domenica 29 luglio

Sono quattro anni che non facciamo più meeting in Lituania. Abbiamo pochissime clienti qui e ci sembrava ormai che non ne valesse la pena. Quest'anno abbiamo deciso di farlo lo stesso perché non eravamo sicuri che tutti avessero il visto per la Bielorussia e quindi abbiamo previsto un giorno di sosta qui proprio per dare eventualmente modo a chi non l'avesse di procurarsi il visto di transito.
La sala, ci dicono, non è prenotata, la ragazza della reception è ferrea nel rispondere:
non abbiamo nessuna prenotazione
e quando tiriamo fuori il fax di conferma diventa rossa come un peperone.
Credo che l'ultima volta che abbiano aperto quella sala sia stato appunto quattro anni fa quando siamo venuti noi... Sui tavoli tre dita di polvere, per aprire le finestre dovevo far leva con il piede (e ne ho aperte comunque soltanto 2 su 5). E poi un calore... Siamo al 20simo piano. Scendo e mi faccio dare due carrelli per scaricare, Alice aspetta su. Riusciamo a mettere tutto sui carrelli senza dover fare due giri, ma uscita dall'ascensore Alice non c'è.
Aliceee!
Si sarà imboscata per non aiutare a scaricare? No, non è possibile. Vado a cercarla, e infatti sento un richiamo lontano, seguo il grido d'aiuto che poco a poco si fa più forte
Sono bloccata nel bagno, non c'è la maniglia per uscire!
Infatti la maniglia non c'è e anche da fuori è un po' difficile fare qualcosa. Vado a chiamare qualcuno. Due stanze più in là avevo visto un ragazzone al computer. Si mette a parlare in inglese con Alice attraverso la porta e poi torna carico di ferri a tirarla fuori
Mamma, hai visto che bel tipo quello lì?
Alice aiuta a scaricare non perdendolo d'occhio

Oh, il prode Brave-heart! Siete arrivati finalmente, eravamo preoccupati...
Marcello e Brave-heart ci raccontano che in Polonia c'era l'alluvione e poi hanno trovato un sacco di coda alle frontiere. Non indago, ma mi sembra strano il discorso, ma di quante frontiere parlano!? Sono partiti da Vicenza 12 ore dopo di noi e arrivano con 24 ore di ritardo a 300 kilometri prima?
Sono evidentemente provati, vorrebbero andare in camera a farsi una doccia
io vi consiglio di venire in albergo dove andiamo noi, la camera qui costa più del doppio.
Infatti conosciamo un bell'albergo davanti alla stazione dei treni che costa piuttosto poco ed ha ogni confort. Li convinco (o li convince la vista delle prime ragazze che arrivano?) Si fermano. Faccio anche vedere a Marcello le fotografie sul monitor delle ragazze che l'avrebbero voluto incontrare a Riga.
Ero convinta che arrivaste ieri e mi sono fatta lasciare il telefono "a mano" da due di loro per non dover accendere il computer e trovarlo. Pensavo che sarebbe riuscito a incontrarle almeno per l'ora di cena.
Marcello ora medita di andare a Riga. Una delle due gli piace davvero un sacco.
Marcello, come dicevo prima, è un veneto doc. Molto calmo e compassato, però con le idee chiare e ben sicuro di cosa vuole. Ha lasciato la guida a Brave-heart perché, dice, è abituato a guidare soltanto intorno al suo paese e con il caos (ma quale caos? incrociamo una macchina ogni mezz'ora) si spaventa un po'. Ha 50 anni, è imprenditore agricolo, il viso cotto dal sole e le grandi mani nodose raccontano il suo lavoro. Anche lui riscuote un certo successo. Traspira stabilità e sicurezza. Non sa una parola di inglese, ma le "sue" ragazze, tutte armate di vocabolarietto e, a turno, Alice, io o gli altri partecipanti, gli danno una mano.
Ascolterò la sua frase ricorrente per tutto il viaggio:
signora può dire a questa signorina che se vuole possiamo andare a mangiarci un gelato giù (su, qui fuori) al bar?
Sì perché di frasi ricorrenti ce ne sono state parecchie:
da Marco-il-genovese che ogni volta che mi si avvicinava iniziava con
signora mi tolga una curiosità..
a Marco-il-romano che con aria sorridente e un po sconsolata iniziava
ci sarebbe un piccolo problemino...
per poi continuare a scelta con
si è piegato un pezzo della marmitta
oppure
mi sono innamorato di quella ragazza laggiù in fondo
dovrei telefonare a una ragazza ma mi rispondono in russo e non capisco niente, chissà se Michal può chiamare lui questa sera
e poi il solito Brave-Heart con la sua
qui ci facciamo male!
inteso che troppe ragazze, tutte in una volta...
Un'altra frase che comincia a ricorrere spesso è della mia bambina che ha istinti violenti e omicidi con Marco-il-genovese che l'ha presa di mira con le sue battute
mamma fa qualcosa, digli qualcosa se no lo uccido
Comunque Brave-heart sfodera tutto il suo fascino e inizia a Vilnius a mietere cuori. E devo dire che la sua generosità è encomiabile. Non si risparmia, chiacchera amabilmente con tutte, anche con le (non poche) che non gli piacciono e che io non riesco a filtrargli.

