mercoledì 8 agosto

Non ci alziamo tanto presto, Simferopol non è distante, saranno 150 kilometri. Abbiamo tutto il tempo di andare a Evpatorija (ci siamo stati 4 anni fa con Alice e c'era piaciuta tanto) a fare il bagno: è una bella giornata e il sole è caldo.

Quando avevamo visto la cittadina 4 anni fa era una giornata di pioggia e vento, non c'era quasi nessuno per le strade e il mare sbatteva furioso contro il muretto che separa la passeggiata dagli scogli. Alice correva vicino per prendersi gli spruzzi delle onde ed io avevo paura che qualche onda più grossa la investisse. Poi aveva smesso di giocare perché d'improvviso eravamo stati sorpresi da una pioggia torrenziale che in un minuto ci aveva inzuppati tutti.
Oggi è tutto diverso, in riva al mare è pieno di gente e il mare è piatto. Facciamo tutti il bagno e poi belli freschi partiamo per Simferopol.

Anche se ci arriviamo con grande anticipo decidiamo lo stesso di chiedere alla reception di vedere la sala. Non sarà mai che ci dicano che non l'abbiamo prenotata!..
Sconsolati discutiamo mezz'ora con la ragazza della reception, quando poi arriva il direttore che anche lui cade dalle nuvole, Michal gli ripete per filo e per segno le quattro o cinque telefonate fatte a giugno:

Le ho chiesto se avevate una sala e Lei mi ha risposto di sì, mi ha detto quanto costava e che poi aspettava un nostro fax. Quando all'ennesimo tentativo Le ho ritelefonato per dirLe che il fax non funzionava mi ha risposto di mandarlo l'indomani che lo avrebbe fatto revisionare. L'indomani mi ha detto che purtroppo il fax era rotto e che si prendeva nota della prenotazione. Le abbiamo anche anticipato che ci sarebbero stati circa una decina di nostri clienti che avevano bisogno della camera e Lei ci aveva confermato che il posto ci sarebbe stato...
Ora si ricorda tutto, si profonde in scuse e si fa in quattro per farsi perdonare. Ci accompagna all'ottavo piano dove si fa aprire una sala da una sonnolente cameriera. La sala è adibita a lavanderia, infatti dalle pareti corrono fili stesi con lenzuola ed asciugamani appesi. Accatastati contro il muro ci sono delle file di sedie (quelle dei cinema tutte attaccate fra loro) e qualche tavolino.
Guardando la nostra faccia allibita si arrabbia con la cameriera, che intanto stava tirando giù le lenzuola, e le dà un sacco di ordini, la polvere, per terra, tutto a posto... Poi, rivolto a noi, ci rassicura: alle tre sarà tutto perfetto.
Andiamo a mangiare da McDonald's, ma siamo un po' preoccupati e alle due siamo di nuovo in albergo. Cominciamo a scaricare e a portare su la nostra attrezzatura. La cameriera, con altre due, è là che pulisce ancora e passa l'aspirapolvere e ci fa il muso. Le sedie-da-cinema stanno su per miracolo, ne sposto una fila e mi rimane il bracciolo in mano. Mi siedo al computer, dagli ascensori cominciano ad arrivare le ragazze. La sala si riempe. In cinque minuti si riempe anche la saletta dove arrivano gli ascensori. Michal fa le fotografie sul balcone, Alice non riesce a fare i video perché deve correre giù con i "nostri libri" a dire alle ragazze di non salire più, ma di aspettare nella hall, e se nel frattempo vogliono cominciare a guardare le schede...: la cameriera rancorosa infatti quando ha visto che c'erano troppe persone si è messa davanti agli ascensori e appena arrivavano li rimandava giù con malo modo. Tutto il pomeriggio la stessa cosa, Alice avrà fatto 20 giri in ascensore...

A un certo punto arriva Stefano, (quel ragazzo di Genova che sarebbe dovuto venire con noi, ma che aveva preferito fermarsi a Kijev con Viktoria,la ragazza con la quale si era appena incontrato), con Viktoria! Lei è una bellissima ragazza iscritta da tanto tempo, l'abbiamo conosciuta nel meeting di Kijev del '95! Pur così carina non eravamo riusciti ancora a presentarle qualcuno che le interessasse... Finalmente ce l'abbiamo fatta. Sono davvero una bella coppia!

Maurizio chiacchera tutto il pomeriggio con una bellissima ragazza bruna e ci dice che l'indomani lui si fermerebbe a Simferopol per poterla rivedere. Stefano intanto ha telefonato che sta partendo da Krivoj-Rog (finalmente!) e che ci precede direttamente a Mariupol dove noi arriveremo venerdì.

