martedì 7 agosto

Partiamo da Odessa verso le 10 e mezzo del mattino. C'è Maurizio con noi, Stefano ha telefonato da Krivoj Rog ieri sera dicendo che il furgone non parte. Lui non sa più cosa fare..
Noi ci crediamo poco, noi tutti. Sembra una bella scusa. Partiamo, diretti in Crimea con Maurizio che è simpaticissimo, ci racconta un sacco di cose interessanti e ci offre la crostata di mele del mulino bianco che a casa guardo con sufficienza e che ora mi sembra la torta più buona che io abbia mai mangiato. Vogliamo fare il bagno, bisogna fermarsi ora perché poi la strada non costeggia più per tantissimi kilometri, cerchiamo un posto un po' bello.

Davanti a noi un carro armato, ne approfittiamo, andando piano per cercare dove posteggiare, per fargli le fotografie.

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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Va troppo piano, dobbiamo superarlo
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Ci proviamo due o tre volte, ma la riva è melmosa, passa proprio la voglia. Sul bordo della strada vendono i pesci secchi
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita E questo qua? Ieri non c'era.. Ha capottato, ma come ha fatto?
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita di nuovo carri armati è un po' inquietante
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita e finiti i carri armati vediamo alla nostra destra una doppia rete di filo spinato
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita è un aeroporto militare e ci sono centinaia, centinaia di elicotteri
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Anche Maurizio è sceso a fare le fotografie, sia lui che Michal sono entrambi affascinati, io mi farei il caffè
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita ci mancava il monumento al missile!
Ora siamo a Nikolaev, il mare non c'è più, fa un caldo infernale. Ci telefona Stefano, siamo molto scettici, quasi seccati, va via la linea. Richiama, Maurizio me lo passa, sembra disperato
Non capisco cosa mi dicono, non so dire una parola di russo, all'albergo non capiscono niente, io per tutto il viaggio ho solo guidato, ho lasciato sempre a Maurizio l'incarico di chiedere informazioni, di fare benzina, di chiedere dove e di andare a cambiare i soldi. Ora sono in una situazione allucinante. Il furgone non parte, non si capisce perché, qui nessuno capisce niente, ho già cambiato 4 meccanici, non ho nemmeno tanti soldi contanti, non ho più dollari, solo lire e carta di credito e qui la carta di credito non la prende nessuno.... le lire figuriamoci.
(Ma, e se fosse vero?) Cerco di tranquillizzarlo, gli dico di prendere un tassì e di farsi portare nella banca centrale, li l le cambiano di sicuro. Gli dico anche che può chiamarci quando ha il meccanico di fronte a lui in modo da farlo m'parlare con Michal, mi faccio dire che pezzo si è rotto, ma non lo sa forse, nemmeno lui. Ci vuole un centro di assistenza mercedes.
Dove lo troviamo? Lui ha guardato sul libretto di garanzia e non c'è scritto nulla, ci fermiamo a un autogrill e vado da uno col mercedes a chiedergli dove c'è un concessionario. Mi dice a Odessa. Ripartiamo, siamo quasi a Cherson: invece di prendere la circonvallazione entriamo in citta e cerchiamo (nella periferia, dice Michal, due anni fa siamo andati con Francesco qui a far aggiustare la sua macchina) un meccanico che ci possa dire cosa fare. Andiamo in due o tre e sono tutti in ferie. Finalmente ne troviamo uno enorme, il tipo gentilissimo ci porta in un ufficio al primo piano e comincia a telefonare. Passiamo circa 20 minuti a telefonare dappertutto. Le informazioni conclusive sono che l'unico meccanico che può aggiustare il furgone sta a Dnepropetrovsk, circa duecento kilometri da Krivoj Rog. Oppure a Odessa che sono 300. Maurizio vorrebbe mandarglielo...
Ma, a parte che telefonando noi, quello non parte mica per Krivoj Rog. Bisogna che un meccanico di Krivoj Rog che lui conosce si metta d'accordo. Ma poi non possiamo mica decidere prima di dirlo a Stefano.. E bisogna ancora vedere se è tutto vero
Stefano chiama di nuovo
Non lasciatemi qui...

Ma Stefano, cosa posso fare? domani abbiamo il meeting a Simferopol, stiamo allontanandoci sempre di più, non posso tornare indietro, Dopo Simferopol andiamo ancora a est e poi saliamo. E poi cosa serve che noi veniamo lì? Se vuole un interprete le do il numero di telefono, a Krivoj Rog ne conosco, ma per il reso a Lei ci vuole un meccanico

Lo lasciamo molto demoralizzato che non ha deciso nulla. Intanto in fondo, in fondo ci crediamo sempre meno.