Il meeting finisce alle 7, piuttosto deludente, ma ce lo aspettavamo...
Nel parcheggio Marco-il-romano sta cambiando la batteria della sua macchina che (ha un piccolo problemino) non ha il segnalatore dei fari accesi e quindi lui regolarmente se li dimentica...

Incolonnati (ora ho quattro macchine al seguito) andiamo all'albergo. Ci va circa un'ora per prendere le camere perché devono formarsi e disfarsi le coppie, per le camere a due letti: Stefano con Maurizio, Marco-il-genovese con Leopoldo, Marco-il-romano con Andrea, Brave-heart e Marcello ognuno per conto suo. Le registrazioni richiedono un'oretta, anche perché nel frattempo qualcuno corre in piazza lì vicino a cambiare. Andrea scappa perché ha appuntamento con una ragazza in centro. Noi ci facciamo una doccia e andiamo a cena con Marco-il-romano che ha bisogno di una telefonata alle 11. Michal è arrabbiato perche lui avrebbe voluto comprarsi uno yogurth e andare a scaricare le foto sul computer, invece siamo stati due ore al ristorante.

lunedì 30 luglio

Oggi è vacanza, quindi, invece di stare in albergo a dormire tranquilli e riposare, noi decidiamo di cominciare a guardare la strada per Minsk. Abbiamo tutti il visto di transito per la Bielorussia. Lo concedono solo per due giorni. Per questo motivo non possiamo andare già oggi a Minsk. Siamo costretti a partire domattina, per avere il tempo, finito il meeting, di dormire e poi farci tutta la strada fino all'Ukrajna.
L'albergo è proprio nella parte di Vilnius (che è una citta enorme) nella quale c'è l'inizio dell'autostrada per la Bielorussia.

Ora siamo tranquilli e decidiamo di andare a visitare un castello del quale Michal ha letto su molte guide:

Il castello di Trakai, non sono nemmeno 50 kilometri da Vilnius, ci mettiamo un'oretta...
Invece sbagliamo strada due o tre volte per uscire da Vilnius, ad un certo punto finiamo su di una strada sterrata che non finisce più e che poi sbuca in una enorme radura dove c'è, ci dicono, l'unica centrale elettrica di tutte e tre le repubbliche Baltiche. Facciamo le fotografie, Michal raccoglie i mirtilli, io mi faccio il caffè

centrale elettrica .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita centrale elettrica .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita centrale elettrica .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Troviamo poi finalmente la strada e arriviamo a Trakai. E' un posto davvero molto bello. Un castello in mezzo a un lago. Abbiamo anche fotografato un cartello con la piantina: la piccola penisola dà, con le debite proporzioni, un po' l'idea di Sirmione, protesa e circondata dal lago di Garda, anche sotto il sole estivo un po' melanconica con la piatta acqua del lago che la lambisce.

