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Armenia

bandiera armena
inno della Armenia

Capitale: Erevan
attraversata dal fiume: Razdan
Supeficie: 29.800 mq.
Popolazione: 3.766.000

Lingua

Religione Gruppi etnici

principali città:

moneta: dram (1 dram=100 lumas)

confina

montagna più alta: Aragac 4090 metri

giorni festivi:
1-2 gennaio capodanno
6 gennaio epifania
4 aprile festa della mamma
24 aprile genocidio Armeno
9 maggio giorno della pace e della Vittoria
28 maggio giorno della I repubblica
5 luglio giorno della Costituzione
21 settembre giorno dell'Indipendenza
7 dicembre giorno delle vittime del 1988
31 dicembre

  • cartine geografiche

  • cartoline


    in Armenia hanno abolito la pena di morte: amnesty
    Le informazioni seguenti sono state gentilmente offerte da Marco Zava
    Riguardo alcuni importanti musei della citta:
    Hotel: (scritto il 23/10/2000)
    Yves Ternon, storico francese, pubblica con Rizzoli la storia di un popolo, ma principalmente di un genocidio, per il quale forse, nei nostri libri di storia, non vengono spese molte parole.
    Un genocidio consumato per mano dei Turchi tra il 1915 e il 1916, approfittando della Grande guerra come paravento.
    Accusati di essere intimamente bellicosi e infedeli, la Turchia dipinse gli armeni come traditori. E con questo poco fondato (e forse costruito) sospetto comincio' a chiedere la consegna delle armi. Sempre troppo poche quelle degli armeni, e i notabili venivano chiamati a renderne conto, torturati e saccheggiati tanto nell'animo quanto nel corpo al punto di arrivare ad estorcere loro confessioni di presunti contatti col nemico, e poi uccisi. Una specie di caccia alla strega.
    E questa caccia portava cosi' alla deportazione dell'intera comunità.
    Bisognava abbandonare ogni proprio bene e i maschi in forze venivano giustiziati. Donne, vecchi e bambini partivano verso la Mesopotamia, ma pochi di loro riuscivano a raggiungerla: fame, stanchezza, rapimenti, stupri, sadismo.
    Di salvezza se ne puo' parlare solo nel caso del Mussa Dagh, la "montagna di Mosè". 4200 persone riuscirono a salvarsi grazie all'aiuto di una nave francese che li porto' a Porto Said, Egitto.

    Questo sfortunato popolo si era trasferito in questo importante crocevia geopolitico tra il nono e il settimo secolo a.C., dalle steppe russe e dalle pianure del basso Danubio, attraversando il Bosforo. Nel 300 vennero convertiti da Gregorio, creando il primo regno cristiano, circondato da paesi islamici carichi di intolleranza e di malevolenza. Oggi sono circa sei milioni: tre nella Repubblica armena e gli altri sparsi per il mondo per ragioni di sopravvivenza.
    Poche sono le scelte quando si parla di persecuzioni, emarginazione e miseria.


    pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova

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