sabato 4 agosto

Ci svegliamo completamente divorate dalle zanzare. Michal no, chissà perché. Vado a prendere al parcheggio la macchina e la porto sotto l'albergo. Michal comincia a caricare mentre io finisco di attaccare nei libri le fotocopie-della-fototessera dell'ultimo-cliente-aggiunto. A Kijev tireremo fuori tutti i libri, (nei meeting precedenti ne bastavano un centinaio, ma a Kijev prevediamo una piccola folla di ragazze). Non abbiamo mai visto l'hotel Adria che abbiamo prenotato. L'abbiamo scelto all'ultimo momento al posto del salone di due anni fa che, a giugno, quando abbiamo telefonato ci aveva triplicato il costo dell'affitto.
Brave-heart tutto pimpante sta già partendo, con Marcello. Per non smentirsi sta andando a comprare l'ultimo "giochino" cui non può rinunciare: il binocolo notturno
Non può sottrarsi alle inevitabili battute che, a turno, tutti gli fanno:
.. per guardare le ragazze, nascosto nel buio..
di notte dal balcone vuoi guardare nell'appartamento dirimpetto?
Partiamo alle 9 e mezzo, il meeting a Kijev comincia alle 11. Non abbiamo molto tempo. Ci seguono soltanto Andrea e Marco-il-romano, il furgone è lì posteggiato, ma non vediamo nessuno

Per arrivare all'hotel, dall'altra parte del fiume, facciamo tutto il centro.

atraversiamo il ponte e dietro di noi la statua della Vittoria -- a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Davanti all'ingresso ci viene incontro Leopoldo, allegro e pimpante.
Leopoldo, come sono contenta.. ce l'ha fatta.. Come è arrivato?
Sono arrivato ieri sera in aereo da Vilnius. Con il treno non c'erano possibilità senza attraversare la Bielorussia.
Con lui c'è il prode Cesare, il medico astigiano che è un esperto di meeting e mi porta il pacco di "questionari" che Laura ha finito di stampare e gli ha consegnato prima di partire. E' un tipo molto sportivo, ora è anche abbronzatissimo e sembra più giovane.

Troviamo anche i "4 mastini", che meritano un paragrafo:
li hanno chiamati i "mastini" (dopo il meeting di Krivoj Rog), non so se "in chiaro" o alle spalle, gli altri componenti del gruppo itinerante.
Il soprannome lo devono ad un lieve, ma tenace e diffuso rancore provocato dal loro rapido adocchiamento, approccio con relativa monopolizzazione delle ragazze più belle:

svelto, svelto
(al solito ritardatario Maurizio)
che se arrivano prima i mastini ce le portano via tutte..
Si sono conosciuti per telefono, (li avevo messi io in contatto) perché tutti e quattro volevano arrivare a Kijev in aereo e poi dividere spese e guida affittando una macchina lì. E, devo dire che l'equipaggio era omogeneo e quasi subito molto compatto, tutti laureati, tutti sotto i quarant'anni:
Stefano-che-sa-il-russo, dolce e simpatico ingegnere emiliano, studia il russo da sei mesi, lo parla e lo scrive con grande proprietà, quindi enormemente facilitato nei contatti; Tony , fascinoso imprenditore poliglotta ha invece imparato (non scherzo) e scritto (nella settimana di viaggio) un manuale di lingua-russa-come-si-pronuncia per sopravvivenza e corteggiamento; Fabrizio, (che avevamo già visto a Riga) dirigente milanese assiduo frequentatore dell'Est Europa, conosce ormai il russo quel tanto che basta per fare conversazione, soltanto Stefano, avvocato è digiuno della lingua, ma l'ardore siciliano e l'incredibile e contagioso sorriso gli rendono lo stesso servizio di una bella frase in russo.

Ora hanno ancora un'aria molto innocua.

Noi siamo già nei pasticci perché alla reception la signorina sta dicendoci che non hanno nessuna prenotazione a nome nostro..

forse sarà l'albergo Turist che è al piano superiore

sono davvero fuori di me:
No, noi abbiamo la vostra conferma per un salone da 400 persone dalle 11 alle 20 di oggi, legga qua
lei legge, poi si mette a telefonare, fa parlare Michal al telefono con qualcuno che gli dice che purtroppo c'è stato un errore, si sono dimenticati della prenotazione e ora il salone è occupato da un ricevimento di nozze. Però loro possono chiedere al direttore dell'hotel lì vicino che anche ha una sala conferenze/ricevimento molto grande. Si chiama "Sala rossa". E' chiaro che non abbiamo nulla da dire, ma ci sembra che sia incredibile, sembra che i segretari/direttori di questi alberghi, in stati diversi, a centinaia di kilometri uno dall'altro, si siano messi d'accordo e che recitino tutti la stessa scena dello stesso copione.
Per fortuna la sala è grande e fresca, il costo dell'affitto non è nemmeno il doppio di quello che avevamo pattuito e la cameriera di sala arriva subito con una bella tazza di caffè per me.

