lunedì 6 agosto

Ci svegliamo presto, ma partiamo con grande ritardo: prima Michal passa mezz'ora ad aggiustare uno dei fari che servono per fare i video, poi giriamo quasi tre quarti d'ora per raggiungere l'albergo: ogni volta che mi ritrovavo nella stessa piazza dalla quale ero partita dieci minuti prima mi veniva voglia di urlare.

Davanti all'albergo stanno tutti discutendo di come sistemare i 3 del furgone che devono venire a Odessa con noi, infatti Stefano è decisissimo a fermarsi lì per rivedere Viktorija la ragazza che ha conosciuto ieri e della quale (dice) si è innamorato: ci raggiungerà domani a Nikolaev.

Riusciamo a ricomporre gli equipaggi, con noi viaggerà Maurizio, Marco-il-genovese con Leopoldo sono andati in macchina con Marcello, Brave-heart e Cesare con Marco-il-romano preoccupatissimo però che il peso e le buche facciano toccare-sotto la macchina. Per me pure è piuttosto tragico con tre valige in più e un passeggero, anche se abbiamo trasportato sul furgone 3 cassette d'acqua e una borsa piena di libri, "sento" la "macchina che tocca per terra" e per i primi kilometri, fino a che non mi abituo, viaggio come sulle uova.

Va giusto bene perché la strada non è molto bella, fino a Nikolaev proseguiamo piuttosto lenti, mentr'invece gli ultimi 150 kilometri sulla strada parallela al mar Nero (che però non costeggia mai) corro anche ai 140.

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Odessa è una bellissima città, la planimetria è un po' come quella di Torino, con strade parallele, quindi più facili da ricordare e ritrovare. Il nostro albergo è uno dei più belli, antico, elegante, raffinato, a 100 metri dalla famosa scalinata Potjomki.
Davanti all'albergo ci aspettaMassimo, un amico di Stefano-di-genova che ha deciso di accodarsi al gruppo e di fare un'iscrizione estemporanea. Gli spiego che partecipare ai meeting senza essere presentato sui libri sarà molto penalizzante. Le ragazze non vengono ai meeting per fare incontri, vengono per cercare il fidanzato. Nei libri sono presentate tutte le caratteristiche degli uomini iscritti, quello che fanno, quello che dicono di sé e della loro futura moglie ideale. E naturale che le ragazze, prima ancora di guardarsi intorno, leggano le caratteristiche sui libri e siccome ce ne sono tante, le ragazze leggono soltanto quelle degli uomini che hanno detto di voler una ragazza che rientri nei parametri nei quali lei stessa rientra. Non gli importa, decidiamo di fare, a mano, una scheda di presentazione che io farò vedere di volta, in volta alle ragazze che vengono a consegnare.

La sua scheda viene bene, Massimo è un simpatico motociclista lombardo quarantenne, dice di essere un po' timido, probabilmente è vero, ma lo nasconde benissimo sotto un bel sorriso. Lega subito con tutti gli altri, tant'è che da Odessa in poi viaggerà con Cesare seduto sul sellino posteriore.

Nel salone del meeting (che più che un salone chiamerei un salottino stretto e bislungo) c'è l'aria condizionata che, come dice Marco-il-romano

è una gran bella invenzione
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E' la prima volta che facciamo un meeting a Odessa e possiamo quindi finalmente conoscere di persona un sacco di ragazze che erano iscritte da tempo.
Una di queste è Ekaterina che suona e insegna la chitarra classica e mi ha regalato l'anno scorso un CD (in commercio) in cui lei suona pezzi di Paganini, Bach e Beethoven..

C'è poi un gruppetto di ragazze che per venire al meeting da Nikolaev, distante circa 150 kilometri, hanno affittato tutte insieme un pulmino.. Sono dolci, simpaticissime, alcune di loro veramente belle. I clienti erano tutti stupiti della semplicità e del loro entusiasmo, purtroppo le fotografie che Michal ha fatto quando si sono messe tutte in gruppo e poi partivano festose e salutavano sono andate perse. Ci hanno raccontato che erano anche andate a un meeting di un altra agenzia americana (o tedesca?, non ricordo) e che non sapevano se venire o no al nostro perché a quell'altro meeting gli uomini erano maleducati e cercavano di mettere le mani addosso. Erano davvero contente invece del clima serio e simpatico del nostro meeting dove (e vorrei ben vedere!) gli uomini si comportavano tutti da persone per bene.

Mentre siamo lì fuori a salutare viene a chiamarmi il portiere dell'hotel perché mi vogliono al telefono: corro alla reception: è Salvatore, da Napoli, che mi dice che non riesce ad arrivare, come mi aveva detto, a Simferopol per partecipare agli ultimi meeting con noi... Sono proprio arrabbiata.

Non può venire perché l'agenzia alla quale si è rivolto per il visto gli ha detto che non riesce a procurarglielo prima di 15 giorni!!