La strada è ancora lunga, fa un caldo spaventoso, chiedo a Michal di dirmi quanto manca al mare, ma che sia un mare decente, lui vorrebbe fermarsi dove c'è un canale. C'è gente che prende il sole, qualcuno fa i tuffi da un ponte, ma le rive sono scivolose, mi fa paura, Alice non insiste. Maurizio nemmeno. Proseguiamo.

Sono passate le tre quando arriviamo alla "frontiera" con la Crimea. Ferma davanti a noi c'è una moto! Sono Massimo e Cesare!
Passiamo e ci fermiamo 100 metri dopo: gli hanno fatto pagare la tassa di ingresso, sono rimasti senza benzina.. sono morti di caldo.
Non mi ricordavo del caldo, noi dobbiamo trovare il mare. Gli spieghiamo che non andiamo direttamente a Simferopol stasera. Ora andiamo a destra, al mare. Non abbiamo mai fatto questa strada. Domani mattina saremo a Simferopol.

Ci inoltriamo in Crimea. Kilometri e kilometri di terra, nessun albero, nessuna casa, niente. Ogni tanto un cartello che indica un centro abitato e non si vede anima viva, neanche un casolare, assolutamente nulla. Poi, in lontananza un gregge di mucche (forse i greggi sono solo di pecore?), mucche e cavalli con un uomo in mezzo che non so dove andrà a dormire. All'orizzonte (qui sembra un mare fatto con la terra) nulla. La strada corre sempre uguale verso il mare. Ci arriviamo alle 6 e mezzo. Michal mi dice che questa dove stiamo andando è una striscia di terra protesa nel mare. C'è un passaggio a livello. No, è un pedaggio. Vogliono 5 grivni per farci entrare. Ma è sera.. 4 grivni. Michal vorrebbe contrattare, gli piace. Basta, voglio andare al mare. E riparto ai 50 all'ora sullo sterrato con una nuvola di polvere dietro di me fin ché arriviamo alla spiaggia. Ci sono le tende, il mare da entrambe le parti. Che strano, a destra le onde, a sinista calmo come un lago. Scegliamo la destra.

Arrivati sulla riva i cambio idea. E' pieno di meduse morte sulla riva. Che paura. Poi non fa più il caldo di prima. Alice nuota un po'.

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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alice ha un coraggio da leone, le meduse sono enormi
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 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Avevamo lasciato le scarpe in macchina, "intanto camminavamo sulla battigia", poi però abbiamo attraversato e siamo tornati dall'altro lato dove per terra non c'era più la sabbia... un dolore! torniamo alla macchina guardando dove mettiamo i piedi
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita il sole è al tramonto..
Quando passiamo di nuovo davanti al pedaggio non c'è più nessuno.

Ora proseguiamo verso Evpatoria, siamo un po' all'interno, il mare non si vede più. E' quasi buio, ma le pochissime macchine che incrociamo non hanno i fari accesi, non capisco il motivo. La visibilità è poca, il paesaggio sembra lunare.
E' gia buio quando arriviamo in un grosso paese pieno di gente, Tchornimore (vuol dire mar Nero). E' un posto turistico, tutti quelli a cui chiediamo indicazioni ci dicono che loro sono lì in vacanza e non sanno niente. Sono stanca di guidare, decidiamo di dormire lì. Cerchiamo un albergo.
Incredibilmente ne troviamo uno che pare "uno dei nostri": quelle pensioni sulla riviera ligure con il giardinetto davanti e i dondoli. Speranzosi chiediamo se c'è posto, ma il posto non c'è. La signora della reception però è carina e simpatica e si mette a telefonare e poi ci dice di proseguire per un kilometro circa e vedremo sulla strada una "signora grassa" che ora va ad aspettarci per spiegarci dove andare!

Riprendiamo la macchina e nel buio più assoluto infatti dopo un po' la vediamo, è là che gesticola e ci dice di seguirla. Cammina davanti a noi in un sentiero sconnesso e pieno buche, ma soltanto 100 metri. Poi ci mostra le camere, in una casa appena costruita, tutto pulito, il parcheggio nel cortile. Perfetto, se non che le camere sono solo due, ma ad Alice non importa:

posso dormire anche in camera con Maurizio
Maurizio fa:
io sono un gentiluomo
io non ne avevo dubbi.

Pagamento anticipato, tre dollari a testa.
Torniamo in paese a cenare e anche lì le sorprese non finiscono, perché mangiamo benissimo in un ristorante pieno di gente, con l'orchestra e sotto un pergolato.

Tchornimore, bisogna segnarselo


continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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