Andrea

Date: Tue, 25 Sep 2001 22:16:32 +0200

Subject: diario di bordo, secondo episodio - l'ascensore

Ci trovavamo a Vilnius, nell'albergo che ci ha ospitati per due notti.

Dopo il primo giorno, in mattinata ci siamo ritrovati nella sala ristorante per fare colazione.
Chi arrivava dopo gli altri veniva avvertito su cosa portavano i camerieri dopo aver scelto tra i vari menu.

All'uscita della sala ristorante, nella hall dell'albergo, si discuteva di come evitare le multe per eccesso di velocita', di quanto erano belle le ragazze lituane, ecc. ecc. Finiti i discorsi a qualcuno e' venuta la bella idea di tornare nelle camere, al quarto piano.

Nell'ascensore, che si trova nella hall, entravano i primi due vacanzieri, poi un terzo, poi per non fare un torto ai due che erano rimasti fuori, ci si stringeva per far posto a tutti.

La sorpresa arrivava quando, chiusa la porta, ci accorgevamo che l'ascensore si era bloccato.

Non partiva.

E nemmeno si apriva.

Dopo aver provato a schiacciare tutti i tasti dell'ascensore, compreso quello dell'allarme, provavamo a fare un po di chiasso per attirare l'attenzione delle persone che vedevamo fuori ma non si erano accorte di cosa era successo.

Finalmente arrivava un uomo dell'albergo che diceva di aspettare "ten minuts".

Passati i dieci minuti eravamo ancora fermi.

"Se fossimo in Italia ci avrebbero gia tirati fuori" "Se fossimo in Italia sarebbero gia arrivati i giornalisti per intervistarci".

Passati altri dieci minuti ci accorgevamo che iniziava a mancare l'aria e per fortuna riuscivamo a mettere un grosso portachiave tra le due ante dell'ascensore, in modo che entrasse un po di aria.

Dopo altri dieci minuti smettevamo di parlare fra noi per consumare meno aria possibile.

L'uomo dell'albergo tornava nervoso a dirci "ten minuts", le uniche parole inglesi che masticava.

La situazione iniziava a diventare pesante: mancava davvero l'aria e faceva molto caldo.

Passati 45 minuti decidevamo di provare a forzare la porta con le forze che ci erano rimaste.

Era impossibile.

Poi, ad un certo punto si e' sentito un rumore: "Hai toccato qualche bottone?" "No, io non ho toccato niente" "Allora forse ci stanno riuscendo" E la porta si apriva, finalmente.

Fuori dall'ascensore volavano parole grosse all'uomo dei "ten minuts"(che erano diventati un ora), che ci faceva vedere che nella illeggibile targhetta era scritto in caratteri piccolssimi: 4 (persone) e 360 (Kg).

"Ma per forza devo sapere il lituano per prendere un ascensore?".

Adesso in quell'albergo hanno messo una grossa (prudente) scritta all'interno degli ascensori: 3 per 180 KG.

diario di bordo, terzo episodio: autostop


pagine curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova
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