.. ma Salvatore, Le avevo scritto nell'email che doveva spedire il passaporto all'agenzia visti di Roma. Eravamo assolutamente in tempo utile per averlo, mi dica perché è andato in un'altra agenzia?
Gli avevo ben specificato di rivolgersi alla nostra, che è a Roma proprio di fronte all'ambasciata Ukrajna. So bene che bisogna far molta attenzione a quali agenzie ci si rivolge, alcune sanno fare il loro lavoro altre invece "si perdono" o non hanno le capacità o la voglia e se non sono pratici di visti sono appunto capaci di metterci anche più di 15 giorni per un visto che in 6 giorni invece può essere pronto.

E così Salvatore non arriva. Mi dispiace proprio, avrei voluto conoscerlo. Salvatore rispecchia in tutto e per tutto il carattere che, mi sembra, contraddistingue i napoletani: è un ragazzo sensibilissimo, pieno di entusiasmo, di buoni sentimenti, onesto e leale.. "col cuore in mano", per dirla come dicono loro. Mi ha scritto e mi scrive infatti lettere bellissime, a volte commoventi.
Lo dico a Michal che se ne dispiace anche lui. Michal è sempre immerso nel suo lavoro, parla molto di rado con gli uomini al telefono e non legge mai le email che riceviamo, a meno che non siano proprio speciali e quelle di Salvatore gliele ho sempre fatte leggere perché sono davvero particolari.

La sera ci fermiamo a dormire a Odessa.. nell'albergo Centralnaja, dove si sono sistemati tutti, non c'è più posto, troviamo la camera nell'albergo vicino (si chiama Pasazh) che non ha il posteggio. C'è un tipo davanti al portone che ci dice che lui fa il guardiano e che, con modica spesa, ci guarda la macchina, posteggiata lì davanti, tutta la notte. Io non sono tanto tranquilla, Michal invece non si preoccupa.. lasciamo la macchina carica.
Odessa è magnifica. Nel centro un ristorante dopo l'altro, tantissima gente a passeggio e tanta confusione. Incontriamo i nostri uomini a gruppetti che, come nei film anni 50, sfoderano tutto il loro fascino latino.

Dopo un'ora di discussioni, (Michal voleva McDonald's, io la pizza, Alice gli schaslik) decidiamo infine per il peggiore ristorante che potevamo trovare. In più ci fregano perché paghiamo un'esagerazione: ci calcolano gli schaslik a peso invece che a numero e a me danno un'insalata a mollo in un olio annacquato. Incontriamo Leopoldo e Marco-il-genovese che invece sono entusiasti della mangiata appena fatta e ce la raccontano per filo e per segno.

martedì 7 agosto

Oggi è vacanza... mi piace un sacco fare i meeting, ma ogni tanto un po' di pausa non fa male. Michal si alza prestissimo e vuole fare un giro per Odessa. Io preferisco aspettare Alice (che dorme ancora) e poi so cosa vuol dire per Michal "fare un giro"... Lui uscirà dall'albergo e camminerà, camminerà a passo sostenuto, per vedere "tutto". Abbiamo viaggiato tanto insieme e mi ricordo di camminate estenuanti in cui io arrancavo dietro a lui, sbuffando e trovando tutti gli appigli pur di fermarci da qualche parte. Devo dire che con lui effettivamente ho finalmente visto tante città nelle quali magari ero già stata tante volte senza girarle mai. Ma questa mattina proprio non me la sento e poi .. che ci sarà mai a Odessa, a parte il corso di ieri sera, da vedere?

Rientra dopo due minuti, preoccupato e guardando dappertutto..

ci hanno rubato la macchina fotografica! In macchina non c'è, qui nemmeno. Torno giù a cercare meglio
Questo è un disastro! Ieri sera, mi ricordo, quando siamo andati a passeggio lasciando la macchina "in custodia" al tipo dell'albergo, mi ero dimenticata di chiudere il finestrino dall'altro lato. Ce ne eravamo poi accorti prima di andare a dormire, al rientro.
Lì per lì non avevamo guardato in macchina se mancava qualcosa.. e invece...

Ora sono completamente sveglia e decido di scendere anch'io a vedere.

e adesso come faremo a fare le foto alle ragazze? figuriamoci se qui troviamo una macchina digitale, e poi con tutta quella memoria...

La macchina fotografica invece c'era. Nel casino spaventoso della macchina non l'aveva trovata subito e la storia del finestrino della sera prima lo aveva fatto saltare a conclusioni affrettate... meno male

Adesso però sono sveglia e quindi scendo a fare due passi (ma proprio solo due) mentre Michal va invece a farsi il suo giro di "ispezione" con la macchina fotografica.....

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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita l'hotel Londonskaja dove abbiamo fatto il meeting
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita la scalinata Potjomki
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita il giro è finito, ora Michal è tornato all'albergo
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Aspettiamo Alice che scenda... e passano Brave-heart e Marcello
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita ora la macchina fotografica ce l'ho io perché ho voluto fare le foto a Massimo per presentarlo ai prossimi meeting (Massimo, di spalle, Maurizio e Michal)
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Massimo sta preparandosi per partire e Maurizio aspetta che gli apra la macchina per caricare le valige
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continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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