domenica 12 agosto

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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita è quasi buio, usciamo da Charkov molto melanconici.. tutta l'allegria che avevamo a pranzo, assaporando la gioia di un nuovo viaggio, ora è svanita. Silenziosi ci guardiamo intorno e le luci del tramonto non fanno che aumentare la brutta sensazione
[nota di Michal: Ma questo lo dice Beta, che aveva fame. Io (mmc) ero contento. Sapevo che volevo arrivare in un bell'albergo.
Cercavo solo un bel posto per sfamare l'autista, senza uscire dalla direzione. ]

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Ogni tanto vediamo un palazzo sventrato, a volte complessi in costruzione, ma abbandonati
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita lassù c'è scritto "Fama alla nostra patria": discutiamo mezz'ora sul senso di queste parole
[nota di Michal: Non ne abbiamo mai discusso, se non ognuno per contro proprio nella mente; io (mmc) ho pensato che era un' espressione di nazionalismo (avrei accettato fama agli eroi della patria, ma cosi?). ]
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[nota di Michal: Bettina ci fa girare dentro la zona del mercato. Non vuole chiedere ai tassisti (sì anni fa non volevo io, ora gliel'ho trasferito a lei, mentre io ho cambiato)
Siamo saliti pure in un ristorante dove si paga l'entrata, una specie di discoteca, ma sono presuntuosi e hanno poca scelta, e noi vogliamo scegliere stasera. ]

Andiamo ancora a cena, vicino a un mercato, all'aperto, con la macchina sott'occhio, mangiamo malissimo e perdiamo un sacco di tempo e poi
[nota di Michal: Ci siamo fermati in un comodo motorest, hanno le camere, ma sembra piu caro, del "nostro" con la piscina e non ha il parcheggio.]
viaggiamo fino a notte fonda e riusciamo ad arrivare di nuovo a Slavjansk: oramai quell'albergo ci piace. Ci danno una camera con il balcone e quindi con la finestra spalancata non soffriamo il caldo.

lunedì 13 agosto

Anche stamani guardiamo la piscina senza che ci passi nemmeno lontanamente per la testa di fare il bagno.. Ci mettiamo anzi subito in viaggio perché siamo ansiosi di sapere cosa sarà di noi.. Riusciranno i nostri eroi ad arrivare ad Istambul? in Grecia?

Arriviamo a Doneck verso le 10 del mattino, recuperiamo i passaporti e gli occhiali di Maurizio. Alla reception dell'hotel ci dicono che ha chiamato la polizia e che voleva Michal:

hanno lasciato un numero di telefono, bisogna richiamare e chiedere del tenente [traduzione libera del grado] Tal dei Tali.
Michal è euforico, povera stella, crede davvero che abbiano preso i ladri e ricuperato il bottino...
Comunque la curiosità è forte, telefoniamo e ci dicono che il tenente arriverà a mezzogiorno e allora
[nota di Michal: siamo andata alla "centrale" che conosciamo. Alla reception ci mandano alla centrale del quartiere, il poliziotto ci spiega dove trovarla (facendo attenzione a non avere ambedue le due mani occupate, fa scrivere a me l'indirizzo... ha una pistola adosso). Andiamo (subito dopo il supermercato Belyj Lebed --- Cigno bianco) ]
decidiamo di andare in "centrale" di persona. Ci andiamo, entriamo in un palazzo blindato, ci fanno entrare, poi richiudono il cancello con 5 mandate: giriamo a non finire prima di trovare l'ufficio giusto e poi ci fanno aspettare... Dopo un po' non ce la faccio più e me ne vado, Michal invece resiste.
Io esco e lì fuori assisto ad un andirivieni incredibile di cellulari con poliziotti e carcerati che arrivano, vanno, vengono. Si somigliano tutti, se non fosse per le manette e le divise...

Con Alice andiamo in un negozio lì davanti e compriamo o gelati, Michal arriva dopo un'ora buona, visibilmente deluso

Macché preso i banditi, non hanno nemmeno cominciato le indagini.. anzi, voleva convincermi a ritirare la denuncia. Mi diceva: ma tu (mi dava del tu) se noi prendiamo qualcuno, vieni a fare il riconoscimento? torni in Ukrajna? Gli ho sempre risposto di sì e che la denuncia non la ritiravo affatto.
Bene, vuoi vedere che Doneck la rivedremo ancora?

Per il momento però non abbiamo più nulla da fare qui e quindi cominciamo questo infinito viaggio che ci aspetta. ... Odessa, ma quanto è lontana?
[nota di Michal: andando verso McD. perdiamo la strada. Finiamo in una coda dietro a un camion con la ruota a terra. (o un incidente?)
Andiamo verso sud, con il sole negli occhi (io dormo), Bettina lotta con la distanza. Comunque Beta diventa nervosa a Melitopol, compro i gelati, mentre lei dorme.]

 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita sono stanchissima.. ma non si vede mica!

