Andrea

Date: Sun, 30 Sep 2001 16:23:49 +0200

Subject: diario di bordo, terzo episodio - autostop

Nel tratto Kovel - Lvov le nostre macchine sono state fermate per un normale controllo dalla polizia (passaporti, libretti di corcolazione delle auto). Li' vicino era "appostato" un signore che aspettava che qualcuno gli desse un passaggio per Lvov

Era un signore alto, sui sessant'anni, dalle mani grosse e i capelli bianchi. Portava il vestito della festa e un berretto. Non avendo nessuno sulla mia auto l'ho fatto salire; d'altra parte mancavano circa 200 chilometri per arrivare a Lvov e se non avesse trovato un passaggio avrebbe impiegato molto tempo. Appena salito in macchina capito che non parlavo la sua lingua mi diceva sinteticamente: "Lvov, cataractes". Andava a Lvov per un problema alla vista.

Durante il viaggio mi commentava a gesti il paesaggio che si vedeva: vicino ad un laghetto mi faceva capire che era un lago in cui si poteva pescare, sorpassato un carretto che trasportava fieno, mi indicava i prati a lato della strada. Poi indicava il pacchetto di caramelle alla fragola che avevo vicino al volante; dopo averne mangiata una, me ne chiedeva un altra. Evidentemente gli erano piaciute. Arrivati a Lvov, mi ringraziava e scendeva in citta'.

Mi e' capitato di dare un passaggio, sempre a Lvov, ad altre persone, ma in altre circostanze. Ero andato in centro, di sera. Poi per tornare all'albergo, mi ero perso. Allora ho chiesto ad una fermata del bus ed e' salita una signora con un ragazzo che dovevano andare in quella direzione e che mi hanno indicato la strada per tornare all'hotel.


pagine curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova
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