito tornare a sud. ]
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita dobbiamo andare veramente pianino, per la strada buchi enormi, sassi, ghiaia
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Ai 30 all'ora arriviamo ad una curva dove ci ferma la polizia. Sono bellissimi, col cappello da cowboy, il distintivo a stella e una 124 sfavillante, il viso simpatico, tutti contenti e nemmeno li sfiora l'idea di fare la multa. Ci fermano soltanto
per vedere questa macchina strana.. e dove andate di bello?
Sono così simpatici che li voglio fotografare
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita la strada peggiora sempre di più
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita e il paesaggio è sempre più singolare
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[nota di Michal: Qui è diverso, intere famiglie sui carretti. Vanno a trovare i nonni? i piccoli bambini che gioiscono a farci vedere che sono sul carretto... ]
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[nota di Michal: Le case sono tutte di legno a parte il municipio, qualche negozio, la chiesa. Accanto alla strada hanno i pozzi (coperti) con l'acqua (non riesco a fotografarli ...) ]
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita non c'è nemmeno più l'asfalto, solo ghiaia
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita le 2 ragazze ci salutano
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita finalmente vediamo là in fondo la città, ci abbiamo messo quasi due ore ad arrivare
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita e non so più dove andare, solo buchi e buchi che ci costringono a procedere a passo d'uomo

[nota di Michal: Bettina è sempre convinta, che il console sia nel centro. Facciamo fatica a farci portare per i 2 km verso ovest (ed il fiume). ]
Così sono le 8 di sera quando arriviamo alla frontiera e il "console" è già andato a casa. Non si passa. Dobbiamo tornare domani mattina alle 8, ora il visto non si può fare. Discutiamo con un incrollabile ragazzone circondati da nugoli di zanzare, ma dopo la trentesima puntura e la decima sberla risaliamo in macchina e facciamo dietrofront.

Ritorniamo in città (la chiamerei piuttosto un grosso paesone) e cerchiamo l'albergo. Scende solo Michal che esce dopo due minuti seguito da una bionda di duecento kili che arriva tutta sorridente e ci spinge dentro chiaccherando in continuazione. Entriamo nell'appartamento de luxe, che è tutto un programma. Ne racconto domani mattina. Ora la tipa mi tira per farmi vedere dove mettere la macchina e mi porta (non di peso, ma quasi) a 100 metri da lì dove c'è un cortile pieno di cespugli e cani. Un vecchio sdentato in canottiera e ciabatte mi chiede un dollaro per tenere la macchina tutta la notte, mentre parla prende a calci i cani che mi ringhiano minacciosi. Intanto la tipa gli urla

bel socio che è lei... io è già il secondo cliente che le porto e lei stamattina quei due che sono venuti non me li ha mandati.. bel socio che è lei..
Michal è tutto contento, pure Alice che ha già deciso che il suo letto sarà quello sotto il soffitto "tipo baldacchino" e il muro di raso giallo. Ora andiamo a fare un giro.
Usciamo nel buio assoluto, è perfino difficile camminare, Alice inciampa, a tratti ci prende il timore, chi c'è lì dietro?
La tipa dell'albergo ci ha dato di resto dei soldi moldavi e consigliato un bar lì vicino (probabilmente un altro "socio"), ma noi proseguiamo e facciamo a piedi tutto il corso. Nella piazza c'è parecchia gente, musica, ma nessuna luce. In un bar compriamo da bere, poi chiediamo dove si può mangiare e ci indicano un ristorante che è insospettabilmente bello. Ordiniamo tutto quello che c'è sul menu.
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Alice si prova gli occhiali di Michal

Poi aspettiamo e nell'attesa Michal si incuriosisce vedendo lì fuori una che vende piccole "aragoste di fiume" rosse. Michal racconta che suo papà gli disse che una volta nei fiumi in Cecoslovacchia se ne trovavano tante, ora sono scomparse, con l'inquinamento..
Finalmente Michal si decide di comprarne

ma dove la mangiamo?
dove vuoi mangiarla? Qui..
E così va fuori e prima ne compra due, poi quattro, poi sei, in definitiva si mangiano al ristorante 12 aragoste per antipasto...
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Lì fuori la donna che vende le aragoste bollite davanti al ristorante
[nota di Michal: le porzioni sono piccole, lo dice già il nome: bistecca Moldavia. ]

Torniamo in albergo e dormiamo come dei sassi nella camera deluxe con tappeti e broccati dappertutto, nessuno ha osato dormire sul sofà polveroso dell'anticamera e quindi Michal ed io dormiamo nel letto singolo, bisticciando su chi deve stare dalla parte del muro.
[nota di Michal: Ho provato ad accendere la tv.. nulla. L'acqua va fino alle 24 (quella fredda, quella calda mai), poi dopo le 7. ]

continua.. in Romania

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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