domenica 12 agosto

Mi incollo dietro a un pazzo che va ai 140 all'ora e sfrecciamo uno dietro l'altro sulla strada semideserta che arriva a Charkov. Si capisce che è un autoctono perché , ogni tanto, rallenta di colpo, come preso da improvviso raptus, procede lemme, lemme per un kilometro circa, poi schizza di nuovo via... è divertente passare ai 50 all'ora davanti ai poliziotti appostati e poi riprendere la corsa. Corriamo tanto che alle 9 siamo già a Charkov.

Michal e Alice si svegliano, (non si sono goduti la corsa) proprio all'ingresso della città.

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E ora che facciamo?
Beh, direi che come prima cosa c'è da andare a bisticciare con l'albergo... Direi che è meglio togliersi subito il dente
attraversiamo l'enorme città, pomposa ed elegante, con corsi e viali alberati larghissimi e costeggiati da palazzi primo-novecento, a volte decorati da mosaici coloratissimi e arabescati.

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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita bello questo incrocio..
gia a destra.. andiamo a Mosca, oppure diritto a Varsavia?
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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita L'albergo è quasi fuori città, in un parco.
Alla reception ci sono 5 impiegate e quando chiediamo di vedere la sala prenotata si lanciano sguardi d'intesa, poi una di loro smette di fare le smorfie e ... ci "sgrida" , con aria bonaria come se ci avesse pescato a rubare la nutella...
noi sapevamo che sareste arrivati, ce l'hanno preannunciato le tante telefonate che abbiamo ricevuto per voi! Voi però, mattacchioni, non ci avete avvertito che venivate... non sapevamo cosa dire a chi telefonava.. non avevamo avuto da voi nessun cenno... e pure le lettere che abbiamo ricevuto..
e voltandosi in una casella pesca una decina di buste indirizzate a "Maruska" hotel Mir, Charkov!!
ce n'è una che arriva dal Sud Africa...
Al solito siamo seccatissimi, ripetiamo per l'ennesima e, finalmente, ultima volta la solita solfa
Abbiamo prenotato a giugno. Questo è il fax di conferma
Si spiega anche qui l'equivoco (o il complotto?!). La nostra conferma non era dell'hotel, era del salone, al secondo piano sottoterra, che con l'albergo non ha niente a che fare...
Michal è acido e sarcastico quando ribatte:
se non che sulle guide telefoniche ha lo stesso numero di telefono e di fax!
non fanno una piega...
.. e ma qui anche se il numero è lo stesso bisogna specificare a chi si intende rivolgersi... voi volevate un salone grande e vi hanno indirizzato al salone da ballo, potevate dirlo....

ma dirlo cosa? ma a chi?

Usciamo dall'enorme hall con le 5 impiegate che ci accompagnano con lo sguardo e scendiamo le due rampe di scale per entrare in un bellissimo e un po' buio salone con una grandissima pista, un soppalco e un centinaio di tavolini. La cosa veramente bella è che c'è una grande vetrata che guarda su un cortile con il dehors e la fontana in mezzo. Assolutamente perfetto: si arriva con la macchina ad un metro dall'entrata, si possono fare le foto fuori con la luce del sole, fa fresco e c'è il bar. Cosa vuoi di più? Il direttore che sembra un mafiosetto americano ci fa il prezzo in grivni e in dollari. In dollari è decisamente meglio... Ci chiede se deve deve far venire i barman ((!?) ma cosa crede che succederà qui, questo qua?), gli diciamo di no, lui ci pensa un pò e poi alzando le spalle dice
ma io li faccio venire lo stesso..
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita questo è il retro dell'albergo con l'entrata nel "nostro salone"
Ritorniamo in città, la giriamo in lungo e in largo e la troviamo, ma forse è perché oggi è domenica e la gente se n'è andata in vacanza, piuttosto desolante.. Cerchiamo, ma poco fiduciosi, un posto dove trovare informazioni per il nostro viaggio di rientro. Michal prova a telefonare a sua mamma per sapere se avrà bisogno di un visto per la Moldavia, la Turchia... A casa di sua mamma non c'è nessuno, prova con suo padre, nemmeno.
 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita Ecco laggiù c'è zio Mec..
Tanto per cambiare ce ne andiamo al solito McDonald's, ma oggi ci portiamo diero tutte le mappe e cartine che abbiamo.... e così, seduti a un tavolino al fresco, mangiando, bevendo, ("peccato solo che non si fuma", dico io, meno male invece! dicono Alice e Michal) concertiamo il rientro. Alice è entusiasta, Michal soddisfatto, io un po' meno... sono sempre molto ansiosa e la vista di tutti quei kilometri e il pensiero di strade e frontiere sconosciute mi scombussola
Mamma! Non dirmi che hai paura!
Paura direi di no, anche se la paura è un buono e sano meccanismo di difesa, ma si prova quando si sa "dove" e "qual è" il pericolo, qui abbiamo a che fare piuttosto con l'indeterminato, sono solo un po' angosciata, inoltre me ne vergogno, sono sempre io la prima che sprono tutti i miei clienti ad andare, a buttarsi nelle avventure, ho nelle orecchie le mie parole, ripetute fino alla nausea:
la gente è bella, sarà un viaggio magnifico
Quindi bando alle ansie .. sono anch'io entusiasta: andiamo a Odessa (ma dobbiamo passare da Doneck per riprenderci i passaporti) da lì prendiamo il traghetto per Istambul e poi rientriamo girandoci la Grecia. Se il traghetto per Istambul non c'è ce la facciamo in macchina!
Quando usciamo finalmente mi fumo una sigaretta, dall'altoparlante sentiamo Toto Cutugno che canta l'Italiano Vero, e siamo così allegri che ci mettiamo a ballare  - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita
Oggi è l'ultimo meeting e si sente nell'aria.. gli uomini rimasti tirano le somme, Alice intervista anche loro oltre che le ragazze
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le ragazze si accalcano al computer per vedere le foto che Michal ha scattato, consultano i libri con le schede degli uomini e scrivono la loro "proposta di incontro". Alice, continua a filmare imperterrita...

Nella veranda fuori dal salone ci sono invece le "coppie" che chiaccherano e cercano di capire in pochi minuti se vale la pena proseguire la conoscenza..

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 - a questa immagine ‚è collegata l'immagine ingrandita ma cosa succede? qualcuno è impazzito e si sta portando via una ragazza (e lei è senza maglietta)?

... vediamo..



continua ....

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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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