mercoledì 25 luglio

Le ultime ora prima della partenza scorrono calde e veloci, troppo calde e troppo veloci. La stampante continua a sfornare schede e calore. Io continuo a fare calcoli: se dobbiamo ancora stampare tot fogli e lei ne stampa 16 al minuto ci vanno ancora 24 ore... Vado a fare una doccia e mentre sono sotto l'acqua Michal mi chiama.. al telefono
..c'è uno che vuole ancora iscriversi, essere presentato..
E allora al telefono, insaponata e gocciolante, alle 8 di sera, gli leggo il questionario e compilo la scheda e gli spiego che deve andare a farsi fare le fotografie questa sera, che noi possiamo passare da Piacenza (invece che da Milano, lui è di Parma) per prenderle alle 3 del mattino.
E' l'unica possibilità visto che non riesce a trovare un posto dove possano scansionare la foto e spedirla via email.
(Quelle piccole foto-tessera ci perseguiteranno poi per tutto il viaggio: come un santino le abbiamo incollate al monitor perché era l'unico cliente che non appariva nel frontespizio del libro e correva il rischio di non essere scelto)

Alle 10 di sera io salgo a dormire, Michal mi sveglierà alle 2, nel frattempo va avanti a stampare. Laura tira di nuovo fuori tutti i libri di presentazione, li riapre e inserisce nell'ultima pagina la scheda dell'ultimo-cliente-aggiunto-di-parma. Il suo fidanzato, Adriano, che era venuto a prenderla, l'aspetta sonnecchiando

giovedì 26 luglio

Quando alle due e mezza del mattino arrivano, puntuali come un orologio svizzero, i clienti che partono con noi, purtroppo noi siamo ancora in alto mare..
Michal deve smontare un computer per prendere un pezzo che gli serve e deve far ripartire il server. La stampante continua a sputare fogli e calore, ma mancano ancora 2000 questionari...
Decidiamo di partire lo stesso. Laura ci manderà i questionari a Kijev con Cesare che parte dopo: quest'anno ha deciso di non venire in Lettonia
Adriano si è addormentato, sfinito dall'attesa, seduto su una sedia e appoggiato su un'altra.

Marco (che è partito il giorno prima da Roma e ci aspetterà alla frontiera ceko-polacca) comincia a telefonarci per sapere dove siamo: io prendo una cantonata colossale e gli dico che alle 5 del pomeriggio saremo li', ma non calcolo che viaggiare in gruppo comporta un rallentamento enorme dell'andatura di marcia.
Marco è un ingegnere elettronico 40enne romano, molto simpatico e un po' sornione che viaggia su di una vecchissima Alfa Romeo rossa, attrezzatissimo però di aggeggi: ha il walkie-tolkie, il computer portatile, la webcam.. due telefonini che tiene, i primi giorni, costantemente, entrambi all'orecchio per continuare un lavoro che aveva proditoriamente abbandonato lasciando i suoi soci nei pasticci.

Alle 6 del mattino arriviamo finalmente all'appuntamento con il cliente-ultimo-aggiunto, un bel ragazzone parmense che è dispiaciutissimo di non aver saputo del nostro viaggio con un po' di anticipo e di non poterci seguire. E' distrutto.. non ha dormito tutta la notte per aspettarci e le foto che ci dà sono veramente da wanted, scattate nelle macchinette alle tre di notte, con la barba lunga...

L'equipaggio del furgone che ci segue è su di giri, allegri, quasi euforici fanno una ricca colazione all'autogrill mentre noi salutiamo il nuovo presentato.