[nota di Michal: Andiamo lungo un canale. dall'altra parte coltivano i pomodori. Facciamo centinaia di kilometri senza incontrare nessuno, siamo quasi senza benzina, deviamo per entrare in un paese e trovare gasolio: Novaja Kachovka]
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita attraversiamo di nuovo il Dnepr
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Alice legge un libro di storia e poi ce lo racconta capitolo per capitolo
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita viaggiamo ore e ore senza fermarci: man mano il traffico, da nullo che era, diventa sempre più intenso
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.. e poi di nuovo kilometri e kilometri in mezzo a una campagna a volte arida e brulla, a volte invece acquitrinosa.
E' di nuovo un caldo infernale, lungo il rettilinneo vedo in lontananza un enorme struttura di ferro che serve per irrigare i campi, solo che, essendo un po' storta, ogni volta che finisce un "giro" allaga tutta la strada vicina... Che meraviglia, ci posteggiamo lì sotto e ci prendiamo una doccia fantastica!
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Arriviamo a Odessa che è già buio, tutti speranzosi ci precipitiamo al terminal navale, non dobbiamo nemmeno scendere dalla macchina, il ragazzo del posteggio ci dà già la brutta notizia: i traghetti per Istambul partono due volte alla settimana, alle 6 di sera, il lunedì e il sabato. Ce lo siamo perso per poche ore...
Siamo stanchi nervosi e depressi, cerchiamo un albergo e non lo troviamo, tutti pieni...(quelli per le nostre tasche). Michal vuole tornare al terminal, Alice vuole proseguire, io sono fusa. Dormiamo fino alle 5 del mattino nel piazzale sotto la scalinata Potjomki
[nota di Michal: Non è vero: abbiamo dormito lontano da lì. Bettina comunque voleva dormire in centro, ma questo bel posto lo abbiamo trovato solo il giorno successivo all'alba.]
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martedì 14 agosto

All'alba infatti Michal ed io ci svegliamo e andiamo al porto a informarci. Alice continua a dormire
E' una mattina umida, nebbiosa e fredda, ci vuole un maglione
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Michal va a dare un'occhiata al nuovo lussuosissimo albergo che hanno costruito sul mare. Io sono congelata e mi avvio alla macchina, poi lui arriva di corsa...
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita c'è una nave ormeggiata: si chiama "General Vatutin"
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita il giro è poco fruttuoso, alle biglietterie non ci dicono altro di quello che già sapevamo, un vecchio marinaio ci dice di provare a Ilitchevsk, qualche kilometro più a sud, ci sono delle navi mercantili che partono per Varna, porto della Bulgaria .. ormai siamo in ballo e balliamo. Andiamo a riprendere Alice che dorme come un ghiro e usciamo da Odessa.
[nota di Michal: siamo andati a chiedere per il traghetto. Confermano che l'unico è partito ieri, il prossimo il 23. Poi da Iljtchevsk. Ci danno il n. di telefono, chiamo e sveglio qualcuno, è sbagliato. Riprovano loro con un altro prefisso, voilà ci dice che parte stasera, lo possiamo trovare!). La hall è bella: telefoni, guide]
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Sotto il ponte passa la ferrovia e fotografiamo i vagoni container pieni di ferro

Per arrivare a Ilitchevsk ci mettiamo mezz'ora, attraversando per una decina di volte la ferrovia, a un semaforo sentiamo una frenata pazzesca e io vedo nello specchietto retrovisore un vecchio che fa un volo assurdo.

L'hanno messo sotto...
Ci fermiamo e andiamo a vedere, il vecchio si sta già alzando e chiede scusa lui all'automobilista che, preoccupatissimo era sceso a soccorrerlo. E li guardiamo, il vecchio che se ne va tutto curvo, e dolorante, l'automobilista dietro a lui che lo segue e gli pulisce la giacca impolverata
Arriviamo al porto di Ilitchevsk, c'è un bar deserto, un passaggio a livello chiuso, un distributore. Dobbiamo andare in bagno, il bar non ce l'ha, andiamo dal distributore e quando la tipa ci vede avvicinare a piedi si chiude dentro. Resistiamo, andiamo a cercare la nave. La troviamo, anzi ne troviamo due, in genere caricano solo camion, ma possono fare uno strappo.
Quanto costa? non lo so, bisogna chiedere al comandante, ora non c'è, venite stasera. La nave parte alle 7, voi venite alle 7 meno un quarto e il capitano ci sarà...
Ma sono pazzi qui. Andiamo in un altro ufficio: la nave parte il venerdì, sanno solo il costo per i camion, passeggeri non ne hanno mai presi

Io voglio fare colazione, propongo di proseguire, intanto fino alle 7 di stasera che arriva il capitano qui non abbiamo nulla da fare. andiamo alla frontiera Moldava a vedere se ci fanno passare..

Due anni fa volevamo andare in Moldavia e avevamo chiesto a Kijev all'ambasciata moldava, ci avevano detto che ci voleva il visto, ma che lo potevamo fare solo in ambasciata, non alla frontiera. Quindi andiamo a vedere, abbiamo tutto il tempo.

Alice ci legge il libro con tutte le informazioni, Michal controlla la cartina e non sa decidere la strada perché non si capisce se i collegamenti ci sono o no tra le anse del mare, le foci dei fiumi o i laghi

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Questo ponte infatti non era segnato, è lungo circa 5 kilometri ed evita la strada che costeggia il lago
Arriviamo a Izmail e scopriamo una cittadina ridente ed elegante, ci sono un sacco di alberghi, ristoranti, negozi. Poi una volta entrati, cambiamo idea, non sono poi così carini come pareva da fuori. Continuiamo a mangiare insalatissime.
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita ogni tanto la pausa caffè
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita A lato della strada c'è il filo spinato. Quindi vuol dire che siamo alla frontiera.... Ci perdiamo 50 volte, le strade non sono segnate, chiediamo dov'è la frontiera e la gente ci guarda con l'occhio fisso, come se non capissero.
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Riprendiamo la strada in un labirinto tra laghi, fiumi e canali. Finalmente a un incrocio pieno di gente e di pecore ci indicano la frontiera.. due kilometri avanti: la frontiera con la Moldavia è laggiù ...
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continua.. in Moldavia

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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