giovedì 9 agosto

Avevamo appuntamento con Maurizio davanti all'hotel di ieri e infatti lo troviamo lì ad aspettarci. E' deluso della giornata, la ragazza con la quale aveva apputamento non si è vista, forse si sono capiti male... ha girato per Simferopol tutto il giorno:
mai vista una città più brutta
Prima di partire, eravamo anche stati d'accordo con Giuseppe che ci saremmo visti lì alle 7, aspettiamo un'ora buona e dopo un giro veloce da McDonald's usciamo definitivamente da Simferopol.

Viaggiamo col buio e non è uno scherzo guidare su di una strada con una sola corsia di marcia, piena di camion sbuffanti, ciclisti e pedoni che si materializzano come bersagli che bisogna evitare invece che prendere. Continuiamo quindi ai 50 all'ora fino a che non ci immettiamo nella Odessa/Rostov na Donu dove l'andatura può essere un po' più spedita. Tutto sommato però sono proprio fusa e quindi a Melitopol cerchiamo da dormire.

Il tipo dell'albergo che ci accompagna al posteggio ci racconta che da 6 mesi non c'è più illuminazione, di notte, nelle vie della città, l'amministrazione non se lo può permettere...

venerdì 10 agosto

Alice ed io facciamo colazione in albergo (credevo che fosse compresa nel prezzo e invece ce l'hanno fatta pagare a parte) bevendo un caffè (osceno) e succo di frutta e mangiando, non abbiamo capito bene il menu, tortellini alla panna (!) Arriviamo a Mariupol in mattinata, il viaggio durante il giorno è completamente diverso. Facciamo anche la spesa e un ricco pranzo a base di prosciutto affumicato.

 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita L'albergo di Mariupol è bello, moderno, in un giardino curato, sulla strada che costeggia il mare. Nel parcheggio c'è il furgone.. Stefano è arrivato! Non vediamo nessuno e decidiamo di andare a fare il bagno lì davanti. Lasciamo un bigliettone sul cruscotto della macchina sul quale scriviamo:
il meeting è spostato nella spiaggia qui davanti..
.. siamo scherzosi
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita La spiaggia è "attrezzata", Alice usa la cabina/spogliatoio..
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita il meeting a Mariupol non è molto movimentato, vengono una cinquantina di persone soltanto
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
Rivediamo finalmente Stefano che ci racconta la sua "avventura": confinato a Krivoj Rog, in balia di tutti i meccanici della città che se lo sballottavano l'un, l'altro.
Durante uno dei continui spostamenti da un meccanico all'altro, quei deficienti hanno dimenticato di chiudere il portellone e tutte le "provviste" di Maurizio e le "vostre" acque sono cadute... nel giro di 1 minuto i bambini lì intorno hanno fatto sparire tutto!
Il furgone in definitiva non si capisce cosa avesse: si metteva in moto e poi dopo un minuto si spegneva. Per rimetterlo in sesto i "meccanici" hanno via, via disattivato tutto: l'antifurto, la radio, le frecce, l'aria condizionata, i fari, alla fine mi hanno detto: tu vai, ma non spegnere il motore!
.. e io sono partito da Krivoj Rog con l'ansia soltanto di arrivare. Non sapevo nemmeno bene la strada da fare e quindi ho caricato un militare che andava anche lui nella stessa direzione. Siamo diventati amicissimi, mi ha raccontato tutta la sua vita, forse si è innamorato di me, perché non mi voleva più lasciar andare, ha voluto a tutti i costi portarmi a casa sua a farmi conoscere la sua famiglia. E io sono andato... in un quartiere terribile che al confronto la Falchera sembra Trafalgar Square, ho lasciato il FURGONE APERTO, PIENO DI BAGAGLI E COL MOTORE ACCESO nel cortile, avvolto da un nugolo di bambini e ragazzi che incuriositi toccavano tutto. Ha voluto farmi la fotografia con me che indossavo la sua maglia e mi presentava a tutti dicendo: "il mio amico italiano!" Mi sono poi finalmente sganciato, non vedevo l'ora di arrivare qui, che almeno se mi succede qualcosa siamo tutti insieme!
Il furgone non ha dato più problemi, se non si considera un problema viaggiare senza frecce, senza aria condizionata e .... con il riscaldamento a manetta! Quaranta gradi fuori e cinquanta dentro perché tra tutti quei "scollega e ricollega" il riscaldamento non si poteva più spegnere...

