agenzia matrimoniale Maruska - domande e risposte del mese di dicembre 2004

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dicembre

Date: Mon, 20 Dec 2004 23:54:56 +0100

Gentile e cara signora,
è il momento di tornare a Lei. Non posso innanzi tutto far passare questi giorni senza fare i miei più cari auguri di Natale a Lei ed a tutta la squadra. Ma è anche il momento di farle sapere un pò di come vanno le cose dopo il bellissimo viaggio di questa estate. Lei sa che il mio silenzio non è mai assenza ma solo gestazione.

Del viaggio di ritorno penso sia stata informata nei dettagli da Guido Roberto e Gianni con cui abbiamo legato a meraviglia. Avrà saputo dell'avventura a 300 Km da Mosca quando in piena campagna la cinghia dell'alternatore si è rotta perché il bravo meccanico si era scordato di cambiarla sin dal primo tagliando. Mi sono trovato all'improvviso con tutte le spie accese in una strada semi deserta e sotto la pioggia. Per fortuna a pochi Kilometri abbiamo trovato un officina (si fa per dire) ma con due bravi, veramente bravi ragazzi. Quando mi hanno detto candidamente che non avevano una cinghia per l'Alfa ho detto calmo calmo che dovevano mettere quello che avevano purchè riuscissi ad arrivare a Vilnius. E' cominciata l'avventura. Alla fine mi hanno montato una cinghia che con molta fatica non è saltata via. Ma era dura come un sasso e sfrigolava in modo osceno. Il bravo meccanico è passato ai vecchi metodi ed ha cominciato ad ammorbidirla con il sapone, proprio come ai bei tempi dei quando ero universitario con la cinghia della cinquecento. Per fortuna Roberto ha trovato uno spray idoneo alla bisogna ed è cominciato il viaggio di ritorno.

A Vilnius andava ancora tutto bene e anche a Varsavia e anche dopo vicino al confine con la Repubblica Ceca. Sia come sia ci siamo fermati ad un centro Fiat perché era la Stilo che faceva strani rumori. Ne ho approfittato per far vedere anche la mia macchina. Aperto il cofano il meccanico si è messo le mani nei capelli con un Oh pieno di stupore. Ma anche loro non avevano la cinghia. Breviter sono arrivato a Roma con la cinghia del trattore anche avendo osato qualche cosa. Infatti dopo Vienna quando i tre hanno deciso di fare tutta una tirata unica fino a Torino è cominciata un tour notturno sulle autostrade austriache con andatura da Rally. A Roma la sorpresa - cui io stesso non credevo - era che la macchina stava perfettamente. Ammortizzatori, sterzo, sospensioni a posto e - incredibile a dirsi - neanche un filo di olio consumato. Lei è buona testimone delle buche-voragini in cui siamo finiti anche a piena velocità.

Tutto il resto è scivolato via senza eccessivi problemi tranne la "canata" in russo con le guardie di frontiera Lituana. Senza accorgercene abbiamo passato la striscia gialla che impone lo stop alle auto prima di entrare nel box della guardia doganale. Passaporto e carta di circolazione bloccati e macchine parcheggiate da un lato. E' cominciata l'attesa perché nessuno aveva capito bene cosa era successo. Contestazioni a non finire ma nulla di concreto a seguire. Alla fine mi sono fatto avanti e ho chiesto cosa ci bloccava. La situazione si è fatta subito evidente. I tre doganieri stavano tutti insieme (si controllavano l'uno con l'altro sulla piccola torta da dividere) e continuavano a dire che avevamo fatto una cosa gravissima. Non si poteva tornare indietro perché tutto era stato ripreso dalla telecamera di servizio. Non potevo parlare con il capo della dogana che controllava la telecamera perché era occupato. A questo punto essendo tutto chiaro è cominciata la oscena contrattazione. Avremmo pagato ed avremmo accettato di non verbalizzare, ma non in euro. Alla richiesta dei cento euro infatti ho rilanciato con i cinquanta rubli. Nella sceneggiata discustosa ho avuto il colpo di fortuna. Fingendomi altamente irato sono andato a vedere cosa diceva il cartello che imponeva lo stop. Naturalmente diceva semplicemente stop. Ma la fortuna è stata che facendo così sono finito nella telecamera e probabilmente qualcuno deve aver visto. Sia come sia il doganiere è arrivato con documenti e passaporti che mi ha cortesemente consegnato e siamo potuti ripartire tranquillamente.

E il viaggio è scivolato via tranquillamente sebbene al ritorno ho avuto ancora più netta la percezione delle distanze. Veramente non si arrivava mai. E sì che non ero solo come nel non dimenticato e leggeremente folle viaggio di andata non stop 48 ore di seguito.

Per le cose invece più importanti le cose non sono andate in modo meno avventuroso e davvero incredibile.

Nella mai dimenticata Samara sulle rive splendide e romantiche del Volga, le cose erano andate nel modo migliore, come mai in passato per vero. Cenare sul battello con il sole del tramonto in fronte e lo sciaboradare delle onde sulle fiancate del battello è qualcosa che non dimenticherò facilmente. So che lei mi comprende.

[OMISSIS]

Questa sera desidero lasciarla facendole sapere che non ho dimenticato l'aiuto consistente e la generosità leale e pulita di Micael alla frontiera di Kerch nel match con gli avidi doganieri. Ma sopratutto desidero farle sapere che la cosa che più mi ha colpito nel viaggio di questa estate vissuto spalla a spalla in tante situazioni ora difficili, ora divertenti è stata la incredibile gioia di vivere, la grandissima umanità e il profondo amore alla vita che ho colto in lei. Lei non potrebbe fare altro che il lavoro che fa, il quale poi non è un lavoro ma un pezzo di vita e di esperienza d'anima semplicemente donato agli altri. Per questo la sento vicinissima in questa avventura senza fine e dilatata in una dimensione spazio temporale spirtualmente senza limiti.

Mi abbia sempre caro e mi saluti tutti, veramente tutti

Buon Natale

Emilio


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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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