Nikolaj Vasiljevitch Gogol

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Grande scrittore, drammaturgo, satirico russo (1809-1852)

Il suo romanzo più conosciuto è Le anime morte (1842).

Nikolaj Vasiljevitch Gogol nacque il 20 marzo 1809 a Sorotchinci, regione di Poltava, in Ucraina, da una famiglia di possidenti ruteni.
Studiò al liceo di Niezhin, poi lasciò la madre, teneramente amata dopo la morte del padre e da Pietroburgo, dopo un primo insuccesso letterario fuggì all'estero. Tornò poi a Pietroburgo e riuscì ad acquistare una certa stima negli ambienti letterari e nel 1834 amici influenti del circolo di Puschkin gli procurarono perfino una cattedra in storia all'Università (si risolse in un pieno insuccesso!)

Nel 1831 aveva ormai pubblicato due volumi di racconti ruteni, dal titolo Le veglie alla fattoria di Dikanka, a cui seguiva nel 1835 la nuova raccolta di Mirgorod, dove accanto al carattere coloristico e ralistico compare, nelle novelle di Taras Bulba, l'elemento storico-epico ispirato alla prima civiltà cosacca.

Il successo è grande e Gogol si può dedicare ormai con tutte le forze alla creazione letteraria.

Nel 1836 fa rappresentare l'Ispettore, satira atroce del mondo burocratico del tempo di Nicola I, che suscita la violenta reazione degli ambienti colpiti e procura a Gogol le prime amarezze: a questo proposito una storia raccontata da Luigi Forlano: Gogol a Mogilev Podolskj


Ottenuta una pensione imperiale e il permesso di soggiornare all'estero, Gogol va in Italia, a Roma, dove cerca di formarsi sulle opere d'arte, frequenta i ciroli artistici, sospendendo quasi del tutto i contatti con la patria.
Ma già nel 1835 (su spunto suggeritogli da Puschkin) aveva iniziato le Anime morte, e continua unicamente questo libro in questo soggiorno romano. Nel 1842 riappare a Pietroburgo e pubblica il 9 maggio le Anime morte. A quella data risale anche la commedia minore Il matrimonio.
Lanciate nel 1846 le Lettere scelte che furono definite un'apologia della schiavitù, e avvelenato così definitivamente ogni rapporto con i suoi connazionali, Gogol gira tra Roma, Wiesbaden e Parigi. da Roma nel 1848, va in cerca di pace fino a Gerusalemme.

Di ritorno in Russia, continua senza tregua il tormentoso lavoro che lo ha accompagnato in tutti i viaggi - il lavoro di prosecuzione e rifacimento della seconda parte delle Anime morte - fino alla notte dei primi del 1852, in cui svegliato il servitore e fattosi accendere il caminetto, piangendo getta il manoscritto nel fuoco.
Fu trovato morto dinanzi alla Santa Immagine in Mosca il 21 febbraio 1852

E' sepolto nel cimitero del Monastero Novodevicij


da "Le anime morte": Terra di Russia parte prima, capitolo undicesimo


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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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