La sera stessa noi partiamo per Doneck. Non sono tanti kilometri e la strada, la conosciamo già, è bella
Arriviamo a Doneck verso le 10 di sera e abbiamo tempo di girarci due o tre alberghi prima di trovare quello che va bene.

sabato 11 agosto

Ci alziamo presto perché vogliamo vedere la sala prenotata. Due anni fa eravamo già stati a Doneck, ma la sala che avevamo affittato allora, quest'anno non c'è più, l'albergo è in ristrutturazione. Alice dorme ancora, noi decidiamo di andare di buon'ora a vedere come sarà l'accoglienza.
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Faccio una foto dalla finestra per documentare il posteggio: la sera prima abbiamo pagato un ragazzo che, davanti all'albergo, guarda le macchine e per tranquillizzarci ci diceva:
le altre le guardo, ma più o meno, queste qui sul marciapiede invece sono speciali, hanno la precedenza e le metto tutte in maniera che non si possano rubare..
infatti la nostra l'ha praticamente bloccata
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita in centro stanno aggiustando i marciapiedi: al lavoro soltanto donne!
Abbiamo fatto bene ad andare di mattina presto a vedere dove faremo il meeting: questa volta riceviamo proprio una mazzata: la custode della sala ci dice che la direttrice è stata lì fino alle sette del mattino (?!?!) ad aspettarci e ora è partita per il week-end, lei non ha le chiavi, non sa cosa dirci, dovevamo arrivare prima!!!
abbiamo prenotato dalle 15 alle 19, ora sono le 8 e mezzo del mattino e saremmo dovuti arrivare prima?

La situazione è folle e irrisolvibile. Michal, piuttosto depresso, mi propone di fare un giro lì intorno per vedere se troviamo qualche sala sostitutiva. Io penso che sia un'idea assurda. Sono furibonda. A 50 metri c'è un hotel bellissimo, ma, mi ricordo, avevamo anche telefonato lì quando facevamo le prenotazioni a giugno e ci avevano detto che non avevano nessuna sala conferenze. Ci andiamo lo stesso. C'è una hall molto grande, chiedo di vedere il direttore e quando arriva gli spieghiamo cosa ci è successo. Lui ci dice che in effetti loro non hanno una sala e quando ne hanno bisogno fanno uso appunto della sala che avevamo prenotato noi lì vicino. Ci dice anche che lì c'è una direttrice che passa una volta alla settimana, ma fa un altro lavoro e la sala non l'affittano quasi mai quindi lei non ci si dedica. Io intanto mi sono guardata intorno e ho visto che hanno un ristorante/bar piuttosto capiente. Gli faccio la proposta, alle tre la gente avrà ben finito di mangiare.. o no?
E' piuttosto titubante, ci chiede scusa un momento e va a confabulare con una ragazza che probabilmente è la direttrice del ristorante. Poi torna e ci dice che ci costerebbe piuttosto caro, ma quando ci dice il prezzo io devo fare attenzione a non far vedere il mio sollievo. Pensavo 3 volte tanto, invece era pefettamente in linea con gli affitti che avevamo pagato fino adesso.
Siamo talmente allegri che passando davanti alla custode della "sala" le facciamo le boccacce. Poi andiamo a prendere Alice che ci aspettava in albergo.

E' ancora presto e dobbiamo andare a cambiare e poi vogliamo cercare un'agenzia di viaggi, oppure un internet caffè, perché abbiamo deciso di rientrare in Italia passando da sud, Massimo ci ha detto di un bel traghetto da Odessa per Istanbul. Vogliamo farci dare gli orari. Facciamo in macchina la via principale e lungo la via ci sono i grossi cartelli con i cambi esposti: 435, 438.. 440! "Quello è il migliore." Ci fermiamo in una via laterale perché sul corso non si può posteggiare e Michal scende con 400 dollari..

Torna dopo pochi minuti..