Più o meno alle 8 e mezza arriviamo a Verona dove al casello dell'autostrada ci aspetta Leopoldo sorridentissimo e chiaccherone come al solito. Lo conoscete già, Leopoldo, coltissimo veronese cinquantenne, è un veterano dei nostri meeting, come Brave-Heart che ieri sera è venuto a prendere le cartine e che forte della sua esperienza e oberato ancora dal lavoro ha deciso di partire un giorno dopo di noi..

che sarà mai, vi raggiungiamo a Riga diritti e sparati
verrà in macchina con Marcello un veneto doc che lo aspetta questa sera a Vicenza

Oramai abbiamo capito che la tabella di marcia non ha niente in comune con i viaggi Torino-Praga cui sono abituata e che mi avevano fatto ipotizzare l'arrivo a Varsavia per la serata! Niente di tutto questo. Ci andrà bene se arriviamo a Ostrava. All'una del pomeriggio, passata la frontiera a Tarvisio decidiamo di fermarci a mangiare. Il furgone propende per un picnic (Stefano non vuole che si mangi in macchina, Maurizio l'addetto all'approvigionamento ha svuotato un supermercato) quindi Michal propone una piazzuola a fianco di un lago in Austria... continuiamo ancora una trentina di kilometri. Ci fermiamo nella piazzuola ma il lago non si vede (se non tornando sull'autostrada che non conviene), quindi stendiamo le coperte sul prato e mangiamo. Io sono già stanchissima, provo a dormire, Alice ascolta Leopoldo che parla di storia, Maurizio distende le vettovaglie, taglia il pane e dirige le operazioni:

..non rovesciare l'olio sul sacco a pelo
Stefano si appisola al suo posto di guida. E' il padrone del furgone. Lo chiamo "furgone", ma quel Mercedes, del furgone ha solo la capienza, per tutto il resto è un monovolume ultracomodo, confortevole e potente. Stefano è un simpatico e bel quarantenne torinese, sportivo e piacioso, infatti parte per i meeting con in tasca già una ventina di proposte di incontro...

Non riesco a dormire e quindi mi faccio il caffè. (quest'anno sono attrezzata con il fornellino e la moka)

Attraversiamo Vienna sotto un acquazzone micidiale, bisticciamo con una che voleva la precedenza e quando stiamo per arrivare alla frontiera ceka esce di nuovo il sole.
Andiamo pianino, in un paese austriaco, (lo abbiamo visto 20 giorni fa che abbiamo fatto la stessa strada) c'è un poliziotto di cartone messo li' a far da palo (co baffi di copecchio e con quei musi...) che sembra davvero un poliziotto vero: voglio fotografarlo:

foto del poliziotto di cartone .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Alla frontiera troviamo una bella coda. Siamo fermi da un po', vediamo alcune macchine davanti a noi che fanno inversione .. ne fermiamo una:
dove andate?

C'è un'altra frontiera, senza la coda a 5 kilomentri da qui.

Usciamo dalla coda e invertiamo la marcia, ma dopo cento metri il tipo si ferma e ci dice che quella frontiera è solo per i ceki residenti.. Rientriamo nella coda che nel frattempo è raddoppiata! Guida Alice, io dormo mezz'ora. A Mikulov c'è un bel supermercato, ma quando arriviamo all'imbrunire, è già chiuso. Mangeremo per la strada.
 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita tramonto sul lago .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Marco-il-romano ci manda messaggi. E' a Ostrava che ci aspetta, davanti all'albergo... Noi siamo stanchi morti. Troviamo un bel ristorante e andiamo a mangiare. Una delle cene migliori del viaggio. La cucina ceka, anche perché Michal sa cosa ordinare, è ottima. Marco-il-genovese è l'unico che non è contento. (ma succederà spesso che non sia contento e si lamenti di qualcosa) Quando noi abbiamo già finito di mangiare dice che si sono dimenticati del suo piatto, lui ne aveva ordinati 2, cerchiamo di convincerlo, ma è irremovibile, lui vuole ancora mangiare. Lo ordina quindi e aspettiamo di nuovo un quarto d'ora e poi quando arriva

è troppo salato e io le cose troppo salate non le mangio...
Marco-il-genovese è, appunto, genovese, piccolino, magrissimo e nervoso, parla mangiandosi la erre e mangiandosi metà delle parole. Ha vissuto a lungo in Irlanda ha viaggiato in Armenia (sue sono le foto di Erevan che ci sono sul sito) si picca di conoscere lo sleng inglese perfettamente, ma, probabilmente per la erre o anche per il fatto che parla velocissimo mangiandosi le parole, molto spesso non riusciva a comunicare, cosa che gli creava enormi problemi.

