mercoledì 15 agosto

 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita siamo in Bulgaria
Poche volte in vita mia ho "visto" un buio simile. Ce ne accorgiamo percheé dopo un paio di kilometri Alice riceve una telefonata molto privata e vuole scendere dalla macchina. Così ci fermiamo e mentre lei si allontana qualche metro noi ci guardiamo intorno. Un oscuro silenzio, rotto dal canto dei grilli (o cicale o cos'altro?) e un cielo stellato che mozza il respiro. Siamo davvero senza fiato. Tante volte d'estate, al mare o in campagna mi sono dilettata a guardare le stelle. Con Alice e un atlante sapevamo riconoscere Vega, Deneb e Altair, sapevamo anche qual'era Betelgeusi, soltanto a pronunciarne i nomi fa sognare... Una volta tornando dalla Spagna ci eravamo fermate in autostrada a guardare il cielo, ma un cielo come questo credo di non averlo visto mai. Michal mi parla di inquinamento luminoso e mi rendo conto solo ora che noi mai, in Italia riusciamo ad avere il buio totale, se non in spazi molto chiusi, tra le montagne. Qui siamo in pianura (e dev'essere ben estesa percheé le stelle si vedono anche bassissime) Dopo 10 minuti ritorna Alice, urlando che lei ... un cielo così non l'aveva visto mai!

Non vorremmo ripartire, se non fosse per un sottile timore che ci prende ascoltando il silenzio.. Con i brividi ..(ma l'aria è calda) ripartiamo..

Voglio dormire in un albergo, questa è stata un'altra giornata faticosa..

La strada è bella, ma non ci sono cartelli, proseguiamo abbastanza lentamente. Dopo un po' finisce la pianura e cominciamo a salire e ci sono un'infinità di curve, e poi si scende, e di nuovo curve, e mai segnalate. Vado piano, a un certo punto ci supera un "124" proprio mentre la strada piega a destra e 20 metri dopo di nuovo a sinistra. Il guidatore perde il controllo davanti a noi e zigzagando attraversa in pieno la curva e sparisce alla nostra vista. Ci fermiamo subito e facendo un po' di retromarcia illumino il punto dove la macchina è sparita. Nel frattempo nella corsia opposta sta arrivando un camion e allora Michal ed io lo fermiamo gridandogli di venire con noi a vedere..

c'è uno che è andato giù di lì....
Il camion si ferma e scendono due tipi grandi e grossi. Ci avviciniamo e vediamo là in fondo il tipo, nella macchina, che si muove. Apre la portiera e scende. Quelli del camion gli urlano se serve aiuto, (Chzete pomosch?) lui non li guarda nemmeno, risale in macchina, mette in moto e cerca di rientrare in strada a marcia indietro. Non ci riesce (ci saranno due metri di dislivello). Quelli del camion continuano ad urlargli se vuole che lo aiutino, lui scende di nuovo e va avanti nei cespugli a piedi, (si capisce che va a guardare se ci siano tronchi o pietre o qualche ostacolo) dopo un attimo ritorna, intanto noi non sappiamo cosa fare, risale in macchina e parte come un razzo dentro i cespugli, e riesce ad uscire dalla parte opposta oltre la curva. Sgommando e tirando il motore al massimo sparisce alla vista, sentiamo il rumore del motore ancora per un po'.
Siamo allibiti, quelli del camion ridono e ripartono.

Noi continuiamo la strada scioccati, commentando increduli quello che abbiamo visto.

Alle 11 passate arriviamo in citta: Varna.. E' singolare la prima città dopo la frontiera in Bulgaria si chiama Varna e la prima città dopo la frontiera estone si chiama Narva. Vabbè.. è solo un giochino. Cominciamo a girare la città bisticciando sulla maniera migliore di cercare l'albergo. Continuiamo a girare chiedendo ai passanti e ci mandano o al Grand hotel o nella stamberga più infima. Dopo un'ora buona infine imbocchiamo una grande strada sulla quale sono segnalati alberghi uno dopo l'altro... Michal e Alice scendono e il primo a cui chiedono li soddisfa in pieno.. c'è il posteggio custodito, è pulito, economico, a due passi dal mare, il cameriere "cambia" (non avevamo cambiato, alla frontiera non c'era la banca o non l'avevamo vista e poi in città non avevamo visto nessun cambio aperto) poi, Michal mi dice, è pieno di Cechi. Ci sono tutti i cartelli con le escursioni scritti in ceco, si vede che ci saranno dei tour operator che combinano i viaggi.

Dormiamo benissimo

giovedì 16 agosto

 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita questo è il nostro albergo
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giriamo un po' per la città, ma ci sembra di conoscerla benissimo, tanto l'abbiamo girata ieri sera e poi vogliamo fare il bagno, quindi usciamo per cercare un bel posto tranquillo..
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la strada è bella, costeggia il mare, il sole splendente, siamo allegri e proseguiamo.. Michal ci racconta di un posto dove sono stati i suoi in vacanza appena sposati.. Si chiama Nesebar.
potremmo fare il bagno lì così io faccio un po' di fotografie
Bisogna salire un po' e poi riscendere, in mezzo ai boschi, un posto molto caratteristico
sembra il Gargano..
Ridiamo divertiti anche percheé a più riprese, senza pensarci, a turno, (meno Michal) crediamo di vedere degli italiani...
guarda quello, è targato Bergamo, no, scema è la BG di Bulgaria..
Infatti le auto nuove hanno la targa europea con la striscetta azzurra a lato e dentro c'è un bel BG fuorviante
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Arriviamo a Nesebar..