Nel giro di un quarto d'ora la sala è piena, arrivano anche Roberto, Guido e un altro Roberto che sono a Kijev solo per il week-end, arrivati ieri in aereo per ripartire già domani. Roberto-primo è un pilota d'aereo torinese, Guido fa il dentista e viene dalla Val d'Ossola, Roberto-secondo, anche lui piemontese, è venuto a Kijev più che per partecipare al meeting per rivedere una ragazza che aveva conosciuto un mese fa.
Roberto-primo merita la palma d'oro della galanteria. Lo sento fare dei complimenti e dire delle cose squisite ad ogni ragazza che gli presento.

Non vedo ancora i quattro del furgone, c'è una ragazza che mi chiede di Marco-il-genovese, si sono scritti per due mesi e ora lei lo vuole incontrare: io la conosco già, era venuta anche al meeting di due anni fa, me la ricordo, è simpatica e molto carina, le dico di non muoversi che lui arriva subito. E infatti, dieci minuti dopo arriva, come una furia, imbestialito con me (con me???) che non li ho aspettati e sono quindi stata la causa del loro ritardo al meeting.
Sono senza parole

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nelle prime ore le ragazze sono occupate a leggere le schede degli uomini e a guardare le loro fotografie  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
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poi, poco a poco, si mettono in coda per portarmi le "proposte di incontro"  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
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la coda continua tutto il pomeriggio, ogni mezz'ora Michal viene al computer a "scaricare" le foto foto che fa  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
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la sala è davvero grandissima, ai tavoli ora ci sono anche gli uomini che chiaccherano con le ragazze che li hanno "scelti"  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Alice, in un angolo, continua a fare le interviste  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Alle 8 la sala è ancora piena, facciamo fatica a far uscire tutti e poi in un quarto d'ora ritiriamo e scarichiamo.

Aspetto Michal che fa "l'ultimo giro" e vedo un ragazzone alto e sorridente che si avvicina..

Elisabetta?
(e questo chi è?)
Sono Stefano.. di Genova!
Di colpo lo riconosco
ma come mai è arrivato così tardi? il meeting è appena finito
Mi spiega di essere arrivato a Lvov due giorni prima, ma non aveva portato il foglio con l'indirizzo dei meeting, quindi si era fatto il giro di 10 alberghi a Lvov senza trovarci. A Kijev aveva poi conosciuto Viktoria una ragazza con la quale corrisponde da un mesetto e aveva preferito stare con lei che venire lì. Anzi aggiunge che se Cesare (col quale si era messo d'accordo per proseguire il viaggio) riuscisse a trovare posto in auto con qualcun altro lui rimarrebbe lì con la ragazza che gli piace moltissimo.

Per Cesare non ci sono problemi, ha fatto amicizia con tutti e può viaggiare con Marco-il-romano.

Quindi al gruppo si aggregano 5 partecipanti, ne perdiamo uno, Andrea, folgorato da una bionda alta, snella e bellissima, ha deciso di fermarsi lì anche lui.

Partiamo, andiamo a dormire, domani mattina la sveglia è alle 4.
Alle 5 abbiamo appuntamento di nuovo qui con i quattro che si fanno consegnare in affitto la macchina alle 5 meno un quarto.

Alice è stanca e ha male ai piedi perché non è abituata ai tacchi alti, litiga con Michal perché lui la disturba mentre lei sta facendo una telefonata importante con una sua amica.

In albergo la cameriera ci chiede quando partiamo, le diciamo l'indomani alle 4 e lei ci dice che se vogliamo ci può dare la sveglia mezz'ora prima. Ottimo, non corriamo così il rischio di rimanere addormentati.

