mercoledì 1 agosto

In Ukrajna il paesaggio non cambia molto, si intensificano però le mucche. Forse è anche perché a quest'ora le fanno rientrare, comunque andiamo quasi a passo d'uomo, ogni 500 metri un gregge attraversa la strada in continuazione mucche .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Andiamo tutti in un terribile distributore di benzina. Ripartiamo, ma dopo cento metri Alice pensa di aver perso il cellulare e quindi torniamo indietro distributore .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Alice rovista nell'immondizzaio, pensa che le sia caduto dentro quando buttava le immondizie, io invece lo cerco sotto il sedile e lo trovo... distributore .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Arriviamo a Kovel, giriamo avanti e indietro cercando un posto dove mangiare, ogni volta che dobbiamo fare inversione è un'impresa... ma la gente ci dà sempre indicazioni contrastanti.
Finalmente troviamo un ristorante. Parcheggiamo le macchine una contro l'altra, dobbiamo lasciarle incustodite e c'è un mucchio di gente. Decidiamo di uscire ogni cinque minuti, a turno, a controllare.
Poi in definitiva usciamo soltanto io e Michal perché nel ristorante ci sono due tavoli, uno con 4 e uno con 2 bellissime ragazze e gli uomini sono ipnotizzati.

La luce diffusa è verde, la cameriera (che Alice dice che sembra uscita da Blade Runner) ci dice di sederci ad un grande tavolo lontano (lontano dalle ragazze), in un separé, nell'angolo.
Gli uomini non vogliono venire, soltanto noi ci sediamo là in fondo.
I primi tre che si riescono a sedere vicino alle ragazze nell'unico tavolo libero "da tre" sono Brave-heart, Marco-il-romano e Marcello . Si siedono come quando si gioca a quel gioco nel quale si toglie una sedia alla volta e si gira tutti intorno alle sedie rimaste.
Stefano, Maurizio, Marco-il-genovese, Leopoldo, Andrea vengono nell'angolo a sedersi con noi. Al nostro tavolo comunque c'è Michal che ci spiega cosa c'è nel menu, quindi mangiamo quasi quello che volevamo.
Al tavolo dei tre pretendenti invece ordinano a casaccio, chiaccherano ad alta voce, ma nessuno dei tre osa dire una parola alle ragazze che dopo 10 minuti se ne vanno.

Finita la cena nessuno ha più voglia di guidare. Chiediamo se c'è un posto dove dormire e ci indicano un albergo in fondo al paese. Perfetto.. il parcheggio custodito.

la hall dell'albergo è incredibile. Tutta in legno intarsiato, se non fosse per i tappeti consunti e i muri scrostati sembrerebbe un grand-hotel Kovel hall dell'albergo .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
in camera troviamo altre sorprese... entriamo a luci spente perché non trovo subito la luce e le mie scarpe sembrano pestare gusci di .. (che cosa??????) Inorridita esco di nuovo e accendiamo la luce sporgendoci senza entrare: il pavimento è cosparso di trucioloni di segatura! Che sollievo. Dormiamo come degli angioletti Kovel hall dell'albergo .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
questo è un cartello di istruzioni e consigli messo dai vigili del fuoco Kovel hall dell'albergo .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

giovedì 2 agosto

La partenza è di nuovo sofferta, aspettiamo Maurizio per quasi tre quarti d'ora. Mi sembra di essere la maestra a scuola, corro dietro a uno, all'altro
no, non c'è tempo di andare a fare colazione, la strada è lunga
Partiamo per Lvov. Ripassiamo davanti al ristorante di ieri sera perché Alice ha dimenticato il suo anello, ma è chiuso. Peccato!
Krivoj Rog .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Krivoj Rog .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
non ci sono solo mucche
anche cavalli, carri Krivoj Rog .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Krivoj Rog .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Krivoj Rog .. - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Arriviamo a Lvov a mezzogiorno circa. Chiediamo informazioni, Lvov è una grande città, ingolfata dal traffico, dobbiamo fare attenzione a non perderci, la sua particolarità, secondo me è la pavimentazione: nel centro non c'è asfalto, ma un antico acciottolato composto da sassi scurissimi di forma rotonda o ovoidale, posati su di un fondo sconnesso e intercalato da strette rotaie del tram. I Lvovviani non hanno bisogno delle cunette artificiali per far moderare la velocità, dovrebbero adottare questa pavimentazione da noi, se si superano i 20 all'ora saltano gli ammortizzatori... Carichiamo in macchina una donna che era alla fermata del tram alla quale chiediamo informazioni e che, con la scusa di indicarci la strada, si fa portare a casa dall'altra parte della città. Per tutto il tragitto ci mostra i luoghi dove è passato il Papa. Racconta entusiasta (svegliando con la sua agitazione Alice che dorme):
qui nella piazza c'era il palco, fino laggiù era tutto chiuso e c'erano le transenne per non fare andare la gente in mezzo alla strada...
Finalmente arriviamo all'albergo. Alla reception (tanto per cambiare) ci dicono che non hanno nessuna prenotazione a nostro nome. Ci accompagnano al bar dalla direttrice che invece si ricorda di noi e con aria complice ci dice
vi aspettavo, è tutto pronto
Concordiamo con lei che se ci fa lo sconto prendiamo tutti la camera lì. Ci fa lo sconto
Il meeting si svolge nella sala conferenze dell'albergo. Finiamo alle 8 e quando abbiamo portato poi in camera tutto il nostro armamentario sono talmente stanca che se non ci fosse il ristorante sotto, andrei a letto senza cenare. Michal, carino, va ancora a comprare le sigarette e un'enorme torta di crema, burro, papavero e pan di spagna.
per domani mattina a colazione..
Ceniamo attorniati dai vari clienti seduti in diversi tavoli che hanno invitato tutti una o più ragazze a mangiare.