Chiediamo se si può dormire, ci dicono di si' che ci sono i bungalow, ma non riusciamo a trovare nessuno alle due reception che ci sono, solo nugoli di zanzare che mi martoriano. Stefano comunque è inamovibile, non si può dormire in macchina, nella loro macchina. Quindi cerchiamo un motel. Lo troviamo alle 11 di sera sull'autostrada. Noi dormiamo in macchina...

ma alle 4 partiamo, mi raccomando, svegliatevi. Il romano sarà stremato... Ci aspetta già da 6 ore. Gli abbiamo detto che ci vedremo alla frontiera domani alle 7
Una dormita coi fiocchi.

venerdì 27 luglio

Alle tre e mezzo però sono già sveglia, sono preoccupata, il tempo è bruttino, il viaggio è lungo, domani c'è il meeting. Faccio il caffè, alle 4 in punto vado nella hall e faccio chiamare in camera. Risponde Stefano dall'oltretomba biascicando che sono sveglissimi e che in un minuto scendono. Lui scende dopo un quarto d'ora, e si mette in coda per il caffè da Mc Donald's che ha il Mc drive aperto, Leopoldo e Marco-il-genovese arrivano dopo un altro quarto d'ora parlando all'unisono e raccontando di come hanno finalmente trovato il bagno che nessuno sapeva dov'era, di che razza di letti hanno qui, con le lenzuola con le coperte invernali inserite dentro che o muori di caldo o dormi senza coperte, quindi meglio dormire vestiti...

Maurizio è l'ultimo, lo sarà sempre, i suoi ritardi diventeranno proverbiali. Anche lui è torinese, anche se lavora spesso a Roma. E' consulente finanziario, ma dietro l'apparenza molto professionale si nasconde un simpaticissimo ballerino di tango, grande viaggiatore e mancato medico. Il suo sogno infatti era di fare il medico, ma si è poi iscritto a economia e commercio, ci racconta quando viaggia con noi, per le migliori prospettive lavorative.

Alle 5 siamo in marcia, ora viaggiamo spediti, il tempo è davvero brutto, raggiungiamo Ostrava inaspettatamente presto. Tanto presto che non troviamo il romano ad aspettarci. Facciamo due giri della citta, che è davvero brutta, estesissima e grigia. Poi decidiamo di andare in un supermercato.

Cioè ci andate tutti, io mi faccio il caffè.
Sono li' che cucino e Marco-il-romano arriva. Bene si parte. E' molto preoccupato di perderci, ci dà il walkie-tolki:
magari Alice ha voglia di andare in macchina con me cosi' chiaccherando un po' mi tengo sveglio?
Alice accetta. La mia bambina 19enne è un tipo molto socievole e pieno di interessi. Ci ha seguito per tanti meeting da quando aveva otto anni. Parla molto bene inglese e capisce pure qualche parola di russo. Lei è stata quella che ha avuto l'idea di fare le interviste video alle ragazze e da quella prima volta nel '95 che autonomamente ha cominciato a intervistare le ragazze a raffica è lei l'addetta alla videocamera. Ha uno spiccato senso dello humor e un notevole autocontrollo: non ha mai trasceso nemmeno quando Marco-il-genovese la punzecchiava per la centesima volta:
sai mamma, lo faccio per rispetto perché è un tuo cliente, se no l'avrei già ucciso quando mi prende in giro perché dice che mangio troppo, che sono troppo grassa..
Fino a Varsavia ci segue una noiosissima e soporifera pioggia, siamo in un ritardo enorme e la mia ansia cresce, tanto più che abbiamo la frontiera polacco-lituana che è un'incognita. Nei mesi scorsi Michal mi ha raccontato di aver letto che era stata chiusa per le proteste dei contadini, non so se dell'una o dell'altra parte. Poi mi ricordo di un viaggio in cui a quella frontiera siamo stati fermi 12 ore per una coda interminabile e per l'incaponimento dei frontalieri polacchi che dicevano che la mia macchina era rubata perché il numero del telaio era un po' rigato. Figuriamoci..