la cartina di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita


Giriamo per le bancarelle, non ci lasciamo più incantare dai vestitini e dalle camicie di lino grezzo che sono la particolarità della Lituania: anni fa ne abbiamo comprati tanti...ma nessuno poi se l'era mai messi perché "grattano" troppo
Arriviamo fino al castello, il posto è bellissimo, l'aria è tersa, ogni tanto il vento rinfresca...
sul ponte di Trakai, Alice .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita sul_ponte di Trakai, Michal e Alice.. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Si potrebbe entrare nel Castello, c'è la visita guidata, ma fa troppo caldo, nessuno di noi ha voglia di andarci. castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Saliamo su di una collina, cerchiamo un posto riparato per metterci il costume, troviamo un enorme totem sotto la statua, Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Cerchiamo un posto dove entrare in acqua, sulla riva affittano le barche, ma non ci sono vere spiagge. I ragazzi che si tuffano da un ponte nel lago ci fanno venire voglia di tuffarci anche noi. (I tuffi li fanno soltanto Michal e Alice, io molto meno temeraria entro invece in acqua con grande circospezione dalla riva) L'acqua è limpida e gelata, una meraviglia.
castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Prima di ripartire saliamo ancora, in macchina, sulla collina:
castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita castello di Trakai .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Rientriamo in albergo dopo pranzo, Michal riprende a lavorare (comincia a scaricare e numerare le fotografie dei primi due meeting).

Alice ed io andiamo a cercare una fotocopisteria per fare le fotocopie della foto del cliente-ultimo-aggiunto: abbiamo visto che la maggior parte delle ragazze non vede, né legge la sua scheda nel libro senza la foto, urge duplicarla e incollarla nella pagina di ogni libro.
Troviamo una fotocopisteria, cioè un bancone nel retro di un supermercato dove un ragazzo fa le fotocopie e nello stesso tempo ritira le bottiglie vuote. Non solo, apre le bottiglie agli ubriaconi che non hanno l'apribottiglie e vengono lì a farsi aprire la birra.
Gli chiediamo prima quanto costano e poi gli diciamo un po' in inglese e un po' in russo che vogliamo 60 fotocopie ingrandite di questa striscia di 4 foto-tessera uguali. Ci guarda perplesso e ci fa una fotocopia. Gli diciamo che ne vogliamo 60 e lui, sempre più perplesso ce ne fa 6. Allora gli scriviamo su un foglio 60 x 30 centesimi= 180 litu e gli facciamo vedere che siamo pronte a pagare 180 litu. E lui:

60 photokopi of this? why?
E la sua faccia è davvero incredula.
Non abbiamo resistito e gli abbiamo detto che quello era un nostro amico e lo avevamo perso e volevamo mettere la sua foto attaccata ai muri per vedere se lo trovavamo....
Ci guardava davvero strano

Torniamo in albergo e troviamo tutti in grande agitazione.. sono stati chiusi mezz'ora in ascensore!

Leopoldo ha cambiato il suo tono di voce:

sono arrabbiatissimo, sì, va beh, c'è scritto che non si può andare in più di 3 persone e noi eravamo in 5, ma il nostro peso non superava i 400 kili che erano segnati come limite
Sia all'interno che all'esterno dell'ascensore infatti c'è scritto: "non entrare in più di tre persone", ma è scritto in russo e (suppongo) in lithuano. L'unica cosa che si capisce da quel cartello è il numero 3

Marco-il-genovese è il più furioso, Leopoldo ha cambiato anche il colorito che ora dà sul bordeau.

Ci dicono che Marcello e Brave-heart sono partiti per Riga... Marcello non voleva perdere l'occasione di incontrare la ragazza che lo aspettava. Con tutti quanti ci diamo appuntamento alle 5 di domani mattina nel parcheggio.

continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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