agenzia matrimoniale Maruska

118176 e 18004

Date: Mon, 7 Feb 2005 22:04:52 +0100

Gentile e carissima Signora,

Azalia ha detto sì ed io naturalmente sono felice. A Kiev da cui sono tornato proprio oggi, abbiamo passato momenti molto belli e molto importanti. Momenti che si sedimentano velocemente nella memoria e diventano quei punti di riferimento essenziali per il cammino in parete che l'alpinista esperto tiene sempre presenti nella sua scalata. E la strada per il matrimonio è appunto una scalata importante fatta di punti di riferimento che si incontrano, si trovano, si spiegano e si metabolizzano per andare oltre. Arriva poi il momento in cui è più facile arrivare in vetta che tornare indietro affrontando in scesa quei passaggi pericolosi che non sono meno difficili in discesa che in salita. E' il momento del "no go back" ( non c'è espressione latina che io conosca per questo concetto). Ed è precisamente il momento che è arrivato a Kiev in questo non dimenticato week end al Bratislava. Il nostro matrimonio è fissato in una data che oscilla tra il 15 Agosto e l'otto dicembre. Tutto dipende dai timbri, dai bolli e dalla burocrazia. Infatti giudico essenziale che Azalia venga almeno per un tempo a Roma come ultimo passaggio in parete prima di puntare direttamente sulla vetta.

Ho letto le varie e mail dei suoi clienti e non ho il minimo dubbio che la situazione dei visti sia - almeno a breve - caotica. Non ho fatto a tempo ad andare all'Ambasciata (maiora premunt) ma ora si apre il rompicapo di far venire Azalia a Roma. Ritengo che in tempi brevi la situazione muterà radicalmente e l'Ukraina sarà equiparata alla Russia. Questo ha chieso Iuscenko e questo desidera la Comunità europea. E non può essere diversamente. Ma nei prossimo mesi ci sarà da tribolare.

Ad ogni buon conto abbiamo deciso come primo passaggio di cancellarci dall'agenzia e di passare tra le coppie e di non stare più nella voce "in ricerca". La ricerca è finita.....

La mia visita a Kiev è coincisa con la sessione di apertura del parlamento che la TV ha mandato in onda a ripetizione. Ho trovato una città in qualche modo diversa. Sempre una grande stretta al cuore vedendo le vecchiette a sbarcare il lunario vendendo nei sottopassaggi della metropolitana le mele e le carabattole. E tuttavia l'aeroporto è irriconoscibile. Luminoso, efficiente, e pulito. Le pratiche di ingresso velocizzate e semplificate al massimo ( 10 minuti dieci) ed il taxi dall'aeroporto all'albergo con lo stesso prezzo all'andata ed al ritorno. Nulla a che vedere con l'ambiente semibuio, freddo, burocratizzto e ostile del mio primo arrivo con 5 costole rotte e senza che nessuno dicesse una parola di inglese. La temperatura come al solito gelida (meno 15) ma il sole luminoso di Febbraio a fare da singolare contrasto in uno con la neve abbagliante e queste splendide ragazze ukraine avvolte nei loro pastrani che lasciano intravedere occhi e capelli splendidi e sembianze sinuose e femminili a fare da cornice alle nuove sensazioni che si affacciano. C'è un qualche cosa di nuovo che si respira che non riesco a tradurre in termini precisi ma che mi porta a dire che ormai (contrariamente alla Georgia ed al Tashkent ed alle altre repubbliche dell'Asia Centrale) la partita con i sovietici è definitivamente chiusa. Nonostante prevedibili e pericolossissimi colpi di coda l'Ukraina è avviata ad essere una realtà mittle europea con tempi molto molto anticipati rispetto a quanto si pensasse solo qualche mese fa.

Ho deciso di fermare tutto questo nella immagine. E dunque mi sono fatto fare dalla cortese passante una foto con Azalia nella piazza della Rivoluzione con addosso la mia bella sciarpa arancione pro Iuscenko appena comprata dalla bancarella piena di gadget della rivoluzione pacifica ma ormai solo in visitata da turisti un po cervellotici come me. In due giorni non ho visto nessuno portare la sciarpa arancione pro Iuscenko. Sicuramente l'immagine sarà scarsa perchè fatta con una macchinetta da quattro soldi ( la mia macchina è ancora rotta), ma che per me è importante perchè simboleggia il nuovo che avanza nella mia vita così come in quella di un popolo che ha tanto sofferto e che invece ha un cuore tanto grande.

Bene carissima signora, mi accorgo sempre in ritardo di essere un po prolisso e lungo. Lei mi perdonerà. Le manderò domani la lettera che le scrive Azalia per chiederle di cancellarla dall'agenzia. Lei sa che questa mia non è certo un addio ma un semplice arrivederci e a prestissimo suo

Emilio ......"Er la coste"
Dopo qualche giorno arriva anche la lettera di Azalja... nella quale annuncia anche lei il matrimonio!  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

.. queste sono le fotografie con le quali noi li abbiamo presentati e loro si sono scelti

 - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - a questa immagine è collegata l'immagine ingrandita


le altre coppie


pagina scritta e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova

Home page