Peccato non farci un giro per Varsavia, ma attraversarela città comporta già cosi', anche a noi che sappiamo esattamente la strada da fare, una perdita di tempo notevole e quindi, senza una pausa, ci immettiamo subito sulla strada per la Lituania che, piena di camion, a due corsie sole, richiede attenzione e decisione. Purtroppo Stefano cede le armi e decide di lasciar guidare Maurizio, ma Maurizio sull'auto "non sua" guida con molta circospezione, se io sorpasso un camion, Marco-il-romano mi sta dietro e lui no. Agli incroci cosi' mi devo fermare e aspettare. Marco-il-romano col walkie-tolkie, ogni 20 kilometri, mi dice:

non li vedo, non sono dietro, non si può correre cosi'...
Ci fermiamo a un Mc Donald's. Marco-il-romano ci chiede di trovare un distributore di gas, cosi' fa il pieno, magari dove possa pagare con la carta di credito. Ne troviamo uno dopo un po', entriamo in un cortile dove c'è una grossa bombola di gas. Io ne approfitto per dormire un po'. Michal scende e lo precede verso la baracca di ferro con davanti la bombola. Marco-il-romano, ancora tutto insospettito, scende dalla macchina ed ecco che arriva un omino di 1 metro e mezzo con un cacciavite, una chiave inglese e una riduzione. Attacca la riduzione all'uscita del gas della macchina e a questo il tubo del gas. Si mette a mettere il gas e tutti e tre guardano una specie di misuratore sperando di capire la quantità erogata. Marco-il-romano fa qualche battuta, tipo
non ho mai visto un distributore cosi'
ma sembra che l'importante sia avere il gas e non vedono l'ora di proseguire il viaggio. Aimè bisogna togliere sia il cavo, sia la riduzione dalla presa del gas. Solo che appena si toglie il tubo il gas comincia ad uscire dalla macchina. L'omino cerca di togliere la riduzione che probabilmente blocca la sicura, però la riduzione scende di temperatura e ad un certo punto l'omino la molla li'. (noi da lontano sentiamo un sibilo sinistro, vediamo la macchina improvvisamente immersa in un fumo bianco e tutti che si muovono concitati) Michal e Marco-il-genovese che nel frattempo era andato a controllare fanno due passi indietro. Marco-il-romano rimane li' e non perde il controllo e con un colpo miracoloso (di sangue freddo) stacca la riduzione. A questo punto perdono tutti le parole e vogliono solo andarsene.
Mai vista una roba simile. Per un pelo salta in aria tutto.
Marco-il-romano non solleva nemmeno la questione del pagamento con la carta di credito, cui teneva tanto

Ora non corriamo più, siamo tutti un po' scioccati. Passano pochi kilometri e sentiamo la voce di Marco-il-romano dal walkie-tolke, e i fari che lampeggiano...

si sono persi, sono in una piazza davanti a un mercato!

Lei stia qui, torno io indietro..
dico io, ingranando la retro e con una ruota vado nel fosso che con l'erba alta non si capiva che c'era! Marco-il-romano e Michal mi spingono fuori. Torniamo una decina di kilometri e li troviamo nel paese precedente nella piazza del mercato. Avevano dimenticato di girare nella tangenziale del paese.

Arriviamo alla frontiera che piove di nuovo. Ci sono solo due macchine davanti a noi. Che sospiro di sollievo! Aspettiamo comunque un'ora prima di passare. Poi un'altra ora per le varie compilazioni. Entriamo in Lituania alle 8 e mezzo di sera. Ora piove davvero forte. Andiamo a fare le assicurazioni nel gabbiotto. Cambiamo anche i soldi. Ci rendiamo conto che non ce la faremo ad arrivare a Riga per dormire. Alice va di nuovo in macchina con Marco-il-romano, Michal consulta la cartina per trovare la strada più breve, non abbiamo il telefono dell'albergo che conosciamo a Riga e che ci piace tanto, con le camere sul lago. Marco-il-romano manda un messaggio ad una ragazza di Riga con la quale è in corrispondenza, Alice manda un messaggio a Laura in Italia per chiedere anche a lei se trova quel telefono. Un'ora dopo al distributore telefoniamo e l'albergo non ci lascia neanche parlare:

tutto pieno.
Che peccato. Allora facciamo rotta su Panevezhis che è la prima grande cittadina che incontreremo. Ci arriviamo a mezzanotte, davvero stremati. C'è il parcheggio custodito quindi anche noi possiamo dormire senza dover scaricare la macchina e ci lasciamo nella hall con l'appuntamento per l'indomani alle 5 del mattino. Stefano e company non hanno l'ansia-di-arrivare-per-tempo che abbiamo noi e decidono di partire più tardi... dormiranno due ore in più.