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita l'ultima fotografia della giornata Michal la fa dal balcone: là in fondo c'è Cesare che sta andandosene con due.. (tre.. quattro?) ragazze

Al meeting partecipa anche Giuseppe, un cliente che è arrivato oggi direttamente da Napoli perché deve andare a Sevastopol per conoscere una ragazza che gli ha fatto un mese fa la proposta di incontro.

Quando finisce il meeting infatti partiamo con lui dietro di noi, per aiutarlo ad uscire dalla città nella giusta direzione (anche noi dobbiamo andare verso Sevastopol). Facciamo una tappa incredibile dal distributore: lui deve fare benzina, scende, noi lo aspettiamo, dopo un po lo sentiamo discutere, aspettiamo ancora poi dico a Michal di andare a vedere, Michal torna e mi dice

non capisco niente
non capisci cosa?
non capisco quello che dice..
e così, io traduco dal napoletano in italiano a Michal che traduce in russo e cerca di metterli d'accordo...
(vado a memoria perché ora che scrivo non mi ricordo più, se non qualche parola)
diccirillo, aggio messo 20 litri di gasolio, gli detti i soldi alla cassa, gl'adda abbastà, non mi dette il resto, nulla, nulla, chisto me vvuole ffregà, diccirillo, gli dissi di mettere di nuovo gasolio e ora vuole pagati 40 litri... nun cce li mise 40 litri, diccirillo.. qui tutti, tutti mi vvogliono ffaffesso. non mi dette il resto, guarda, guarda, faci'te comme vuli'te...
era quel "diccirillo" che confondeva il discorso
Il benzinaio era ammutolito, Giuseppe non stava zitto un secondo, finalmente, tra tutti, si capiscono, gli fanno altro gasolio e ripartiamo.
A un semaforo passo col giallo, lui anche, dietro, forse era già rosso e la polizia lo ferma. Noi ci fermiamo alla prima piazzuola, 100 metri dopo e torniamo di corsa (se fa la stessa scena che ha fatto dal benzinaio lo arrestano): lo troviamo che discute col poliziotto. Intervengo io e spiego al mio solito modo che lui seguiva noi, che non sapeva la strada, che ci scusino, ci scusino. per favore, non ci diano la multa.... Non mi tocca nemmeno insistere troppo, partono subito col "padarek italianez" (il solito "regalo italiano") e Giuseppe arriva, dopo aver rovistato nel baule, con un sacchetto di nailon e dice a Michal
traduci, questa è acqua, l'acqua Vera, la migliore che c'è, non è nemmeno gasata, un po' calda, ma basta metterla in frigo

Lo lasciamo sull'autostrada per Sevastopol, ci saluta facendosi il segno della croce, noi giriamo per andare a Bachtchisaraj, l'antichissima capitale della Crimea

Prima di arrivare nel paese (ci siamo già stati anche qui e sappiamo che la parte "nuova" è soltanto un paesino, non abbiamo mai visto però la zona archeologica) vediamo l'insegna "gotel" e non mi pare vero. Avevo molti dubbi di trovare lì da dormire. Ci fermiamo quindi subito e andiamo a vedere. Perfetto, la camera a tre letti c'è, la signora ci accompagna a vedere e, a spallate, apre la porta della camera che era incastrata:

la doccia è in fondo al corridoio, solo acqua fredda, intanto fa caldo. Qui fuori c'è il bar. Per il posteggio non c'è problema, vi accompagno io
Michal e Alice scaricano lo stretto necessario, la signora della reception che ci deve far vedere dov'è il posteggio, sale in macchina, e mentre aspettiamo Michal e Alice, mi racconta in russo una storia di turchi che hanno ammazzato qualcuno, fa il gesto di uno che taglia la gola, io non capisco nulla e sono piuttosto angosciata, poi partiamo e facciamo almeno un kilometro per il posteggio, un kilometro che poi dobbiamo farci al ritorno a piedi...
Sono stanchissima, Michal si fa raccontare di quello che c'è da vedere domani nella parte antica del paese, lei gli dice che una volta lì era tutto diverso:
venivano tanti turisti, io prendevo un bello stipendio, potevo comprarmi la televisione, l'estate andavo in vacanza, ora devo lavorare dodici ore al giorno non ho nemmeno un giorno libero, mai, e al mare che sono 30 kilometri, non ci posso andare, si è rotta la televisione..
prende 120 grivni al mese, 60 mila lire. La nostra camera costa 40 grivni.
Siamo un po' intristiti, forse è anche la stanchezza, non andiamo nemmeno a cena, Michal, tesoro, fa ancora una corsa in paese a prendere due coche e andiamo a dormire.

