Fjodor Michajlovitch Dostoevskij

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Fjodor Michajlovitch Dostojevskij nacque a Mosca nel 1821. Studiò a Mosca e a Pietroburgo ingegneria. A 18 anni ebbe la sua prima crisi di epilessia, forse alla notizia della morte del padre, assassinato dai suoi stessi contadini che lui, dedito al bere trattava come bestie.

Scrisse molto già da giovanissimo, vari romanzi, (Povera gente, Il sosia, La padrona) tradusse in russo l'Eugenie Grandet di Balzac. Nel 1849 fu condannato a morte per aver partecipato alle riunioni in un circolo fourierista, gli commutarono poi la pena annunciandoglielo quando era già sul patibolo. Passò quindi 5 anni di prigionia a Omsk e 5 anni di confino a Semipalatinsk. Riacquistata la libertà riprese a scrivere, a Pietroburgo, dove collabora col fratello alla conduzione di due riviste: Vremja e Epoha. Pubblicò Il sogno dello zio, Il villaggio di Stupantchikovo, Umiliati e offesi e nel '62 Le memorie da una casa di mortinel quale racconta della sua prigionia
Profondamente deluso da un suo viaggio in Europa ne scrive in Note invernali su impressioni estive. Continua con i grandi romanzi: Delitto e catigo, L'idiota, I demoni, L'adolescente, I fratelli Karamazov

Vedovo della prima moglie si risposò con Anna Grigorevna Snitkina che lo aiutò a far quadrare il bilancio economico-familiare che spesso era fallimentare e lo costrigeva a riparare all'estero per evitare i creditori.
Negli ultimi anni di vita, tranquillo economicamente con quattro figli (due morirono però in tenera età) ebbe enorme successo e riconoscimenti.
Morì a Pietroburgo, sessantenne, il 9 febbraio 1881


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pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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