domenica 5 agosto

Alle 3 e mezzo la ragazza bussa alla porta, trionfante mi dice che ha svegliato tutti.(!!) Ma Andrea non parte con noi! Ha svegliato anche lui.....
Alle 4 vado a ritirare la macchina al parcheggio. E' ancora buio. Come mi avvicino al cancello i 5 o 6 cani che fanno la guardia si mettono ad abbaiare furiosamente.. ma non sono chiusi dentro! sono fuori! che faccio? mi prende il panico. Mi avvicino a gambe strette al cancello e busso così piano che il tipo non si sveglia. Ma se busso più forte i cani penseranno che voglio spaccare o rubare e mi salteranno addosso? Allora chiamo .. "gaspadiin",(vuol dire "signoreee") ma talmente piano che non lo sento nemmeno io. Va beh, il tipo sta arrivando lo stesso, i cani hanno svegliato tutto il quartiere. Prendo la macchina e torno all'albergo. Stefano scende anche lui e lo avverto dei cani. Stavolta non aspetto, appena vedo che ci sono tutti parto, funziona perché si precipitano tutti in macchina e sono subito dietro. Arriviamo comunque in ritardo all'appuntamento con gli altri. Ci fermiamo a cambiare e riprendiamo il ponte che è come un'autostrada. Non facciamo nemmeno cinquecento metri che Marco-il-romano fa i fari, ne manca uno. Il furgone non c'è. Aspettiamo un po', non arrivano, facciamo inversione con la doppia-riga-continua e torniamo a cercarli. Non li troviamo, telefoniamo
siamo davanti a un palazzone
ma qui ci saranno 200 palazzoni!
giriamo in tondo per un po' e poi li troviamo. Ci ri-incolonniamo e andiamo; nel frattempo passa una macchina veloce con dei tipacci che si affacciano urlando
italiani, vaffanculo!
carini, complimenti!

Michal ha la cartina particolareggiata e ha già deciso il percorso: prendiamo l'autostrada per Charkov e poi a un certo punto scendiamo fino a Dnepropetrovsk, Tcherkassy
Partiamo finalmente per Krivoj Rog, verso le 7 facciamo colazione, poi mi prende l'ansia, sono più di 500 kilometri... ho paura di non arrivare. Ogni tanto mi fermo ad aspettare, ma l'andatura è veloce. Al distributore Brave-heart fa la battuta a Michal

no, non farla qui la benzina, è troppo bello per te.. c'è ancora un po' di vernice sulle pompe scrostate..
tanto per rimarcare l'oculatezza (!) di Michal che cerca sempre il benzinaio più economico (e più sgalfo)

Il viaggio è snervante, siccome è domenica ci fanno passare fuori dal centro, le "tangenziali" sono per lo più mulattiere. Ogni tanto incrociamo gli occhi di qualcuno (dei nostri) iniettati di sangue.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
costeggiamo il Dniepr  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
il Dniepr, è talmente grande che sembra il mare  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
siamo quasi sul ponte  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
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i nostri uomini sono esausti e credono tutti che abbiamo sbagliato strada
non è possibile che non ce ne sia una migliore...
Michal mostra la cartina...
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Ora mancano 20 kilometri a Krivoj Rog, è l'una. Siamo sollevati, ci fermiamo a mangiare un gelato  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Rilassati entriamo in città, scendiamo dalla collina e ci appare un panorama abbastanza deludente, ciminiere ed enormi strutture arruginite, non si capisce dov'è il centro. Michal chiede informazioni, lo guardano in tralice, richiede informazioni, idem. Andiamo a un distributore e ci dice di andare avanti, avanti, sempre avanti. Ma!
Finalmente ci accostiamo a un pulmino e quello ci dice che saranno circa 70 (!!!) kilometri.
Ma dove siamo!?
A Krivoj Rog, ma Krivoj Rog è grande, grande più di 100 kilometri
Come Torino e Milano!

Ce ne accorgiamo cammin facendo, è una città stranissima, solo un lungo susseguirsi di case, non si capisce dove sia il centro ed è 120 km per 90, inquietante, quasi spaventosa.  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
E' tardi, andiamo veloci, forse troppo.. riusciamo anche lì a perderci, torno indietro io a prendere il furgone che non aveva visto che avevamo girato  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
le strade sono tutte così: enormi, semivuote.. desolanti  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
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non sarà mica questo l'albergo?  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
ed arriviamo all'albergo che si trova in cima ad una collina. Nel giardino dell'albergo, sotto un pergolato, per la strada, ci sono circa 300 ragazze che aspettano. Ce l'abbiamo fatta. arriviamo all'albergo

Ma le sorprese non finiscono mai. Alla reception dicono che non hanno la prenotazione. Solo che qui la situazione è diversa dal solito: la tipa della reception dice che lei non ha le chiavi del salone e che il direttore è via per il week-end... però, se vogliamo, la sua amica conosce un posto, qui a 500 metri soltanto, che ci possono affittare.
Ci hanno proprio fregato. In più sono villani da morire. Mentre ci dicono tutte queste cose pretendono che gli uomini che erano già entrati coi bagagli escano dalla hall
Non abbiamo alternative: siamo in cima a una collina, sotto il sole, un caldo infernale, 300 persone che aspettano. Seguiamo la tipa che ci porta a vedere il salone.


continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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