venerdì 3 agosto

Abbiamo tutto il giorno per arrivare a Kijev, quindi non è il caso di fare la levataccia. Partiamo alle 8.
Chiediamo indicazioni per uscire dalla città (cartelli nessuno) e sale in macchina un tipo puzzolente. (qui fanno tutti autostop e appena ti fermi salgono)

Io non me ne accorgo e chiudo il finestrino per sentire cosa dice. Alice (mi racconta dopo) muore e per salvarsi prende il ventagliio. Il tizio fa anche degli strani rumori con la bocca. Michal si schifa. Io non capisco cosa succede e racconto al tipo quanto ci piace l'Ukrajna e che sappiamo anche una canzone e gliela canto. Quando il tipo scende fuori città Alice è furibonda e intossicata.

Viaggiamo tutto il giorno. Alice è persa nella lettura di un libro che le ha prestato Marco-il-genovese, "Soltanto amici" di Robin Sysman, 200 pagine d'amore e ironia, dice.
Facciamo una sosta sola. Mangiamo qualche cracker, l'insalatissima e due gelati.

Lungo la strada sempre mucche dappertutto, ce n'è una perfino nell'aiuola spartitraffico tra le due corsie di un pezzo di autostrada. Anzi non la chiamerei autostrada, il limite è dei 90 e, a tratti, ci sono i centri abitatati, cioè loro li chiamano centri abitati (anche se di case ce ne sono tre), per darti le multe.

Al primo di questi "centri" infatti mi fermano! Quelli dietro, che se ne accorgono in tempo, proseguono. Io so che purtroppo in Ukrajna da circa tre mesi c'è una nuova legge in vigore: non si possono pagare multe per la strada. Questo è il trucco che hanno organizzato per cercare di evitare la corruzione dei poliziotti. I poliziotti dovrebbero darti la multa che poi si paga al SUD (?). Io sapevo di questa novità perché me l'aveva raccontato una mia cliente sposata a Torino e che era tornata a Odessa a trovare i parenti. Per gli stranieri però questo è purtroppo un aggravio di spese perché ditemi chi ha voglia di andare a cercare il SUD e poi tornare dal poliziotto a riprendersi i documenti che nel frattempo lui detiene in ostaggio. Nessuno. Quindi i poliziotti ti "fanno il piacere" di andare loro a pagare la multa che ti danno. Con un po' di mancia... e senza ricevuta!
I miei poliziotti stimano "multa-e-disturbo" 225 grivni che sono più o meno 112.000 lire. Io, anche se non sono in vena, attacco a fare la scena. Questa volta non posso negare, quindi chiedo scusa.
Izvinite, gaspadinscusate signore
izvinite, izvinite, sichas ja medleno scusate, scusate, io adesso lentamente
ne straf pazhalustano la multa prego
ja rabotaju vsio denio lavoro tutto il giorno (ma mi sa che la declinazione sia sbagliata)
u minja net denghinon ho soldi
Dopo 5 minuti di cantilena quello mi propone "solo" 150 grivni.
Io, disgustata, torno alla macchina e chiedo a Michal quanto fa in lire, lui me lo dice, mi dà il portafoglio e io torno alla carica dal poliziotto con 60 grivni in mano (che comunque sono 30.000 lire) e mi immedesimo talmente nella parte di DEFICIENTE-CHE-SI-SCUSA-PER-ESSERE-ANDATA-AI-70-ALL'ORA IN-AUTOSTRADA-CON-UNO-CHE-FA-CONCUSSIONE-E-RICATTO,
che comincio ad autocommiserarmi e mi metto a piangergli nel finestrino. Così quello, coi grivni bagnati di lacrime mi rende la patente e il libretto.

Arriviamo a Kiev verso le 4 e mezzo del pomeriggio, giriamo mezz'ora per trovare l'hotel DzhuljaniJulien, l'albergo dell'aeroporto Dzhuljen (è l'albergo dei piloti delle linee interne), pittosto economico e decisamente spartano, Alice dice che fa schifo.
[nota di Michal: la camera singola 105 grivny, la doppia 120 e la tripla 162]
Con Marco-il-genovese va in cerca di una tessera telefonica ma l'ufficio è chiuso e non riesce a capire dove si possa comprarne all'infuori di lì: è furiosa.
Prima della solita cena da McDonald's, accompagnamo da un meccanico Marco-il-romano: il suo problemino è la marmitta dell'Alfa che si è staccata e ha fatto fondere il paraurti. Il ragazzo, giovanissimo, fa un lavoro eccellente.
Alle 10 siamo già a letto, domani c'è il meeting di Kijev e sarà dura...


continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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