Andrea

Date: Mon, 15 Oct 2001 19:13:13 +0200

Subject: diario di bordo, quarto episodio - le multe

Cosi' come avevo affrontato da solo il viaggio di andata (fino a Riga), sono tornato a casa in solitario.

Nel viaggio di andata avevo rimediato una sola multa, ad Olumouc (in Repubblica Ceca).
Mi ero fermato in citta' per mangiare qualcosa, per poi tornare sulla strada che porta ad Ostrava.
Ma dopo aver cenato, continuavo a girovagare per il centro, non riuscendo piu a trovare la strada.
Fino a che mi hanno fermato due vigili in una via a senso unico (che stavo percorrendo in senso opposto).
La multa e' stata di sole 100 corone (circa seimila lire), questo perche' avevo solo quelle 100 corone e i vigili, dopo aver iniziato a trscrivere i dati del passaporto e del libretto di circolazione, di fronte alla disponibilta' da parte mia a pagare la parte restante della multa in dollari, hanno deciso di non creare un caso diplomatico.
Il tutto nella difficolta' di capire il vigile che, sapendo che ero straniero, parlava tedesco (ma io parlo solo inglese!).

Il viaggio di ritorno parte dall'albergo in cui avevo alloggiato.
Una volta salito in macchina, vedevo la polizia appostata sul lato della strada che avrei dovuto percorrere.
Per questo, sapendo che avrebbero potuto fermarmi, controllavo due volte se tutto era a posto ( allacciavo la cintura, mettevo in ordine le cose sui sedili).
Ma la multa era in agguato: svoltando a sinistra, avevo attraversato la strada con la linea continua (era l'unica cosa che avrei dovuto controllare prima di partire!).... I due poliziotti mi chiedevano 20 grivni, dopo aver disegnato su un foglietto la dinamica dell'infrazione. Non volendo fare polemiche, pagavo la multa e chiedevo informazioni per arrivare sulla strada per Lvov.

Nel tratto Kiev - Lvov arrivavano altre due multe. Dopo aver attraversato un paese alla velocita' di cica 70 Km /h venivo infatti fermato dai poliziotti che mi facevano vedere il "radar" a forma di megafono che avrebbe misurato la velocita' di 90 Km/h e mi chiedevano 80 grivni. Io facevo finta di non capire; un poliziotto mi chiedeva, con qualche parola inglese, se avevo grivni. Andavo "a vedere" sulla macchina e tornavo con 40 grivni. Probabilmente se fossi tornato con 20 grivni mi avrebbero lasciato andare ugualmente (infatti quei soldi di sicuro non finiscono nelle casse dello Stato).

La terza multa in Ucraina mi veniva comminata da un poliziotto decisamente piu' "professionale" degli altri: dopo avermi fermato per aver sorpassato un camion in una discesa, prendeva i miei documenti, si andava a sedere su una panchina, prendeva un foglietto con qualche scritta stampata, scriveva in biro 34 grivni, io consegnavo 30 grivni, non 34, (anche qui avrei dovuto consegnare meno soldi), poi mi chiedeva un autografo vicino ad una delle sue scritte. Come se questa procedura fosse quella di una multa regolare!

La multa piu' pesante arrivava in Repubblica Ceca. Mi ero accodato ad una macchina italiana che a sua volta seguiva una olandese. Venivo fermato dopo aver attraversato un paese a 60 Km/h. Dalla macchina italiana usciva un bolognese, che pensava assieme alla moglie di pagare sottobanco un importo inferiore agli incorruttibili poliziotti cechi. Ci venivano richieste 2000 corone a testa (circa 120 mila lire). Questa volta, a differenza di quando mi ero trovato ad Olumouc nel viaggio di andata, era un orario in cui le banche erano aperte, per cui andavo a cambiare, anche per gli altri italiani, in un paese vicino.
Cambiavo solo 2000 corone, confidando in uno sconto. In effetti poi i bolognesi si erano accordati per 2000 corone per 2 macchine. I poliziotti ci facevano poi vedere su un compuer le foto scattate alle macchine con le relative velocita'.



pagine curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova
Home page