Fatichiamo a cercare il parcheggio, poi iniziamo una bellissima passeggiata fra le bancarelle piene di giochi, ammenicoli, leccornie salate e dolci.. Mangiamo le specialità locali e ci avviciniamo al mare. Sulla spiaggia c'è un battello che parte per la città antica..Michal è deluso:

l'unica cosa da vedere qui sarebbe stata quella, la parte antica della penisola, e noi invece siamo in giro tra le bancarelle e sulla spiaggia
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Facciamo un bel bagno e poi riprendiamo la passeggiata.
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Alice ed io poi bisticciamo tantissimo percheé lei prende un panino e non me ne vuole dare neanche un morso e così quando prendo io il panino mio non gliene voglio dare a lei. Volano parole grosse e anche qualcos'altro, cioè lei mi dà un colpo alla mano col panino che casca per terra.. Io mi infurio e non le parlo più. Così senza più una parola e con il muso ce ne torniamo alla macchina.
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per fortuna noi abbiamo posteggiato bene, qui portano via le macchine...  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
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Michal fa un mucchio di fotografie, passiamo vicino all'aeroporto, poi a i lati della strada vediamo tanti laghi artificiali, dice che sono le saline..  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
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al distributore: la macchina dietro di me ha la targa del Kuwait!  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
Arriviamo a Burgas all'ora di pranzo. E' una città enorme, piena di traffico e di sensi unici. Vediamo i cartelli che indicano il solito Mec, ma non ci si riesce ad arrivare: c'è l'isola pedonale. Fa caldo, non possiamo lasciare la macchina carica e incustodita, quindi scende solo Michal e fa una corsa a comprare da mangiare e da bere. Alice ed io rimaniamo ad aspettare su una bellissima piazza colorata e piena di gente, in un triangolo d'ombra che si fa via, via più piccolo, tanto che dobbiamo accendere il motore per far andare l'aria condizionata.

Mentre aspetto guardo la cartina, Alice fantastica di posti sconosciuti sempre più a Est. L'idea di avere ancora tutti quei kilometri davanti mi mette subito in apprensione..
Mi piace guidare, ma se ci penso prima mi viene l'ansia. Quindi studio, in quei 5 minuti, tutto il percorso da fare, palmo a palmo. Quando Michal torna gli dico che ho deciso, dopo aver controllato la cartina, intrepida, di "tagliare" sulle montagne. Ho visto che si risparmiano una cinquantina di kilometri se si evita la superstrada che costeggia il mare.

Un po' come passare da Verezzi invece che dall'Aurelia per andare da Pietra a Finale.
Michal sbotta (ma è ben contento di fare strade alternative)
Basta fare questi paragoni idioti!
Il brutto è che prendiamo una strada sbagliata e andiamo avanti una ventina di kilometri senza riconoscere nulla sulla cartina.
dovremmo avere il mare a sinistra e invece è alle spalle, dovremmo attraversare un fiume e non l'abbiamo visto, ci dovrebbe essere la ferrovia lì a sinistra...
Chiediamo a tutti quelli che vediamo se avanti c'è il paese, quello in cima alla montagna e nessuno ne sa niente. Finalmente arriviamo in un paesone, nella piazza ci sono i pulman e una decina di autisti che chiaccherano e fumano. Scendiamo e facciamo vedere la cartina.
Noi dobbiamo andare lì, in Turchia..
Manco avessimo raccontato una barzelletta.. si mettono a ridere come dei matti e prendono anche Michal a manate sulle spalle. Poi si ricompongono un po' e ci fanno vedere additando sulla cartina, (ma un solo loro dito copre mezzo foglio e quindi è piuttosto scomodo capire con tutte quelle manone che indicano) che stiamo andando verso l'interno
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Dopo un'ora ritroviamo finalmente la strada...

Ora il paesaggio è completamente cambiato... La strada sale e l'aria diventa fresca. Attraversiamo calmi paesini di montagna, poche persone sonnolenti sedute al bar della piazza, ma si scuotono quando ci vedono passare

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finalmente capiamo di essere in un parco naturale...  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
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Ci fermiamo nel bar/emporio di uno di questi paesini e facciamo subito amicizia, tanto che vogliono farsi una foto con noi. Ci facciamo raccontare un po.. ma qui non parlano quasi per nulla il russo, il bulgaro ci somiglia poco e poi, a me, questi sembrano già turchi... e fumano anche come dei turchi!

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Faccio anche la foto al calendario con la loro squadra del cuore.. voglio vedere i nomi dei mesi scritti in bulgaro

in Bulgaria l'attuale primo ministro è l'ex re Simone terzo
Lo slogan è "onestà soprattutto"
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Riprendiamo la strada e continuiamo a "salire". Troviamo un ragazzone enorme che fa l'autostop e lo carichiamo: è un doganiere che sta andando alla frontiera.
Arriviamo alla frontiera Bulgaro-Turca alle 4 del pomeriggio. Le pratiche dalla parte bulgara si sbrigano in 10 minuti e invece in Turchia troviamo la coda e la solita (ma inaspettata.. non siamo in Europa?) gimkana:
In un enorme stanzone ci sono centinaia di persone in coda a diversi sportelli, un poliziotto gentile ci fa l'elenco dei passi da fare:

Siamo in Turchia!



continua in Turchia..

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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