mi hanno rapinato!
dai non scherzare
ma davvero mi hanno rapinato
e comincia a raccontare... sorridendo, così che non sembra vero quello che dice. Dovrei essere abituata, Michal quando è molto nervoso o agitato invece di fare la "faccia" corrispondente, nervosa o agitata... ride. Eppure tutte le volte il suo sorriso mi confonde e non capisco il suo vero stato d'animo.
Quando finalmente mi convinco che quello che dice è proprio vero, riesco anche a realizzare che lui vuole andare in polizia perché spera che i poliziotti vadano a prendere i ladri.
Sono molto scettica, ma ripassando davanti al "cambio" lui mi dice che la donna è ancora lì. Quindi andiamo in polizia e dopo mezz'ora di discussioni, vogliono mandarci in "centrale", dicono che lì è "in ristrutturazione", li convinciamo che noi vogliamo fare denuncia lì e subito. Così in un ufficio pieno di calcinacci e travi appoggiate un poliziotto grande e grosso ci fa sedere vicino ad una polverosa scrivania e comincia a scrivere a mano , "a stampatello" tutta la storia.
La storia è che sulla via principale c'era uno di quei grossi cartelli con scritto "obmen valjut/cambio". Io sono andato con 400 dollari e ho visto un palazzo tutto in ristrutturazione (qui è tutto in ristrutturazione..). Cercavo di capire dove fosse il cambio quando una donna, seduta dietro a un tavolino mi dice: "vuoi cambiare?" Io dico "sì dov'è il cambio?". Lei mi dice "quanto vuoi cambiare?" e io le faccio vedere i dollari. Lei mi dice "è qui il cambio e prende i dollari". Nello stesso tempo arrivano due omoni enormi con aria minacciosa che dicono "cosa fate lì?". La donna mette via i dollari e dice "stiamo parlando", l'omone più grosso butta un dollaro eper terra e mi dice "raccogli il dollaro" e nel mentre la donna scappa. Io alzo gli occhi e i due sono lì impalati che non mi lasciano passare e ne vedo altri due dietro a loro, tutti zitti... me ne sono andato
Dopo 10 minuti siamo ripassati lì davanti con mia moglie, in macchina, e la donna era di nuovo lì. Ora dovreste venire voi con me a prenderli..
Niente da fare: l'iter è che ora lui, dopo la firma di Michal e la certificazione che ha capito tutto e che quello che ha scritto è vero eccetera, eccetera, cose che comportano circa 2 ore e mezzo, deve inoltrare la denuncia, ricopiata a macchina, in "centrale" e poi il "capo" ci manderà a chiamare...
ma noi stasera ripartiamo!
lasciatemi il vostro telefono che vi telefoniamo
Siamo esausti e depressi, fra un'ora c'è il meeting, dobbiamo di nuovo andare a cambiare... Michal è in paranoia, scioccato. Non vuole più cambiare tanto-insieme, così andiamo a cambiare a spezzettoni in tutti i cambi che troviamo per la strada.

Andiamo a fare il meeting e chiaccherando e lavorando la depressione passa. A metà pomeriggio salutiamo i "4 dolcissimi mastini" che oggi ci lasciano: rientrano a Kijev dove renderanno la macchina, poi Fabrizio tornerà, ci ha detto, a Odessa, per fare un po' di vacanza, gli altri devono riprendere tutti il lavoro. Finito il meeting scherziamo con Brave-heart che è lì fuori che passeggia con la-fidanzata-del-luogo (dovrei chiamarlo capitano-Nemo, il "marinaio" per eccellenza) e con-la mamma-della-fidanzata-del-luogo, e poi "scappiamo" da Doneck! Qui non ci vogliamo più mettere piede!

Ci compriamo 12 ali di pollo, la coca e le patatine fritte e partiamo convinti di vedere questa infausta città per l'ultima volta! [Come ci sbagliavamo!]
Dopo circa 300 kilometri siamo piuttosto fusi. Cominciamo a cercare un albergo per dormire: fatti vari tentativi, finalmente ne troviamo uno meraviglioso a Slaviansk. Non abbiamo però il tempo di felicitarci della "fortuna-che-abbiamo" che ci accorgiamo che Alice ed io non abbiamo i passaporti.... Li abbiamo dimenticati all'albergo di Doneck!!
E adesso cosa facciamo? Con la signora della reception, che gentilissima ci registra lo stesso, cerchiamo di telefonare all'albergo dove abbiamo lasciato i passaporti e non ci riusciamo, prendiamo la linea invece con l'albergo dei meeting dove sappiamo che Massimo aveva preso la stanza: lasciamo quindi un messaggio a lui e andiamo a dormire sperando che qualcuno riesca a portarci i passaporti a Charkov..

L'albergo è meraviglioso, tutto ristrutturato, c'è pure la piscina, le finestre in legno massiccio hanno un unico difetto: si aprono soltanto di una fessura grossa come una mano. Quindi un caldo infernale. Per giunta Alice non ha voluto dormire sul divano ed è venuta nel lettone, così io ho dormito "in mezzo" con la giuntura dei letti nella schiena.

domenica 12 agosto

La mattina io sono tutta dolorante, sentiamo al telefono Maurizio che ci dice che i passaporti non glieli hanno dati: li possono consegnare solo ai legittimi proprietari! Dovremo tornare a Doneck! Poi ci dice che in quell'albergo, un'ora prima, lui ha dimenticato gli occhiali..
Magari, visto che voi ci dovremo tornare, vi fate ridare anche i miei occhiali?
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita la finestra della nostra camera è quella a destra, con l'unica fessura apribile
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita bella la piscina, ma ora noi abbiamo un sacco di pensieri: dobbiamo andare fino a Charkov e poi stasera ritornare a Doneck e siamo senza passaporti! Se ci fermano?


continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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