giovedì 9 agosto

Mi sveglio con lo stress del posteggio. Tutta quella strada, di giorno, è anche più lunga di quello che mi ricordo
Michal legge un cartello:
COMPRIAMO CAPELLI, 300 GRIVNI..
capelli umani? mi fa impressione, continuo a camminare col pensiero di ragazze con i capelli tagliati
Il posteggiatore più cani abbaianti è un classico. La nostra macchina è lì in un piazzale recintato dove ci sono soltanto vecchie carcasse di auto e di moto

Ci dirigiamo verso la parte antica del paese, Michal racconta tante cose, i romani, i turchi, non so cosa aspettarmi e quando arriviamo mi rendo conto che valeva veramente la pena di fare questo giro: il castello, la reggia sono davvero spettacolari. Passeggiamo nel cimitero tra le tombe dei re ottomani, siamo in un'altra dimensione

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Michal è entusiasta..
guarda i merletti coi quali è decorato il castello sono stati copiati dall'ombra del sole tra le foglie!
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Giriamo nel parco, Alice si fa fare le fotografie vestita da damigella
a questa immagine è collegata l'immagine
ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Ci dicono di andare a visitare anche il monastero, oramai sono nello spirito del turista e quindi d'accordo nel proseguire... non l'avessi mai fatto! Circa tre kilometri in salita sotto il sole cocente! Quando arriviamo in punta non sembra vero, case costruite nella roccia, il rumore del vento che soffia nella gola della montagna.

a questa immagine è collegata l'immagine
ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Ci sediamo esauste e guardiamo su. Non è finita, il monastero è più su, centinaia di scalini per entrare in un'enorme costruzione che non si capisce se è una grotta ridipinta oppure se hanno fatto apposta a bucare la montagna.
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine
ingrandita Alice è già in alto...
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Certo che come giorno di riposo l'abbiamo cominciato proprio bene.. Arrivati in fondo alla discesa ci fermiamo a guardare le bancarelle con i prodotti d'artigianato locale. Michal si ferma vicino ad un banchetto con delle grandi frittelle abbastanza bisunte e mi chiede se ne voglio provare. Sono piuttosto scettica, poi fa caldo, ma la ragazza del banchetto ce le sta già preparando come se fossero panini:.. buonissime. Le chiamano tcheburetcni, frittellone di cipolle.

Ripartiamo, Michal con la cartina in mano non promette niente di buono... come navigatore è terribile, riesce sempre a trovare la strada più corta, non fa nulla se sterrata, con una pendenza del 20 per 100..

Infatti ci siamo, una salita di 6 kilometri tutta in prima, davanti a noi un camion pieno di gente nel cassone, allegri e stupiti ci salutano, in un tornante supero e li inondo di una nuvola di polvere. Mi dispiace.

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Passato il colle, nella discesa, a sprazzi si vede la valle... sembra di essere nel secolo scorso
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata
l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine
ingrandita .. e troviamo un chiosco con la scritta "Tcheburetcni", quindi sono proprio la specialità del posto. Facciamo una scorpacciata

ma dove arriviamo con questa strada?
Non faccio a tempo a finire la frase e davanti a noi c'è uno dei più suggestivi spettacoli che io abbia mai visto.
ora scenderemo al mare e laggiù, a metà strada tra noi, in punta alla montagna e il mare, la basilica di Foros

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita noi eravamo lassù...
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alice è matta
a questa immagine è collegata
l'immagine ingrandita queste foto le ha scattate Michal, per farmi, poi, spaventare.. ma è spaventato anche lui

Eravamo davvero in alto, per arrivare al mare ci mettiamo quasi un'ora. Non sappiamo nemmeno se potremo fare il bagno perché non sappiamo come arrivarci, chiediamo indicazioni ad una coppia su di una scassatissima macchina che incrociamo in un tornante e ci dicono:

ancora avanti, 500 metri e arrivate nel posto più bello del mondo!

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Tanto ottimismo ci rincuora, ma finalmente arriviamo e il posto non è male, l'acqua limpida e fresca. Stiamo in acqua due ore
a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Ora stiamo benissimo e, rinfrescati e allegri riprendiamo la strada per Sebastopoli e poi Simferopol dove Maurizio ci aspetta

a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita



continua ....

torna all'indice indice


pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

Home page