sabato 28 luglio

Alle cinque meno un quarto scendiamo nella hall e Marco-il-romano è già li' che ci aspetta. Un caffè veloce e partiamo. Mi accorgo dopo un centinaio di kilometri di aver perso gli occhiali. Che seccatura, li cerco come una matta, per fortuna sono quelli da lettura, ne ho un paio di riserva, sono solo un po' più deboli. La strada è bella, c'è un bel sole, il cielo terso, la frontiera non crea problemi. Arriviamo a Riga senza accorgercene.

L'hotel Turist, del primo meeting è completamente cambiato, irriconoscibile, ora si chiama Meritin. alla reception ci dicono che non hanno la nostra prenotazione. Ripetiamo tutta la storia:

abbiamo prenotato a giugno ce lo avete confermato per email due volte. Nel computer abbiamo la copia dei vostri messaggi...

Ok ora vediamo

si', in fondo a un cassetto trovano una busta con tutta la documentazione: la sala è al piano rialzato.

Le donne cominciano ad arrivare che noi stiamo ancora scaricando, un'ora prima.?. No, non abbiamo messo avanti gli orologi, qui sono avanti di un'ora.

Ci aspettava Fabrizio di Milano, abbronzatissimo, anche lui un veterano, è stato con noi al meeting due anni fa a Kijev, è' arrivato in aereo, ma quest'anno anche lui ci seguirà in macchina, infatti tornerà a Kijev di nuovo in aereo e poi si è già messo d'accordo con un altro di Modena per affittare la macchina. Troviamo anche Andrea di Pavia che ci aveva preceduto in macchina anche lui. E' un bel ragazzo alto, giovane, molto posato e riflessivo. Ha un gran successo con le ragazze infatti non finisce di chiaccherare con una che già un'altra si fa avanti per conoscerlo.

Poi arriva Diego , svizzero-italiano, più italiano che svizzero dall'aspetto. Il classico tipo latino, scuro di capelli e di carnagione, con il sorriso accattivante...

Il furgone non arriva. Ci telefona Maurizio preoccupatissimo, vuole parlare con Michal, gli chiede quanto vale un lat. Michal lo passa a me ...

3500 lire circa? Abbiamo preso una multa di 200 lat! Ma fa 750.000 lire.!! Ci hanno fermati per eccessiva velocità sulla strada per Riga, noi non avevamo soldi locali in tasca e io sono tornato a Panevezhis nell'albergo a cambiare, ma la signora mi dice che per 3 dollari mi da 2 lat!

per fortuna, abituata ai continui cambi e memore delle mie confusioni tra le diverse monete, capisco subito cosa è successo:
Maurizio, stia tranquillo, ho capito cos'è successo, Lei non deve cambiare in lat, Lei deve cambiare in lit, i soldi lituani che invece valgono 400 lire...
Meno male, era davvero fuori di sé. Dopo un quarto d'ora telefona invece Cesare da Asti. Guglielmo il suo compagno di viaggio all'ultimo momento ha cambiato idea e non parte più. Lui ora si ritrova da solo. Ha trovato l'aereo per Kijev, ma poi riuscirà a trovare qualcuno con cui viaggiare?
Mi chiami fra 10 minuti che Le do i telefoni di chi arriva in Ukrajna in macchina.
Anche Cesare è un veterano, è un medico astigiano che due anni fa ci ha seguito per tutto il viaggio, con la Grande Madre Cellula.
Gli posso dare il telefono di Stefano di Genova che in un primo tempo mi diceva che sarebbe venuto in moto e poi in un secondo tempo in macchina.. poi gli do anche il telefono di Valerija, una nostra cliente sposata a Torino che mi ha chiesto se le trovavo un compagno di viaggio: vuole andare a trovare la famiglia, aspetta un bambino, il marito non ha ferie, vuole andarci in macchina, ma da sola ha paura.

Chissa Brave-Heart.. dovrebbe arrivare, per ora non abbiamo notizie..

Il meeting va bene, anche se la sala è esposta al sole c'è comunque l'aria condizionata... Appendo la foto tessera dell'ultimo-cliente-aggiunto sul monitor in modo da poter dire che c'è anche lui ad ogni ragazza che viene a consegnarmi la piccola tabella con le preferenze. La sua scheda è stata inserita al fondo di ogni libro, ma nell'indice della prima pagina purtroppo non abbiamo potuto aggiungerlo, quindi le ragazze che vanno a vedere le schede partendo dall'indice, la sua la saltano.

Verso le 5 arriva il furgone con i 4 multati ... Stefano ha già la coda di ragazze che aspettano di parlare con lui, Marco-il-genovese riceve la proposta da una ragazza di 15 centimetri più alta, Leopoldo, come al solito è categorico:

se non parla italiano, se non ha precisamente tutte le caratteristiche che ho segnalato nella scheda, signora, è inutile che me la presenti...
e io devo quindi far sfumare un bel numero di incontri. Anche Diego ci dice che prima di essere presentato vuole vedere chi è la ragazza. Alice corre avanti e indietro a cercarli. Tra una presentazione e l'altra infatti si sono radunati tutti al bar al piano di sotto: è molto imbarazzante stare nel salone ed essere osservati

Il meeting finisce alle 8 di sera, cominciamo a ricaricare la macchina. Io sono proprio sfinita e seduta al mio posto, aspetto Alice e Michal che riportano tutto in macchina. Abbiamo un monitor 21 pollici, il computer, le scatole con la videocamera, 4 valige con i libri degli uomini e uno scatolone enorme su rotelle con dentro le scatole con le caratteristiche. Di ogni uomo abbiamo infatti stampato la scheda in 250 copie in modo che ogni ragazza che gli fa la proposta di incontro possa portarsi a casa la sua caratteristica con la fotografia e i dati.
Ascolto in sottofondo i clienti che, al telefonino, stanno prenotandosi l'albergo e fanno le loro considerazioni sulle ragazze. Mi addormento.
Bastano 10 minuti di sonno per ridarmi le forze, andiamo in centro a mangiare, al self-servive Lido, lo conosciamo già, un po' caro, ma caratteristico e poi vedi cosa mangerai prima di ordinare. Questo è molto importante a Riga, dove la cucina è molto simile a quella finlandese e il menu in inglese parla di piatti per lo più sconosciuti. A Riga nei negozi, nei ristoranti è vietato parlare russo. Più della metà della popolazione è russa, ma nei ristoranti non lo parlano, non ci sono menu scritti in russo

Ci dirigiamo già stasera verso Vilnius, in città è pressoché impossibile trovare un albergo che abbia il posto, con il parcheggio custodito e che non costi un capitale. Dobbiamo però arrivare fino a Panevezhis (dove siamo stati ieri sera) per trovarlo, ci arriviamo di nuovo a mezzanotte.

Panevezhis di notte .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Michal fa la foto dalla finestra dell'albergo

domenica 29 luglio

Anche la mattina alle 8 Michal fa le fotografie dalla camera all'undicesimo piano... Ma non c'è nessuno per le strade? Incredibile, sembra una città fantasma.
panevezhis al mattino .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita panevezhis al mattino .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
panevezhis al mattino .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita panevezhis al mattino .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
naturalmente, prima di salire in macchina, "metto su" il caffè panevezhis al mattino .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

In effetti la città è semideserta, si vede che la domenica la gente dorme. Troviamo un supermercato aperto e facciamo un po' di spesa. Guida Alice, finalmente. Ha la patente da un anno soltanto, ma è molto brava a guidare e non si impressiona anche se la Kia è pressoché il doppio della sua Skoda. Anzi ci prova gusto e filiamo (senza naturalmente superare i limiti, in autostrada, dei 110!) a Vilnius.

CONTINUA ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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